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Premier League

4 ottobre 2011
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Tottenham v Spurs 2-1: La crisi continua…

A White Hart Lane va di scena il derby del Nord di Londra numero 167 della storia del calcio inglese. Gli Spurs riescono stavolta ad avere la meglio, dopo 90 minuti intensi e, come sempre, ricchi di episodi e colpi di scena, all’insegna della tradizione.

Per l’Arsenal di Wengèr le cose si complicano ancor di più, e nonostante una fase ancora sostanzialmente iniziale, di assestamento e rimodulazione post-mercato estivo, la classifica attuale non può più considerarsi soddisfacente. E’ anche vero che la dea bendata sembra non esser più ben disposta ad affacciarsi dalle parti di Holloway Road. La rete con cui gli uomini di Harry Redknapp sbloccano il risultato al 40′ del primo tempo è effettivamente viziata da un fallo di mano (quanti ne avrò visti così, fischiati contro van Persie) da parte di Rafael van der Vaart. Il controllo con il braccio da parte dell’ex centrocampista di Ajax e Amburgo è piuttosto evidente, ma non per il signor Mike Dean, che convalida il punto.

Pensare che i nostri avrebbero già avuto una netta chance per portarsi in vantaggio, probabilmente la migliore del primo tempo. L’iniziativa è di van Persie, che elude la pressione di Kaboul, danzando sulla linea di fondo. L’azione del centravanti olandese si conclude con un perfetto tocco in mezzo per l’accorrente Gervinho, il quale vanificava tutto, calciando malissimo con il destro, sul fondo.

Non è al meglio l’ivoriano, e si vede. La sua presenza è stata in dubbio per tutto il prepartita, e con il senno di poi, si può ben capire il perchè. Una condizione fisica a dir poco approssimativa. Non tanto meglio risulterà il contributo del suo collega di reparto, Theo Walcott, apparso molle e poco incisivo nell’affondo. Bene invece Coquelin, capace di recuperare palloni e chiudere con personalità gli spazi offerti alle ripartenze di Bale e compagni.

Aaron Ramsey, che nel primo tempo si mette in evidenza esclusivamente per errori pacchiani in fase di palleggio, risulterà l’autore del pareggio, giunto dopo 6 minuti dall’inizio della ripresa. Pregevole lo spunto di Song, che si trasforma in terzino sinistro (dopo aver abbastanza egregiamente indossato i panni di stopper), dopo aver recuperato la ribattuta di un corner. La discesa del camerunense si produce in un taglio verso il primo palo, su cui interviene Ramsey, inseritosi centralmente tra le maglie della difesa Spurs. Il tocco sotto misura trafigge Friedel, donando nuova speranza ai tifosi ospiti, e mettendo in allarme quelli di casa.

Il forcing dei Gunners nei successivi minuti viene comunque contenuto dalla retroguardia di casa (ottimo in questo senso il lavoro di copertura da parte di Scott Parker), e gli uomini di Redknapp traggono sempre più coraggio nel venir fuori in contropiede, sfruttando appieno la poderosa accelerazione di Bale, oltre all’agilità di Defoe e alla visione di gioco di Modric. Il gran destro di quest’ultimo viene respinto da Szczesny, e il rimpallo termina ai trenta metri, tra i piedi di Kyle Walker. Il terzino inglese supera il diretto avversario e calibra un potente destro, su cui lo stesso Szczesny prende una madornale svista, concedendo agli avversari il goal del 2 a 1.

Il giovane portiere polacco era stato fin lì strepitoso, negando il goal a Parker nel primo tempo, e ad Adebayor nella ripresa. L’episodio, crudele quanto singolare, non perdona i Gunners che, intorno al 70′, dovevano subire l’ennesimo infortunio della stagione: Bacary Sagna si frattura la tibia, spinto platealmente da Assou-Ekotto, sulla zona del fallo laterale.

Al suo posto Carl Jenkinson prova a fare il possibile, ma è chiaro che il suo valore non può in questo momento essere paragonato a quello del terzino destro titolare della nazionale transalpina. Szczesny ha il suo bel da fare sulle incursioni finali di Bale e Defoe, mentre le ultime speranze di pareggio per gli ospiti si concentrano nel mischione finale sui corner guadagnati in zona Cesarini. Nonostante gli sforzi, finisce 2 a 1 per il Tottenham, e per l’Arsenal il campionato diventa sempre più in salita.

Le parole di Wengèr concesse durante l’intervista post match (“ho la sensazione che la squadra abbia giocato con il freno a mano tirato…”) non sono per nulla sufficienti a spiegare questo nuovo improvviso calo di forma. Purtroppo nel calcio ciò che conta sono i risultati, e in base a questi ultimi l’andamento della squadra di Arsenio non può che considerarsi deludente. I numeri raccontano di 7 punti in altrettante gare, quattro sconfitte e già 12 punti di gap rispetto alle prime della classe. Siamo praticamente quindicesimi in campionato (l’anno scorso, a questo punto della stagione, avevamo 4 punti in più), con la certezza di aver perso il nostro miglior attuale difensore (escludendo Vermaelen, già in infermeria) per 3 mesi. Il quadro non è dei migliori. Tanto per usare un eufemismo.

Forse non ha mai assunto tinte così oscure da una decina d’anni a questa parte, ma forse un po’ c’era da aspettarselo. La campagna acquisti forzata e forzosa, rapidamente impacchettata nel finale, non ha fin qui reso i risultati sperati. E la mole di lavoro da compiere sembra talmente pesante, da rendere probabilmente necessaria una intera stagione per essere assorbita. Per ora non c’è molto da aggiungere. Non c’è altro da commentare, se non il fatto di dover registrare una nuova delusione. Spazio alle qualificazioni per gli Europei del 2012, in attesa di un nuovo ritorno in campo. Possibilmente condito da un ritorno alla vittoria, all’insegna della continuità.

Angelo Acanfora

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4 Comments


  1. Simo

    che dire? Forza e coraggio, sperando che sto campionato passi in fretta


  2. TheMethod

    Mi auguro che ne verremo fuori al più presto possibile! Up the Guns!!!


  3. lucaRVP

    senza sagna la vedo dura….


  4. Francesco

    Mah..
    Io dico: Una squadra di blasone tale,ha bisogno di un signor mercato. Arteta è un buon giocatore,ma imparagonabile a Fabregas,stessa cosa vale per Santos con Clichy. L’Emirates stadium prende una marea di profitti,mettici anche le cessioni illustri fatte,i soldi non mancavano. Quando Wenger,qualche giorno dopo la cessione di Nasri,aveva detto che con i soldi ricavati avrebbe fatto investimenti importanti,mi aveva dato un barlume di speranza. Invece nulla.
    Poi se ci si mette pure la sfiga,con il nostro miglior difensore e forse uno dei migliori d’europa come Vermaelen fuori,e colui che molti paragonano come il nuovo Fabregas come Wilshere fuori fino a maggio,il fresco infortunio di Sagna,siamo a cavallo.
    Non voglio mandare via Wenger,perché è comunque una dura scelta esonerare colui che ha fatto anche la storia dei Gunners,ma mi ha deluso. Nel mercato e nel ruolo da allenatore. Quell’Arsenal con un calcio meraviglioso ti è trasformato in una squadra lenta e goffa.
    Una cosa è sicura:continueremo a stare sempre al vostro fianco! Go Gunners!



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