CARDIFF CITY 0 – ARSENAL 3 – Colpo grosso ai “Draghi Rossi”…

Una volta si facevano chiamare “Bluebirds”, e giocavano nello storico Ninian Park, indossando una livrea blu, con rifiniture gialle. Poi, come spesso accade, è subentrato il marketing, e con esso le esigenze di un rinnovato business plan, con tanto di nuova proprietà (con base Malaysiana), nuovo stadio e nuovi colori.

Nonostante i cambiamenti e i notevoli scossoni subiti da una tifoseria a dir poco passionale, il Cardiff City riesce, pur mantenendo il suo status di “neopromossa”, a consolidarsi tra le maggiori realtà del Calcio Gallese, provando, ove possibile, ad emulare il percorso di crescita dello Swansea.

Percorso difficile, e senza dubbio ancora in fase embrionale, ma i punti conquistati ai danni di colossi del calibro delle due squadre di Manchester, costituiscono interessanti credenziali.

Specie quando l’esame in questione va disputato contro la “prima della Classe”.

LE FORMAZIONI

Il momento di forma dei Gunners rappresenta un fattore non di poco conto, nell’economia del match. L’occasione di estendere il primato in Classifica è notevole, ma visto l’ultimo risultato, è risaputo che i Gallesi tenderanno a vendere cara la pelle. Una menzione particolare va fatta sicuramente al tema Ramsey, nell’occasione emblema del “figliol prodigo”, che torna da avversario nella città che gli ha dato i natali calcistici, da cui, di fatto, ha avuto inizio la sua carriera con l’Arsenal Football Club.

Il centrocampista gallese conferma la sua posizione da mezzo-esterno sulla trequarti, con Mesut Ozil centrale, e Santi Cazorla sulla corsia opposta, a sostegno di Olivier Giroud; Wilshere e Ramsey formano la cerniera di centrocampo, davanti alla difesa composta come sempre da Sagna, Mertesacker, Koscielny e Gibbs, a protezione di Szczesny.

Mackay si affida al suo modulo apparentemente speculare, nel concreto più simile ad un 4-5-1, con la linea difensiva composta da Taylor, Caulker, Turner e Theophile-Catherine, davanti al portiere Marshall; Whittingham e Cowie sono i cursori esterni di centrocampo, con Mutch e il cileno Medel a presidiare la zona centrale; il coreano Kim si sgancia a fare da elastico per supportare l’azione di Fraizer Campbell.

LA GARA

Gunners subito pericolosi con Jack Wilshere, già autore di un goal dopo 30 secondi in Champions League ai danni del Marsiglia. Il numero 10 inglese viene innescato nel corridoio centrale dal tocco filtrante di Ramsey, potendo così calibrare un letale sinistro a giro, che colpisce violentemente la traversa di Marshall.

I Bluebirds, o forse è meglio dire i Red Dragons, rispondono qualche minuto più tardi (con il gioco interrotto per curare la forte contusione alla testa per Mertesacker), e lo fanno con Fraizer Campbell, che non riesce, di testa, a sfruttare il cross dal fondo del velocissimo Theophile-Catherine, liberatosi ottimamente sulla destra.

Al quarto d’ora sopraggiunge la chance più nitida della partita, quando Giroud viene liberato dal colpo di tacco di Mesut Ozil, praticamente da solo davanti al portiere: il francese si ferma clamorosamente credendosi in fuorigioco, mentre la terna arbitrale invitava a continuare il gioco. L’ex centravanti del Montpellier si sveglia troppo tardi, e la difesa riesce a recuperare, facendo sfumare l’occasione. Situazione surreale.

Wengèr si infuria, chiedendo maggior concentrazione ai suoi, e il responso sembra non deludere le attese. I Gunners tendono a prevaricare nei contrasti, aumentando, come spesso accade, il ritmo del proprio fraseggio, e il movimento senza palla dei trequartisti. Mesut Ozil torna nuovamente ad incidere con la sua incredibile visione di gioco, quando, intorno alla mezz’ora, pennella un lancio millimetrico per la testa di Aaron Ramsey, che da centravanti consumato, raccoglie di testa, inchiodando il pallone alle spalle di Marshall. Il “figliol prodigo” lascia il segno. Arsenal in vantaggio.

Il Cardiff raccoglie le proprie forze cercando di organizzare la controffensiva, ma i padroni di casa non riescono a produrre occasioni da rete. Ci va vicino Mutch, ma il suo tentativo di rovesciata su corner, non costituisce problemi di sorta. Di contro, l’Arsenal gestisce il vantaggio, non senza rinunciare a costruire la manovra in funzione del raddoppio.

Verso il finale di primo tempo, Giroud tenta la conclusione con il suo piede debole, facendosi deviare sul fondo. Successivamente, lo stesso centravanti transalpino veste i panni del suggeritore, smarcando Ramsey, che da buona posizione non riesce a centrare il bersaglio.

Nella ripresa, la musica non cambia. I Gunners continuano a far valere la propria superiorità tecnica, cominciando il secondo tempo sulla falsa riga della prima frazione di gioco. Ramsey parte fortissimo, sgusciando via a due avversari per poi scaricare la palla dal fondo, in direzione di Giroud, che si fa bloccare il tap-in.

I Dragoni Rossi ci mettono l’orgoglio, ed al 52′ mettono in apprensione la retroguardia ospite, con l’iniziativa di Andrew Taylor, il cui velenoso traversone diventa assist per la testa di Campbell, abilissimo a battere Gibbs sul tempo; il colpo di testa è preciso, ma Szczesny si supera, deviando la sfera con un intervento in tuffo provvidenziale.

I Gallesi sfiorano il pareggio, e la cosa li galvanizza non poco. Il match assume i toni dello scontro duro, fisico, senza respiro. Gli spazi sono minimi, i ritmi serrati. L’Arsenal delle stagioni scorse ne avrebbe sofferto, ma non quello di quest’anno. I Gunners stavolta accettano il confronto, e mostrano la loro dimensione di squadra capace di lottare, di resistere e di far fronte alle necessità. Encomiabile il lavoro di Mertesacker e Koscielny, quasi insuperabili nelle battaglie aeree, oltre che impeccabili nelle chiusure. Non meno fondamentale la fase di recupero di Arteta, tra i migliori, oltre che il dinamismo di Wilshere e Ramsey, preziosi in entrambe le fasi.

Col passare dei minuti, Wengèr prova a dare sostanza alla sua squadra, per gestire meglio il vantaggio: dentro Flamini per un Santi Cazorla in netta ripresa, quando mancano circa 13 minuti alla fine. Mackay inserisce Noone al posto di uno spento Kim (lo stesso Kim, autore del pareggio contro lo United).

Successivamente, il tecnico alsaziano decide di impiegare come sempre anche Nacho Monreal, al posto di Wilshere, per dare manforte sulla corsia mancina. Sembrano cambi prettamente difensivi, ma gli effetti che sortiranno, avranno natura completamente opposta.

A meno di cinque minuti dalla fine, l’Arsenal trova il colpo del K.O., e lo fa con l’imprevedibile Flamini, pescato in piena area di rigore dal magico tocco di Mesut Ozil (secondo assist per lui). Il francese controlla e scarica un violento destro che non lascia scampo a Marshall. Due a zero.

A giochi fatti, c’è spazio anche per Walcott, che subentra allo stesso Ozil giusto per giocare il recupero. Nonostante il poco tempo a disposizione, il numero 14 inglese riesce ad incidere con la sua progressione, che crea il vuoto nella difesa avversaria, prima di servire un invitante assist al solito Ramsey, ancora lui, il figliol prodigo, che torna a casa siglando una doppietta. Che mette il sigillo su una gara importantissima, ma che nonostante tutto riesce a non esultare, in segno di rispetto, contro la squadra che lo ha visto muovere i primi passi nel calcio che conta. Un rispetto che a fine partita risulterà pienamente ricambiato dai suoi connazionali, tutti in piedi ad applaudirlo come Man of the Match.

CONCLUSIONI

Tre punti conquistati con grinta, fortemente voluti, ottenuti con cinismo e “cattiveria” agonistica, e per questo ancor più preziosi. Fa una certa impressione guardare la Classifica dello scorso Dicembre, ma questo in fondo non fa altro che aiutare a capire il grado di maturazione raggiunto da questa squadra, grazie alla consapevolezza di essere un gruppo unito, ben consolidato, e con un fuoriclasse mondiale in più. Magari non sarà altisonante come sconfiggere il Liverpool, o come espugnare il Signal Iduna Park, ma sono certo che non tutte avranno vita facile al Cardiff City Stadium. Basterà pensare a quanto fatto dal Manchester City, nonostante la differenza di budget a disposizione.

Che si chiamino Bluebirds, o Red Dragons, poco importa ai fini del risultato. Questo rimane comunque un gran bel colpo. Un colpo grosso ai Draghi Rossi. Appunto.

ANGELO ACANFORACARDIFF CITY 0 – ARSENAL 3 – Colpo grosso ai “Draghi Rossi”…

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>