ARSENAL 2 – SOUTHAMPTON 0… Quando anche i “Santi” peccano…

Dodicesima giornata di Premier League all’insegna delle emozioni forti. Un Luis Suarez in formato stratosferico non è bastato al Liverpool per poter mettere le mani sul derby del Merseyside. La doppietta di Lukaku è riuscita a spezzare il doppio vantaggio dei Reds, portando i Toffees ad un soffio dalla vittoria, sfumata proprio nel finale grazie al pareggio definitivo di Sturridge.

Si è parlato, e tanto, della pressione che un’eventuale vittoria del Liverpool avrebbe impresso sulle spalle dell’Arsenal di Arsene Wengèr. Ma alla fine il pronostico si è rivelato benevolo, concedendo ai Gunners una chance preziosa, per estendere il vantaggio sulle inseguitrici.

Avversario per l’occasione, la “favola” Southampton, inaspettatamente terzo in Classifica, con in più il vanto della difesa meno battuta della Premier League. Un impegno non proprio da sottovalutare.

LE FORMAZIONI

Pochettino mostra grande rispetto, ma non certo timore, nei confronti dell’attuale capolista, pur dovendo disputare la gara sul terreno di gioco dell’Emirates Stadium. Tra l’altro, le idee di calcio del tecnico argentino sono piuttosto interessanti, rendendo di fatto il “Soton” un’autentica spina nel fianco. Chiedere a Liverpool e Manchester United, per maggiori informazioni.

I Saints vivono un momento di forma a dir poco strepitoso, con una striscia di ben otto risultati utili consecutivi in Campionato (dove non perdono dal 31 Agosto, contro il Norwich), con una rosa che può crogiolarsi per il “battesimo internazionale” (avvenuto in settimana) di due nuovi Nazionali Inglesi, ovvero Jay Rodriguez e Lallana. Entrambi figurano regolarmente in campo, a sostegno del più noto Nazionale Ricky Lambert, terminale offensivo dell’attacco ospite; a centrocampo Wanyama e Schneiderlin formano la cerniera di protezione davanti alla difesa, con Ward-Prowse leggermente più avanzato; il pacchetto arretrato, davanti a Boruc, è infine composto da Clyne, Fonte, Hooiveld e Luke Shaw. Assenti Lovren e Ramirez, mentre Osvaldo si accomoda in panchina.

L’Arsenal, dal canto suo, riesce a superare la sosta dedicata alle Nazionali con un risultato quasi inedito: zero infortunati.

E le notizie positive non finiscono qui. Come annunciato alla vigilia, riecco Theo Walcott, finalmente recuperato dopo una stranissima operazione alla parete addominale, e pronto a scendere in campo, pur partendo dalla panchina.

Davanti a Szczesny, fresco di rinnovo contrattuale, la difesa si schiera con Sagna, Koscielny, Mertesacker e Gibbs; Arteta e Ramsey prendono posto nel cuore della mediana, con Wilshere, Ozil e Cazorla a comporre la trequarti offensiva, in supporto di Olivier Giroud.

LA GARA

L’organizzazione difensiva dei Saints si dimostra all’altezza della fama che la precede. Il gioco fa fatica a decollare, ma è l’Arsenal a spingere con più convinzione sul pedale del gas. Gli spazi sono pochi, e la manovra inevitabilmente ne risente. Dopo circa dieci minuti, inizia a muoversi qualcosa. L’Arsenal aumenta il ritmo, riuscendo a creare un paio di spunti interessanti. Ramsey, nello specifico, intercetta un pallone sulla trequarti, provando a pescare Wilshere sulla destra; il numero 10 dei Gunners elude la pressione avversaria, trovando il fondo, da cui fa partire un pallonetto da angolo impossibile, che scavalca Boruc, trovando però il palo, con il rimbalzo che favorisce l’estremo difensore ex-Celtic e Fiorentina. Cinque minuti dopo, i padroni di casa sfiorano il raddoppio con una gran bell’azione, stavolta condotta da Mesut Ozil, che defilatosi a destra, cerca e trova Aaron Ramsey, smarcatosi al centro dell’area, con un preciso filtrante: il centrocampista gallese tenta la magia con un colpo di tacco al volo, che ancora una volta lambisce il palo (lo stesso di prima) della porta di Boruc.

Gli ospiti avvertono il pericolo, e non potendo permettersi il lusso di lasciare troppo l’iniziativa ai Gunners, cominciano a compattare le proprie fila, incrementando il pressing e sfruttando il vantaggio fisico, nei confronti degli avversari.

La strategia funziona, l’Arsenal è nuovamente in difficoltà per quanto concerne la finalizzazione della manovra. Le fasce sono ben presidiate, la velocità di Clyne da una parte, e di Shaw dall’altra, non facilitano le sovrapposizioni, anche quando gli interpreti sono due velocisti puri, come Sagna e Gibbs. Non diverse le sorti nella zona nevralgica del campo. La pressione è forte, quasi asfissiante. Wanyama fa valere tutti i suoi muscoli, bloccando gli spunti di Ramsey, spesso sul nascere, ed il lavoro dei suoi compagni induce all’errore i palleggiatori in maglia bianco-rossa. Sembrerebbe l’espediente tattico perfetto, la mossa decisiva per imbrigliare il nemico. E invece al minuto 22, l’incantesimo si spezza. Basta un semplice retropassaggio, uno di quelli al portiere. Boruc esagera, pur consapevole del minaccioso arrivo di Giroud, in pressione. Il centravanti francese è generoso nell’inseguire e nel contrastare il portierone polacco, lottando come un forsennato, fino a strappargli la sfera, realizzando il più facile dei goal, a porta vuota. Uno a zero Arsenal. Quando anche i “Santi” peccano.

Il tempo per rimediare non manca, e i padroni di casa non appaiono così “ingiocabili”, come in altre circostanze. Il vantaggio dona tranquillità agli uomini di Wengèr, ma non certo lucidità e spirito di intraprendenza. La gara continua sui binari del confronto fisico, dove gli uomini di Pochettino possono dettar legge.

Gli ospiti crescono alla distanza, unendo all’ottima capacità di distruzione del gioco, una discreta fase di costruzione. Verso la mezz’ora di gioco, Arteta fallisce un rinvio al limite dell’area di rigore, svirgolando il pallone che finisce nella zona di Adam Lallana: il numero 20 dei Saints si coordina repentinamente per un gran destro in forbice, che impegna Szczesny. Grande conclusione, ottima la risposta del portiere polacco.

Meno di dieci minuti più tardi, è Jay Rodriguez ad impensierire la difesa ospite, terminando la sua percussione centrale con un potente drive che testa nuovamente i riflessi di Szczesny.

Nella ripresa, l’atteggiamento delle due squadra non cambia più di tanto. Gli uomini di Wengèr attendono, abbassando il baricentro e serrando i reparti, con Giroud a lottare su tutti i palloni scaraventati in avanti. Più deciso e intraprendente il Southampton, che nei primi minuti si fa vedere dalle parti di Szczesny, ancora con Lallana, servito da Schneiderlin, che però stavolta mira troppo centralmente. Senza problemi per l’estremo difensore dei Gunners.

Pochettino non intende mollare la presa, e dopo aver inserito Davis per Shaw, manda dentro Osvaldo per Lallana.

Verso l’ora di gioco, Boruc viene chiamato in causa dal tiro di Ozil e, successivamente, su un colpo di testa di Wilshere, da ottima posizione. Un paio di tentativi, non proprio efficaci, ma che almeno allentano la pressione.

Gli ospiti non perdono la fiducia, aggiudicandosi anche la statistica del possesso palla, concentrando le energie residue verso la ricerca del goal del pari. L’Arsenal, di contro, si prepara a contenere la spinta avversaria, organizzando nel contempo una convincente azione di rimessa. A tal scopo, Wengèr si gioca la carta Walcott, che al 70′ rileva un Santi Cazorla decisamente sotto il par. La mossa non da subito i frutti sperati, ma se non altro ha il merito di porre la retroguardia di Pochettino in stato d’allerta. Giusto cinque minuti più tardi, Arteta è costretto ad uscire per un fastidio muscolare, e il tecnico alsaziano inserisce Rosicky, modificando leggermente l’assetto della propria squadra.

Il centrocampista ex-Dortmund si dimostra comunque congeniale alla tattica impostata su counter-attack.

Proprio su una di queste ripartenze, al minuto 82, si rende pericoloso Theo Walcott, che conclude la sua accelerazione sulla destra con un tiro potente, ma poco preciso, terminato sul fondo.

Mertesacker e Koscielny si dividono il compito di arginare lo sforzo finale degli attaccanti avversari, risultando precisi nelle chiusure, quanto impeccabili negli anticipi. Quando il risultato pareva ormai acquisito, ecco arrivare l’episodio che punisce definitivamente i Saints. Josè Fonte, al minuto 86, strattona in maniera eccessiva Mertesacker sugli sviluppi di un corner, e per Clattemburg non ci sono dubbi: calcio di rigore.

Dal dischetto ci va Giroud, che di potenza realizza la sua doppietta personale, fissando l’esito finale della partita sul due a zero.

CONCLUSIONI

Non certo una gara da ricordare dal punto di vista stilistico, ma un risultato preziosissimo, che porta l’Arsenal a +4 da Liverpool e Chelsea. E questo, per adesso, basta. Per essere un rientro post qualificazioni al Mondiale, probabilmente non avremmo potuto chiedere di meglio.

Ad ogni modo, così come la prestazione non è da osannare, allo stesso tempo meritano un plauso l’abnegazione e lo spirito di sacrificio di questa squadra, che ha lottato, senza risparmiarsi, facendo di necessità virtù, e trovando con insistenza la via del goal, seppur in maniera episodica, contro una difesa arcigna, tosta, che difficilmente commette disattenzioni. La reazione, almeno dal punto di vista del risultato, rispetto alla sconfitta dell’Old Trafford, c’è stata, e per certi versi, si può considerare anche abbastanza convincente. Non mancheranno occasioni per testarne l’efficacia. Si comincia subito, già martedì prossimo, quando i francesi dell’Olympique Marsiglia giungeranno a Londra, sul terreno dell’Emirates Stadium, per la penultima sfida del Gruppo F, della Uefa Champions League. Tre punti, un ultimo sforzo collettivo, e l’ultima sfida, quella del S.Paolo, dell’11 Dicembre, diventerebbe quasi una formalità.

Angelo Acanfora

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>