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Champions League

18 febbraio 2012
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Milan v Arsenal 4-0: A.A.A Cercasi Arsenal

Ormai sono passate un bel po’ di ore dal fischio finale di Milan – Arsenal, andata degli ottavi di finale della Uefa Champions League. Ammetto di non aver ancora sbollito del tutto la rabbia, né la depressione per quanto si è visto, ma non mi pare sia più il caso di indugiare nella stesura di un report.

Ad ogni modo non sarà lo stesso di sempre. Almeno non questa volta. Mi scuserete per il cambio di programma. Del resto si è trattato di una partita talmente diversa (ahimè, in termini negativi) dal solito, che non potrebbe essere altrimenti. Di considerazioni se ne sono fatte davvero tante.

A cominciare dal pre-partita, già in viaggio verso Milano, dove ho potuto scambiare qualche considerazione/sensazione con il mio amico Tommy. Passando per il classico rito del ritrovo, nel caso specifico in Piazza Duomo, con gli altri amici del gruppo Italian Gooners. Per poi finire con le prime impressioni “a caldo”, condivise nel gelo dell’attesa imposta dalle forze dell’ordine a noialtri che avevamo presidiato il settore ospiti.

Insomma, c’è ancora troppo nervosismo da scaricare, e poco tempo per poterlo fare. Non è il caso passare in rassegna una gara “non giocata” (checché né pensi il popolo milanista).

Potrei involontariamente dire (scrivere) qualcosa di cui poi potrei pentirmi. Meglio contare fino a 10 prima. E chissà che non riesca a contare e a scrivere il pezzo contemporaneamente.

UNO: se ci si mette un bel “meno” davanti, ecco che abbiamo la temperatura media della serata. Un freddo gelido, pungente, ma nemmeno paragonabile al triste gelo dello sconforto e della delusione percepita al fischio finale.

DUE: sono i tentativi “seri” verso la porta avversaria, prodotti dall’Arsenal. O, meglio, da Robin van Persie. Il primo di questi è un capolavoro di tecnica, impreziosito dal quasi assist di Henry (colpo di tacco vellutato) sul lancio di Song: tiro al volo dell’olandese diretto all’angolino, con super-parata di Abbiati. Il secondo è invece un colpo di testa sottomisura, a circa sei minuti dalla fine. Stavolta per il portiere italiano non ci sono problemi.

TRE: mio personale voto al settore ospiti (in questo caso sito al terzo anello verde) dello stadio S.Siro: nessuna regola su come sistemarsi, visibilità pressoché approssimativa, sedili fatiscenti e squallida rete di protezione più adatta ad uno spettacolo di Gladiatori che non ad una partita di calcio. Stesso voto per il manto erboso a dir poco indegno per una manifestazione del calibro della Uefa Champions League.

QUATTRO: Beh, questa è fin troppo facile. Quattro sono i goal segnati dal Milan, il passivo più alto subito dall’Arsenal nella sua storia in Champions. Il primo è una perla autentica da parte di Kevin Prince Boateng, che raccoglie di prima intenzione un traversone di Nocerino, concludendo con un poderoso destro al volo che colpisce traversa e montante interno.

Poco più di venti minuti dopo arriva il raddoppio di Robinho, che con letale rapidità sfrutta prima il cross di Ibrahimovic e poi la dormita dei centrali dei Gunners per infilare Szczesny di testa, da due passi. Lo stesso Robinho, qualche minuto dopo la ripresa, approfitta dello scivolone di Vermaelen, lanciato ancora da Ibrahimovic che fa filtrare verso il centro, per poi calciare con precisione verso l’angolo basso. Chiude il conto Ibrahimovic, trasformando il rigore procuratosi grazie a Djourou.

Quattro è anche il voto che darei alla difesa dell’Arsenal, oltre che il numero consecutivo di sconfitte in trasferta nelle fasi dei Quarti di Finale degli ultimi quattro anni.

CINQUE: è il numero di centrocampisti schierato a sorpresa da Wengèr. Ramsey, Arteta, Song, Rosicky e Walcott. Praticamente una fascia regalata agli avversari, e tanta, tanta confusione in mezzo. Il Leitmotiv della nostra partita.

SEI: sono i goal che avrebbe potuto segnare il Milan, vista la condizione della nostra retroguardia, qualora fosse stato più cinico.

SETTE: è’ il voto che personalmente do al Milan: la squadra di Allegri ha fatto semplicemente ciò che doveva fare, giocando di rimessa e imponendo il suo ritmo con forza e fisicità, pur perdendo il dominio territoriale e quello sul possesso palla. Massimo risultato con il minimo sforzo.

OTTO: seguito dal simbolo della percentuale, esprime le probabilità che ha Robinho di segnare ancora una doppietta a questi livelli.

NOVE: seguito dal simbolo della percentuale, esprime le probabilità che ha l’Arsenal di passare il turno. E mi sono tenuto piuttosto ottimista.

DIECI: senza voler peccare di presunzione, questo è il voto che do a noi tifosi accorsi in oltre 5000, uniti in un solo grandioso ruggito nell’intonare WE LOVE YOU ARSENAL, WE DO, dall’inizio alla fine, senza risparmiarci, senza mai fermarci, nemmeno sul 4 a 0. Rimane l’unica soddisfazione, assieme alla grande festa di Piazza Duomo nel pomeriggio, in una serata che posso, finalmente, riporre negli archivi.

Angelo Acanfora

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5 Comments


  1. Valerio

    Come partita è stata piu’ che deludente, ma qualcosa di brutto è inziato ad arieggiare quando abbiamo saputo che al posto di Ox giocavano Rosicky e Ramsey!
    Per il resto, tifo eccezzionale e milanisti che a mio parere cantavano solo dopo i gol per 3 minuti, non di piu!
    San Siro è uno scempio!


  2. TheMethod

    Aver ricevuto l’aggiornamento delle formazioni in diretta, a pochi minuti dal fischio di inizio, sui freddi sedili del San Siro, ha avuto un effetto inequivocabile. Lo sgomento era visibile in maniera lapalissiana persino sui volti dei commilitoni inglesi, nonostante esprimessi la mia costernazione in italiano. Giocare con quel modulo ci ha condannati fin dall’inizio. Concordo con te, Valerio! In quanto a stile, e tifo, il Milan (e i milanisti) hanno e avranno sempre da imparare. Aldilà del risultato, SEMPRE E SOLO FORZA GUNNERS!!!


  3. Benjamin Trotter

    Mi dispiace, Method, che tu abbia assistito in diretta ad uno scemio di questa portata. Come definire la prestazione offerta l’altra sera a S. Siro ? Imbarazzante, vergognosa, sconcertante ? Ognuno di questi aggettivi sarebbe appropriato, ma non basterebbe comunque a descrivere ciò che abbiamo visto. E’ vero, Wenger ha msso in campo una formazione improponibile, ma che dire della incredibile libertà di cui ha goduto Ibrahimovic per tutta la partita ? Che dire di un Vermaelen mai visto a questi (bassi) livelli ? Che dire di un Sagna la cui zona di campo è stata costantemente terreno di conquista per gli avversari ? E qualcuno si è accorto se Walcott, Rosicky e Ramsey hanno messo piede in campo ? Potremmo biasimare Van Persie se l’olandese deciderà di andar via a fine anno ? Occorre essere dei geni della panchina per capire che una squadra tecnica come il Milan va affrontata pressando in modo feroce i portatori di palla avversari ? Ma si potrebbe continuare all’infinito, perchè ciò che successo stato veramente irreale. Perdere, anche pesantemente, con il Milan (che comunque, hai ragione Method, ha fatto il suo e nulla di più…credo che se i rossoneri hanno intenzione di vincere la Champions dovranno tirar fuori ben altre prestazioni condite da ben altro ritmo) ci può stare…ma perdere in questo modo, con questa arrendevolezza, con questa incapacità di proporre gioco, è un’umiliazione. Si, a mio parere a S.Siro, siamo stati umiliati, anche più di come ci era successo a Manchester nel famoso 8-2.
    Mi hai spezzato il cuore, Arsenal, ma io ti amerò più di prima. Promesso.


  4. TheMethod

    Carissimo Benjamin, non è stato per niente facile, son sicuro che potrai capire. Ingoiare a forza quella sotto-specie di prestazione, con annessi 4 goal al passivo, è stata tra le cose più difficili e deprimenti che abbia mai provato. Eppure, proprio in linea con il tuo pensiero, ti dico che lo rifarei, rifarei tutto, pur col senno di poi. Non smetterò mai di amare questi colori. D’ora in poi le cose potranno solo migliorare. Per quanto possa esser difficile, possiamo solo continuare a fare il nostro dovere di tifosi, e a sostenere il Club. Sempre e comunque.


  5. venom1

    la partita è stata un disastro però c’è da dire che l’Arsenal è arrivato a Milano pieno di infortunati, almeno 4 di spessore: Mertesacker, Santos, Diaby, Wilshere è questa è già di per sè una batosta visto che il Milan aveva recuperato tutti i giocatori..per questo partiva leggermente più avvantaggiata la squadra di Allegri! non è cmq una scusa valida per giustificare una prestazione così deludente però le basi per una partita non equilibrata c’erano tutte! l’Arsenal ha distrutto il Milan al ritorno con un secco 3-0 e per pochissimo non è passato ai quarti: è stato sfortunato contro un grande Abbiati, l’unico che nel Milan era sceso in campo..in ogni caso i gunner si sono vendicati infliggendo una sconfitta pesante ai rossoneri e peccato che per un solo gol non sia arrivata la qualificazione!
    ad ogni modo dalla prox stagione si tornerà a fare sul serio in Premier e in Europa!

    forza gunners!!!!!!!!!!!!!!!



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