Anteprima: Man City v Arsenal

La squadra di Pellegrini può essere certamente definita come la “lunatica” della Premier, infatti i Citizens viaggiano a medie pazzesche in casa con sette vittorie in sette partite con un bottino di 29 gol fatti e 2 soli subiti, numeri che in trasferta invece divengono un lontano miraggio col City in continua sofferenza e due soli match vinti, il match contro l’Arsenal è però all’Etihad e per questo ben si comprende la difficoltà del match da parte dell’Arsenal nello sfidare una squadra anche stimolata a rimettersi subito in corsa dopo l’1-1 della scorsa settimana in casa del Southampton-

In settimana è arrivato un importante acuto europeo dei Citizens che hanno espugnato l’Allianz Arena superando 3-2 il Bayern Monaco, successo che non è bastato per privare i bavaresi del primato, ma che è un segnale importante da parte degli uomini di Pellegrini.

L’Arsenal arriva a questa sfida con la consapevolezza di dover giocare nello stadio in questo momento più difficile di tutta la Premier visti i numeri pazzeschi del City in casa,i Gunners però possono proprio per questo motivo vedere questa partita come quella della verità, infatti un risultato positivo, sopratutto una vittoria, sarebbe un segnale importante da parte di una squadra che sta assolutamente meritando i risultati ottenuti, risultati che nell’ultimo turno nel match contro l’Everton pareggiato in casa per 1-1 hanno visto un leggero calo solo sullo score finale, visto che la performance dei Gunners è stata assolutamente convincente.

In settimana però per l’Arsenal è arrivata una cocente sconfitta contro il Napoli in trasferta per 2-0, sconfitta che ha privato i Gunners del primato nel girone, ma non della qualificazione agli ottavi di finale che va comunque sottolineato essere arrivata in un girone di Champions League davvero difficilissimo;

Per quel che riguarda gli infortuni, Wenger dovrà fare a meno di Diaby ed Ox, mentre anche Sagna potrebbe restare ancora fuori.

Dovrebbe esserci invece la prima convocazione per Podolski.

Davanti a Szczesny, in difesa Jenkinson e Gobbs saranno i terzini, mentre al centro ci saranno Mertesacker e Koscielny.

A centrocampo Flamini potrebbe partire titolare con Ramsey.

In avanti Wenger potrebbe affidarsi a Cazorla,Ozil,Wilshere in appoggio a Giroud.

Formazione possibile:

szczesny;Jenkinson,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Ramsey,Flamini;Cazorla,Ozil,Wilshere;Giroud

Anteprima: Arsenal v Everton

Sfida interessante quella che attende l’Arsenal, i Gunners infatti all’Emirates Stadium ospitano l’eccellente Everton di Martinez.

I Toffees sono autori fino ad ora di una stagione eccellente, Martinez ha portato una splendida idea di calcio dall’altra parte di Liverpool non intaccando la compatezza e l’organizzazione dell’Everton, aggiungendo a queste anche una mentalità più offensiva e maggiormente votata al bel gioco, i risultati eccellenti stanno dando pienamente ragione all’ex tecnico del Wigan, l’ultimo grande risultato è recentessimo ed è la vittoria contro il Manchester United ad Old Trafford per 1-0.

Avversario assolutamente non facile l’Everton perchè anche i singoli a disposizione di Martinez pur non annoverando fuoriclasse, vantano individualità molto interessanti come Oviedo,Mccarthy,Mirallas,Deulofeu, e sopratutto il temibilissimo Lukaku.

L’Arsenal viene da una facile ed al contempo convincentissima vittoria in Premier League ottenuta per 2-0 in casa contro l’Hull City, successo che ha mostrato ancor di più la forza di una squadra che pur avendo giocato il match con una formazione abbastanza rivoluzionata, ha mantenuto intatto sia il proprio atteggiamento, sia sopratutto la qualità nel gioco con evidente fiducia dei mezzi che oramai è infusa e consolidata all’interno di ogni singolo giocatore a disposizione di un sempre più soddisfatto Wenger.

Per i Gunners superare un avversario cosi ostico sarebbe l’ennesima dimostrazione di forza da parte di una squadra che oramai ha pienamente legittimato i propri risultati, ragion per cui l’Arsenal dovrà mostrare anche contro l’Everton lo stesso atteggiamento tenuto fino ad ora contro tutti gli avversari;

Per quel che riguarda gli infortuni, Wenger recupera Sagna che era stato tenuto precauzionalmente fuori nel match di mercoledi, mentre ha pienamente recuperato dall’infortunio e si è riunito al gruppo dopo quasi quattro mesi Podolski, il tedesco è disponibile ma sarà da vedere se Wenger convocherà il tedesco per il match.

Sempre fuori Diaby ed Ox.

Davanti a Szczesny, torneranno Sagna e Gibbs titolari sulle corsie, mentre al centro ci saranno Mertesacker e Koscielny.

A centrocampo Arteta potrebbe affiancare Ramsey.

In attacco il terzetto a supporto di Giroud dovrebbe vedere Cazorla,Ozil,Wilshere, anche se Walcott potrebbe essere un’opzione possibile.

Formazione possibile:

Szczesny;Sagna,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Arteta,Ramsey;Cazorla,Ozil,Wilshere;Giroud

CARDIFF CITY 0 – ARSENAL 3 – Colpo grosso ai “Draghi Rossi”…

Una volta si facevano chiamare “Bluebirds”, e giocavano nello storico Ninian Park, indossando una livrea blu, con rifiniture gialle. Poi, come spesso accade, è subentrato il marketing, e con esso le esigenze di un rinnovato business plan, con tanto di nuova proprietà (con base Malaysiana), nuovo stadio e nuovi colori.

Nonostante i cambiamenti e i notevoli scossoni subiti da una tifoseria a dir poco passionale, il Cardiff City riesce, pur mantenendo il suo status di “neopromossa”, a consolidarsi tra le maggiori realtà del Calcio Gallese, provando, ove possibile, ad emulare il percorso di crescita dello Swansea.

Percorso difficile, e senza dubbio ancora in fase embrionale, ma i punti conquistati ai danni di colossi del calibro delle due squadre di Manchester, costituiscono interessanti credenziali.

Specie quando l’esame in questione va disputato contro la “prima della Classe”.

LE FORMAZIONI

Il momento di forma dei Gunners rappresenta un fattore non di poco conto, nell’economia del match. L’occasione di estendere il primato in Classifica è notevole, ma visto l’ultimo risultato, è risaputo che i Gallesi tenderanno a vendere cara la pelle. Una menzione particolare va fatta sicuramente al tema Ramsey, nell’occasione emblema del “figliol prodigo”, che torna da avversario nella città che gli ha dato i natali calcistici, da cui, di fatto, ha avuto inizio la sua carriera con l’Arsenal Football Club.

Il centrocampista gallese conferma la sua posizione da mezzo-esterno sulla trequarti, con Mesut Ozil centrale, e Santi Cazorla sulla corsia opposta, a sostegno di Olivier Giroud; Wilshere e Ramsey formano la cerniera di centrocampo, davanti alla difesa composta come sempre da Sagna, Mertesacker, Koscielny e Gibbs, a protezione di Szczesny.

Mackay si affida al suo modulo apparentemente speculare, nel concreto più simile ad un 4-5-1, con la linea difensiva composta da Taylor, Caulker, Turner e Theophile-Catherine, davanti al portiere Marshall; Whittingham e Cowie sono i cursori esterni di centrocampo, con Mutch e il cileno Medel a presidiare la zona centrale; il coreano Kim si sgancia a fare da elastico per supportare l’azione di Fraizer Campbell.

LA GARA

Gunners subito pericolosi con Jack Wilshere, già autore di un goal dopo 30 secondi in Champions League ai danni del Marsiglia. Il numero 10 inglese viene innescato nel corridoio centrale dal tocco filtrante di Ramsey, potendo così calibrare un letale sinistro a giro, che colpisce violentemente la traversa di Marshall.

I Bluebirds, o forse è meglio dire i Red Dragons, rispondono qualche minuto più tardi (con il gioco interrotto per curare la forte contusione alla testa per Mertesacker), e lo fanno con Fraizer Campbell, che non riesce, di testa, a sfruttare il cross dal fondo del velocissimo Theophile-Catherine, liberatosi ottimamente sulla destra.

Al quarto d’ora sopraggiunge la chance più nitida della partita, quando Giroud viene liberato dal colpo di tacco di Mesut Ozil, praticamente da solo davanti al portiere: il francese si ferma clamorosamente credendosi in fuorigioco, mentre la terna arbitrale invitava a continuare il gioco. L’ex centravanti del Montpellier si sveglia troppo tardi, e la difesa riesce a recuperare, facendo sfumare l’occasione. Situazione surreale.

Wengèr si infuria, chiedendo maggior concentrazione ai suoi, e il responso sembra non deludere le attese. I Gunners tendono a prevaricare nei contrasti, aumentando, come spesso accade, il ritmo del proprio fraseggio, e il movimento senza palla dei trequartisti. Mesut Ozil torna nuovamente ad incidere con la sua incredibile visione di gioco, quando, intorno alla mezz’ora, pennella un lancio millimetrico per la testa di Aaron Ramsey, che da centravanti consumato, raccoglie di testa, inchiodando il pallone alle spalle di Marshall. Il “figliol prodigo” lascia il segno. Arsenal in vantaggio.

Il Cardiff raccoglie le proprie forze cercando di organizzare la controffensiva, ma i padroni di casa non riescono a produrre occasioni da rete. Ci va vicino Mutch, ma il suo tentativo di rovesciata su corner, non costituisce problemi di sorta. Di contro, l’Arsenal gestisce il vantaggio, non senza rinunciare a costruire la manovra in funzione del raddoppio.

Verso il finale di primo tempo, Giroud tenta la conclusione con il suo piede debole, facendosi deviare sul fondo. Successivamente, lo stesso centravanti transalpino veste i panni del suggeritore, smarcando Ramsey, che da buona posizione non riesce a centrare il bersaglio.

Nella ripresa, la musica non cambia. I Gunners continuano a far valere la propria superiorità tecnica, cominciando il secondo tempo sulla falsa riga della prima frazione di gioco. Ramsey parte fortissimo, sgusciando via a due avversari per poi scaricare la palla dal fondo, in direzione di Giroud, che si fa bloccare il tap-in.

I Dragoni Rossi ci mettono l’orgoglio, ed al 52′ mettono in apprensione la retroguardia ospite, con l’iniziativa di Andrew Taylor, il cui velenoso traversone diventa assist per la testa di Campbell, abilissimo a battere Gibbs sul tempo; il colpo di testa è preciso, ma Szczesny si supera, deviando la sfera con un intervento in tuffo provvidenziale.

I Gallesi sfiorano il pareggio, e la cosa li galvanizza non poco. Il match assume i toni dello scontro duro, fisico, senza respiro. Gli spazi sono minimi, i ritmi serrati. L’Arsenal delle stagioni scorse ne avrebbe sofferto, ma non quello di quest’anno. I Gunners stavolta accettano il confronto, e mostrano la loro dimensione di squadra capace di lottare, di resistere e di far fronte alle necessità. Encomiabile il lavoro di Mertesacker e Koscielny, quasi insuperabili nelle battaglie aeree, oltre che impeccabili nelle chiusure. Non meno fondamentale la fase di recupero di Arteta, tra i migliori, oltre che il dinamismo di Wilshere e Ramsey, preziosi in entrambe le fasi.

Col passare dei minuti, Wengèr prova a dare sostanza alla sua squadra, per gestire meglio il vantaggio: dentro Flamini per un Santi Cazorla in netta ripresa, quando mancano circa 13 minuti alla fine. Mackay inserisce Noone al posto di uno spento Kim (lo stesso Kim, autore del pareggio contro lo United).

Successivamente, il tecnico alsaziano decide di impiegare come sempre anche Nacho Monreal, al posto di Wilshere, per dare manforte sulla corsia mancina. Sembrano cambi prettamente difensivi, ma gli effetti che sortiranno, avranno natura completamente opposta.

A meno di cinque minuti dalla fine, l’Arsenal trova il colpo del K.O., e lo fa con l’imprevedibile Flamini, pescato in piena area di rigore dal magico tocco di Mesut Ozil (secondo assist per lui). Il francese controlla e scarica un violento destro che non lascia scampo a Marshall. Due a zero.

A giochi fatti, c’è spazio anche per Walcott, che subentra allo stesso Ozil giusto per giocare il recupero. Nonostante il poco tempo a disposizione, il numero 14 inglese riesce ad incidere con la sua progressione, che crea il vuoto nella difesa avversaria, prima di servire un invitante assist al solito Ramsey, ancora lui, il figliol prodigo, che torna a casa siglando una doppietta. Che mette il sigillo su una gara importantissima, ma che nonostante tutto riesce a non esultare, in segno di rispetto, contro la squadra che lo ha visto muovere i primi passi nel calcio che conta. Un rispetto che a fine partita risulterà pienamente ricambiato dai suoi connazionali, tutti in piedi ad applaudirlo come Man of the Match.

CONCLUSIONI

Tre punti conquistati con grinta, fortemente voluti, ottenuti con cinismo e “cattiveria” agonistica, e per questo ancor più preziosi. Fa una certa impressione guardare la Classifica dello scorso Dicembre, ma questo in fondo non fa altro che aiutare a capire il grado di maturazione raggiunto da questa squadra, grazie alla consapevolezza di essere un gruppo unito, ben consolidato, e con un fuoriclasse mondiale in più. Magari non sarà altisonante come sconfiggere il Liverpool, o come espugnare il Signal Iduna Park, ma sono certo che non tutte avranno vita facile al Cardiff City Stadium. Basterà pensare a quanto fatto dal Manchester City, nonostante la differenza di budget a disposizione.

Che si chiamino Bluebirds, o Red Dragons, poco importa ai fini del risultato. Questo rimane comunque un gran bel colpo. Un colpo grosso ai Draghi Rossi. Appunto.

ANGELO ACANFORACARDIFF CITY 0 – ARSENAL 3 – Colpo grosso ai “Draghi Rossi”…

Anteprima: Cardiff v Arsenal

Trasferta gallese per l’Arsenal, i Gunners sono chiamati al Cardiff City Stadium alla sfida contro appunto il Cardiff City.
I Blue Birds per la prima volta in Premier League da quando la lega ha assunto tale denominazione, in assoluto dopo ben 51 anni di assenza dalla massima divisione inglese, arrivano a questa sfida sulle ali di un giustificato entusiasmo, la squadra di Mackay infatti seppur con qualche ovvia difficoltà dovuta al primo anno in Premier League, ha piuttosto ben figurato fino ad ora nelle sfide casalinghe contro le squadre di vertice sconfiggendo persino il Manchester City, mentre proprio nell’ultimo turno i gallesi hanno fermato anche il Manchester United con un gol all’ultimo minuto di Kim che ha fissato il risultato sul definitivo 2-2.
Sfida quindi da prendere con le molle contro una squadra in pieno entusiasmo e contro la quale le altre grandi hanno già sofferto parecchio.
L’Arsenal nell’ultimo turno di Premier League ha sconfitto con un perentorio 2-0 il Southampton, riprendendo cosi di fatto subito la corsa dopo il bruciante stop ad Old Traffod contro il Manchester United, corsa che adesso per l’Arsenal diventa molto interessante e potrebbe davvero continuare in maniera molto significativa se i ragazzi di Wenger riusciranno ad espugnare anche il Cardiff City Stadium visto appunto l’entusiasmo della squadra di Mackay ed un cammino della squadra gallese che l’ha già vista protagonista con alcuni sorpendenti risultati che dovranno essere di monito assoluto all’Arsenal per non rischiare di affrontare il match con un approccio sbagliato.
I Gunners in settimana hanno facilmente sconfitto per 2-0 il Marsiglia all’Emirates in Champions League, risultato che ha di fatto messo i Gunners con un piede (se non di più) agli ottavi di finale;
Per quel che riguarda gli infortuni, Wenger dovrà fare ancora a meno di Diaby ed Ox, mentre per Podolski il ritorno è ancora lontano qualche settimana.
Davanti a Szczesny, la difesa sarà sempre la stessa con Sagna e Gibbs ai lati, Mertesacker e Koscielny al centro.
A centrocampo potrebbe essere Arteta il titolare, con l’ex di giornata Ramsey di fianco.
In attacco Walcott potrebbe partire titolare con Ozil e Wilshere nel tridente a supporto di Giroud.
Formazione:
Szczesny;Sagna,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Arteta,Ramsey;Walcott,Ozil,Wilshere;Giroud

Anteprima: Arsenal vs Olimpique de Marseille

Penultima gara della fase a gironi di Champions League, per l’Arsenal c’è la sfida all’Emirates contro il Marsiglia.

La squadra di Baup dopo un momento quasi drammatico è riuscita quantomeno a venirne fuori in Ligue 1, infatti i marsigliesi vengono da due vittorie consecutive, ultima della quale ad Ajaccio.

In Champions League però le cose sono oramai compremesse visto che l’OM è fuori da ogni discorso, sia per quel che concerne la qualificazione, ma anche per una corsa al terzo posto, sarà quindi un Marsiglia si eliminato e forse non con le più grandi motivazioni di questo mondo, ma sarà anche una squadra con la testa sgombra da pensieri e quindi potrà giocarsela senza pressioni.

l’Arsenal nell’ultimo turno di Premier ha subito riscattato la sconfitta all’Old Traffod superando in casa per 2-0 il Southamtpon e rimettendosi subito in carreggiata con un successo molto importante.

Per l’Arsenal una vittoria col Marsiglia può valere la qualificazione, o quantomeno il 99,9% di questa, per questo i Gunners dovranno giocare il match con la giusta concentrazione e non sottovalutare il match solo perchè il Marsiglia è già fuori da tutto perchè un match del genere e di questa importanza va affrontato con lo spirito di chi vuole prendersi sul campo il proprio obiettivo contando sulla propria forza e non su eventuali scarse motivazioni degli avversari;

Wenger dovrà fare a meno di Diaby ed Ox, mentre il ritorno di Podolski è sempre più imminente.

Davanti a Szczesny, la difesa sarà composta da Sagna e Gibbs sulle corsie, al centro Mertesacker e Koscielny.

A centrocampo potrebbe esserci Flamini titolare con Ramsey, questo perchè Arteta sabato è uscito per un leggero fastidio e potrebbe anche non essere rischiato.

In avanti a supporto di Giroud, potrebbe esserci il ritorno da titolare di Walcott, con Ozil e forse Rosicky titolare, con Wilshere e Cazorla inizialmente in panchina.

Formazione possibile:

Szczesny;Sagna,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Ramsey,Flamini;Walcott,Ozil,Rosicky;Giroud

ARSENAL 2 – SOUTHAMPTON 0… Quando anche i “Santi” peccano…

Dodicesima giornata di Premier League all’insegna delle emozioni forti. Un Luis Suarez in formato stratosferico non è bastato al Liverpool per poter mettere le mani sul derby del Merseyside. La doppietta di Lukaku è riuscita a spezzare il doppio vantaggio dei Reds, portando i Toffees ad un soffio dalla vittoria, sfumata proprio nel finale grazie al pareggio definitivo di Sturridge.

Si è parlato, e tanto, della pressione che un’eventuale vittoria del Liverpool avrebbe impresso sulle spalle dell’Arsenal di Arsene Wengèr. Ma alla fine il pronostico si è rivelato benevolo, concedendo ai Gunners una chance preziosa, per estendere il vantaggio sulle inseguitrici.

Avversario per l’occasione, la “favola” Southampton, inaspettatamente terzo in Classifica, con in più il vanto della difesa meno battuta della Premier League. Un impegno non proprio da sottovalutare.

LE FORMAZIONI

Pochettino mostra grande rispetto, ma non certo timore, nei confronti dell’attuale capolista, pur dovendo disputare la gara sul terreno di gioco dell’Emirates Stadium. Tra l’altro, le idee di calcio del tecnico argentino sono piuttosto interessanti, rendendo di fatto il “Soton” un’autentica spina nel fianco. Chiedere a Liverpool e Manchester United, per maggiori informazioni.

I Saints vivono un momento di forma a dir poco strepitoso, con una striscia di ben otto risultati utili consecutivi in Campionato (dove non perdono dal 31 Agosto, contro il Norwich), con una rosa che può crogiolarsi per il “battesimo internazionale” (avvenuto in settimana) di due nuovi Nazionali Inglesi, ovvero Jay Rodriguez e Lallana. Entrambi figurano regolarmente in campo, a sostegno del più noto Nazionale Ricky Lambert, terminale offensivo dell’attacco ospite; a centrocampo Wanyama e Schneiderlin formano la cerniera di protezione davanti alla difesa, con Ward-Prowse leggermente più avanzato; il pacchetto arretrato, davanti a Boruc, è infine composto da Clyne, Fonte, Hooiveld e Luke Shaw. Assenti Lovren e Ramirez, mentre Osvaldo si accomoda in panchina.

L’Arsenal, dal canto suo, riesce a superare la sosta dedicata alle Nazionali con un risultato quasi inedito: zero infortunati.

E le notizie positive non finiscono qui. Come annunciato alla vigilia, riecco Theo Walcott, finalmente recuperato dopo una stranissima operazione alla parete addominale, e pronto a scendere in campo, pur partendo dalla panchina.

Davanti a Szczesny, fresco di rinnovo contrattuale, la difesa si schiera con Sagna, Koscielny, Mertesacker e Gibbs; Arteta e Ramsey prendono posto nel cuore della mediana, con Wilshere, Ozil e Cazorla a comporre la trequarti offensiva, in supporto di Olivier Giroud.

LA GARA

L’organizzazione difensiva dei Saints si dimostra all’altezza della fama che la precede. Il gioco fa fatica a decollare, ma è l’Arsenal a spingere con più convinzione sul pedale del gas. Gli spazi sono pochi, e la manovra inevitabilmente ne risente. Dopo circa dieci minuti, inizia a muoversi qualcosa. L’Arsenal aumenta il ritmo, riuscendo a creare un paio di spunti interessanti. Ramsey, nello specifico, intercetta un pallone sulla trequarti, provando a pescare Wilshere sulla destra; il numero 10 dei Gunners elude la pressione avversaria, trovando il fondo, da cui fa partire un pallonetto da angolo impossibile, che scavalca Boruc, trovando però il palo, con il rimbalzo che favorisce l’estremo difensore ex-Celtic e Fiorentina. Cinque minuti dopo, i padroni di casa sfiorano il raddoppio con una gran bell’azione, stavolta condotta da Mesut Ozil, che defilatosi a destra, cerca e trova Aaron Ramsey, smarcatosi al centro dell’area, con un preciso filtrante: il centrocampista gallese tenta la magia con un colpo di tacco al volo, che ancora una volta lambisce il palo (lo stesso di prima) della porta di Boruc.

Gli ospiti avvertono il pericolo, e non potendo permettersi il lusso di lasciare troppo l’iniziativa ai Gunners, cominciano a compattare le proprie fila, incrementando il pressing e sfruttando il vantaggio fisico, nei confronti degli avversari.

La strategia funziona, l’Arsenal è nuovamente in difficoltà per quanto concerne la finalizzazione della manovra. Le fasce sono ben presidiate, la velocità di Clyne da una parte, e di Shaw dall’altra, non facilitano le sovrapposizioni, anche quando gli interpreti sono due velocisti puri, come Sagna e Gibbs. Non diverse le sorti nella zona nevralgica del campo. La pressione è forte, quasi asfissiante. Wanyama fa valere tutti i suoi muscoli, bloccando gli spunti di Ramsey, spesso sul nascere, ed il lavoro dei suoi compagni induce all’errore i palleggiatori in maglia bianco-rossa. Sembrerebbe l’espediente tattico perfetto, la mossa decisiva per imbrigliare il nemico. E invece al minuto 22, l’incantesimo si spezza. Basta un semplice retropassaggio, uno di quelli al portiere. Boruc esagera, pur consapevole del minaccioso arrivo di Giroud, in pressione. Il centravanti francese è generoso nell’inseguire e nel contrastare il portierone polacco, lottando come un forsennato, fino a strappargli la sfera, realizzando il più facile dei goal, a porta vuota. Uno a zero Arsenal. Quando anche i “Santi” peccano.

Il tempo per rimediare non manca, e i padroni di casa non appaiono così “ingiocabili”, come in altre circostanze. Il vantaggio dona tranquillità agli uomini di Wengèr, ma non certo lucidità e spirito di intraprendenza. La gara continua sui binari del confronto fisico, dove gli uomini di Pochettino possono dettar legge.

Gli ospiti crescono alla distanza, unendo all’ottima capacità di distruzione del gioco, una discreta fase di costruzione. Verso la mezz’ora di gioco, Arteta fallisce un rinvio al limite dell’area di rigore, svirgolando il pallone che finisce nella zona di Adam Lallana: il numero 20 dei Saints si coordina repentinamente per un gran destro in forbice, che impegna Szczesny. Grande conclusione, ottima la risposta del portiere polacco.

Meno di dieci minuti più tardi, è Jay Rodriguez ad impensierire la difesa ospite, terminando la sua percussione centrale con un potente drive che testa nuovamente i riflessi di Szczesny.

Nella ripresa, l’atteggiamento delle due squadra non cambia più di tanto. Gli uomini di Wengèr attendono, abbassando il baricentro e serrando i reparti, con Giroud a lottare su tutti i palloni scaraventati in avanti. Più deciso e intraprendente il Southampton, che nei primi minuti si fa vedere dalle parti di Szczesny, ancora con Lallana, servito da Schneiderlin, che però stavolta mira troppo centralmente. Senza problemi per l’estremo difensore dei Gunners.

Pochettino non intende mollare la presa, e dopo aver inserito Davis per Shaw, manda dentro Osvaldo per Lallana.

Verso l’ora di gioco, Boruc viene chiamato in causa dal tiro di Ozil e, successivamente, su un colpo di testa di Wilshere, da ottima posizione. Un paio di tentativi, non proprio efficaci, ma che almeno allentano la pressione.

Gli ospiti non perdono la fiducia, aggiudicandosi anche la statistica del possesso palla, concentrando le energie residue verso la ricerca del goal del pari. L’Arsenal, di contro, si prepara a contenere la spinta avversaria, organizzando nel contempo una convincente azione di rimessa. A tal scopo, Wengèr si gioca la carta Walcott, che al 70′ rileva un Santi Cazorla decisamente sotto il par. La mossa non da subito i frutti sperati, ma se non altro ha il merito di porre la retroguardia di Pochettino in stato d’allerta. Giusto cinque minuti più tardi, Arteta è costretto ad uscire per un fastidio muscolare, e il tecnico alsaziano inserisce Rosicky, modificando leggermente l’assetto della propria squadra.

Il centrocampista ex-Dortmund si dimostra comunque congeniale alla tattica impostata su counter-attack.

Proprio su una di queste ripartenze, al minuto 82, si rende pericoloso Theo Walcott, che conclude la sua accelerazione sulla destra con un tiro potente, ma poco preciso, terminato sul fondo.

Mertesacker e Koscielny si dividono il compito di arginare lo sforzo finale degli attaccanti avversari, risultando precisi nelle chiusure, quanto impeccabili negli anticipi. Quando il risultato pareva ormai acquisito, ecco arrivare l’episodio che punisce definitivamente i Saints. Josè Fonte, al minuto 86, strattona in maniera eccessiva Mertesacker sugli sviluppi di un corner, e per Clattemburg non ci sono dubbi: calcio di rigore.

Dal dischetto ci va Giroud, che di potenza realizza la sua doppietta personale, fissando l’esito finale della partita sul due a zero.

CONCLUSIONI

Non certo una gara da ricordare dal punto di vista stilistico, ma un risultato preziosissimo, che porta l’Arsenal a +4 da Liverpool e Chelsea. E questo, per adesso, basta. Per essere un rientro post qualificazioni al Mondiale, probabilmente non avremmo potuto chiedere di meglio.

Ad ogni modo, così come la prestazione non è da osannare, allo stesso tempo meritano un plauso l’abnegazione e lo spirito di sacrificio di questa squadra, che ha lottato, senza risparmiarsi, facendo di necessità virtù, e trovando con insistenza la via del goal, seppur in maniera episodica, contro una difesa arcigna, tosta, che difficilmente commette disattenzioni. La reazione, almeno dal punto di vista del risultato, rispetto alla sconfitta dell’Old Trafford, c’è stata, e per certi versi, si può considerare anche abbastanza convincente. Non mancheranno occasioni per testarne l’efficacia. Si comincia subito, già martedì prossimo, quando i francesi dell’Olympique Marsiglia giungeranno a Londra, sul terreno dell’Emirates Stadium, per la penultima sfida del Gruppo F, della Uefa Champions League. Tre punti, un ultimo sforzo collettivo, e l’ultima sfida, quella del S.Paolo, dell’11 Dicembre, diventerebbe quasi una formalità.

Angelo Acanfora

Tickets Napoli v Arsenal

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE!!!!

Coloro interessati ai tickets (settori ospiti) per la trasferta di Napoli sono pregati di inviare all’indirizzo napoli@arsenalitalia.com, entro e non oltre giorno 13 Novembre, quanto segue :

- NOME, COGNOME, DATA DI NASCITA

Prezzo 50€

PS: Dopo il 13 Novembre non saremo più in grado di garantirvi la disponibilità di ulteriori tickets

Anteprima: Borussia Dortmund v Arsenal

Trasfera al Signal Iduna Park per l’Arsenal, i Gunners sono chiamati a quello che una volta veniva chiamato “Westfalenstadion”, alla sfida contro il Borussia Dortmund di Klopp.

La squadra in maglia gialla, dopo aver vinto il match giocato all’Emirates per 2-1, con il gol nel finale di Lewandowski, sogna un altro scherzo all’Arsenal, i gialli di Germania arrivano a questa sfida sulle ali di un entusiasmo enorme dopo la carneficina andata in scena nell’ultimo turno di Bundesliga dove il Dortmund ha letteralmente sbriciolato il povero Stoccarda con un 6-1 proprio all’Iduna Park, match dove a segnalarsi è stato Lewandowski con una sensazionale tripletta.

Klopp ancora una volta ha puntato sulla stessa tattica precedente al match di Londra, ovvero il furbo tedesco ha ancora una volta imperniato la vigilia con una certa “Captatio Benevolentiae” riempendo di elogi l’Arsenal e sopratutto Wenger definito come addirittura molto più meritevole del titolo di Sir, rispetto ad Alex Ferguson, tattica che all’andata ha forse anche un pò condizionato l’atteggiamento dell’Arsenal che per la verità fu poco mordace nell’approccio alla partita, adesso però i Gunners non dovranno ripetere gli stessi errori.

L’Arsenal arriva benissimo a questa sfida, infatti nell’ultimo turno in Premier, i Gunners hanno superato in maniera brillante il big match contro il Liverpool dove hanno superato i Reds con un convincente 2-0, risultato figlio di una performance di assoluto livello di un Arsenal a tratti davvero incantevole.

Wenger spera di poter contare sulla voglia di riscatto di Ozil, il tedesco infatti è per assurdo stato il solo nella giornata di sabato a non brillare, e la contemporanea sterilità della stella dei Gunners anche nel match giocato a Londra contro il Borussia, ha fatto si che Wenger stesso caricasse la propria stella, ponendo addiruttura il paragone con una leggenda del calcio come Zidane, “appello” che il turco di Gelsenkichen ha raccolto al volo definendo la partita giocata contro il Borussia a Londra come seccante e poco piacevole, adesso tutti si aspettano di vedere un grande Ozil contro la squadra che per lui rappresenta comunque una rivale particolare, essendo appunto Ozil un prodotto dello Schalke 04, i grandi rivali del Dortumund, e ovviamente di vedere un Arsenal più cattivo dal punto di vista agonistico, arma che sarà fondamentale si i Gunners vorranno uscire da Dortmund con un risultato positivo;

Wenger riceve finalmente buone notizie dall’infermeria, infatti se Diaby ed Ox sono ancora infortunati, Podolski e Walcott sono tornati ad allenarsi, ma è ancora da verificarne o meno la possibilità di utilizzo per la gara contro il Borussia, al massimo comunque potrebbe esserci un panchina.

Indisponibile Flamini, mentre Gibbs dovrebbe aver recuperato ad un fastidio accusato sabato, mentre altro possibile assente è Wilshere che ha accusato nuovamente fastidi alla caviglia.

Davanti a Szczesny, Sagna e Gibbs dovrebbero essere i titolari, anche se l’ipotesi di Monreal al posto di Gibbs non è da scartare, mentre sicuri al centro Mertesacker e Koscielny.

A centrocampo Arteta e Ramsey saranno i titolari.

In attacco Rosicky,Ozil,Cazorla sarà il terzetto a supporto di Giroud.

Formazione possibile:

Szczesny;Sagna,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Arteta,Ramsey;Rosicky,Ozil,Cazorla;Giroud

Arsenal v Liverpool 2-0: Prova di maturità

ll’indomani della precoce eliminazione dalla Capital One Cup, per mano del Chelsea di Mourinho, non sono mancati i temi, gli spunti e i dibattiti circa il possibile momento di flessione dei Gunners.

Avendo avuto la possibilità di esprimere un parere personale, non ci ho pensato due volte a stemperare i toni, quasi allarmistici, negando l’eventualità di possibili attacchi d’insonnia.

Mi è stato risposto che invece avrei dovuto iniziare a preoccuparmi. Si, preoccuparmi del fatto che l’Arsenal di Bendtner, Miyaichi, Fabianski, Jenkinson e Park Chu-Young, fosse uscito contro i Blues, autori di tre tiri in porta e tanto catenaccio. Per fortuna non l’ho fatto, nè tantomeno mi sono nascosto nell’ammetterlo, ben consapevole che le priorità di questa squadra vadano ben oltre la seconda Coppa Nazionale. Il pensiero è infatti focalizzato al Liverpool, alla squadra che milita al terzo posto in Classifica, a pari punti con lo stesso Chelsea, che tanto bene sta facendo, grazie al contributo del suo formidabile tandem offensivo, probabilmente il migliore in circolazione in Premier League.

Una gara che già di per sé risulta ricca di significati, di tradizione, di storia calcistica (inevitabile il pensiero al 26 Maggio dell’89), che alla luce di quanto accaduto in estate, relativamente alla vicenda Suarez ed allo stato di forma attuale delle due squadre, assume se possibile un sapore ancora più intenso. Una gara, infine, che avrebbe potuto fornire serie risposte a tutti gli scettici, ancora incapaci di “vedere” i Gunners come possibili contendenti, giustificando la leadership momentanea come frutto di un calendario benevolo. Una bella prova di maturità, dunque.

LE FORMAZIONI

La spavalderia delle parole in conferenza stampa di Rodgers non trova riscontro, in egual misura, per quanto concerne l’assetto tattico del suo Liverpool. Il manager nordirlandese si affida al nuovo ed insolito modulo che recentemente ne ha fatto le fortune: 3-5-2.

I tre centrali del pacchetto arretrato, davanti al portiere Mignolet, sono Tourè, Skrtel e Sakho; Lucas Pezzini Leiva e capitan Gerrard formano lo schermo a protezione della difesa, con Henderson più avanzato; Flanagan (al posto dell’indisponibile Johnson( e Cissokho agiscono da cursori esterni, in supporto della mortifera coppia d’attacco composta da Sturridge e Suarez.

Recuperato Arteta, che ha scontato il turno di squalifica in Coppa, Wengèr deve rinunciare in extremis a Wilshere, vittima di una fastidiosa infiammazione alla caviglia: al suo posto viene impiegato Rosicky, che con Mesut Özil e Santi Cazorla, va a formare la trequarti offensiva alle spalle di Giroud; difesa confermata con Sagna (presenza numero 250 per lui), Mertesacker, Koscielny e Gibbs, davanti a Szczesny; chiavi del centrocampo affidate alla coppia Arteta-Ramsey.

LA GARA

La netta sconfitta del Chelsea (gli stessi che ci avevano eliminato martedì scorso) in quel del St.James’s Park, all’ora di pranzo, costituiva un “mental boost” non indifferente: l’occasione era davvero mostruosa (cit.), una vittoria avrebbe consolidato ancor di più il primato, e creato un vantaggio di ben 5 punti rispetto a due inseguitrici.

Il Liverpool sembra consapevole delle motivazioni avversarie, e mette in campo tutta la propria grinta e concentrazione. Del resto, tutto l’ambiente del Club del Merseyside era stato debitamente caricato, e non soltanto alla luce delle burrascose dichiarazioni estive sulla ben nota “telenovela uruguagia”.

Gli uomini di Rodgers, a dispetto di un modulo apparentemente conservativo, sono ben messi in campo, e fin dalle prime fasi mostrano un atteggiamento tutt’altro che rinunciatario.

Ad ogni modo, il primo vero affondo della gara è di marca Arsenal, già al 5′, con la velocissima combinazione tra Cazorla e Rosicky, con il ceco imbeccato prima dall’elegante tacco di Giroud, e poi liberato dal filtrante del centrocampista spagnolo, in posizione defilata. Rosicky tenta il diagonale sul secondo palo, con Mignolet pronto a deviare in corner.

La risposta del Liverpool non tarda ad arrivare, per la precisione tre minuti più tardi, con Henderson che approfitta di una indecisione da parte di Santi Cazorla, colpevole di aver perso un pallone sanguinoso sulla propria trequarti; il centrocampista offensivo ex-Sunderland si invola dalla sinistra verso il centro, nella voragine creata dalla colpevole retroguardia avversaria, ma giunto in zona tiro, incespica da solo sul pallone, subendo la pressione di Sagna, e fallendo una clamorosa occasione.

I padroni di casa guadagnano fiducia, e con il passare dei minuti costringono gli ospiti ad abbassare il baricentro. La superiorità tecnica dei palleggiatori dei Gunners viene progressivamente fuori, e poco prima del 19′, l’Arsenal sblocca il risultato. Arteta imposta la manovra, uscendo elegantemente dalla trequarti difensiva, per poi lanciare Sagna sulla corsia destra; il terzino francese è velocissimo, vince il duello atletico con Cissokho, riuscendo a calibrare un velenoso cross dal fondo, che prende Giroud contro-tempo, trovando però Cazorla, liberissimo, a tagliare dalla sinistra; l’asturiano si lancia sul pallone, colpendo di testa in corsa, centrando il palo a Mignolet battuto, ma è fortunato nel rimpallo; la sfera torna immediatamente nella sua zona, e l’ex-Malaga può coordinarsi per il tap-in con il destro, a porta sguarnita. Arsenal in vantaggio.

La squadra di Rodgers è lievemente scossa, fa fatica ad organizzare le idee, e davanti, la premiata ditta Suarez-Sturridge è letteralmente a secco di palloni giocabili, costantemente costretta a crearsi da sola le proprie chance. I Gunners, di contro, acquistano fiducia, e iniziano ad incrementare il ritmo e la qualità delle proprie giocate. Al 20′, partecipa all’azione anche Özil, che si libera nello stretto al limite dell’area, combinando con Ramsey e Giroud, che a sua volta restituisce il pallone al tedesco, senza completare il fraseggio; Rosicky recupera immediatamente la sfera, favorendo l’inserimento di Cazorla che riesce a far esplodere il suo sinistro da fuori, ma Mignolet è reattivo e non si fa sorprendere.

Nei pressi della mezz’ora, Ramsey chiude il dai-e-vai con il trequartista ceco, oggi in gran spolvero, portandosi alla conclusione mancina in diagonale: tiro potente e preciso, che Mignolet devia in tuffo.

Poco dopo, Sturridge prova a lanciarsi da solo, sfruttando la sua potente accelerazione, superando Arteta in agilità e concludendo dalla distanza, senza impensierire Szczesny.

Nel finale di primo tempo, il Liverpool concede un contropiede che Gibbs amministra in favore di Giroud, piuttosto smarcato nei pressi del limite dell’area; il francese temporeggia, premiando il movimento di Cazorla, che salta l’uomo, portandosi la palla sul sinistro, e calcia a lato.

Nella ripresa, Rodgers inserisce Coutinho al posto di Cissokho, modificando fattivamente l’assetto dei suoi. Non è un caso che il Liverpool parta subito fortissimo, stavolta con l’iniziativa personale di Suarez, pescato sulla sua verticale, che ipnotizza Koscielny, scappandogli in velocità, arrivando quasi a concludere indisturbato contro Szczesny; fondamentale il recupero del difensore franco-polacco.

Poco dopo, i Reds sfiorano seriamente il raddoppio, grazie alla visione di gioco di Coutinho, che può lanciare con grande precisione la velocità di Suarez, stavolta in versione assistman per Henderson, sul secondo palo: il centrocampista inglese controlla la sfera, coordinandosi per il gran destro al volo, da posizione non facile, che sorvola di pochissimo la traversa.

L’Arsenal risponde con veemenza, aumentando la pressione, e trovando la chance più netta della partita per raddoppiare il punteggio: minuto 55, Tourè soffre il pressing portato da Özil, e cerca un bizzarro passaggio centrale per Skrtel, sbagliando la misura del suo tocco, trasformatosi in assist per Giroud; il centravanti transalpino ruba il pallone, saltando nettamente il centrale avversario, e finisce a tu-per-tu contro Mignolet; l’ex Montpellier decide di lobbare l’estremo difensore belga, trovando solo l’esterno della porta. Peccato.

Una manciata di minuti dopo, i padroni di casa continuano a premere sul pedale del gas, alla ricerca del colpo del K.O., e stavolta è Rosicky che alimenta l’azione, fruttando una delle innumerevoli sponde di Giroud, per lanciare Cazorla nello spazio; il nazionale spagnolo fa tutto benissimo, penetrando in area di rigore e servendo l’assist per Giroud che, nei pressi dell’area piccola, non riesce ad imprimere la giusta potenza al pallone. Facile la parata di Mignolet.

Il Liverpool sembra alle corde, e verso l’ora di gioco subisce il meritato raddoppio dei Gunners: Mesut Özil lavora un buon pallone sulla destra, toccandolo centralmente per Ramsey, inseritosi dalle retrovie; il gallese controlla al limite, liberando il suo gran destro di collo esterno, di controbalzo, che fulmina Mignolet sotto la traversa, realizzando così il suo decimo goal stagionale. Due a zero.

Il risultato appare acquisito, ma i padroni di casa non frenano la propria spinta, continuando a produrre gioco ed occasioni. Gibbs tenta l’azione personale al 64′, convergendo dalla sinistra e rientrando sul piede debole, senza trovare il bersaglio.

A venti dalla fine, Rodgers decide di giocare la carta Moses, subentrato a Flanagan, per conferire una impostazione ancor più offensiva alla sua squadra. Wengèr risponde due minuti dopo, cautelandosi con Monreal al posto di Rosicky.

Sturridge si fa vedere proprio al 70′, senza centrare la porta, di testa, sull’ottimo traversone dalla destra di Henderson. Pochi minuti dopo, sugli sviluppi di un corner, Coutinho calibra un pallone dalla sinistra, in direzione di Sturridge in piena area di rigore; l’attaccante inglese controlla, fornendo quasi involontariamente un assist per Suarez, repentino ad inserirsi dalla destra, calciando con un preciso esterno destro, che lambisce il palo lontano. Giocata superba.

Risponde subito Özil, che in combinazione con Monreal a sinistra, riceve lo scarico del terzino spagnolo, in area di rigore, terminando la sua azione con un tiro non all’altezza, facile per Mignolet.

La battaglia continua, incessante, fino alla fine. Entrano anche Vermaelen e Jenkinson per Gibbs e Cazorla, a compattare la squadra. Nel mezzo, Szczesny è bravissimo a neutralizzare prima Sturridge in uscita bassa, e poi Coutinho, portato al diagonale dopo una grande manovra in palleggio di testa, orchestrata da Gerrard e compagni.

A tre minuti dal 90′, Suarez sfrutta lo spazio lasciato dalla retroguardia ospite per fuggire via, innescato dal filtrante del solito Coutinho (colpevole il passaggio errato di Mertesacker), ma il destro piazzato da ottima posizione si perde di poco a lato, con Sturridge che ancora recrimina il mancato passaggio al centro. L’Arsenal comunque, nonostante la chance concessa, è in pieno controllo, ed anzi sfiora nel finale di gara il goal del 3 a 0, con Mesut Özil che non riesce a battere Mignolet da distanza ravvicinata, dopo aver splendidamente duettato con Giroud.

Occasione sciupata, che comunque non inciderà sul risultato finale. L’Arsenal vince 2 a 0, con netto merito.

CONCLUSIONI

I Gunners confermano il primo posto in Premier League, volando a +5 dalle dirette inseguitrici. Una vittoria preziosa, convincente, frutto della superiorità tecnica nella zona nevralgica del campo, che va a confermare quanto di buono è stato fatto fin qui da questa squadra, nonostante le critiche e qualche eccesso di scetticismo. La strada è ancora lunga e non poco impervia, ma se si cercavano indicazioni su quali fossero le intenzioni di questo gruppo, possiamo dire di aver avuto una prima risposta, assolutamente positiva. Una prova di maturità pienamente superata, che apre la strada ad una nuova serie di esami, forse più difficili, ma che saranno cruciali per determinare il futuro dell’Arsenal targato 2013/2014.

ANGELO ACANFORA

Anteprima: Crystal Palace v Arsenal

Trasferta al Selhurst Park per l’Arsenal contro il Crystal Palace.

Il pessimo avvio di stagione degli Eagles, è costato la panchina al decisamente poco colpevole Ian Holloway, l’ex tecnico anche del Blackpool ha infatti pagato il pessimo avvio dei suoi, anche se in realtà la crisi del Palace, che nell’ultimo turno ha perso in casa 4-1 contro il Fulham, è forse più da ricercare nel valore di una rosa che sembra non attrezzata per fronteggiare la Premier League, piuttosto che per colpa di un ottimo manager come Holloway.

Nell’attesa di designare un sostituto, sarà Millen a sedersi in panchina per questa sfida, panchina che sembra essere stata offerta a Tony Pulis ma l’ex tecnico dello Stoke sembrerebbe titubante, e cosi è anche trapelato il nome di Warnock.

Per l’Arsenal la sfida al Crystal Palace è certamente un’occasione ghiottissima per proseguire il buon momento in Premier League, infatti i Gunners avrebbero una buona occasione per imprimere continuità al bel successo contro il Norwich e consolidare cosi le proprie certezze, continuando a coltivare legittimi sogni di gloria.

In settimana però l’Arsenal ha subito una pesante sconfitta casalinga in Champions League, i Gunners infatti hanno perso 2-1 contro il Borussia Dortmund ed hanno complicato il proprio cammino europeo, un cammino che ovviamente la squadra di Wenger può raddrizzare, ma che adesso deve essere accantonato per concentrarsi al meglio sui prossimi impegni in Premier League, a cominciare dal Crystal Palce;

Per quel che riguarda gli infortuni, Diaby,Ox,Podolski,e Walcott sono sempre ai box, anche se per Walcott il recupero dovrebbe essere quasi ultimato.

Torna Flamini dopo aver saltato il match di Champions a scopo precauzionale.

Davanti a Szczesny, Sagna e Gibbs saranno i terzini, mentre al centro ci saranno Mertesacker e Koscielny.

A centrocampo Arteta e Flamini saranno i titolari.

In attacco Giroud sarà supportato da un terzetto composto probabilmente da Rosicky,Cazorla,Ozil.

Formazione possibile:

Szczesny;Sagna,Mertesacker,Koscielny,Gibbs;Arteta,Flamini;Rosicky,Cazorla,Ozil;Giroud