Arsenal v Liverpool 2-0: Prova di maturità

ll’indomani della precoce eliminazione dalla Capital One Cup, per mano del Chelsea di Mourinho, non sono mancati i temi, gli spunti e i dibattiti circa il possibile momento di flessione dei Gunners.

Avendo avuto la possibilità di esprimere un parere personale, non ci ho pensato due volte a stemperare i toni, quasi allarmistici, negando l’eventualità di possibili attacchi d’insonnia.

Mi è stato risposto che invece avrei dovuto iniziare a preoccuparmi. Si, preoccuparmi del fatto che l’Arsenal di Bendtner, Miyaichi, Fabianski, Jenkinson e Park Chu-Young, fosse uscito contro i Blues, autori di tre tiri in porta e tanto catenaccio. Per fortuna non l’ho fatto, nè tantomeno mi sono nascosto nell’ammetterlo, ben consapevole che le priorità di questa squadra vadano ben oltre la seconda Coppa Nazionale. Il pensiero è infatti focalizzato al Liverpool, alla squadra che milita al terzo posto in Classifica, a pari punti con lo stesso Chelsea, che tanto bene sta facendo, grazie al contributo del suo formidabile tandem offensivo, probabilmente il migliore in circolazione in Premier League.

Una gara che già di per sé risulta ricca di significati, di tradizione, di storia calcistica (inevitabile il pensiero al 26 Maggio dell’89), che alla luce di quanto accaduto in estate, relativamente alla vicenda Suarez ed allo stato di forma attuale delle due squadre, assume se possibile un sapore ancora più intenso. Una gara, infine, che avrebbe potuto fornire serie risposte a tutti gli scettici, ancora incapaci di “vedere” i Gunners come possibili contendenti, giustificando la leadership momentanea come frutto di un calendario benevolo. Una bella prova di maturità, dunque.

LE FORMAZIONI

La spavalderia delle parole in conferenza stampa di Rodgers non trova riscontro, in egual misura, per quanto concerne l’assetto tattico del suo Liverpool. Il manager nordirlandese si affida al nuovo ed insolito modulo che recentemente ne ha fatto le fortune: 3-5-2.

I tre centrali del pacchetto arretrato, davanti al portiere Mignolet, sono Tourè, Skrtel e Sakho; Lucas Pezzini Leiva e capitan Gerrard formano lo schermo a protezione della difesa, con Henderson più avanzato; Flanagan (al posto dell’indisponibile Johnson( e Cissokho agiscono da cursori esterni, in supporto della mortifera coppia d’attacco composta da Sturridge e Suarez.

Recuperato Arteta, che ha scontato il turno di squalifica in Coppa, Wengèr deve rinunciare in extremis a Wilshere, vittima di una fastidiosa infiammazione alla caviglia: al suo posto viene impiegato Rosicky, che con Mesut Özil e Santi Cazorla, va a formare la trequarti offensiva alle spalle di Giroud; difesa confermata con Sagna (presenza numero 250 per lui), Mertesacker, Koscielny e Gibbs, davanti a Szczesny; chiavi del centrocampo affidate alla coppia Arteta-Ramsey.

LA GARA

La netta sconfitta del Chelsea (gli stessi che ci avevano eliminato martedì scorso) in quel del St.James’s Park, all’ora di pranzo, costituiva un “mental boost” non indifferente: l’occasione era davvero mostruosa (cit.), una vittoria avrebbe consolidato ancor di più il primato, e creato un vantaggio di ben 5 punti rispetto a due inseguitrici.

Il Liverpool sembra consapevole delle motivazioni avversarie, e mette in campo tutta la propria grinta e concentrazione. Del resto, tutto l’ambiente del Club del Merseyside era stato debitamente caricato, e non soltanto alla luce delle burrascose dichiarazioni estive sulla ben nota “telenovela uruguagia”.

Gli uomini di Rodgers, a dispetto di un modulo apparentemente conservativo, sono ben messi in campo, e fin dalle prime fasi mostrano un atteggiamento tutt’altro che rinunciatario.

Ad ogni modo, il primo vero affondo della gara è di marca Arsenal, già al 5′, con la velocissima combinazione tra Cazorla e Rosicky, con il ceco imbeccato prima dall’elegante tacco di Giroud, e poi liberato dal filtrante del centrocampista spagnolo, in posizione defilata. Rosicky tenta il diagonale sul secondo palo, con Mignolet pronto a deviare in corner.

La risposta del Liverpool non tarda ad arrivare, per la precisione tre minuti più tardi, con Henderson che approfitta di una indecisione da parte di Santi Cazorla, colpevole di aver perso un pallone sanguinoso sulla propria trequarti; il centrocampista offensivo ex-Sunderland si invola dalla sinistra verso il centro, nella voragine creata dalla colpevole retroguardia avversaria, ma giunto in zona tiro, incespica da solo sul pallone, subendo la pressione di Sagna, e fallendo una clamorosa occasione.

I padroni di casa guadagnano fiducia, e con il passare dei minuti costringono gli ospiti ad abbassare il baricentro. La superiorità tecnica dei palleggiatori dei Gunners viene progressivamente fuori, e poco prima del 19′, l’Arsenal sblocca il risultato. Arteta imposta la manovra, uscendo elegantemente dalla trequarti difensiva, per poi lanciare Sagna sulla corsia destra; il terzino francese è velocissimo, vince il duello atletico con Cissokho, riuscendo a calibrare un velenoso cross dal fondo, che prende Giroud contro-tempo, trovando però Cazorla, liberissimo, a tagliare dalla sinistra; l’asturiano si lancia sul pallone, colpendo di testa in corsa, centrando il palo a Mignolet battuto, ma è fortunato nel rimpallo; la sfera torna immediatamente nella sua zona, e l’ex-Malaga può coordinarsi per il tap-in con il destro, a porta sguarnita. Arsenal in vantaggio.

La squadra di Rodgers è lievemente scossa, fa fatica ad organizzare le idee, e davanti, la premiata ditta Suarez-Sturridge è letteralmente a secco di palloni giocabili, costantemente costretta a crearsi da sola le proprie chance. I Gunners, di contro, acquistano fiducia, e iniziano ad incrementare il ritmo e la qualità delle proprie giocate. Al 20′, partecipa all’azione anche Özil, che si libera nello stretto al limite dell’area, combinando con Ramsey e Giroud, che a sua volta restituisce il pallone al tedesco, senza completare il fraseggio; Rosicky recupera immediatamente la sfera, favorendo l’inserimento di Cazorla che riesce a far esplodere il suo sinistro da fuori, ma Mignolet è reattivo e non si fa sorprendere.

Nei pressi della mezz’ora, Ramsey chiude il dai-e-vai con il trequartista ceco, oggi in gran spolvero, portandosi alla conclusione mancina in diagonale: tiro potente e preciso, che Mignolet devia in tuffo.

Poco dopo, Sturridge prova a lanciarsi da solo, sfruttando la sua potente accelerazione, superando Arteta in agilità e concludendo dalla distanza, senza impensierire Szczesny.

Nel finale di primo tempo, il Liverpool concede un contropiede che Gibbs amministra in favore di Giroud, piuttosto smarcato nei pressi del limite dell’area; il francese temporeggia, premiando il movimento di Cazorla, che salta l’uomo, portandosi la palla sul sinistro, e calcia a lato.

Nella ripresa, Rodgers inserisce Coutinho al posto di Cissokho, modificando fattivamente l’assetto dei suoi. Non è un caso che il Liverpool parta subito fortissimo, stavolta con l’iniziativa personale di Suarez, pescato sulla sua verticale, che ipnotizza Koscielny, scappandogli in velocità, arrivando quasi a concludere indisturbato contro Szczesny; fondamentale il recupero del difensore franco-polacco.

Poco dopo, i Reds sfiorano seriamente il raddoppio, grazie alla visione di gioco di Coutinho, che può lanciare con grande precisione la velocità di Suarez, stavolta in versione assistman per Henderson, sul secondo palo: il centrocampista inglese controlla la sfera, coordinandosi per il gran destro al volo, da posizione non facile, che sorvola di pochissimo la traversa.

L’Arsenal risponde con veemenza, aumentando la pressione, e trovando la chance più netta della partita per raddoppiare il punteggio: minuto 55, Tourè soffre il pressing portato da Özil, e cerca un bizzarro passaggio centrale per Skrtel, sbagliando la misura del suo tocco, trasformatosi in assist per Giroud; il centravanti transalpino ruba il pallone, saltando nettamente il centrale avversario, e finisce a tu-per-tu contro Mignolet; l’ex Montpellier decide di lobbare l’estremo difensore belga, trovando solo l’esterno della porta. Peccato.

Una manciata di minuti dopo, i padroni di casa continuano a premere sul pedale del gas, alla ricerca del colpo del K.O., e stavolta è Rosicky che alimenta l’azione, fruttando una delle innumerevoli sponde di Giroud, per lanciare Cazorla nello spazio; il nazionale spagnolo fa tutto benissimo, penetrando in area di rigore e servendo l’assist per Giroud che, nei pressi dell’area piccola, non riesce ad imprimere la giusta potenza al pallone. Facile la parata di Mignolet.

Il Liverpool sembra alle corde, e verso l’ora di gioco subisce il meritato raddoppio dei Gunners: Mesut Özil lavora un buon pallone sulla destra, toccandolo centralmente per Ramsey, inseritosi dalle retrovie; il gallese controlla al limite, liberando il suo gran destro di collo esterno, di controbalzo, che fulmina Mignolet sotto la traversa, realizzando così il suo decimo goal stagionale. Due a zero.

Il risultato appare acquisito, ma i padroni di casa non frenano la propria spinta, continuando a produrre gioco ed occasioni. Gibbs tenta l’azione personale al 64′, convergendo dalla sinistra e rientrando sul piede debole, senza trovare il bersaglio.

A venti dalla fine, Rodgers decide di giocare la carta Moses, subentrato a Flanagan, per conferire una impostazione ancor più offensiva alla sua squadra. Wengèr risponde due minuti dopo, cautelandosi con Monreal al posto di Rosicky.

Sturridge si fa vedere proprio al 70′, senza centrare la porta, di testa, sull’ottimo traversone dalla destra di Henderson. Pochi minuti dopo, sugli sviluppi di un corner, Coutinho calibra un pallone dalla sinistra, in direzione di Sturridge in piena area di rigore; l’attaccante inglese controlla, fornendo quasi involontariamente un assist per Suarez, repentino ad inserirsi dalla destra, calciando con un preciso esterno destro, che lambisce il palo lontano. Giocata superba.

Risponde subito Özil, che in combinazione con Monreal a sinistra, riceve lo scarico del terzino spagnolo, in area di rigore, terminando la sua azione con un tiro non all’altezza, facile per Mignolet.

La battaglia continua, incessante, fino alla fine. Entrano anche Vermaelen e Jenkinson per Gibbs e Cazorla, a compattare la squadra. Nel mezzo, Szczesny è bravissimo a neutralizzare prima Sturridge in uscita bassa, e poi Coutinho, portato al diagonale dopo una grande manovra in palleggio di testa, orchestrata da Gerrard e compagni.

A tre minuti dal 90′, Suarez sfrutta lo spazio lasciato dalla retroguardia ospite per fuggire via, innescato dal filtrante del solito Coutinho (colpevole il passaggio errato di Mertesacker), ma il destro piazzato da ottima posizione si perde di poco a lato, con Sturridge che ancora recrimina il mancato passaggio al centro. L’Arsenal comunque, nonostante la chance concessa, è in pieno controllo, ed anzi sfiora nel finale di gara il goal del 3 a 0, con Mesut Özil che non riesce a battere Mignolet da distanza ravvicinata, dopo aver splendidamente duettato con Giroud.

Occasione sciupata, che comunque non inciderà sul risultato finale. L’Arsenal vince 2 a 0, con netto merito.

CONCLUSIONI

I Gunners confermano il primo posto in Premier League, volando a +5 dalle dirette inseguitrici. Una vittoria preziosa, convincente, frutto della superiorità tecnica nella zona nevralgica del campo, che va a confermare quanto di buono è stato fatto fin qui da questa squadra, nonostante le critiche e qualche eccesso di scetticismo. La strada è ancora lunga e non poco impervia, ma se si cercavano indicazioni su quali fossero le intenzioni di questo gruppo, possiamo dire di aver avuto una prima risposta, assolutamente positiva. Una prova di maturità pienamente superata, che apre la strada ad una nuova serie di esami, forse più difficili, ma che saranno cruciali per determinare il futuro dell’Arsenal targato 2013/2014.

ANGELO ACANFORA

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