L’ultimo reparto da passare in rassegna, per terminare così il nostro Great Season Review, è l’attacco. Senza ombra di dubbio, quello offensivo risulta essere il settore che ha registrato il maggior impatto sulla stagione.
ROBIN VAN PERSIE: Tra i migliori, se non il miglior giocatore della stagione. Verrebbe da chiedersi dove saremmo ora se il suo contributo alla causa non fosse stato così impressionante. Le statistiche parlano chiaro: 33 partite giocate (di cui 26 da titolare), 22 reti segnate e 7 assists. Una stagione anomala per uno dei giocatori più delicati dell’intero panorama calcistico europeo. L’olandese è rinomato per la fragilità dei suoi muscoli, ma mai come quest’anno è stato in grado di incidere sulle sorti dei Gunners. Dopo un inizio come al solito altalenante e condizionato da fastidiosi ma leggeri infortuni, lo stato di forma di van Persie non ha fatto altro che migliorare, in una crescita costante. Non è una prima punta, fin dai tempi di Excelsior e Feyenoord lui interpreta il ruolo di centrocampista offensivo, eppure Wengèr riesce a trasformarlo in un attaccante centrale puro, al vertice del tridente, benchè l’olandese non sia esattamente in possesso di muscoli e centimetri tipici del classico centravanti-boa. Eppure il ventottenne proveniente da Rotterdam, compensa tali mancanze con una classe cristallina, un fenomenale dribbling secco e un sinistro a dir poco micidiale. Tra l’altro sembra essere migliorato anche con il destro. Titolare inamovibile dell’attacco dei biancorossi, se il suo stato fisico non subirà scossoni, potrà essere un fattore.
MAROUANE CHAMAKH: Alla sua prima stagione in Premier, il colpo di mercato a parametro zero proveniente dal Bordeaux si dimostra alquanto efficace nella prima parte di stagione. Il centravanti marocchino tira letteralmente la carretta per tutto il periodo di stop sofferto dal buon RVP. L’ex Bordeaux lavora sodo, fornendo valide alternative al gioco offensivo di Wengèr, soprattutto grazie ad una buona reattività e a notevoli doti aeree. Ma le buone condizioni di Chamakh non riescono ad andare oltre il periodo invernale. Forse per il diverso grado di preparazione atletica a cui è stato sottoposto dal manager Alsaziano. Oppure (come si vocifera sul web) per alcuni problemi personali. Ad ogni modo, considerando un doveroso periodo di adattamento e soprattutto il prezzo (zero) con cui è stato acquistato, val la pena attendere l’imminente inizio di questa nuova stagione per trarre giudizi obiettivi sull’attaccante del Marocco. Soprattutto se, come sembra, l’Arsenal inizierà a giocare sugli esterni, finalizzando la manovra con dei traversoni al centro. Riserva importante.
NICKLAS BENDTNER: Se con van Persie la trasformazione è riuscita, non possiamo purtroppo dire lo stesso di Nicklas Bendtner. Agli occhi di tutti, il gigante danese è un centravanti classico, non esattamente mobilissimo, e alquanto votato al gioco aereo. Per Wengèr non è così. Il tecnico alsaziano vede in Nicklas un’atipica ala destra, e insiste ancor più di prima nel posizionarlo come esterno, appunto, del tridente. Non lo definirei esattamente un bomber, anzi. La sua inclinazione a divorare goal apparentemente semplici è ormai diventata proverbiale. Ma d’altro canto non me la sento di valutare Bendtner appieno, sapendo che, in fondo, non ha mai avuto modo di giocare un’intera stagione nel suo ruolo naturale. Quello che invece posso dire è che, considerando la sua scarsa duttilità (da far coincidere con la testardaggine di Wengèr), Nicklas abbia ormai raggiunto il suo capolinea con la maglia dell’Arsenal. E questo già a prescindere dal fatto che il “vichingo” sia da oltre un mese alla ricerca di una nuova squadra, dove possa giocare titolare e, preferibilmente, nella sua posizione preferita.
Non posso che augurargli il meglio per la sua carriera.
ANDREI ARSHAVIN: Da quando è arrivato a Londra dallo Zenit di San Pietroburgo, il rendimento del russo ha continuato a percorrere una lenta quanto preoccupante parabola discendente. Durante l’ultima stagione, Andrei Arshavin è apparso il più delle volte svogliato, abulico, quasi fuori forma. Inevitabilmente, Wengèr si è trovato costretto a rimuoverlo dai titolari, ai danni di Nasri e Walcott. In positivo, restano comunque da registrare almeno un paio di prestazioni di ottimo livello (su tutte, a mio avviso quella contro l’Aston VIlla) e il goal vittoria nell’andata contro il Barcellona. E’ chiaro che da un campione come Andrei Arshavin ci si aspetti di più, rispetto a due o tre belle partite. Si spera che questa sia la stagione della sua rinascita agonistica, all’insegna della forma fisica e della continuità di risultato. Del resto, tutti conosciamo le doti tecniche di Arshavin, e oggettivamente non si discutono. Con un pizzico di competizione in più, in quella zona del campo, le probabilità di rivederlo su buoni livelli sono abbastanza alte. Toccherà a lui non deluderci stavolta.
THEO WALCOTT: A mio avviso, si tratta di un giocatore che non ha ancora riempito il suo potenziale. Ma a questo punto mi chiedo quando arriverà quel momento. Theo Walcott rappresenta una interessante alternativa sulla corsia destra del tridente offensivo dell’Arsenal. Ma non sempre il nazionale inglese si è saputo rivelare efficace. Le straordinarie doti atletiche di cui è in possesso, lo rendono praticamente imprendibile in campo aperto. Il problema rimane quando deve agire contro una difesa piazzata: ed è lì che appare debole, insicuro, quasi incapace di andar via all’uomo palla al piede. Talvolta è frustrante.
Messo da parte il discorso sulla sua tendenza ad infortunarsi (ma chi all’Arsenal non ce l’ha?) e la necessità di lavorare un attimino sul fisico, non si può comunque negare che Walcott sia migliorato rispetto agli ultimi anni. In particolare i suoi numeri (13 reti in 25 presenze da titolare) non passano inosservati. La sensazione è che Walcott potrà essere un’interessante variante, rispetto agli attaccanti attualmente presenti in rosa. E anche in questo caso, non possiamo che augurarci un più che benefico effetto da parte della concorrenza di reparto.
IN CONCLUSIONE, non possiamo lamentarci delle alternative che abbiamo in attacco. L’arrivo di Gervinho (che per me partirà titolare) porterà dei miglioramenti al nostro attacco, e lo ha già ampiamente dimostrato durante la fase di precampionato. Non so fino a che punto potremo considerare Miyaichi e Oxlade-Chamberlain come possibili alternative sugli esterni, ma è difficile pensare che il loro impatto possa essere già così significativo. Assodata la qualità di Gervinho (ribadisco, un grande colpo da parte di Wengèr), bisognerà vedere cosa potranno offrire il giovane giapponese e l’ex tornante del Southampton. E’ vero, nessuno dei due, data la giovane età, ha mai calcato gli scenari della Premier, ma dopo aver visto il contributo offerto da Ryo in Eredivisie, e la velocità di Oxlade-Chamberlain (che ha spaccato un po’ tutte le difese della League One), le aspettative non possono che essere positive. Ma per quello, staremo a vedere. Senza contare che il mercato non è ancora finito e che, in caso di partenza (quasi certa) di Cèsc e Nasri, potrebbero arrivare altri acquisti. Nel frattempo, è già arrivata l’ora di pensare alla nuova stagione, alla nuova Barclays Premier League.
Ricordando sempre che nessun numero inciso dietro la maglia sarà più grande dello stemma cucito sul petto, auguro a tutti voi un buon campionato. Sempre e solo forza Arsenal! COME ON YOU REDS!!!
Angelo Acanfora




Vado controcorrente, invece per me il problema e’ stato proprio l’attacco. Da sempre le difese fanno errori e le regole sono sempre le stesse…fai un goal piu’ del tuo avversario.
Purtroppo segniamo poco, questo e’ il problema… ed e’ lo stesso problema degli ultimi 3-4 anni.
Purtroppo i media ci hanno fatto concentrare sulla difesa che invece non era un reale problema e molti continuano con questa cosa assurda. Terza difesa del campionato e soli 5-6 goal concessi in piu’ del ManUtd…ma il problema e’ segnare, prendi l’ultimo titolo vinto, riguardati il dvd, vedrai che i goal presi sono ridicoli e si ballava che era una bellezza, ma segnavamo molto di piu’.
Per giunta, la nostra tanto discussa difesa (che comunque la coppia Kos/Vermaelen e ‘ la migliore della Premier dopo quella Vidic/Ferdinand), in Europa ha fatto la sua porca figura, anche contro il barcellona, che con la squadra 11 contro 11, ha concesso poco o nulla… per me abbiamo bisogno di due giocatori come Pires?Freddie, che ti garantivano 25 goals all’anno. Forse con gervinho, e Chamberlain e con Walcott spostato al centro dellattacco, e con Campbell … quei 25 goal, oltre a quelli di Van Persie, arriveranno… ed allora sai che ci frega se la difesa concede un goal che avrebbe potuto anche non concedere..:))
In effetti il Manchester United non è che abbia dimostrato di essere una solida certezza in difesa, però io penso che la nostra necessiti di un elemento di esperienza (i nomi sono quelli, mi andrebbe bene uno dei “3″). Per quanto riguarda l’attacco, una volta avevamo gente (come tu hai giustamente citato alla grande) del calibro di Pires, Ljungberg, per non parlare di Overmars o Limpar, che contribuivano al nostro attacco collezionando mediamente una decina di goal a testa.
Gervinho mi sembra (mi tocco) già una certezza, non credo avrà bisogno di adattarsi alla Premier League: è veloce, salta l’uomo che è una meraviglia, e vede pure bene la porta, senza dare punti di riferimento. Spero che Chamberlain e Walcott possano rappresentare un valore aggiunto e rendere ancora più pericoloso il nostro reparto offensivo, a mio avviso tra i migliori in circolazione in merito alla Premier League. Se poi, come tu auspichi, Ox e Ryo dovessero rivelarsi attaccanti da 15 goal a testa, per me può rimanere anche tutto così come è!
notavo la differenza fisica dei nuovi arrivati..Campbell e Chamberland sono enormi fisicamente e Gervinho non scherza… e’ un bel cambio…
FIsicamente dovrebbero essere tutti e tre più forti di Walcott, che troppo spesso si lascia sopraffare da avversari ben messi in termini di kili e centimetri…
Il contributo di Van Persie è stato notevolissimo, e veramente c’è da chiedersi dove saremmo ora senza di lui. Spero che l’olandese rimanga sempre con noi, ma siamo sicuri che, di fronte ad un’altra stagione trophyless non venga anche a lui la voglia di andar via ?
Personalmente ho bocciato Chamakh, ma certo, se dovesse esser vero che ha avuto problemi personali alzo le mani e ritiro tutti i miei giudizi.
Arshavin, mi spiace dirlo, è stato solo l’ombra del giocatore fantastico ammirato quando arrivò a Londra. Siamo sicuri sia stata la scelta giusta tenerlo ? Francamente, di fronte ad offerte importanti, ci avrei pensato.
Per quanto riguarda Walcott, la tua analisi, Method, mi trova completamente d’accordo, dalla prima all’ultima parola. Ma allora mi chiedo ? Non sarà forse il caso, quando c’è Theo, di adottare un atteggiamento più coperto, in modo tale da sfruttare maggiormente la sua velocità in campo aperto ?