Ringraziando tutti voi per l’apprezzamento e il calore con cui seguite questo blog, vi do il mio personale “benvenuto” al secondo appuntamento stagionale con il Great Season Review.
In piena ed assoluta continuità con la prima parte, ci concentreremo su quello che per noi, anche quest’anno, ha rappresentato un reparto chiave, un autentico fattore, nell’economia dell’intero Campionato: LA DIFESA.
DJOUROU: Già nella stagione precedente, Arsene Wengèr lo elegge come naturale sostituto del partente Kolo Tourè. L’investitura del possente centrale elvetico non può tuttavia aver luogo, a causa di una continua ed incessante serie di infortuni, che lo terranno fuori dai campi praticamente per tutto l’anno. Con l’addio di Gallas, the “Big Swiss” torna ad avere una nuova chance, oltre all’approvazione di Wengèr, per diventare il partner titolare in difesa del sempre più consolidato Vermaelen.
Djourou si dimostra recuperato dagli acciacchi fisici che ne avevano condizionato gran parte della sua carriera, e pur non potendo contare sull’appoggio del collega belga, riesce a collezionare una discreta quantità di buonissime prestazioni, che troveranno l’apice nel pieno periodo invernale.
E’ durante questi mesi che la difesa dei Gunners sembrerebbe aver ottenuto maggior stabilità, e questo anche grazie all’efficacia di Johan: il nazionale svizzero appare, in questa fase, sempre molto lucido e concentrato, preciso nelle chiusure e dominante sulle palle aeree. Peccato, davvero, che questa costanza vada poi scemando, con il passare dei mesi. Le ripercussioni dettate dal progressivo fallimento di tutti gli obbiettivi dell’Arsenal, non possono non influire anche sulle prestazioni di Djourou. La seconda parte di stagione, infatti, evidenzia ancora notevoli carenze, palesi lacune tattiche che a certi livelli non si possono tollerare. Alla luce dei miglioramenti fatti e dei passi da gigante (comunque) compiuti, specie dopo uno stop così lungo, il giudizio sul difensore elvetico non può che convergere verso la sufficienza. Una sufficienza che, in relazione alla prossima Premier League, ne giustificherà un impiego da back-up. Per ora, non di più.
KOSCIELNY: Eccolo qui, uno dei volti nuovi dell’Arsenal targato 2010/2011. Senza dubbio un giocatore capace di dividere le opinioni di tifosi e addetti ai lavori. Ma non certamente in grado di sorprendere, in positivo, quanto Vermaelen giusto un anno prima. Anche Laurent Koscielny si presenta come perfetto sconosciuto alla platea dell’Emirates, ma stavolta il background è sensibilmente diverso. Le origini non sono “nobili” come quelle di chi proviene da un club storico come l’Ajax di Amsterdam. Wengèr lo pesca in Francia, precisamente nel Lorient, un club che solo due anni prima guadagnava la promozione in Ligue 1. Un rischio, come tanti ai quali il buon Arsenio ci ha abituato, ma che stavolta (almeno questa è la mia impressione dopo un campionato) non paga i suoi dividendi. Dopo una discreta pre-season, il suo è un esordio non facile, ad Anfield Road.
Primo contatto con il calcio inglese, tutt’altro pianeta rispetto alla sua versione transalpina. Tanta indecisione, parecchia ansia e alla fine un’espulsione. Piuttosto notevole, sebbene non in positivo. Il franco-polacco si trova nella condizione di dover fare il titolare, giocoforza per l’assenza di Vermaelen; da quel punto, fino al termine della stagione, il nostro Laurent collezionerà ben 43 gettoni complessivi, raggiungendo senza dubbio il picco nelle gare interne contro Chelsea e Barcellona, dove ha impressionato per spirito combattivo ed atletismo (quasi perfetta la marcatura su Messi). Nonostante tutto, restano comunque gli errori e le prestazioni altalenanti, dovute a sostanziose carenze di senso della posizione e, più che altro, di muscoli. Attualmente, a mio personale avviso, non sembra un giocatore adatto per competere a questi livelli, ma al contempo trovo giusto concedergli una ulteriore possibilità di correggere le sue lacune e rendere al meglio. Da gestire come ulteriore rincalzo.
VERMAELEN: Parlare di lui risulta quasi inopportuno, considerando il fatto che la sua stagione si sia ridotta a giusto un paio di “cameo” sparsi qua e là. Viene comunque citato in questa sede per ricordare quanto la sua mancanza si sia fatta sentire in un reparto che, per l’Arsenal, rappresenta l’indiscusso punto debole.
Lo scorso anno, il belga era partito in sordina, integrandosi sempre più con il gruppo e guadagnandosi progressivamente la fiducia di tutti, dall’allenatore, ai tifosi (inizialmente riluttanti al momento del suo acquisto), fino ad arrivare ai suoi compagni. Ciò che, aldilà di ogni ragionevole dubbio, è più mancato al nostro reparto difensivo, è stata la sua leadership, la sua grinta di combattente nato: dote questa, che lo vide l’anno scorso come imprescindibile componente della squadra titolare. L’infortunio, misterioso quanto frustrante, al tendine d’Achille, lo ha tenuto fuori combattimento a lungo. A Gennaio, quando le velleità difensive erano già piuttosto palesi, Wengèr decide di non rinforzare l’organico con un difensore di prima fascia, pur consapevole, come poi dirà in un secondo momento, di non poter contare sul “Verminator” fino a fine stagione. Peccato di presunzione, che il generale alsaziano pagherà come ben sappiamo.
Ammesso (e ce lo auguriamo davvero con tutto il cuore) che il suo infortunio sia ora alle spalle, Thomas Vermaelen dovrà essere uno dei due centrali difensivi, previsti nel pacchetto arretrato dei Gunners. La speranza è che il forte difensore belga possa fregiare della presenza di un partner altrettanto valido, con qualità ed esperienza consolidata, che possa dare costanza e solidità ad un reparto che da troppo tempo necessita del dovuto restyling.
SQUILLACI: Acquisti dell’ultima ora, Sebastien Squillaci rappresenta, almeno in parte, la soluzione momentanea all’infortunio estivo di Vermaelen. E come tutte le soluzioni di ripiego, si dimostra ben poco efficace.
Una soluzione di esperienza, peraltro a buon mercato, ma pur sempre poco efficace.
Nonostante il suo curriculum parlasse di vittorie importanti (sia a Lione che a Siviglia), la sua scelta non mi è mai sembrata poi così oculata. Viene forzatamente impiegato come titolare, in partnership con Koscielny. GIusto il tempo di rivelare i suoi limiti tecnico-tattici, dopo qualche partita giocata con poca convinzione, e Wengèr gli preferisce Djourou, relegandolo tra le seconde linee. Una posizione, questa, per nulla definitiva o limitante, visto che alla fine, il francese, concluderà l’annata collezionando 32 presenze in tutte le competizioni.
Se il suo andamento può dirsi alquanto positivo nelle prima apparizioni, lo stesso purtroppo non può esser detto per la seconda parte di stagione, dove a fare la differenza sono la sua lentezza e le sue amnesie in fase di marcatura. In una difesa, per tradizione wengeriana “a zona”, e altissima come quella dell’Arsenal, le caratteristiche del difensore ex Monaco appaiono inadeguate, sempre più incompatibili con il passar del tempo.
Per quanto il contributo offerto dai suoi 185 cm. sia stato apprezzato, a poca reattività nel chiudere gli spazi o nel giocare di anticipo, fanno di Squillaci un difensore spesso incapace di offrire all’Arsenal quella giusta dose di solidità, tranquillità ed efficacia, che invece tanto si richiedono. Se non fosse per il fatto di possedere già delle alternative, sarei favorevole a tenerlo come riserva. Ma se alla fine, come tutti si auspicano, Wengèr dovesse prendere un centrale difensivo di sicuro affidamento, la sua presenza a quel punto sarebbe abbastanza inutile. Così come è inutile continuare la tradizione dei vari Grimandi, Stepanovs, Cygan e Silvestre.
SAGNA: Non è un caso che il suo nome sia stato incluso nella lista del PFA Team of the Year. Da un punto di vista personale, lo trovo un meritatissimo tributo, e non solo per la stagione in oggetto. Bacary Sagna è stato, parlando con cognizione di causa, uno degli acquisti più azzeccati della gestione Wengèr.
Tecnicamente non raggiunge il livello dei vari Maicon e Dani Alves, ma questo importa ben poco, visto che, tatticamente, il suo impiego non implica la necessità di supportare la manovra con discese palla al piede, lungo l’out di destra. Soprattutto considerando che le “ali” offensive, non mancano tra le alternative offensive di Wengèr. Il suo contributo in termini di sovrapposizioni e continui traversoni dalla fascia, sono già sufficienti.
Raramente il suo impegno ha subito dei rallentamenti, nell’arco di questa stagione. Il terzino della nazionale francese si è sempre fatto trovare pronto, sia fisicamente, che psicologicamente. Visto l’andamento altalenante dei suoi colleghi di reparto, qualche calo di lucidità può anche essere giustificato. Certo è che il suo posto da titolare nella linea a 4, difficilmente potrà esser messo in discussione, a meno che non si verifichi un super exploit da parte della nuova recluta, Carl Jenkinson. Nel frattempo, e con l’augurio che ci sia un po’ più di competizione in quel ruolo, Sagna rimane una pedina inamovibile nello scacchiere difensivo dei Gunners.
CLICHY: A differenza del collega connazionale, Gael Clichy non ha brillato esattamente per continuità di risultato. Eppure in molti avevano previsto questa flessione. Probabilmente, rapportandola al fatto che l’ex giocatore del Caen fosse, fin dalla scorsa estate, alquanto restio a firmare il prolungamento del contratto, in scadenza nel 2012. Chissà per quale motivo.
Col senno di poi, vien più facile pensare a quanto grande possa essere l’impegno di un giocatore a cui non preme più di tanto rinnovare con il proprio Club. Ed è forse questa mancanza di “commitment” che non ha permesso al nostro Gael di trovar spazio tra i migliori Gunners della stagione.
Val la pena sottolinearlo. Per quanto limitato tecnicamente, o poco propenso alla fase difensiva, parliamo di un giocatore dalle eccezionali doti atletiche e fisiche. Quelle stesse doti che che ne hanno favorito l’ascesa, a discapito del partente Ashley Cole, del quale l’Arsenal, probabilmente, non ha mai sentito la mancanza.
Dipendesse da me, terrei Clichy saldamente al suo posto, nonostante le lacune e le piccole mancanze che ne hanno condizionato quest’ultima stagione. Chiaramente mi rendo conto che la situazione non può non tener conto della volontà del giocatore, ancora indeciso sul da farsi, in termini contrattuali. Ciononostante, va da sé che per quanto buono, Clichy non sia insostituibile. Sebbene il ruolo sia piuttosto delicato, una sua cessione permetterebbe, almeno in linea teorica, una degna sostituzione. Taiwo sarebbe stata una valida alternativa (a parametro zero, poi!), ma confesso che la mia prima scelta porterebbe il nome di Leighton Baines. Wengèr potrebbe già avere la soluzione con uno dei suoi classici “colpi ad effetto”, o come più spesso accade, potrebbe “crearsi” la soluzione in casa. Speriamo soltanto di conoscere il verdetto al più presto possibile.
GIBBS: Più volte si è parlato di lui come possibile subentrante al ruolo di terzino sinistro titolare dell’Arsenal. Non che quest’anno abbia avuto parecchie chance per dimostrare il suo valore, ma in quelle poche avute a disposizione, il giovane Kieran non ha mai impressionato. Nonostante la forma non sempre impeccabile del suo diretto superiore, Gibbs ha messo insieme soltanto 4 presenze dal primo minuto, finendo per perdere anche la considerazione di Fabio Capello. Un ruolo importante, in questo senso, lo han giocato, manco a dirlo, gli innumerevoli infortuni che lo hanno condizionato per tutta la stagione. Infortuni che continuano a farsi sentire ancora oggi, costringendolo ad abbandonare il ritiro dell’Under 21 inglese.
Questa condizione fisica, non esattamente impeccabile, unitamente ad una maturità calcistica non ancora pienamente raggiunta, fanno di Gibbs un giocatore tutto da verificare, probabilmente non ancora pronto per partire come sostituto in caso di una eventuale partenza di Clichy. Appare ovvio che, per poterne meglio valutare i progressi, gli serviranno minuti e partite da giocare, ma è anche vero che, in questo senso, le occasioni non dovrebbero scarseggiare.
EBOUE‘: E’ stato utilizzato sia come esterno difensivo, sia come centrocampista offensivo, ma in entrambi i ruoli il rendimento non è stato all’altezza. L’ivoriano ha trovato meno spazio del solito, e visto lo stato di forma di Bacary Sagna, ha potuto fare ben poco per convincere Wengèr a sovvertire le gerarchie di squadra.
Se nel ruolo di terzino si vede letteralmente chiuso dal suo collega francese, la posizione di tornante gli è preclusa dai suoi enormi limiti tecnici e tattici, di cui abbiamo avuto palesi esempi nel corso dei sui anni di militanza nel nord di Londra. Qualcuno potrebbe anche obiettare che, più si trova lontano dalla porta, meglio è (rigore concesso al Liverpool al 98′ docet), ma alla fine cambia ben poco. Non gli si può dire nulla dal punto di vista dell’impegno e della motivazione, ma a questo punto, all’età di 28 anni suonati, non è più plausibile aspettarsi dei miglioramenti dal simpaticissimo giocatore ivoriano.
Non mi aspetto che l’anno prossimo possa partire in cerca di nuovi stimoli personali e di maggiori possibilità di giocare, tuttavia al momento il suo rendimento stagionale così approssimativo, non può mettere in discussione la supremazia di Sagna. Di sicuro, con l’arrivo confermato di Carl Jenkinson, potrebbe ritrovarsi un pretendente in più per il ruolo di riserva come terzino. E un pizzico di sana competitività non guasta mai.
Il verdetto sulla difesa non può essere positivo. Pur considerando i fattori contingenti che ne hanno influenzato il rendimento, il record dello scorso campionato (41 goal subiti) è stato addirittura peggiorato (42), e tutto questo, nonostante sapessimo quale fosse il nostro tallone d’achille. Oltre il 52% dei goal subiti sono giunti su situazioni di palla inattiva, e questo deve far riflettere il manager, e non poco, sul da farsi. Stavolta le parole serviranno a ben poco. Bisognerà far parlare i fatti. Ricordando che una grande squadra non può prescindere da una grande difesa.
Angelo Acanfora




a mio modestissimo parere kos e dj sono improponibili come e più di squillaci… sperando che vermaellen rientri e si confermi allo stesso livello di prima dell’infortunio (cosa non da dare per scontata) serve assolutamente un centrale difensivo stile samuel, per dirne uno…
Ottimo articolo, Method, ancora complimenti. Djourou ha disputato, è vero, una stagione altalenante; è stato bravo nella prima parte, quando è subentrato ad un disastroso Squillaci (giocatore che io cercherei di vendere senza remore)poi il suo rendimento è calato; ma, d’altra parte ho l’impressione che non sia giusto chiedergli di più…insomma, lo terrei, ma per la panchina.
Koscielny: il giocatore francese ha inanellato una serie di prestazioni assolutamente negative. Mi ha colpito in particolare la disattenzione, la mancanza di concentrazione, la costanza nel commettere errori marchiani, cosa questa assai rara da vedere nel calcio di un certo livello. E’ vero, l’impressione generale credo sia stata quella di un giocatore inadeguato, ma a volte ho avuto l’impressione che ci fosse qualcosa di più, e di peggio. Ammetto che provo un’umana compassione (sia chiaro, parlo seriamente e lungi da me l’idea di sparare sulla Croce Rossa con l’arma di un inutile e crudele sarcasmo)per questo ragazzo che si batte sempre (c’è da riconoscere che l’impegno da parte sua non viene mai meno, ed a volte non ho avuto l’impressione che fosse così per tutti i suoi compagni di squadra…vero, Arshavin ?)e che è costretto dai suoi limiti a vivere scene terribili per un difensore (come il goal di Martins in finale di FA Cup)…però il dilemma che mi sono posto a volte è stato questo: è inadeguato a certi livelli o è semplicemente un giocatore mediocre ? In mezzo a questo mare di prestazione negative, una gemma: la partita d’andata con il Barça. Quella sera ho visto un altro giocatore: determinato, aggressivo, puntuale, tatticamente perfetto…ha anticipato, ha chiuso gli spazi, ha tolto il respiro agli attaccanti blaugrana, si è scoperto leader della difesa. Insomma, la mia domanda è questa : chi è Laurent Koscielny ?
Per ciò che concerne Vermaelen, sposo in toto la tesi di Simo; nessuno ci garantisce che il forte difensore ex-Ajax torni in campo producendo un rendimento uguale a quello pre-infortunio…comunque lo speriamo tutti.
Nulla da dire su Sagna, stagione ottima la sua…teniamocelo stretto.
Meno bene Clichy per il quale, hai ragione tu Method, bisognerebbe sapere innanzitutto quali sono le sue intenzioni.
Non ho mai capito perchè Capello stravedesse per Gibbs, promessa mai mantenuta.
Ebouè a mio avviso va ceduto: si tratta di un giocatore con buone doti in termini di dinamismo, ma con uno scarso senso tattico e modeste qualità tecniche. Considerato che ha ancora un discreto mercato (credo che viva ancora di rendita su quella ottima stagioen che fece qualche anno fa)penso sia una buona occasione per far cassa.
In conclusione ripeto quanto già avevo affermato in precedenza: credo ci servano un paio di grossi difensori, soprattutto se vogliano continuare a giocare ancora in un certo modo (tre punte e due giocatori su 3 a centrocampo maggiormente portati alla fase di costruzione del gioco).