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Premier League

6 novembre 2011
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Arsenal v Wba 3-0: Continua la striscia positiva dei Gunners

Dopo la strepitosa vittoria a Stamford Bridge, ai danni del Chelsea di Villas-Boas, e il pareggio casalingo contro il Marsiglia, che consolida la leadership nel girone “F” della Uefa Champions League, continua la serie positiva dei Gunners. O, se siete assidui lettori della Gazzetta e del Corriere dello Sport, continua la “crisi” dei giovanissimi artiglieri, del generale Arsène Wengèr. 

A farne le spese stavolta è il West Bromwich Albion di mister Roy Hodgson, una squadra che durante lo scorso campionato fu in grado di conquistare (con Di Matteo sulla panchina) ben 4 punti ai danni dei londinesi, riuscendo persino a far bottino pieno sul terreno di gioco dell’Emirates Stadium (finì 2 a 3 per i Baggies).

Ma quest’anno le cose hanno preso una piega diversa. Nessuna sorpresa, tutto come stabilito dal copione disegnato in base ai valori messi in campo. Una vittoria comoda, agevole, e senza possibilità di appello. All’insegna della continuità che questo Arsenal della rinascita sta dimostrando sempre più di possedere.

LE FORMAZIONI
Come già preannunciato dalle analisi fatte in sede di Preview, la formazione titolare dei Gunners è stata confermata per 10/11, con il solo dubbio da sciogliere relativo alla scelta dei centrali difensivi. Contrariamente a quanto ipotizzato, è Mertesacker ad accomodarsi in panchina, lasciando spazio alla coppia Vermaelen-Koscielny, con Jenkinson e Andrè Santos ad agire da cursori esterni, a formare la linea difensiva a 4, davanti al confermatissimo Szczesny; linea mediana composta da Ramsey, Song e Arteta, per sostenere il tridente offensivo formato da Walcott, Gervinho e Van Persie.

Per Hodgson si profila la necessità di impostare la propria squadra sulle ripartenze, una carta peraltro utilissima al suo predecessore per sbancare Ashburton Grove. 

Ben Foster tra i pali è protetto dalla linea difensiva composta da Reid, McAuley, Olsson e Jones; Morrison e Dorrans formano la cerniera di centrocampo, con Brunt, Cox e Zoltan Gera, a supporto di Jerome Thomas.
Dirige con un buon metro il giovanissimo Michael Oliver (voto 6).

LA GARA
Fin dalle prime battute, si intuisce che dovrà essere l’Arsenal a fare la partita. La tattica “attendeista” degli uomini di Hodgson richiede comunque una certa dose di concentrazione, a maggior ragione se la fase di spinta avversaria viene esercitata con costanza. I padroni di casa hanno, in questo senso, il merito di non perdere la calma e la lucidità in fase di possesso palla, riuscendo a far girare molto bene il pallone e, nel contempo, a non concedere nulla al possibile contropiede di Thomas, Gera e compagnia. 
L’attenzione e la brillantezza con cui, a turno, Vermaelen e Koscielny si prodigano nell’anticipo sull’attaccante avversario, spegne praticamente sul nascere ogni eventuale tentativo da parte dei Baggies di affacciarsi dalle parti della nostra trequarti. Differenza sostanziale con quanto invece accadde durante la scorsa stagione. 

Incapace di ripartire, il WBA vedeva ora l’Arsenal sempre più padrone del campo, e del possesso palla (giunto al limite del 70%). Il goal del vantaggio sarebbe stato una questione di tempo. Dopo 22 minuti di gioco, infatti, gli uomini di Wengèr trovano il meritato punto del vantaggio. Aaron Ramsey si inventa un passaggio filtrante magistrale, centrando l’unico corridoio disponibile dell’abbottonatissima retroguardia ospite. Il servizio è per lo scatto di Walcott, che converge dalla destra, controllando e calciando con il piatto destro su Foster in uscita bassa; l’estremo difensore inglese riesce a respingere, seppur non in maniera impeccabile, permettendo a Robin van Persie di avventarsi sulla sfera e di ribadirla in rete, siglando così il suo undicesimo goal in undici partite di Campionato. L’olandese festeggia così il premio di Giocatore del Mese della Barclays Premier League.

A questo punto i Baggies provano a scoprirsi di più, ma ogni possibile tentativo di costruzione del gioco viene arginata sia dall’opera di contenimento di Song, sia dall’ottimo anticipo dei difensori. E il soliloquio continua.

Qualche minuto più tardi, Arteta reclama un rigore che non c’è, mentre a seguire Gervinho viene fermato dalla bandierina dei collaboratori di Oliver, per un più che sospetto fuorigioco. Poco male, visto il grado di pericolosità pressoché nullo, cui Szczesny era stato sottoposto. In verità non è che Ben Foster sia stato tempestato da conclusioni a raffica verso la sua porta. Ma è altrettanto vero che, a 6 minuti dall’intervallo, l’ex Man of the Match della scorsa finale di Carling Cup, avrebbe dovuto nuovamente raccogliere la palla dal fondo del sacco. 

Il lancio di Song dalla trequarti è perfetto per l’inserimento di van Persie, sul secondo palo; l’olandese raccoglie al volo, scodellando la palla al centro, con il piatto destro al volo, confezionando così un assist per l’accorrente Vermaelen, che con l’istinto del centravanti trafigge Foster, portando l’Arsenal sul 2 a 0.

Nella ripresa il canovaccio rimane pressapoco invariato. Il controllo sulla gara resta saldamente nelle mani dei padroni di casa, con il WBA costretto a guardare e a cercare, fin quando fosse possibile, il dominio avversario.
Da sottolineare il lavoro degli esterni, Santos e Jenkinson, sempre attenti a chiudere gli spazi sulle fasce, e nel contempo a ripartire, fornendo valido sostegno alla manovra con energiche sovrapposizioni.

E’ su una di queste che lo stesso Jenkinson riesce ad eseguire un precisissimo traversone dal fondo, per Gervinho, su cui McAuley è costretto ad intervenire, rifugiandosi disperatamente in corner. Dal conseguente angolo, Vermaelen approfitta di una colossale amnesia della retroguardia ospite, per eludere i blocchi della marcatura, e contare i passi per poi staccare di testa in solitaria, sfiorando di pochi centimetri la sua clamorosa doppietta personale. La ricerca del goal della tranquillità non sarebbe finita lì. Con i Baggies ormai alle corde (impossiblitati persino ad uscire dalla propria metà campo), i Gunners si avvicinavano a marcare il terzo goal con Song, la cui conclusione in girata, potente ma centrale, metteva in seria apprensione Foster.

Poco dopo, l’ottimo spunto di Walcott, in duetto con van Persie, permetteva allo stesso centravanti olandese di andare al tiro, da ottima posizione, ma il destro del capitano dell’Arsenal è troppo potente e privo di precisione, finendo così altissimo sopra la traversa.
A venti minuti dal termine, Ramsey e Gervinho lasciano il proprio posto a Rosicky e Benayoun. Tatticamente cambia ben poco, lo stesso dicasi con le intenzioni di chiudere un match comunque senza storia fin dall’inizio.

Il sigillo alla vittoria giunge circa tre minuti più tardi, con un’azione orchestrata in pieno stile Arsenal.
Spettacolare fraseggio tra Rosicky e van Persie, con quest’ultimo che dimostra le sue impeccabili doti di rifinitore (oltre a quelle ben note di finalizzatore), nel girarsi, spalle alla porta, per servire l’accorrente Arteta. Il centrocampista basco, salendo a rimorchio, colpisce di prima intenzione con la stessa eleganza che esibisce il golfista nell’eseguire un preciso drive. Tre a zero senza discussione. 
Il WBA troverà all’86′ il primo tiro in porta, con un colpo di testa di Reid, su cui Szczesny non si fa sorprendere. Morrison incrementerà il dato dei tiri fuori, con una conclusione che si perde in orbita. Ma non c’è statistica che tenga. 

CONCLUSIONI
Novembre è sempre stato un mese delicatissimo. L’Arsenal non poteva davvero trovare un modo migliore per cominciarlo, specialmente considerando che ci si trova a ridosso di un nuovo periodo di stop dovuto ai playoffs per Euro 2012. Merito di una preparazione diversa rispetto alla norma? Personalmente non lo so. Non lo escluderei completamente. Così come non escluderei una nuova presa di coscienza da parte di tutto il gruppo, un gruppo che, tramite i suoi giocatori più rappresentativi, si sta responsabilizzando, partita dopo partita.

E dopo undici giornate, dopo un inizio traumatico e fortemente influenzato da contingenze varie, si ritrova qui, a soli tre punti dalla zona Champions, con la differenza reti nuovamente in attivo, con la consapevolezza di avere in squadra il capocannoniere della lega (ripeto, 11 goal in altrettante gare giocate… con un Robin così, si può tranquillamente fare a meno di Batman…) e con la possibilità di accrescere il proprio potenziale nel momento in cui recupererà due pedine di assoluta importanza, come Bacary Sagna e Jack Wilshere. I nuovi giocatori si stanno inserendo benissimo, (Andrè Santos è un buonissimo giocatore, ma se recuperasse una maggiore condizione atletica, sarebbe un terzino pauroso!) e la crescita di giocatori futuribili come Ramsey e Oxlade-Chamberlain fa davvero ben sperare. Senza contare i miglioramenti costanti di Koscielny, e il rientro di un Verminator in grande spolvero, per una difesa che, con l’aggiunta di Mertesacker, può finalmente offrire delle garanzie qualitative di assoluto valore. Insomma, considerando i prossimi impegni di campionato, e la continua crescita di questa nuova ed interessantissima squadra, ci sono tutte le possibilità di tornare molto presto sui palcoscenici che ci competono. Perfino prima di quanto molti di noi non ci saremmo mai aspettati.

Angelo Acanfora

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4 Comments


  1. CaptainCesc

    analisi perfetta come al solito ;)


  2. lucaRVP

    ottima analisi! è proprio vero! con un Robin così, si può tranquillamente fare a meno di Batman!!!


  3. TheMethod

    Grazie ragazzi! Lo spunto è chiaramente preso dall’arguto striscione dei Gooner presenti allo stadio! Speriamo di continuare su questa strada! FORZA ARSENAL!!!


  4. Benjamin Trotter

    Ottima analisi, si. La squadra ha infilato un filotto di risultati positivi veramente impressionante, se consideriamo la nostra situazione di inzio campionato. Partita giocata splendidamente quella di sabato, dominata dall’inizio alla fine senza la minima apprensione ! E’ vero, il WBA è veramente poca cosa, ma abbiamo dato prova più volte, nel nostro passato recente, di poter pareggiare o addirittura perdere con squadre anche peggiori; che sia un segno di maturità l’aver condotto questa partita in porto senza alcun patema ? Ad ogni modo, la classifica ora ci vede a 19 punti in coabitazione con il Liverpool; siamo rientrati nei piani alti e questa è per me una grande gioia. Una menzione speciale per il passaggio filtrante di Ramsey in occasione del primo goal: bellissimo. Ma anche Koscielny merita applausi, giacchè il livello delle sue prestazioni si è alzato notevolelmente negli ultimi match. E poi Robin continua a segnare…che giocatore che abbiamo in squadra ! Spero che la società sappia rassicurarlo a dovere in modo tale da convincerlo a prolungare il contratto. C’mon Gunners !!!!!!!!!



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