Match Report: Arsenal v Norwich 4-1

Superata la kermesse dedicata alle Qualificazioni per il Mondiale in Brasile, torna di scena la Barclays Premier League. E con essa, torna di scena l’Arsenal. La squadra di Wengèr è chiamata a vincere, davanti al suo pubblico, per sfruttare la leggera battuta d’arresto del Liverpool, bloccato sul 2 a 2 esterno, contro il Newcastle. L’occasione per mettere la freccia, ed effettuare il sorpasso ai danni dei Reds è quindi limpida, e i Gunners, provenienti dal pareggio al The Hawthorns, non possono fallire quella che si presenta come una delle tante “prove di maturità”, disseminate lungo la strada.

LE FORMAZIONI

Avversario odierno, il Norwich di Chris Hughton, che nell’ultimo turno di Campionato, pur prendendo 3 a 1, è riuscita a creare qualche grattacapo al Chelsea di Mourinho.

Ad ogni modo, con soli 7 punti rimediati in altrettante giornate, il momento dei Canaries non è certo dei migliori. Non che venire a giocare all’Emirates, contro una delle squadre più in forma del momento in Europa, sia una buona opportunità di riscatto, ma il manager irlandese non è certo uno che si tira indietro, quando si tratta di lottare.

Dovendo sopperire all’assenza del centravanti olandese Van Wolfswinkel, la formazione scelta dall’ex terzino degli Spurs si conferma con Ruddy in porta, protetto dalla linea a quattro formata da Russ Martin, Turner, Bassong ed Olsson; Tettey funge da diga davanti alla difesa, con Howson e Leroy Fer leggermente più avanzati in mediana; Pilkington e Snodgrass supportano l’azione del terminale offensivo Hooper. Solo panchina, almeno inizialmente, per Hoolahan e Becchio.

Wengèr riesce a trarre un minimo vantaggio dalla pausa per le Nazionali, recuperando Bacary Sagna e, soprattutto, Santi Cazorla, al suo rientro dall’ormai lontano primo Settembre.

Il terzino francese ritrova il suo posto da titolare, affiancandosi quindi a Mertesacker, Koscielny e Gibbs, a difesa del portiere Szczesny; Flamini e Arteta formano la coppia di centrocampo, con Mesut Özil ad agire da fantasista, svariando su tutto il fronte offensivo, supportato lateralmente da Cazorla e Wilshere; Giroud confermatissimo come vertice dell’attacco. Ramsey, che fin qui ha praticamente disputato ogni singolo minuto delle gare giocate dall’Arsenal, viene inizialmente risparmiato, sedendo in panca con Rosicky, Vermaelen e Bendtner.

LA GARA

L’impostazione della gara, come prevedibile, viene influenzata dalla differenza del tasso tecnico fra le due squadre. I Gunners cominciano con buona lena, nettamente più convinti, alzando il ritmo delle giocate, velocizzando la propria rete di passaggi e lasciando poche briciole all’iniziativa avversaria. Il Norwich, col passare dei minuti, si ritrova subito imbrigliato dall’avvolgente manovra avversaria, e non riesce più a tenere il pallone, limitandosi, quando può, a rinviare, nella speranza di non farsi schiacciare troppo. La capacità, in particolar modo, dei centrocampisti offensivi dell’Arsenal nel vincere quasi sempre i duelli individuali, crea non pochi problemi alla retroguardia ospite, spesso in affanno nelle prime fasi.

Al quarto d’ora, Santi Cazorla viene messo in condizione di liberarsi al limite dell’area, eludendo la marcatura e andando al tiro, con il mancino; Ruddy controlla senza problemi.

Tre minuti più tardi, però, la creatività della trequarti di Wengèr raggiunge livelli irresistibili per la difesa dei Canaries, e i Gunners passano, con una delle azioni più belle mai viste su un campo di calcio. La manovra viene comandata da Wilshere, che dalla sua metà campo apre il gioco a sinistra, lanciandosi nello pertugio centrale. Cazorla, servito successivamente, converge dalla fascia mancina, toccando centralmente verso lo stesso Wilshere, il quale, giunto al limite dell’area, combina con Giroud, con una serie elettrizzante di tocchi di prima, tra le maglie strettissime della difesa avversaria. La bellezza dell’intera azione, è da togliere il fiato. L’ultimo tocco di Giroud smarca deliziosamente il numero 10 inglese, che sempre al volo, di prima, appoggia delicatamente il pallone all’angolino, con la retroguardia ospite pietrificata. Una roba che manco in “Holly & Benji”. Uno a zero.

Il Norwich ci mette un po’ per recuperare psicologicamente, ma nel frattempo rischia di subire il secondo goal, quando Gibbs ruba palla ai danni di Russ Martin, involandosi sull’out di sinistra, concludendo con un velenoso centro-basso dal fondo; Giroud, ben piazzato come sempre, anticipa il marcatore, e connette con il suggerimento del compagno, trovando però un super-reattivo Ruddy, bravissimo a bloccarne il tentativo sottomisura.

Poco dopo, intorno al 40′, su un pericolosissimo scontro aereo con il ghanese Tettey, Flamini è costretto a dare forfait per una forte contusione alla testa: Wengèr non esita a mandar dentro Aaron Ramsey.

La mossa, per quanto obbligata, sbilancia lo schieramento dei Gunners, che di fatto perdono l’unico uomo capace di fare filtro in mezzo, e raddoppiare con tempismo la marcatura.

I Gunners abbassano pericolosamente la concentrazione, concedendo non poco alla manovra dei Canaries. Szczesny, per la prima volta dall’inizio della gara, ha il suo da fare, soprattutto sulla potente conclusione dalla distanza di Leroy Fer, elegantissimo nel danzare tra gli avversari, e liberare il suo gran destro. Ultimo sussulto, prima dell’intervallo, il tiro al volo di Sagna, su cui Ruddy interviene in maniera efficace.

Nella ripresa, l’approccio dei Gunners è ancora lontano da quanto visto nella prima mezz’ora di gioco, ma la squadra di Wengèr riesce comunque a impensierire gli ospiti, con un paio di conclusioni da parte di Mikel Arteta. Il Norwich ha il merito di dare il tutto per tutto, approfittando della mancanza di lucidità dei padroni di casa, con coraggio ed una buona dose di spirito di iniziativa. Pochi minuti dopo, infatti, la squadra di Hughton guadagna una clamorosa chance per agguantare il pareggio, da calcio piazzato; Turner vince il duello aereo con Giroud, in area di rigore, facendo da torre per l’accorrente Martin, che non riesce a capitalizzare l’occasione, da pochi passi. L’Arsenal fa fatica a riorganizzare il proprio gioco, sbagliando anche qualche tocco di troppo, e il Norwich prova a rispondere, aggredendo gli avversari lungo tutto il campo. Il gioco sugli esterni riscontra maggior efficacia, ma pur riuscendo a liberarsi per la conclusione, difficilmente i tentativi dalla distanza finiranno per impensierire Szczesny. Prima Snodgrass, poi Martin Olsson, terminano la propria azione mancando il bersaglio grosso.

In quello che sembra essere il momento migliore per i Canaries, giunge come una doccia fredda, il raddoppio dei Gunners. Ramsey suona la carica, imbastendo l’azione di rimessa, in direzione di Cazorla, che serve Giroud, largo a destra, sul perimetro. Il centravanti della Nazionale Francese si trasforma in assistman per la seconda volta, calibrando un cross perfetto, sulla testa di Mesut Özil, in versione centravanti. Il turco di Gelsenkirchen trova lo stacco giusto, infilando Ruddy all’angolo opposto. Due a zero.

Primo goal in campionato per l’ex centrocampista del Real Madrid, addirittura quarto assist stagionale per l’ex centravanti del Montpellier.

Wengèr concede giustamente il riposo al rientrante Cazorla, inserendo Tomas Rosicky.

La reazione del Norwich è veemente, complice l’amnesia difensiva dell’Arsenal, che a venti minuti dal termine, concede il goal agli avversari. Howson approfitta di un traversone dalla sinistra, controllando a seguire in piena area di rigore, e calciando al volo sul primo palo, senza lasciar scampo a Szczesny. Gran bel goal, che accorcia le distanze, e se possibile, riapre le sorti di un incontro virtualmente chiuso.

Di fatti, però, i padroni di casa si dimostrano ancora saldamente in controllo del proprio destino, giocando con convinzione, e riuscendo ad aumentare il forcing in fase offensiva. In questo senso, ha un ruolo fondamentale Ramsey, che alza il proprio raggio d’azione, sfuggendo alla marcatura e lanciandosi anche in zona tiro. Il gallese riesce a mettersi in mostra con un paio di superbe conclusioni dal limite, su cui Ruddy deve davvero superarsi. Poco dopo, Bendtner subentra a Giroud, legittimamente stanco per il doppio impegno con le Nazionali.

Il momento di forma straripante del numero 16 dei Gunners continua comunque a fare la differenza, e l’ex centrocampista del Cardiff, su azione personale, mette al sicuro il risultato, battendo Ruddy da due passi, dopo aver letteralmente messo a sedere l’intero pacchetto arretrato dei Canaries. Undicesimo goal stagionale per il gallese. Che, non contento, si cala nella parte dell’assistman, proprio nel finale, quando Rosicky lo imbecca sul palo opposto, dalla sinistra. Ramsey tocca con precisione millimetrica per l’accorrente Özil, che da pochi centimetri deposita il pallone in rete, realizzando la sua prima doppietta con la maglia dell’Arsenal. Quattro a uno. Gioco, partita, incontro.

CONCLUSIONI

Tre punti preziosi, e primo posto in solitaria per la squadra di Wengèr, anche grazie alla leggera frenata del Liverpool, che come detto in apertura, non è riuscito ad espugnare il St.James’s Park, nonostante l’inferiorità numerica degli avversari (per un intero tempo di gioco) ed il centesimo goal in Premier League del sempiterno Gerrard.

Il momento è sicuramente da incorniciare, così come alle stelle sembra essere il morale della squadra, finalmente ritrovata a livello di “gruppo”, non soltanto inteso come gli undici che scendono in campo. La squadra c’è, è compatta, presenta elementi pronti a subentrare e a non deludere le aspettative, o semplicemente a non far rimpiangere il propri sostituti. Elemento, questo, capace di fare la differenza nell’arco di una Stagione.

Forse la squadra ha ottenuto quella maturità necessaria a raggiungere determinati obbiettivi, forse ci saranno esami più probanti per poterlo dimostrare. Gli impegni certamente non mancheranno, a cominciare dalla prossima settimana, che ci vedrà impegnati in Champions League, contro i vice-campioni d’Europa, il Borussia Dortmund. Ennesima prova d’esame. Ennesimo scoglio da superare. Avanti così.

ANGELO ACANFORA

Anteprima: Arsenal v Norwich

Dopo la noiosa pausa dedicata alle nazionali, torna finalmente in campo la Premier League con un turno casalingo per l’Arsenal che all’Emirates attende il Norwich.

I Canaries di Hughton vivono un momento delicatissimo, infatti queste prime giornate di Premier League hanno mostrato un Norwich molto in difficoltà nel gioco, difficoltà palesate nell’ultimo match perso in casa contro il Chelsea, un match nel quale sono state evidenti alcune lacune difensive che stanno diventando piuttosto abituali nella squadra dell’ex tecnico del Newcastle.

Sarà quindi un Norwich col coltello tra i denti quello che giocherà all’Emirates contro l’Arsenal che non dovrà commettere l’errore di sottovalutare un avversario che pur non apparendo irresistibile, non va certo sottovalutato per questa ragione.

L’Arsenal arriva invece sull’onda di un momento positivo a questa sfida, nonostante nell’ultimo turno di Premier League i Gunners abbiano leggermente frenato al The Hawthorns contro un’eccellente WBA, sfida che ha fermato a cinque il numero di vittorie consecutive dell’Arsenal, addirittura nove se si guarda anche ai risultati ottenuti in Champions League, playoff compresi.

Wenger, che sembrerebbe oramai prossimo al rinnovo contrattuale con l’Arsenal, dovrà assolutamente impedire che possa insinuarsi tra i propri calciatori un’inconscia scarsa considerazione dell’avversario, che in questo tipo di partite è spesso il rischio maggiore, visto che quello col Norwich appare come un match assolutamente da vincere se i Gunners vogliono continuare ad inseguire obiettivi importanti;

Per quel che concerne gli infortuni, finalmente arrivano notizie positive per Wenger, torna infatti un elemento importante come Cazorla, mentre anche Sagna è oramai recuperato, invece Walcott sembra pittusto vicino al rientro.

Fuori Diaby,Ox,e Podolski, mentre nonostante forti colpi ricevuti nelle rispettive nazionali, assolutamente presenti Ramsey e Ozil.

Davanti a Szczesny, in difesa dovrebbe comunque esserci Jenkinson sulla corsia destra, mentre Gibbs andrà sulla sinistra, ed al centro dovrebbero esserci Mertesacker e Koscielny, anche se non è da escludere l’utilizzo di Vermaelen che in settimana ha fatto trapelare un certo malcontento per lo scarso minutaggio recente.

A centrocampo Arteta e Flamini saranno i titolari.

In attacco a supporto di Giroud, ci sarà un terzetto composto probabilmente da Ramsey,Ozil,Rosicky, anche se Wilshere potrebbe essere una soluzione da non sottovalutare.

Formazione possibile:

Szczesny;Jenkinson,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Arteta,Flamini;Ramsey,Ozil,Rosicky;Giroud

WBA v Arsenal 1-1: I gunners frenano la corsa

Con il pareggio esterno rimediato al The Hawthorns, l’Arsenal Football Club interrompe così la sua serie positiva, fermandosi a quota otto vittorie consecutive. La squadra di Arsene Wenger finisce sotto nel punteggio, per la prima volta in questa Stagione, riuscendo nella seconda parte di gara ad inseguire e ad ottenere un pari, se vogliamo, abbastanza sofferto, ma non per questo, poco apprezzabile. I Baggies, infatti, avranno pure un record casalingo non impressionante, ma possono contare al momento su una condizione fisica davvero notevole, che li rende avversari tostissimi quasi per chiunque in Premier League. Chiedere al Manchester United, battuto addirittura all’Old Trafford.

FORMAZIONI

La squadra di Clarke giunge quindi galvanizzata all’appuntamento, ma non senza qualche defezione. Recuperato in extremis Anelka, il tecnico scozzese è costretto a rinunciare ad Anichebe, a Dorrans ed al portiere Ben Foster. Quest’ultimo viene così rimpiazzato da Boaz Myhill, difeso dalla linea a quattro, composta da Jones, Olsson, McAuley e Liam Ridgewell; cerniera difensiva a centrocampo formata dal duo Yacom-Mulumbu, mentre sulla trequarti Amalfitano, Sessegnon e Berahino supportano l’azione di Nicolas Anelka. Partenza dalla panchina per Morrison e Long, non ancora al 100%.

Arsene Wenger non vive certo una situazione più favorevole, in termini di infortuni e di indisponibilità. Il turn-over è ancora una chimera in casa Arsenal, così il manager alsaziano è pressoché costretto a schierare gli stessi uomini che in settimana avevano smantellato il Napoli di Benitez, con giusto un paio di cambiamenti. Sagna è infatti costretto a fermarsi per un affaticamento muscolare, e viene quindi rimpiazzato da Carl Jenkinson, a completare con Mertesacker, Koscielny e Gibbs il quartetto difensivo, a protezione del solito Szczesny; Flamini e Arteta si posizionano al centro della mediana, con Wilshere e Ramsey adattati a cursori esterni, e con Ozil trequartista in appoggio a Giroud.

LA GARA

Le prime fasi di gioco denotano una differenza in termini di condizione, tra la squadra di casa e quella ospite, con la prima decisamente più quadrata, solida, ben disposta in campo. L’Arsenal finisce spesso preda dell’iniziativa avversaria, gioca sotto-ritmo, e soffre non poco la pressione difensiva messa in atto dallo schermo quasi impeccabile formato da Mulumbu e Claudio Yacob.

Inoltre, la squadra di Wengèr risente, probabilmente per la prima volta dall’inizio del Campionato, del mancato apporto di due motori essenziali per il proprio centrocampo, ovvero Ramsey e Wilshere.

Il primo è limitato e condizionato da un infortunio ad un ginocchio, che gli impedisce di essere, come invece era stato negli incontri precedenti, l’uomo “ovunque” dei Gunners.

Il secondo sembra invece offuscato dal punto di vista psicologico, finendo per non riuscire a giocare con tranquillità, con errori grossolani persino nei passaggi più elementari.

I Baggies la mettono decisamente sul piano fisico, e gli ospiti, incapaci di far valere le proprie doti tecniche, ne pagano le conseguenze.

Ci pensa Szczesny a tenere la porta inviolata, sul velenoso destro di Berahino dalla distanza, pericolosamente deviato da Flamini. Verso la mezz’ora, arriva la risposta dell’Arsenal, con un tiro al volo di Ramsey, rasoterra, che attraversa la selva di gambe nell’area di rigore, prontamente deviato da un reattivo Myhill. I padroni di casa avvertono il pericolo, e aumentano il ritmo con cui imperversano in direzione dell’area avversaria. Jenkinson fa non poca fatica a contenere l’iniziativa di Berahino sulla sinistra, ma non da meno sono le accelerazioni di Amalfitano e Sessegnon, capaci di unire anche buona tecnica alla già ottima velocità di esecuzione. I Gunners soffrono, e verso la fine della prima frazione incassano il goal dei padroni di casa, a seguito di una manovrata azione che porta Amalfitano a riscodellare in mezzo un corner ribattuto, trovando l’inserimento con i tempi giusti di Claudio Yacob.

L’ex mediano del Racing di Avellaneda ruba il tempo a tutti, e stacca schiacciando con forza il pallone alle spalle di Szczesny. Uno a zero.

Si va alla ripresa, consapevoli che ora il WBA avrebbe avuto la possibilità di colpire in contropiede, data l’urgenza degli avversari nel ricercare il pareggio. Non certo lo scenario migliore per gli uomini di Wenger. Non è un caso che i Baggies sfiorino subito il raddoppio, grazie all’eccellente lavoro di Berahino sulla sinistra, che conclude con il taglio basso verso il centro, dove Anelka, pur ben piazzato, non riesce a concludere. Ottima comunque l’opposizione del coraggioso Wojciech Szczesny.

Poco dopo, un ritrovato Wilshere, decisamente più convinto e concentrato, si invola dal fianco sinistro, penetrando in area di rigore, per poi venir steso da un intervento a dir poco al limite, da parte di Olsson: Lee Mason, autore di una prova arbitrale imbarazzante, invita a giocare.

L’Arsenal cerca progressivamente di tornare in partita, e riesce se non altro a velocizzare il gioco e ad alzare il proprio raggio d’azione, sebbene in questo modo esponga la propria retroguardia all’offensiva avversaria. L’esempio lampante arriva al 52′, quando Ridgewell lancia Anelka sul filo del fuorigioco, mettendo il compagno in perfetta situazione di uno-contro-uno, da solo con Szczesny. Il centravanti francese ha li tempo di controllare, guardare la porta e mirare al palo lontano, fallendo tuttavia il bersaglio con il suo elegante piatto destro a giro. Poteva essere il colpo del K.O.

Wengèr decide di cambiare qualcosa, e verso l’ora di gioco inserisce Rosicky per Ramsey. Un cambio decisivo. Il trequartista ceco si fa subito sentire con qualche accelerazione, condita da scambi stretti a favore di Mesut Ozil, in grado di parlare la “stessa lingua”, in termini calcistici.

Il turco di Gelsenkirchen ne giova non poco, e dopo soli 4 minuti, calamita un pallone sulla sua trequarti, operando a seguire un magistrale passaggio, che lancia Giroud nello spazio, verso l’area di rigore. L’imbucata del tedesco permette all’ex-Montpellier di controllare e servire Rosicky, salito centralmente a rimorchio al limite dell’area. Il ceco tocca di prima in direzione di Wilshere ai 25 metri, che calcia di prima con il sinistro, trovando la leggera deviazione di Olsson. Conclusione potente, su cui Myhill non può nulla. E’ il goal del pareggio.

La partita diventa interessantissima, decisamente più aperta rispetto alla prima frazione di gioco. L’Arsenal è una squadra trasformata, e seppur non ai suoi soliti standard, costituisce un avversario pericoloso per il WBA. Szczesny è ancora una volta preparato sul bolide di Jones, e riesce a non farsi sorprendere successivamente da Amalfitano. Clarke prova a mandar dentro anche Long e Morrison, cercando di prendere l’intera posta in palio, ma i Gunners resistono, e ad un quarto d’ora dalla fine sfiorano addirittura il colpaccio, con Wilshere, totalmente redento, che inventa un magnifico filtrante per Giroud. Il francese controlla, eludendo la marcatura, salta Myhill, ma non riesce a chiudere con il destro, facendosi recuperare dal portiere gallese. Poco dopo, ancora Wilshere protagonista, inseritosi in area di rigore e pronto ad esplodere il tiro, prima di essere falciato dal rischiosissimo intervento in tackle di Mulumbu, giudicato regolare da Mason. Episodio dubbio, ma in termini pratici privo di effetti.

Nel finale c’è spazio per Bendtner, giusto per far rifiatare Giroud. Cambio che non incide nè sugli equilibri, nè sull’esito finale. La partita termina sull’uno a uno, ed il pareggio sembra essere il più giusto tra i risultati.

CONCLUSIONI

A giudicare da quanto visto nel primo tempo, le cose sarebbero potute andare anche peggio. Complimenti al West Bromwich per lo sforzo profuso, ma complimenti anche ai Gunners per la reazione mostrata nella ripresa, nonostante un arbitraggio non sempre all’altezza (per usare un eufemismo) e una condizione fisica non ottimale. Certo, non mi piace parlare di stanchezza quando siamo agli inizi del mese di Ottobre, ma una squadra come l’Arsenal, impegnata quasi ogni tre giorni per gli impegni in Coppa, e che tendenzialmente gira a velocità spesso vertiginose (si veda la gara contro il Napoli), onestamente non può non risentirne.

L’utilizzo di giocatori in posizioni non abituali, come Wilshere e Ramsey oggi esterni, non può sempre portare ottimi frutti. Va benissimo la capacità di adattarsi a seconda delle necessità, meno bene quando la cosa tende a diventare abitudinaria. Del resto abbiamo visto ciò che è stato in grado di fare il gallese giocando nel suo ruolo naturale, al centro del campo.

Si va ora verso la pausa per le qualificazioni al Mondiale per Nazioni, ed è una sosta più che ben accetta. Servirà per recuperare energie fisiche e mentali, oltre che per recuperare giocatori fondamentali alla causa. Sarà interessante verificare il rendimento della squadra quando l’organico permetterà l’utilizzo della rotazione. I rientri di Cazorla (praticamente dopo la sosta) e di Walcott sembrano ora dietro l’angolo, e mai come ora avremo bisogno di tutto l’apporto possibile per affrontare un periodo intenso e ricco di insidie, come quello di Ottobre e Novembre. Ci sarà tempo per parlarne e trarne le dovute valutazioni. E magari, chissà, potremo dire che il punto ottenuto al The Hawthorns sarà stato oro colato. Per adesso, vale la pena godersi il momento, con tanto di primo posto in Classifica.

Angelo Acanfora

Anteprima: Arsenal v Napoli

Seconda giornata di Champions League con l’Arsenal che attende all’Emirates Stadium, la visita del Napoli.

I partenopei, che in estate hanno visto un cambio di guardia in panchina con Benitez che ha sostituito Mazzarri, ed un cambio importante anche di rosa, con circa 90 milioni di euro investiti sul mercato, complice anche la cessione di Cavani al PSG per la clausola di 64 milioni pagata dai francesi, che ha consentito al Napoli di portare all’ombra del Vesuvio elementi come il portiere Rafael,Mertens,Reina,Duvan Zapata,Albiol,Callejon, e sopratutto Higuain, calciatore che per stessa ammisione di Wenger è stato a lungo corteggiato dall’Arsenal, che i Gunners hanno poi desistito a prendere per la richiesta di 40 milioni del Real Madrid che ha portato l’Arsenal a ritenere a quelle cifre investire diversamente il proprio denaro.

Fatto sta che Higuan è oggi uno dei perni di un Napoli che grazie a Benitez vola in Serie A, ed anche in Champions League con la vittoria al San Paolo contro il Borussia Dortmund, si candida ad essere una squadra certamente di alto livello, ed è per questo che ci vorrà un grande Arsenal per avere la meglio su una squadra migliorata dal lavoro dell’ex tecnico di Liverpool e Chelsea.

L’Arsenal però non vive certo un momento triste, anzi, i ragazzi di Wenger volano in Premier League con l’ultima vittoria arrivata in Galles contro lo Swansea che ha confermato la continua e costante crescita della squadra del tecnico alsaziano, al quale prima della partita contro i partenopei dovrebbe esserci un tributo per i 17 anni di lavoro all’Arsenal, Arsenal che come detto in precedenza, e per ammissione di Wenger, ha trattato Higuain che lo stesso Wenger ha definito come uno dei grandi due-tre grandi obiettivi dell’estate passata, gli altri non è un segreto, sono stati Luis Suarez, e l’uomo per il quale ha poi deciso di investire la cifra di 42,5 milioni di sterline, Mesut Ozil.

Anche l’Arsenal ha vinto la prima giornata in Champions League, i Gunners hanno espugnato per 2-1 il Velodrome contro il Marsiglia, è lecito quindi definire quella col Napoli una partita il cui esito positivo potrebbe consentire all’Arsenal se non di mettere una mano sul passaggio del turno, quantomeno di avvicinarsi di molto all’obiettivo;

Wenger dovrà fare a meno di Diaby,Ox,Cazorla,Podolski, e Walcott.

Torna a disposizione Rosicky.

In porta ci sarà Szczesny, mentre Sagna e Gibbs saranno i terzini, mentre Mertesacker e Koscielny i centrali di difesa.

A centrocampo Ramsey sarà affiancato da Flamini.

In attacco nonostante il recupero di Rosicky, è Gnabry candidato ad essere il titolare con Wilshere ed Ozil, nella linea a supporto di Giroud.

Formazione possibile:

Szczesny;Sagna,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Ramsey,Flamini;Gnabry,Wilshere,Ozil;Giroud

Swansea v Arsenal 1-2: Gnabry e Ramsey portano i Gunners in vetta alla Premier

Difficile, se non impossibile, trovare un modo migliore per festeggiare i 17 anni da manager dell’Arsenal Football Club, per il buon Arsene Wenger. Il successo ottenuto nella delicata trasferta gallese, al Liberty Stadium, coincide con la benevole concomitanza di risultati vantaggiosi (pareggio tra Spurs e Chelsea), quanto per certi versi clamorosi (sconfitta per Manchester United e Manchester City). Morale della storia: i Gunners centrano l’ottava vittoria esterna consecutiva (non succedeva dal 2001/2002), posizionandosi in vetta alla Classifica, da soli ed a +2 dalla seconda (Tottenham). Un regalo perfetto, vista la circostanza.

LE FORMAZIONI

Un traguardo ancor più rimarcabile, se si pensa alle ristrettezze di organico patite dal Club londinese, ormai dagli inizi della Stagione in corso. Con le possibilità di turn-over pressoché nulle, e con il turno infrasettimanale di Coppa di Lega praticamente affidato ai ragazzini dell’Academy, il manager alsaziano si ritrova obbligato a confermare lo stesso undici titolare sceso in campo all’Emirates contro lo Stoke City.

Ancora una chance per il giovane Serge Gnabry, tedesco classe ’95, a far le veci dell’indisponibile Theo Walcott, sulla fascia destra. Unica novità, la presenza di Mikel Arteta, già presente mercoledì scorso contro il WBA in Capital One Cup, che partirà dalla panchina.

Dal canto suo, lo Swansea City si conferma formazione ostica, seppur dal rendimento non estremamente esaltante in Campionato, con 7 punti rimediati in cinque giornate. Ciononostante la squadra di Laudrup risulta pur sempre da prendere con le molle, e lo testimonia il brillante esordio in Europa League, con il roboante 0 – 3 inflitto al Valencia, sul non proprio facilissimo campo del Mestalla.

Il tecnico danese, pur dovendo fare a meno dello stopper Ashley Williams, del terzino Rangel e del centrocampista Pablo Hernandez, riesce a schierare i suoi con Tiendalli, Jordi Amat, Chico Flores e Ben Davies in difesa, davanti al confermato Vorm; Canas e Shelvey compongono la cerniera di centrocampo, con Nathan Dyer, De Guzman e Routledge a supporto di Michu, vertice offensivo. Presenti, ma solo per la panchina Leon Britton e Wilfried Bony.

LA GARA

Partenza attenta e piuttosto guardinga da parte dei Gunners, chiaramente votati al risparmio energetico in vista dell’importante impegno di martedì 1 Ottobre, in casa, contro il Napoli di Benitez, sul palcoscenico della Uefa Champions League. Come detto poc’anzi, il turn-over delle risorse non è un lusso che Arsene Wenger possa permettersi al momento, ragion per cui la squadra è impostata con baricentro basso e su ritmi decisamente lenti. E’ quindi lo Swansea a condurre il gioco, provando con maggiore impeto e convinzione a portarsi in avanti, non senza qualche difficoltà. Il gioco dei padroni di casa si sviluppa prevalentemente sulle fasce, dove Gibbs ha il suo bel da fare contro l’asse formato da Dyer e da Davies in costante sovrapposizione. Per la verità, nonostante la differente quantità di sforzo profuso nelle rispettive manovre di gioco, le due squadre sembrano elidersi a vicenda, e ciò che ne deriva è, in buona sostanza, un primo tempo povero di emozioni. La palese difficoltà nell’uscire dal pressing fornito dai vari Flamini, Ramsey e Mertesacker, lo Swansea prova ad insidiare la porta avversaria dalla distanza, in particolar modo con il tentativo di Shelvey nei primi minuti. Conclusione potente ma poco precisa, che termina alta sopra la traversa. Stessa sorte per la conclusione di Ramsey, pochi istanti dopo.

Poco prima della mezz’ora arriva un mezzo brivido per la difesa ospite, quando Michu tenta in scivolata di sorprendere Szczesny sull’ennesimo retropassaggio; il portiere polacco se la cava con l’ausilio della linea di fondo e con Clattemburg bravo nell’occasione a decretare l’uscita del pallone dalla stessa.

Nel finale ancora un sussulto, ma stavolta per i tifosi di casa: l’incursione di Gnabry, bravissimo ad accentrarsi dalla destra eludendo la marcatura avversaria, termina con il perfetto assist a beneficio di Giroud; il francese controlla da ottima posizione, ma il suo diagonale mancino manca il bersaglio per pochi centimetri. Peccato.

Zero a zero all’intervallo, poco spettacolo e risultato tutto sommato giusto, rispetto a quanto visto sul campo. Lo Swansea aveva sicuramente fatto di più, come possesso palla e come mole di gioco, ma in termini di conclusioni, la squadra ospite era quella che più si era avvicinata al goal del vantaggio.

Nella ripresa l’Arsenal decide così di aumentare il ritmo, influendo irrimediabilmente anche sulla manovra avversaria, ora meno caparbia rispetto a quanto visto nei primi 45 minuti.

Giusto ridurre gli sforzi al minimo, legittimo lesinare sulle accelerazioni e limitare l’energia nei contrasti, ma i risultati del pomeriggio erano stati troppo favorevoli per non sfruttare l’occasione e puntare alla piena posta in palio. Il cambio di marcia è sensibile quanto basta per poter sovvertire l’ordine al Liberty Stadium, e dominare l’avversario grazie alla superiorità tecnica dei propri palleggiatori. La combinazione Wilshere-Ramsey diventa più efficace, e finalmente Giroud viene coinvolto in maniera attiva in tutte le azioni offensive. Mesut Ozil non brilla come al solito, ma pur nella sua “intermittenza”, riesce sempre ad inventare pericoli per gli avversari. E’ proprio il fraseggio tra i tre citati prima, che porta l’Arsenal al goal del vantaggio, quando siamo all’ora di gioco. Ramsey chiude lo scambio con Wilshere che a sua volta combina con Giroud, spalle alla porta; il gallese vede e serve il movimento di Gnabry, leggermente defilato a destra in area di rigore, che riceve e trafigge Vorm, con un preciso destro rasoterra all’angolino. Primo goal in carriera da professionista per il giovanissimo tedesco, ex Stoccarda. Uno a zero per i Gunners.

Lo Swansea accusa il colpo, e non riesce ad arginare l’offensiva avversaria, nettamente più convinta rispetto a quanto non lo fosse nella prima frazione di gara. Subito dopo, giunge la chance per il raddoppio, se possibile ancor più netta: Ramsey esce in bello stile nel traffico, lanciando con millimetrica precisione il filtrante per Ozil, sgusciato rapidamente a sinistra; il turco di Gelsenkirchen fa tutto benissimo, accelerando palla al piede verso Vorm, ma giunto in prossimità di quest’ultimo si lascia quasi ipnotizzare, facendosi parare il tiro di piatto sinistro, praticamente da due passi. Incredibile. Poteva essere il colpo del K.O., ma non sarebbe stata certo l’ultima azione degna di nota. Sarebbe stato soltanto il prologo all’episodio che avrebbe poi comunque portato al goal del 2 a 0.

Nathan Dyer , in percussione dalla destra, viene chiuso da Koscielny, che facilita l’intervento di Szczesny. Il portiere polacco rimette subito la palla in gioco, innescando il contropiede dei suoi; il pallone viene smistato al centro, dove Ramsey apre il gioco sulla sinistra in direzione di Wilshere, coraggiosissimo ad intervenire in tackle sul pallone leggermente lungo; il numero 10 inglese vince la contesa, allungando in verticale per Giroud, che chiude l’uno-due con il compagno di tacco; Wilshere sta per entrare in area, quando serve ancora Giroud, sul vertice sinistro, il quale a sua volta finta il sinistro, e confeziona l’assist per Ramsey, salito centralmente dalla retrovie. Il gallese manda Canas al bar, per poi finalizzare con il destro, realizzando il suo ottavo goal stagionale.

Laudrup inserisce Bony e Pozuelo per l’assalto finale, in cerca di un insperato pareggio. I gallesi non si arrendono, e provano a raddrizzare la partita con maggior intensità. La reazione si fa sentire subito, con un poderoso destro da fuori area di Nathan Dyer, che costringe Szczesny ad intervenire in tuffo. Grande parata da parte dell’estremo difensore polacco.

Ad un quarto d’ora dalla fine, gli Swans vanno ancora vicini al goal che accorcerebbe le distanze, stavolta su un’indecisione di Wilshere, il cui retropassaggio di trasforma in suggerimento per Bony, ma l’ivoriano è troppo defilato e non riesce a sorprendere Szczesny.

A nove dalla fine, l’ex attaccante del Vitesse inventa comunque un superbo pallonetto a scavalcare la difesa, con cui premia l’inserimento di Davies, fortunato a sfruttare il rimpallo sull’intervento acrobatico di Mertesacker, e a battere l’incolpevole portiere avversario. Due a uno.

Entrano Arteta prima, Monreal e Jenkinson poi, per dare man forte alla retroguardia, e limitare gli spazi agli avversari. La squadra si compatta, e la difesa ne risulta più solida e imperforabile. Il risultato resterà invariato, e l’Arsenal torna a casa con i tre punti.

CONCLUSIONI

Una vittoria meritata, di carattere e di sacrificio, ma non per questo meno godibile. Prova convincente più o meno da parte di tutti, con particolare menzione per la lucidità di Aaron Ramsey, e per la tempra battagliera di Flamini, uomo-ovunque nelle chiusure e nelle impostazioni delle ripartenze della squadra.

Senza chiaramente dimenticare Serge Gnabry, ragazzino che pare sempre più intenzionato a sfruttare la sua chance, creando in futuro problemi di scelta ad Arsene Wenger. Complimenti per il suo primo goal da Senior Player in maglia AFC, e non solo per quello.

Con il recupero di Arteta, e il possibile rientro di Rosicky in gruppo già da lunedì, il pensiero vola subito verso la gara di Champions League, contro il Napoli, vittorioso in casa contro il Borussia Dortmund alla prima giornata. Un test ancor più complicato, che in caso positivo, potrebbe permettere ai Gunners di mettere quasi una mano sulla qualificazione agli ottavi, visto il precedente successo esterno sul campo del Velodrome. Sarà una gara interessantissima, e sicuramente tutta da vivere, nonostante l’assenza di protagonisti del calibro di Podolsi, Walcott e Cazorla.

Pur contando tutte queste assenze, l’Arsenal è comunque riuscito a sollevarsi dalla crisi della prima giornata contro i Villans, mettendo a segno 5 vittorie consecutive in Premier, con tanto di primato in Classifica. La mentalità sembra quella giusta. Il momento pure. Non resta che continuare il cammino lungo questa strada.

Angelo Acanfora

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Arsenal v Stoke 3-1: Tre punti e primato in classifica

La quinta giornata di Barclays Premier League potrà per molti esser archiviata come una delle tante. Ad altri resterà impressa come la giornata del Derby di Manchester, stravinto e dominato dalla parte azzurra. Per altri ancora, invece, e mi riferisco soprattutto agli abitanti (ma non solo) del distretto N5 di Londra, rappresenterà un traguardo storico, una ricorrenza non poco significativa.

Cento anni fa (giorno più, giorno meno), l’Arsenal, noto al tempo come Woolwich Arsenal, si accingeva a giocare la sua prima partita nel tempio di Highbury, contro il Leicester Fosse, in Seconda Divisione.

Era il 6 Settembre 1913, l’anno del cambiamento radicale, dello spostamento dal sud-est al nord della Capitale, dal Manor Ground ad Highbury, l’anno, insomma, che ha poi gettato le basi per il futuro.

Cento anni dopo, i Gunners ospitano in campo lo Stoke City, imprimendo sulla maglia, oltre che sul cuore, l’effige riportante quella data, tra le più importanti della storia del Club.

LE FORMAZIONI

Mettendo da parte i risvolti storici (per certi versi romantici) legati alla tradizione, il “presente” offre ai ragazzi di Wengèr una grossa chance per riportarsi in vetta alla classifica, grazie alla sconfitta del Liverpool nell’anticipo del sabato contro i Saints.

L’infermeria affollata resta un argomento delicato in casa Arsenal, ma se da un lato la buona notizia sta nel recupero a pieno regime di Mikel Arteta (partenza dalla panchina), dall’altro non lascia tranquilli l’improvviso forfait di Walcott (problema agli addominali) in fase di rifinitura. Wengèr concede una chance al giovane Serge Gnabry, classe ’95, con Özil e Wilshere a supporto di Giroud in attacco. Per il resto la squadra viene confermata in toto, con Ramsey-Flamini nel cuore della mediana, e la coppia Mertesacker-Koscielny al centro della difesa, davanti a Szczesny.

Mark Hughes non si sbilancia, optando per un equilibrato 4-4-2, in cui davanti a Begovic si schierano Cameron, Huth, Shawcross e Pieters; Wilson e Arnautovic agiscono sulle corsie esterne, con Adam ad impostare la manovra e N’Zonzi a fare da pivot davanti alla difesa; coppia d’attacco formata da Walters e Kenwyne Jones. Solo panchina per Ireland (non ancora al pieno della condizione) e per Peter Crouch.

LA GARA

Davanti agli oltre 60000 presenti all’Emirates Stadium, è l’Arsenal a condurre il gioco, schiacciando decisamente il piede sull’acceleratore. Dopo cinque minuti i padroni di casa sbloccano il risultato.

Mesut Özil si incarica della battuta di un calcio di punizione dalla trequarti destra, con una velenosa parabola indirizzata sul secondo palo. Begovic si tuffa, deviando in un primo momento la sfera, ma Aaron Ramsey si avventa per primo sul pallone vagante, infilando la respinta a porta sguarnita. Settimo goal stagionale del gallese, in uno stato di forma a dir poco impressionante. Un goal che sa di vendetta, a distanza di oltre tre anni dall’orrendo infortunio del Britannia Stadium. Uno a zero.

Il vantaggio prematuro tranquillizza i Gunners, che possono abbassare il ritmo e controllare l’andamento della gara. Di contro, i Potters non mostrano segni di resa, cercando di aumentare il pressing e di cambiare passo, per scardinare la difesa avversaria. Si nota in tal senso un lieve cambiamento di stile, rispetto al regime “Pulis”, prevalentemente incentrato su rimesse laterali da giavellottisti, lunghi lanci dalle retrovie, e continua ricerca dello scontro fisico.

La versione “Hughesiana” dello Stoke City (passatemi il termine) risulta in effetti meno votata al mero ostruzionismo tattico, e sicuramente più interessata a costruire una manovra di gioco “pulita” e lineare, senza comunque rinunciare ad una buona dose di pragmatismo, chiaramente nei limiti delle possibilità tecniche del proprio organico. Con pazienza e volontà, gli ospiti trovano il goal dell’insperato pareggio, intorno al 26′: tutto nasce da un ottimo lancio di N’Zonzi a scavalcare la difesa, su cui Mertesacker non interviene, lasciando possibilità ad Arnautovic di inserirsi dalla sinistra, penetrare in area e raccogliere il suggerimento; l’ex centravanti dell’Inter calcia di prima al volo, con Szczesny bravo e fortunato ad intervenire con l’ausilio del palo; la palla rimbalza fortunosamente nei pressi del centro dell’area di rigore, dove l’americano Cameron, sopraggiungendo dalla lunetta, ribadisce in rete con un destro rasoterra secco e potente. Uno a uno.

I ragazzi di Wengèr non mollano la presa, e per nulla intimoriti dal pareggio, tornano con forza in partita, nuovamente motivati ad alzare il proprio ritmo di gioco. Alla mezz’ora Wilshere combina in grande stile con Özil, mettendo a sedere i centrali avversari, senza tuttavia centrare il bersaglio da ottima posizione. Poco dopo, il trequartista tedesco fa le prove generali del vantaggio, imbeccando Mertesacker direttamente su corner, ma la spizzata di testa del centrale difensivo viene bloccata quasi sulla linea, da Cameron, in marcatura su Gnabry. Si tratta solo di una prova generale, perchè al 36′ l’ex asse del Werder Brema stavolta colpisce ed affonda: la parabola di Mesut Özil è perfetta, e Mertesacker stacca imperiosamente cercando e trovando il palo lontano. Arsenal in vantaggio. tutto da rifare per i Potters. Ma la partita era tutto fuorché terminata. Non bisognava commettere l’errore precedente, ci sarebbe stato ancora un tempo da giocare, e il rischio di gestire il risultato contro una squadra sempre minacciosa su palla inattiva come lo Stoke, pareva celarsi dietro l’angolo.

Si va alla ripresa, e l’Arsenal torna in campo con lo spirito giusto. Giroud, visto poco in fase di conclusione, seppur utilissimo nella manovra con le sue sponde, mette in apprensione la porta avversaria con un poderoso sinistro dal limite. Begovic si supera mettendo in corner con la punta delle dita. L’estremo difensore ospite è bravo a non farsi sorprendere sul tentativo di Özil, bravo ad sgusciar via dalla destra, quando siamo alla mezz’ora. Hughes a questo punto decide di inserire Ireland per un impalpabile Adam, e lo Stoke City cambia passo, sfruttando la stanchezza degli avversari.

Szczesny deve impegnarsi e non poco per deviare la botta di Wilson dalla distanza. Poco dopo è Flamini, praticamente uomo-ovunque, a deviare in angolo un pericoloso traversone basso del vivacissimo Cameron. L’inerzia della gara sembra essersi spostata nelle mani dei Potters, ma proprio nel loro momento migliore, arriva come una doccia fredda il goal del definitivo 3 a 1, con ancora lo zampino di Özil: da un calcio di punizione dalla sinistra, stavolta il beneficiario è Sagna, che anticipa tutti sul tempo, e di testa trova un efficace pallonetto, a scavalcare Begovic. Il terzino francese torna al goal dal lontano Febbraio 2012 (nel 5-2 contro gli Spurs), ma degno di nota è senza dubbio il contributo del fuoriclasse tedesco con il numero 11 sulle spalle, autore di due assist e mezzo.

Nell’Arsenal entrano Miyaichi, Monreal ed Arteta, mentre Hughes prova l’acuto finale inserendo Palacios e l’ex Pennant. Nulla da fare. Il risultato è acquisito, con possibilità di aumentare lo score nel recupero. Finisce 3 a 1 per i Gunners, che volano in testa alla Classifica.

CONCLUSIONI

Tre punti importantissimi, a dispetto di una prestazione non eccelsa, ma nella quale l’Arsenal ha saputo dimostrare di avere la grinta e la capacità di gruppo per non mollare nemmeno un centimetro rispetto all’avversario. Pur stilisticamente non impeccabile, è una vittoria da “grande squadra”, una di quelle vittorie in cui si è capaci di soffrire e di sfruttare le occasioni con cinismo e “cattiveria”.

Determinante il contributo mostruoso di Mesut Özil, uno che non sempre sembra esserci in campo, ma che quando “accende la luce” si vede, si sente, eccome. Dai piedi del tedesco nascono i tre goal dell’Arsenal di oggi, non si può certo dire che il nostro numero 11 non sia un fattore.

Prossimo impegno in Coppa di Lega contro il WBA, occasione per dare ristoro ai titolari, e per concedere una chance alle seconde linee. Subentrerà poi un periodo ricco di impegni, tra Campionato e Champions League, ma per ora è presto anche solo parlarne. Godiamoci il primato in Premier League.

ANGELO ACANFORA

Anteprima: Arsenal v Stoke

Giornata casalinga per l’Arsenal, con i Gunners sono chiamati alla sfida contro lo Stoke City all’Emirates Stadium.

I Potters guidati fin dalla prima stagione in Premier League da Tony Pulis, hanno da questa stagione cambiato guida tecnica, a succedere al tecnico che ha riportato lo Stoke in Premier League è arrivato Mark Hughes.

L’ex tecnico di Blackburn,Man City,Fulham, e QPR, ha intelligentemente proseguito l’ottimo lavoro lasciato in eredità dal proprio predecessore continuando a puntare su un gioco molto fisico e piuttosto intenso, gioco che raggiunge per la verità la massima espressione quando i Potters sfruttano la spinta del proprio pubblico, mentre in trasferta tende ad essere molto prudente puntando spesso su un vero e proprio arroccamento nella propria metà campo, è per questa ragione che l’Arsenal affronta un match da prendere con le pinze.

I ragazzi di Wenger in Premier League sono reduci da tre successi di fila, l’ultimo sul campo del Sunderland che ha completamente rilanciato le prospettive di una stagione che può offrire soddisfazioni importanti ai Gunners.

In settimana l’Arsenal ha cominciato al meglio la propria avventura nei giorni di Champions League andando ad espugnare il Velodrome, casa dell’Olimpique Marsiglia, con un 2-1 sofferto ma fondamentale, successo arrivato dopo una performance non certo scintillante dei Gunners che in ogni caso anche in circostanze non semplici hanno comunque cominciato al meglio il proprio cammino nella fase a gironi di Champions League, espugnando un campo non facilissimo giocando a tratti anche male, forse un segno di una squadra che adesso riesce anche a vincere pur non giocando bene.

Per quanto riguarda gli infortuni, Wenger può finalmente sorridere per il ritorno di Arteta, mentre Rosicky e Cazorla potrebbero anche tornare prima del previsto, cosi come Podolski.

Fuori a lungo termine Diaby, mentre ci vuole ancora un mesetto per Ox.

Davanti a Szczesny, in difesa Sagna e Gibbs dovrebbero essere i titolari, dovrebbero perchè Jenkinson e Monreal potrebbero anche giocare facendo cosi rifiare i compagni.

Al centro la coppia dovrebbe ancora una volta vedere insieme Mertesacker e Koscielny.

A centrocampo Ramsey sarà affiancato da Flamini.

In attacco il terzetto Walcott,Wilshere,Ozil appoggerà Giroud.

Formazione possibile:

Szczesny;Sagna,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Ramsey,Flamini;Walcott,Wilshere,Ozil;Giroud

Anteprima: Olympique Marsiglia v Arsenal

Esordio nella fase a gironi di Champions League per l’Arsenal chiamato alla sfida in terra francese allo Stade Velodrome, la casa dell’Olympique Marsiglia.

I francesi nell’ultimo turno di Ligue 1 hanno ripreso per i capelli un match che sembrava perso col Tolosa, raggiungendo un pari all’ultimo minuto che ha dato un pò di respiro agli uomi di Baup, sui quali gravava comunque una sconfitta precentemente inflitta dal Monaco.

Pur non essendo in uno stato di forma che può definirsi eccellente, l’Olympique è avversario molto ostico, sia perchè il Velodrome è uno stadio molto caldo, e sia perchè nell’organico dei francesi sono presenti alcuni elementi molto interessanti come il portiere Mandanda, il difensoro N’Kolou, il giovanissimo talento Thauvin, e sopratutto l’uomo più rappresentativo Valbuena, sarà quindi un match molto importante da vincere per l’Arsenal perchè l’impressione è che in questo girone impegnativo, i punti contro il Marsiglia potrebbero essere quelli maggiormente determinanti ed avere alla fine un peso specifico importantissimo.

L’Arsenal invece è reduce da cinque successi di fila, tre di questi in campionato, l’ultimo a Sunderland con un perentorio 3-1 che ha confermato il buon momento dei ragazzi di Wenger bravi nel sapersi rialzare dopo una prima giornata di campionato che faceva presagire al peggio.

I Gunners sono arrivati alla fase a gironi di Champions League attraverso i playfoff nei quali l’Arsenal ha letteralmente frantumato il Fenerbahce con due vittorie per 3-0 in terra turca, ed un comodo 2-0 in casa, però adesso inizia una fase piuttosto delicata visto che il girone di Champions League ha messo la squadra di Wenger contro squadre come lo stesso Marsiglia,Borussia Dortmund, e Napoli, un girone non facile, ma nel quale i ragazzi di Wenger possono recitare un ruolo da protagonista, ma per farlo sarà essenziale partire col piede giusto con un risultato importante al Velodrome;

Per quel che concerne gli infortuni, Diaby,Podolski,Arteta sono fuori, anche se l’ultimo è vicinissimo al rientro, mentre per Podolski il recupero procede meglio del previsto.

La tegola è rappresentata dall’assenza di Cazorla per un periodo quantificabile in 3-4 settimane per un guaio alla caviglia, mentre Rosicky non è al meglio e potrebbe anche restare fuori da questa partita.

Torna invece disponibile Mertesacker.

Davanti a Szczesny, Sagna e Gibbs si occuperanno delle corsie, mentre al centro la disponibilità di tutti i centrali potrebbe anche portare Wenger a schierare Vermaelen di fianco a Mertesacker, visto che Koscielny sabato l’ha combinata davvero grossa rischiando di compromettere un match che i suoi conducevano senza troppa fatica.

A centrocampo Ramsey sarà affiancato da Flamini, quest’ultimo ex del match essendo nato e cresciuto nell’OM, squadra con la quale ha dichiarato di voler concludere un giorno la propria carriera.

In attacco sarà il terzetto composto da Walcott,Wilshere,Ozil ad agire alle spalle della punta Giroud.

Formazione possibile:

Szczesny;Sagna,Mertesacker,Vermaelen,Gibbs;Ramsey,Flamini;Walcott,Wilshere,Ozil;Giroud

Sunderland v Arsenal 1-3

Al termine del consueto break dedicato alle qualificazioni per i Mondiali di Calcio del 2014, ritorna finalmente la Barclays Premier League. La quarta giornata di Campionato, apertasi con la vittoria casalinga dello United ai danni del Crystal Palace, vede l’Arsenal di scena allo Stadium of Light, contro il Sunderland.

La squadra di Di Canio, penultima in Classifica, risulta tra le compagini più in difficoltà, con un sol punto raccolto in tre giornate. Decisamente poco, rispetto alle aspettative create dalle varie dichiarazioni del manager italiano.

Discorso completamente opposto per i Gunners, che nonostante la falsa partenza registrata all’esordio, risultno imbattuti nelle successive gare, sia in Premier che in Europa (preliminari di Champions), giungendo in un ottimo stato di forma per la delicata trasferta nella contea del Tyne and Wear.

LE FORMAZIONI

Se da un lato però la condizione fisica si attestava su valori positivi, lo stesso non poteva dirsi per la situazione infortuni, che all’indomani della pausa dovuta alle Nazionali, vedeva la squadra di Arsene Wenger incrementare il gruppo già alquanto nutrito presente in infermeria. Rosicky accusa un problema muscolare, mentre, proprio alla vigilia, Santi Cazorla risulterà vittima di un infortunio alla caviglia, che lo terrà lontano dai campi per almeno tre settimane. L’ultima defezione, in ordine di tempo, sarà quella di Per Mertesacker, costretto ai box da un virus intestinale.

L’emergenza di formazione non costituisce comunque un ostacolo per il manager alsaziano, soprattutto non costituisce impedimento per l’esordio tanto atteso di Mesut Ozil, nuovo acquisto dei Gunners, arrivato proprio all’ultimo giorno di mercato.

Il trequartista tedesco non è al top, forzato a saltare un allenamento per via di un’influenza, ma prende comunque posto come rifinitore, a supporto di Giroud, ed affiancato da Walcott e Wilshere; Ramsey e Flamini si schierano a protezione della difesa, con quest’ultima composta da Jenkinson, Sagna, Koscielny e Gibbs, in linea davanti a Szczesny. Panchina striminzita, dove tra i tanti under-21 spicca la presenza del redivivo Thomas Vermaelen, tornato da una settimana ad allenarsi col gruppo.

Non certo più agevole la situazione per Di Canio, obbligato a fare a meno di Giaccherini per un fastidio muscolare, e con due dei suoi uomini di fiducia, Gardner e Seb Larsson, decisamente non al top della condizione. Il manager italiano si assume il rischio di far partire Steven Fletcher, al rientro dopo un lungo stop, al fianco di Jozy Altidore, con cui compone il tandem offensivo. Mavrias e Adam Johnson agiscono da cursori esterni, con Colback ed il coreano Ki al centro della mediana; davanti a Westwood infine, la linea difensiva a 4 è composta da Celutska, Roberge, Diakite e Vaughan.

LA GARA

Primo round di spiccata marca Gunners, con i padroni di casa costretti ad inseguire i portatori di palla avversari, e a cercare di arginarne il fraseggio continuo e preciso, soprattutto nella zona di centrocampo.

La superiorità tecnica della squadra ospite si consolida fin dai minuti iniziali, in un costante crescendo che porterà, dopo soli 11 minuti di gioco, a sbloccare l’equilibrio della gara. La manovra del Sunderland viene contrata nella trequarti difesiva ospite, da cui Gibbs, vedendone il movimento, decide di servire la corsa di Ozil, scattato in posizione regolare, a tagliare in due la difesa ospite. Il pallone sembra lungo, ma il fantasista tedesco riesce comunque ad arpionarlo, con un controllo non facile, per poi tagliare al centro un millimetrico rasoterra basso, per l’accorrente Giroud; il centravanti francese è puntuale, e non sbaglia la conclusione sottomisura, infilando Westwood per il goal dell’uno a zero.

Il Sunderland incassa il colpo e tenta la repentina reazione con Diakite, che da calcio d’angolo supera l’opposizione di Giroud in copertura, staccando con ottimo tempo, ma colpendo suo malgrado la traversa piena. Giusto qualche minuto dopo, Altidore conquista palla ai 30 metri, decidendo di far esplodere un violento destro, peraltro deviato, che mette in difficoltà Szczesny, molto reattivo nella circostanza.

A parte la duplice occasione per gli uomini di Di Canio, il controllo risulta saldamente nelle mani dei Gunners, che con il punto di vantaggio ormai acquisito, impostano la gara sul possesso palla, nella paziente attesa del varco giusto, per poter affondare il colpo del raddoppio. Al quarto d’ora è ancora Ozil ad illuminare la scena, inventandosi un altro fantastico passaggio filtrante per l’inserimento di Walcott dalla destra. L’esterno inglese perfora la difesa avversaria, ma non riesce a capitalizzare quello che poteva essere il secondo assist del centrocampista tedesco, finendo per farsi ipnotizzare da Westwood. Occasione sciupata. La scena si ripete poco prima della mezz’ora, con gli stessi interpreti. Theo Walcott riceve ancora una volta la palla-goal del due a zero, ma per la seconda volta spreca, calciando sul portiere, e negando di fatto un altro assist (sarebbe stato il terzo!!!) a Mesut Ozil.

Il Sunderland è alle corde, e non riesce a divincolarsi dalla morsa degli uomini di Wenger, che cercano con tutte le forze il raddoppio. Da una bella azione corale, che ha ancora Ozil tra i suoi interpreti, stavolta e Giroud che al limite dell’area riceve palla, smistandola elegantemente di prima per Walcott, smarcato a destra e in buona posizione: il numero 14 si fa ancora neutralizzare da Westwood, la cui respinta finisce proprio nei pressi di Ozil, lucido ad eludere la pressione di due avversari, per poi caricare il destro (non il suo piede preferito), che finisce preda di rimpalli tra la selva di gambe dei difensori avversari.

Proprio nel finale di primo tempo, l’ennesima occasione per raddoppiare a favore dei Gunners, con Wilshere che imposta dal fianco sinistro, decidendo di crossare intelligentemente sul secondo palo, dove Walcott, colpevolmente lasciato solo, prova la conclusione di testa, da ottima posizione, ma senza trovare il bersaglio.

Si va alla ripresa sull’uno a zero, ma non certo per merito dei Black Cats. Di Canio deve averli strigliati non poco all’intervallo, visto il cambiamento radicale nell’atteggiamento dei suoi uomini fin dall’inizio del secondo tempo. A tutti gli effetti, sembra di assistere ad una partita completamente diversa, in cui l’iniziativa è vigorosamente nelle mani dei padroni di casa, mentre l’Arsenal fa un po’ di fatica a ritrovare la sua posizione ottimale in campo. La squadra di Wengèr si lascia cogliere di sorpresa dalla ritrovata verve offensiva del Sunderland, e nel giro di qualche minuto concede il goal del pari. L’ingenuità, nell’occasione, viene commessa da Koscielny, che non fidandosi delle finte di Adam Johnson, scalato a destra per rientrare sul piede preferito, decide di entrare in tackle, quando forse non ce sarebbe stato alcun bisogno. L’ex ala del Middlesbrough si lascia andare in area di rigore, e Atkinson decreta il penalty, senza pensarci su due volte. Il neo-entrato Craig Gardner conferma le sue doti di rigorista, trasformando dagli undici metri, con potenza e precisione. Uno a uno.

Per la prima volta dall’inizio del match, l’Arsenal veniva messo in difficoltà dagli avversari, complice anche una lieve stanchezza fisica, giustificata dai molteplici impieghi con le nazionali. I padroni di casa sono legittimati ad insistere, alla ricerca di un goal fondamentale per uscir fuori dalla crisi di risultato nella quale versavano dall’inizio del Torneo. L’occasione era ghiotta. Fletcher trova il goal in tap-in su palla inattiva, ma il suo offside è giustamente ravvisato dall’assistente di Atkinson, che ferma il gioco, vanificando le speranze dei tifosi di casa. Successivamente, è ancora Gardner a rendersi pericoloso con un calcio di punizione dai 30 metri, la cui velenosa parabola impatta contro il palo interno, uscendo con qualche brivido dalla linea di porta. Ancora una volta però la bandierina alzata per il fuorigioco di Ki annulla l’eventuale minaccia.

L’Arsenal ritrova le forze soltanto poco dopo l’ora di gioco, riuscendo finalmente a liberarsi dalla pressione avversaria, ed a ritrovare le giuste linee di passaggio e soprattutto la dinamicità della propria manovra. La difesa si ricompatta, Ramsey raddoppia la quantità di moto, mentre il lavoro oscuro di Flamini diventa più incisivo ed efficace. Ozil può nuovamente duettare con Wilshere, e per i centrocampisti avversari diventa nuovamente ostico il compito di rientrare in possesso del pallone.

I Gunners tornano così prepotentemente in partita, cambiando il passo e trovando, al 67’, un improvviso vantaggio. A seguito di un’azione insistita nei pressi dell’area di rigore avversaria, il pallone viene giocato su Jenkinson, in posizione di ala destra; il numero 25 alza la testa e calibra il cross verso Aaron Ramsey che, dal limite dell’area di rigore, chiude di prima intenzione la girata con il destro. Tiro al volo potente, convinto e preciso, che fulmina Westwood. Gran goal.

I padroni di casa tentano il tutto per tutto, con Di Canio determinato ad aumentare la pressione inserendo Borini per Mavrias a venti dal termine. Pochi istanti dopo, Altidore viene lanciato a rete dalle retrovie, facendo a sportellate con Sagna, e liberandosene, sfruttando la propria mole (quasi doppia rispetto a quella del terzino francese). Il direttore di gara fischia, ma l’attaccante americano continua l’azione, calciando il pallone sotto il corpo di Szczesny in uscita bassa; la palla varca lentamente la linea di porta, sembrerebbe il goal del pareggio, ma l’arbitro ribadisce la sua decisione, il gioco è fermo, si tratta semplicemente di calcio di punizione in favore dei Black Cats. Piovono proteste sull’applicazione della regola del vantaggio, ma purtroppo bisogna accettarne l’arbitrarietà dell’interpretazione. E l’Arsenal ne sa qualcosa (si veda la gara con l’Aston Villa). Gardner calcia alto, concludendo il tutto in un nulla di fatto.

Al minuto 76 gli ospiti mettono il punto esclamativo sull’incontro: l’azione è stilisticamente impeccabile, tocchi di prima in rapida successione, con Ramsey che innesca Ozil, dettando il passaggio di ritorno con un inserimento centrale; il tedesco serve subito Giroud, che di prima alza la sfera in direzione di Ramsey, inseritosi con timing chirurgico: controllo e piatto destro che non lasciano scampo a Westwood. Goal meritatissimo per la prova eccelsa disputata dal gallese.

Di Canio inserisce Wickham per l’ultimo assalto, Wengèr risponde con Vermaelen e Monreal a dar fiato ai compagni Ozil e Walcott. Il risultato non cambia. Finisce 3 a 1 per i Gunners.

CONCLUSIONI

Si tratta della settima vittoria esterna consecutiva da parte dei ragazzi di Wengèr, un risultato non proprio da ignorare. Tre punti tutto sommato meritati nel computo globale, soprattutto alla luce di un primo tempo letteralmente dominato, nel quale la differenza dei valore tecnici messi in campo è stata quanto mai nitida.

Il debutto di Mesut Ozil è stato a dir poco incoraggiante, e se le sue condizioni fisiche prima del match erano comunque non ottimali, cresce la curiosità di vederlo al top della forma. Valutazione positiva più o meno per tutti gli altri, con Ramsey sugli scudi, e non solo per la doppietta. Anche oggi il gallese ha offerto spunti da autentico motore del centrocampo, e l’augurio è quello di poterlo finalmente crescere con continuità dopo lo sfortunato infortunio che ne aveva quasi compromesso la carriera.

Purtroppo, se nulla si può dir del risultato e dei tre punti preziosissimi che ne conseguono, non si può far altrettanto in merito alla questione infortuni. Bisognerà lavorare non poco per recuperare tutte le forze possibili, sperando che l’assenza di Cazorla non sia superiore alle 4 o 5 settimane, e che Giroud non abbia riscontrato lesioni ai legamenti del ginocchio.

Per adesso vale comunque la pena godersi il momento, con tanto di primato in Classifica, nell’attesa che il Liverpool scenda in campo al Liberty Stadium nel Monday Night.

Angelo Acanfora

Anteprima: Sunderland v Arsenal

Dopo la pausa dedicata alle nazionali, torna la Premier League con una giornata che vedrà l’Arsenal ospite del Sunderland allo Stadium of Light.

I Black Cats guidati dal vulcanico Paolo Di Canio, dopo una partenza a dir poco difficoltosa con un solo punto raccolto in tre match giocati, cerca un disperato riscatto per ovviare anche ad una situazione ambientale piuttosto pesante che si è venuta a creare dopo le prestazioni recenti davvero molto deludenti, ragion per cui è lecito attendersi un Sunderland col coltello tra i denti per tentare di svoltare significativamente.

L’attuale tecnico del Sunderland, Paolo Di Canio, dopo essersi mostrato a dir poco “focoso” come calciatore ha confermato la medesima tendenza anche da allenatore andando ad inveire contro i propri calciatori dopo l’ultima gara persa per 3-1 contro il Crystal Palace, ed anche se in settimana è arrivata la diplomatica frase di pace fatta,sembra che il romano non sia cosi sicuro di tenere il posto, una sconfitta contro l’Arsenal potrebbe metterlo anche alla graticola definitivamente.

L’Arsenal invece prima della pausa ha vinto quello che è il match più atteso dell’anno, i Gunners hanno sconfitto il Tottenham nel sentitissimo North London Derby per 1-0, una vittoria che è stata la quarta consecutiva considerando anche la doppia sfida dei playoff di Champions League contro il Fenerbahce, un Arsenal che quindi è sembrato aver subito svoltato dopo la prima tragica gara stagionale persa in casa contro l’Aston Villa.

In casa Arsenal però l’ambiente vive un momento piuttosto felice anche per il botto finale di mercato che ha visto arrivare alla corte di Wenger, per la cifra record di 42,5 milioni di sterline, un vero e proprio fuoriclasse come il tedesco Mesut Ozil preso dal Real Madrid, un acquisto che è un chiaro segnale di nuovi intenti della società che dopo anni di austerity ha potuto finalmente permettersi l’arrivo di una stella indiscussa del calcio mondiale, adesso i Gunners dovranno mostrare anche sul campo di poter essere avversario temibile per tutti;

Per quel che concerne gli infortuni, Wenger deve fare a meno di Diaby,Ox,Podolski, mentre Vermaelen ed Arteta sembrano piuttosto vicini al rientro, anche se chiaramente non ancora disponibili, mentre ha accusato un fastidio alla coscia con la propria nazionale e non sarà disponibile Rosicky.

Davanti a Szczesny, che troverà la concorrenza del nuovo arrivato Emiliano Viviano, in difesa ci saranno Sagna e Gibbs sulle corsie, mentre al centro Mertesacker e Koscielny saranno i titolari.

A centrocampo potrebbe essere Flamini a fare coppia con Ramsey, Wilshere è infatti apparso piuttosto stanco dopo aver giocato due gare con l’Inghilterra.

In attacco a supporto di Giroud, ci sarà un terzetto composto da Walcott,Cazorla,Ozil.

Formazione possibile:

Szczesny;Sagna,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Ramsey,Flamini;Walcott,Cazorla,Ozil;Giroud