
L’Arsenal conclude il mese di gennaio spezzando la pessima serie negativa di tre sconfitte consecutive in Premier, conquistando sul campo l’accesso diretto al quinto turno di F.A. Cup.
A dirla in questi termini sembrerebbe facile. Chiunque abbia visto la partita, in realtà sa che non così non è stato. Ai ragazzi di Arsène Wengèr occorre uno strepitoso comeback per risolvere la pratica qualificazione. Con tutto ciò che ne deriva in termini di grinta, cattiveria agonistica e concentrazione.
La F.A. Cup rappresenta l’opportunità più concreta per gli Artiglieri di terminare la sete di trofei, che ormai perdura da ben 7 anni. L’importanza della Coppa Nazionale non passa certo inosservata ad Arsène Wengèr, che pur onorando la manifestazione, non disdegna la possibilità di dar spazio a giocatori poco impiegati fin qui in stagione, tenendo fede alla sua filosofia.
Fabianski approfitta del turno di riposo concesso a Szczesny, e si appropria dei guantoni da titolare, protetto da Coquelin (al suo rientro), Mertesacker, Koscielny e Vermaelen (usato ancora come terzino di sinistra). Song, Ramsey e Rosicky compongono il trio della mediana, mentre Arteta (di cui ci si aspettava un impiego dopo l’infortunio muscolare) si accomoda in panchina, insieme ad Henry e al rientrante Sagna, recuperato dopo la frattura alla caviglia che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per più di 3 mesi (dal lontano 2 Ottobre scorso, al White Hart Lane).
Oxlade-Chamberlain si guadagna una maglia da titolare dopo la splendida prestazione contro lo United, e va a compattare l’attacco a 3 dei Gunners, con Walcott sulla corsia opposta e van Persie al centro.
McLeish non è spaventato all’idea di giocarsi la qualificazione al quinto turno contro l’Arsenal. Consapevole degli orribili ricordi che la sua figura evoca ancora dalle parti di Ashburton Grove (vedi l’ultima finale di Carling Cup contro il Birmingham), si mostra piuttosto ottimista sulle possibilità di fare il colpaccio all’Emirates. Nonostante non guidi più una squadra di medio-bassa classifica, il tecnico scozzese non rinuncia al suo proverbiale provincialismo tattico. Scelta, quest’ultima, che non gli ha comunque impedito di conquistare un notevole bottino di 10 punti nelle ultime 4 trasferte in Premier League (di cui 3 ai danni del Chelsea).
La formazione si presenta con una linea a 4 formata da Hutton, Dunne, Cuellar e Warnock, davanti al portiere Given; Clark si occupa dell’interdizione, con Petrov a far da dinamo in mezzo al campo, mentre Ireland e Agbonlahor si occupano delle fasce laterali; in attacco Robbie Keane si affianca a Darren Bent.
Gli uomini di McLeish non dimostrano alcuna fretta, concedendo, per quanto possibile, l’iniziativa agli avversari in maglia biancorossa. Questi ultimi non si lasciano pregare, e iniziano col piede giusto, controllando sostanzialmente il gioco, ma faticando a scardinare il compatto muro difensivo offerto da Dunne e compagni.
Per creare qualche affanno a Given occorre un calcio di punizione ben sfruttato da van Persie, che opta per toccare la palla in favore di Vermaelen: il belga scarica un poderoso sinistro dai 30 metri, su cui il portiere irlandese deve impegnarsi e non poco. Walcott non è altrettanto abile nel trarre vantaggio da un filtrante di Rosicky, e da posizione defilata calcia malissimo. Buono il contributo offerto dal ceco in termini di dinamismo a centrocampo.
Buono, ma ancora non sufficiente per condurre i compagni alla costruzione di palle goal degne di nota. Il tutto a vantaggio della tattica di McLeish, che può progressivamente mettere in scena il suo gioco, e dimostrare in che modo il suo VIlla sia diventato una micidiale squadra da trasferta.
Poco dopo la mezz’ora, a seguito di un rapidissimo contropiede, gli ospiti ottengono un corner, che Petrov gestisce con sapienza, toccando corto per Keane; questi manda a vuoto la copertura del marcatore diretto, restituendo al bulgaro, il quale ribadisce con un preciso cross sul secondo palo, trovando la testa di Richard Dunne: Aston Villa in vantaggio.
Non perfetto Fabianski nell’uscita, ma lo stacco del centrale irlandese è potente e preciso, nulla da fare per il portiere polacco. L’Arsenal prova a reagire con volontà, ma l’accelerazione di Chamberlain si conclude mestamente sul fondo, e il tiro da media distanza di Rosicky non ha sorte migliore, finendo facile preda dei guantoni di Given.
Ancora una volta l’estremo difensore ex Newcastle, deve toglier le castagne dal fuoco, sull’ottima incursione di Ramsey, che salta l’uomo in posizione defilata a sinistra, salta l’uomo, per poi tentare la sorte da posizione impossibile. Il momentum dei Gunners si conclude con un potente destro di Oxlade-Chamberlain, servito da van Persie, che si infrange centralmente sui pugni di Shay Given.
In pieno recupero, giunge la beffa: il secondo contropiede dei Villans permette agli attaccanti avversari di aprirsi come un taglientissimo ventaglio, pronto ad affondare nella difesa sguarnita dei padroni di casa: Ireland lancia di precisione Bent, sul versante destro dell’attacco, il quale controlla a seguire e spara con potenza in diagonale verso Fabianski; il polacco si mostra reattivo nella parata, ma sfortunato nel rimpallo che favorisce invece l’ex centravanti del Tottenham, rapidissimo a ribadire in rete da posizione angolata. Il punteggio ora è di 0 a 2.
Tra qualche urla di disappunto da parte del pubblico dell’Emirates termina il primo tempo, ma l’Arsenal torna in campo nella ripresa, carico di orgoglio e per niente abbattuto. McLeish si frega le mani per la possibilità di riproporre anche nel secondo tempo la sua unica strategia possibile: giocare di rimessa.
L’errore, oltre a quello di non possedere alcuna variante sul tema, consiste nel non considerare l’impressionante cambio di marcia innestato dai Gunners, che dopo soli tre minuti, sfioravano il goal con un imperioso colpo di testa di Mertesacker, salvato sulla linea da Ireland.
A seguire, Walcott si lancia in progressione dalla destra, penetrando in area, ma eccedendo nel dribbling, poi è Ramsey a sprecare da ottima posizione, calciando tra le braccia di Given con l’esterno destro. Il Villa è alle corde e ne subisce le conseguenze al 54′: Song lancia Ramsey, che filtra centralmente in area di rigore, per poi venir falciato nettamente da Dunne; Mike Jones decreta il penalty, graziando il difensore irlandese, da un sacrosanto cartellino giallo (sarebbe stato il secondo). Van Persie dal dischetto trasforma ed accorcia le distanze, riaprendo partita e qualificazione. Ma non finisce qui. Passano tre minuti scarsi, e Walcott riesce a perforare il fronte destro della difesa ospite, tagliando dalla linea di fondo verso il centro, e riuscendo a vincere un fortunoso rimpallo nei confronti della respinta di Hutton, che tradisce Given e regala ai Gunners il goal del meritato pareggio.
La partita è completamente rovesciata, e gli ospiti si vedono venir giù quelli dell’Arsenal da tutte le parti. Dopo l’ora di gioco, la difesa di McLeish, che ha fatto i conti senza l’oste, imbarca il terzo. Koscielny si libera in slalom gigante dalla sua area di rigore, fino a giungere in area di rigore;
Bent lo insegue ma sbaglia il timing del suo tackle scivolato, agganciando il centrale franco-polacco da tergo. Per la seconda volta Jones indica il dischetto, e per la seconda volta Robin van Persie trafigge Given, cambiando l’angolo, ma non il modo di spiazzare il suo avversario. Goal numero 25 in stagione, e rimonta completata. I minuti finali fungono da passerella per Henry e per il ritorno di Bacary Sagna (Welcome Bac3!!!). L’Aston Villa finisce per essere travolto, nonostante una timida reazione verso la fine, che non eviterà ai Leoni di Birmingham la sconfitta nonchè l’eliminazione dalla F.A. Cup.
Per McLeish rimarrà solo il tempo per lamentarsi di una presunta gomitata di van Persie ai danni di Cuellar (un bel modo per deviare l’attenzione dei tifosi da una sconfitta bruciante e tre goal subiti in rapida successione), ma almeno per ora non gli servirà a granché.
L’Arsenal vola al quinto turno di F.A. Cup, guadagnando una significativa chance di arrivare in fondo alla competizione, con tanto di fiducia e self-confidence per il prosieguo del Campionato.
Angelo Acanfora
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Molto felice per il passaggio del turno (pensiamo solo a quello che sarebbe il morale ora in casa Arsenal dopo un’altra eliminazione); spero che la maniera in cui maturata questa rimonta poss servire da volano ai ragazzi per poter dare una svolta alla stagione; il prossimo impegno con il Bolton ha assunto un’importanza rilevante, visto che le ultime 3 sconfitte ci hanno relegato nel gruppone delle inseguitrici del Chelsea. C’mon Gunners !!!
Quest’anno questa competizione non può e non deve sfuggirci! Vogliamo un trofeo al Grove!