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Premier League

10 settembre 2011
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Arsenal v Swansea 1-0: Prima vittoria per i Gunners

Nonostante si trattasse della quarta giornata di Barclays Premier League 2010/2011, possiamo a tutti gli effetti considerare la giornata di oggi come il vero esordio stagionale del nuovo Arsenal di Arsene Wengèr.
L’attesa è stata lunga, quasi al limite della frustrazione. Ma mai così opportuna.

Gli strascichi lenti e, nel contempo, tumultuosi della destabilizzazione (mediatica e non) subita da tutto l’ambiente nord-londinese nel corso dell’estate, hanno trovato terreno fertile in quello che, rapidamente, si è trasformato in un periodo di crisi che non si registrava da circa un lustro a questa parte. Il culmine si è avuto più o meno 15 giorni fa, nell’inferno dell’Old Trafford, dove la presunzione di Wengèr (o la negligenza nel non aver programmato prima la stagione) veniva punita, dapprima da una serie di spietate contingenze (infortuni, squalifiche ecc..), e poi da un cinico United. Stop.

E’ stato l’atto conclusivo di un ciclo per la verità già socchiuso, ma che si è voluto con insistenza portare avanti, con risultati che, inutile dire, sono sotto gli occhi di chiunque.
Ma, come già abbondantemente detto, la fine di un ciclo corrisponde quasi sempre all’inizio di un altro. La pausa per le qualificazioni agli Europei per Nazioni del 2012 giunge a fagiuolo, con perentoria scelta di tempo.

Il prezioso “recovery time” di cui i giocatori hanno notevole bisogno, viene incalzato da un necessario cambio di rotta da parte di Arsene Wengèr, il quale non può sottrarsi al dovere di rinforzare l’organico, alla luce di cessioni così importanti come quelle subite. L’alacre ed incessante lavoro del manager alsaziano si traduce nell’approdo di ben cinque rinforzi, di cui uno in prestito, di buon valore e di grande esperienza.

La squadra ha un volto completamente nuovo adesso. Le basi per iniziare un nuovo progetto ci sono.
E la prima occasione è, per l’appunto, quella odierna, contro il neopromosso Swansea.

LE FORMAZIONI E LA GARA

La squadra di Rodgers (assente per la scomparsa del padre, avvenuta la scorsa notte), si presenta all’Emirates con le serie intenzioni di trovare il primo goal gallese della storia della Premier League.

La formazione è, almeno sulla carta, individuabile in un 4-3-3 classico, con la linea difensiva formata da Rangel, Caulker, Williams e Taylor, davanti al portiere Vorm; Agustien, Britton e Allen formano il terzetto sulla mediana, mentre Nathan Dyer e Sinclair sono le ali offensive, in appoggio alla punta centrale Graham.

Wengèr deve fare a meno degli squalificati Gervinho, Song e Jenkinson, e degli infortunati Diaby, Wilshere e Vermaelen (operatosi ad un tendine, in settimana), ma può contare sull’ausilio degli ultimi arrivati, e sul recupero di un paio di elementi. Davanti a Szczesny, la linea a 4 si compone con Sagna, Mertesacker, Koscielny e Gibbs; Frimpong si occupa della fase di interdizione, con Ramsey e Arteta in posizione di interni; il tridente è invece affidato a Walcott, Arshavin e van Persie. Sono a disposizione dalla panchina Park, Andrè Santos e Benayoun.
Dirige, con pessimi risultati, il giovane Stuart Attwell (voto 4,5).

Lo Swansea si mostra squadra solida e compatta, nonostante l’evidente scompenso in termini tecnici nei confronti dei Gunners. Ad ogni modo, sono proprio i padroni di casa a far tremare gli spalti dell’Emirates Stadium, già intorno al secondo minuto di gioco. Protagonista è nell’occasione Arteta, bravo ad incunearsi nel pertugio centrale, saltando il suo marcatore diretto, e ad illuminare il filtrante per l’accorrente Ramsey che, impreciso nella conclusione, sprecava così la prima palla-goal del match.

La risposta dei gallesi, pazienti ed ordinati quando si trattava di ripartire, non avrebbe tardato ad arrivare. A poco più di sei minuti di gioco, la folata di Agustien terminava con il perfetto cross in favore di Graham, abile a prendere il tempo a Mertesacker sul primo palo e a deviare verso la porta avversaria. Sarebbe stato un goal praticamente fatto, non fosse altro per lo strepitoso riflesso di Szczesny, abilissimo a negare il primo, storico goal dei gallesi in Premier League. Intervento meraviglioso.

Passa qualche minuto, e al 13′ è ancora l’Arsenal ad avvicinarsi al goal del vantaggio. Il gran lavoro di Arshavin, che diventa pericolosissimo quando si accentra, premia l’inserimento di Walcott, deciso a puntare verso la porta avversaria. Il numero 14 dei Gunners riesce a battere Vorm in uscita bassa, ma la conclusione viene deviata al punto tale da permettere il buon recupero di Caulker, che in scivolata salva sulla linea, rischiando seri danni al ginocchio, nell’impatto con il palo. Faticano ora gli ospiti. L’Arsenal domina il possesso palla, e comincia ad imbrigliare l’avversario con lunghi fraseggi e pericolose verticalizzazioni. Su uno di questi scambi, tra van Persie ed Arteta, Frimpong riesce a sopraggiungere e a partecipare alla manovra, beneficiando del passaggio finale, ma la sua conclusione si perderà sul fondo. A circa 10 dal termine, lo Swansea produce il massimo sforzo, riuscendo a mettere in difficoltà la retroguardia avversaria, con le rapide progressioni del velocissimo duo, formato da Nathan Dyer e Scott Sinclair.

L’occasione più ghiotta capita sui piedi di Joe Allen, che raccoglie il tentativo di liberare l’area da parte di Gibbs, finendo poi per farsi murare dall’ottimo intervento in tackle del gigante Mertesacker. Allentata la pressione da parte degli ospiti, l’Arsenal può tornare in avanti, e al 40′ trova l’episodio che sblocca le sorti dell’incontro. Walcott pesca un sensazionale numero, con cui si libera di due avversari al limite dell’area, e prova a calciare con il sinistro a giro, svirgolando la palla come peggio non si potrebbe. Vorm si precipita sul campanile e raccoglie la sfera, preparandosi a rimettere in gioco con le mani. Il suo passaggio però, colpisce il tallone di Rangel, trasformandosi in uno sciagurato assist per Arshavin, che dalla sinistra dell’area di rigore, e in posizione defilata, calcia di sinistro verso la porta sguarnita, trovando il rocambolesco goal del vantaggio. Una punizione durissima, quasi una sentenza che, di fatto, rendeva ancora più complicato il compito odierno dei gallesi.

Nella ripresa, questi ultimi non avrebbero ancora gettato la spugna. Nemmeno per idea. Senza perdere lucidità e concentrazione, lo Swansea rimaneva organizzato e ben posizionato in campo, oltre che pronto a ripartire e a pungere dagli esterni, vero punto di forza della squadra.

Koscielny è costretto a usare le maniere forti sul vivacissimo Sinclair: ne scaturisce un calcio di punizione dal limite, che lo stesso centrocampista ex-Chelsea andava a battere, sfiorando la traversa.

L’Arsenal non avrebbe trascorso il secondo tempo ad adagiarsi sul risultato. Robin van Persie eludeva, contemporaneamente, la pressione di Britton e Rangel, con un trick fenomenale, finalizzando l’azione con un poderoso destro a giro, stampatosi sul palo. Peccato.
Il centravanti olandese, pochi minuti più tardi, sprecava malamente un preciso taglio rasoterra dalla destra, spedendo il suo destro in orbita. Potenziale chance per il raddoppio.

Poco dopo l’ora di gioco, Wengèr sostituisce un ottimo Arshavin con Yossi Benayoun, mentre per gli avversari Mark Gower subentra all’infortunato Agustien. Dieci minuti dopo, è la volta di Coquelin, entrato per sostituire Frimpong, con lo Swansea che risponde inserendo una punta, Dobbie, per un centrocampista, Allen.

La stanchezza inizia a farsi sentire, soprattutto da parte dei padroni di casa, maggiormente impattati dagli impegni per le qualificazioni a Euro 2012. Intorno all’80′, fa il suo ingresso in campo Marouane Chamakh, al posto di uno stanco van Persie. L’ex attaccante del Bordeaux ha modo di mettersi in evidenza, raccogliendo il velenoso cross di Gibbs, in sovrapposizione, con un efficace stacco di testa. Salda la presa di Vorm.

I minuti passano, e gli ospiti provano il tutto per tutto, nel tentativo di agganciare un pareggio insperato. Approfittando del calo dei Gunners, i gallesi terminano con un deciso forcing offensivo, durante il quale si materializza la più clamorosa delle palle-goal; il mischione nell’area piccola impedisce a Szczesny, fin lì praticamente impeccabile, di arrivare sul pallone, che finisce sui piedi di Graham, a due metri dal bersaglio, e con il portiere avversario a terra; la girata sottomisura dell’attaccante è a colpo sicuro, ma la conclusione è troppo potente, e si perde altissima, sopra la traversa. Incredibile.
Sono gli ultimi sussulti di una partita che volge ormai al termine, e che nell’affondo di Gibbs, murato da Vorm, trova il suo atto conclusivo.

CONCLUSIONE
Una vittoria è una vittoria, in questa fase conta poco il “come”. Si tratta dei primi tre punti stagionali, dopo 4 giornate di campionato. Nonostante una strenua resistenza da parte dello Swansea City, sono tre punti meritati, su cui l’Arsenal può e deve costruire il prosieguo della sua stagione. Prima di tutto, iniziando a carburare, con l’inserimento dei nuovi innesti (bene Mertesacker, ottimo Arteta), poi recuperando i titolari attualmente ai box (Vermaelen e Wilshere), trovando così la giusta alchimia, dalla quale si possa soltanto migliorare. Con continuità, acquisendo esperienza. Volta per volta. Avversario dopo avversario. Con un solo obbiettivo: conquistare i 3 punti. Come on Arsenal!!!

Angelo Acanfora

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4 Comments


  1. Simo

    per ora badiamo alla sostanza, per la forma c’è tempo…


  2. TheMethod

    Appunto, il senso del mio articolo era proprio quello! Servivano 3 punti, e li abbiamo ottenuti! Sono sicuro che i nuovi acquisti contribuiranno a valorizzare il nostro gruppo! Aspettiamo e vediamo!


  3. Simo

    si si angelo, sottolineavo solo il concetto :-)


  4. TheMethod

    Eheheh! Si, figurati, sei stato chiarissimo! A Dortumund dopodomani recupereremo Song e Gervinho, e se ritroverà la condizione, ci sarà anche Andrè Santos! Speriamo di cominciare col piede giusto anche in Champions!



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