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22 febbraio 2012
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Amarezza e…speranza

Sono queste due parole quelle che al momento meglio fotografano e descrivono in maniera inequivocabile la stagione attuale dell’Arsenal, una stagione che in molti hanno sperato potesse andare in una direzione diversa da quella attuale.

Come ogni anno, da sei anni a questa parte, i tifosi dei Gunners continuano a sperare in una stagione fruttuosa sia in termini tecnici, con una squadra che finalmente possa ritornare quella temuta ovunque, sia in termini pratici con una bacheca che inizia a soffrire di solitudine.

Ma per quale ragione quindi ci si trova ora ad un punto cosi critico?

Per rispondere al quesito bisogna muovere un’analitica ricostruzione su tutto quello che è avvenuto a monte, quindi in estate.

Mai come quest’anno, il mercato ha recitato un ruolo decisivo nella stagione dei gunners e forse anche nella preparazione della stessa, perchè le infuocate ed ingarbugliate situazioni dei campioni Samir Nasri e Cesc Fabregas, hanno rappresentato due patate decisamente bollenti anche per un allenatore ed una persona di calcio esperto come Arsène Wenger, sempre molto bravo nel far si che la squadra metabolizasse simili partenze.

Ma stavolta invece la situazione anche per lui è stata ingestibile, vuoi per la giovane età dei due (entrambi classe 87′), vuoi per il fatto che la stagione sarebbe partita con i preliminari di Champions League, per giunta poi contro un’ostica squadra come l’Udinese.

Fatto sta che alla fine entrambi hanno lasciato il club proprio quando si era in procinto di affrontare il doppio impegno valevole per l’ingresso in Europa, il che ha portato la squadra ad una catalizzazione dell’obiettivo alla sola qualificazione in Coppa tralasciando, per stessa ammissione di Wenger, le prime giornate di campionato.

Ebbene il risultato è stato di un ingresso sudatissimo nella fase a gironi di Champions League, una partenza in campionato a dir poco misera con il solo punto nella trasferta di Newcastle ma due sconfitte pesantissime contro Liverpool e Manchester United, quest’ultima addirittura con otto reti sul groppone…

Eppure qualcosa sembrava poter cambiare quando l’ultimo giorno di mercato la società decise di intervenire in maniera molto energica sul mercato portando in dote dalla corte di Wenger, Mikel Arteta,Per Mertesacker,Andre Santos,Yossi Benayoun,Park Chu Yong che andavano ad aggiungersi ai precedenti arrivi di Carl Jenkinson,Gervinho e del talentuosissimo Alex Oxlade-Chamberlain.

In effetti le cose sembrava dovessero andare in questa direzione con la squadra che dopo qualche altra battuta d’arresto, riesce poi tra i mesi di Ottobre e Dicembre ad ottenere ottimi risultati e prestazioni confortanti, con un campionato più vicino alle zone che contanto ed una qualificazione in un non facile girone di Champions League con i campioni di Germania del Borussia Dortmund e i vice-campioni francesi dell’Olimpique Marsiglia ottenuta addirittura con un turno d’anticipo.

Ma la gioia è stata effimera e breve con una serie di catastrofici risultati ottenuti nel mese di Gennaio che hanno smorzato gli entusiasmi e messo anche in discussione la figura di Arsène Wenger, decisamente in difficoltà, soprattutto dopo aver alcune decisioni piuttosto opinabili.

La settimana calda infatti del mese di Febbraio che tanto sembrava poter essere lo sparti-acque della stagione si è trasformata nell’incubo peggiore che ogni gooner del globo potesse mai immaginare con due sconfitte pesantissime in trasferta rimediate in Champions League nell’andata degli ottavi di finale per mano del Milan con un tragico 4-0 e l’altrettanto rovinosa sconfitta per 2-0 sul campo del Sunderland che ha estromesso dalla FA Cup i gunners rendendo di fatto ufficiosa un’altra deludente stagione, priva di trofei.

Quale siano le cause? le risposte possono essere molteplici..

..da un board troppo impegnato al solo perseguimento di utili di esercizio, ad un Wenger completamente nel pallone con alcune scelte a dir poco assurde.

Ma è assurdo che colui che ha plasmato questa società ora sia cosi mal visto, la verità è che forse anche l’alsaziano comincia a non credere più al suo progetto.. lo si nota negli atteggiamenti quasi rassegnati a bordocampo, del tutto passivo.

Eppure poco più di due anni fa precisamente nella prima parte della stagione 2009/10 epiche sono state due vere e proprie scariche di adrenalina del professore alsaziano come quella nel derby vinto dai gunners per 3-0 contro gli spurs con un Wenger furente che scaglia contro la panchina la sua giacca dopo un giochino di troppo di Eduardo, e sopratutto le urla che si udirono negli spogliatoi di Anfield contro il Liverpool quando i gunners erano sotto di un gol e Wenger urlò in faccia ai suoi giocatori dicendo di essere indegni di indossare la maglia dei gunners, e per la cronaca i suoi calciatori gli risposero ribaltando il risultato..

Basterebbe forse questo per ritrovare quella fiducia smarrita e poter continuare a crederci, ed anche se è difficile solo pensarlo il prossimo periodo sarà vitale per i gunners con le sfide in campionato in casa contro un lanciatissimo Tottenham, ed in traferta sul duro campo di Anfield contro il Liverpool.

Chissà che magari non avvenga di nuovo una nuova scossa contro coloro che due stagioni fa diedero quella scossa necessaria, togliendo finalmente a tutti noi gooners lo sgradito sapore amaro che abbiamo nei nostri palati, e riaccendendo una fiammella di speranza….

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One Comment


  1. Benjamin Trotter

    Ottimo commento, competente ed appassionato. Sicuramente il mercato è stato decisivo; credo sia stato inevitabile far partire Fabregas e Nasri (tra l’altro volevano andar via), ma perchè lo si è fatto negli ultimi giorni di mercato quando tutti sapevano che i due sarebbero comunque andati via ? Ciò non ha messo la società nelle condizioni di acquistare sostituti all’altezza (cosa che, ad essere onesti, sarebbe stato comunque difficile viste le risorse del club, limitate rispetto a quelle delle grandissime d’Europa). Sono arrivati così dei giocatori di medio livello (Arteta, Benayoun), inadeguati al gioco proposto (Mertesacker), o semplicemente ingiudicabili perchè mai impiegati (Park); in ogni caso si tratta di acquisti (Andrè Santos, data la lunga assenza, andrà giudicato a mio parere tra qualche tempo) che non potevano consentire ai Gunners di competere per i grandi traguardi. Tutto ciò, stando a quello che dice Wenger, è stato dettato da stringenti esigenze di bilancio (mi riferisco alla solita questione relativa ai costi affrontati per costruire l’Emirates). Ok, ma sono concepibili prestazioni come quella di Manchester, di Blackburn o quella di S. Siro ? Ed il modulo scelto da Wenger è veramente il migliore possibile ? La cronica mancanza di equilibrio tra i reparti (problema che ci affligge ormai da tempo, e che costituisce a mio parere la causa di molti dei goal che subiamo) non è forse addebitabile all’allenatore ? E non è paradossale l’insistente fiducia che l’alsaziano ripone su alcuni giocatori che sembrano decotti (Arshavin, Rosicky), quando non semplicemente scarsi (Djourou) ? Perchè la squadra ripete sempre gli stessi errori ? E come mai l’allenatore, che tra le sue molte funzioni deve assolvere anche quella del motivatore, non riesce ad installare nei suoi giocatori il furore agonistico che si addice ad una grande squadra ? Insomma, io credo che il francese non sia affatto esente da colpe; all’attivo può invece registrare la straordinaria stagione di Van Persie, i notevoli (ed insperati, per quanto mi riguarda) progressi di Koscielny, il coraggio nel lanciare Sczesny, la scoperta di altri giovani interessanti (Coquelin), l’investimento – che per il momento pare azzeccatissimo – fatto su Chamberlain. Ed è in ogni caso vero che, se non si possono acquistare grandi giocatori, i trofei, in ogni caso, sono destinati ad essere vinti da qualcun altro (fair play finanziario, dove sei ?). Ma – per quanto mi riguarda – fino ad ora il bilancio non è in attivo.
    Ora cè un quarto posto da conquistare, ma devo confessare che ho molta paura che la squadra – così come accaduto l’anno scorso dopo la finale di Carling Cup – abbia un crollo psicologico. Spero non sia così, anche perchè ci attendono, nelle prossime settimane, prove tremende. Ma il mio cuore, in ogni caso, sarà vicino a Wenger, ai giocatori ed a tutti i nostri tifosi…perchè, in ogni caso, l’emozione continua. It’s the wonder, the wonder of you…



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