Ormai possiamo dire sia un clichè. Quest’Arsenal che inizia bene, con le migliori intenzioni, e che poi finisce per sciogliersi come neve al sole verso il finale di Campionato, lo è a tutti gli effetti. Per qualcuno non sarà così, ci sarà sicuramente un’opinione diversa (o più di una), ma tant’è. Tutto questo non cambia il fatto che l’Arsenal di Arsene Wengèr abbia fallito. Ancora una volta, miseramente. E non si tratta di ottimismo o pessimismo. Se una squadra pone come obbiettivo quello di vincere il Campionato, piuttosto che la Champions League, e non vi riesce, vuol dire che ha fallito. Ripeto, non si tratta di ottimismo o pessimismo. E’ italiano corrente. Mi rendo conto non sia comprensibile per tutti. Ma è molto più semplice di quanto lo si voglia far apparire, credetemi.
Per carità, è più che comprensibile che poi una persona possa considerare le sfumature che vi si possono trovare in mezzo. Alla fine della giornata, ciò che contano sono i fatti.
Ieri, al Reebok Stadium di Bolton, nei pressi di Manchester, è crollato un altro effimero appiglio dei sedicenti “veri” tifosi: sedici giornate di imbattibilità, di cui le ultime cinque sono cinque pareggi consecutivi. Gli stessi cinque pareggi consecutivi che hanno permesso allo United di prendere il largo verso la sempre più probabile (quanto meritata) vittoria finale.
Strano che qui l’analisi non si approfondisca. Strano che si parli di sedici turni di imbattibilità, senza specificare che su 18 punti disponibili, l’Arsenal ne abbia raccolti 5. Strano non ricordarsi che la difesa dei Gunners abbia fin qui imbarcato 36 goal subiti (contro i 41 complessivi della scorsa stagione), con ancora quattro partite da giocare. Non doveva essere uno di quei problemi da risolvere? Mah, forse non ce lo ricordiamo. Oppure non ci conviene ricordarlo.
LA GARA
Meglio parlare della partita di ieri, senz’altro più semplice da ricordare. Ai ragazzi non c’è assolutamente nulla da rimproverare. Eccezion fatta per Vermaelen, quella scesa in campo ieri pomeriggio è la miglior formazione possibile: Szczesny tra i pali vede schierarsi davanti a sè la linea a 4 composta da Sagna, Djourou, Koscielny e Clichy; Song si posiziona davanti alla difesa, con Wilshere e Fabregàs leggermente più avanzati; Walcott e Nasri agiscono sulle corsie esterne, affiancando van Persie, vertice alto del tridente.
I Trotters invece propongono un 4-4-2 piuttosto lineare, con Jaaskelainen in porta, Steinsson, Cahill, Knight e Robinson in difesa, Elmander centrale di centrocampo in partnership con Muamba, Taylor e Lee Chung-Yong sulle fasce, in supporto del tandem formato da Kevin Davies e Sturridge.
Nonostante l’ottimo posizionamento in campo degli uomini di Coyle, sono i Gunners a partire meglio. Walcott è fra i più attivi, impensierendo già al quarto minuto l’estremo difensore avversario con un pericoloso traversone, respinto dalla difesa; la palla finisce nella zona di Nasri, che vede bloccare sul nascere il suo tentativo di ribadire in rete. Poco dopo l’esterno offensivo della nazionale di Capello trova tanto spazio sul canale di destra, riuscendo a terminare l’azione con un tocco arretrato verso Fabregàs, che di prima intenzione calcia alto, sopra la traversa. La risposta del Bolton giunge al quarto d’ora, con la pericolosa deviazione di Kevin Davies, sul buon traversone dell’ottimo Steinsson.
La palla termina pericolosamente sull’esterno della rete e Szczesny può tirar un sospiro di sollievo.
Consapevole del rischio appena corso, l’Arsenal prova ad intensificare la propria manovra offensiva, ma ancora una volta senza incidere. Jaaskelainen è bravo a neutralizzare il tentativo di Cèsc dalla distanza. Il catalano ci riprova intorno al ventesimo, stavolta come suggeritore, pescando van Persie, a sua volta incapace di trovare il bersaglio con la sua volée. Nel frattempo, inevitabilmente, il baricentro degli ospiti si alza parecchio, concedendo discreto spazio alle ripartenze degli uomini di Coyle. Al 25′ il velocissimo Lee, innescato da Sturridge, riesce ad approfittare del buco difensivo sulla destra; il coreano fa tutto molto bene, tranne il passaggio decisivo, intercettato da Song, per il ben piazzato Taylor.
Poco più di dieci minuti dopo, la scena si ripete, ma stavolta è Szczesny a negare il goal a Lee, con una perentoria parata in uscita bassa. Koscielny completa l’opera, spazzando la palla in corner.
Lee Chung-Yong si incarica della battuta, trovando la testa di Cahill, la cui conclusione impatta sul corpo di Nasri; Sturridge, con estrema rapacità, si lancia sul francese, rubandogli il tempo e deviando la sfera con la testa, di quel tanto che basta a realizzare il goal che sblocca gli equilibri. Bolton in vantaggio, nel tripudio del Reebok Stadium. Il primo tempo si conclude con il palo colpito da Fabregàs, a sottolineare l’ennesima giornata storta dei Gunners.
Sottolineatura che, a meno di un minuto dall’inizio del secondo tempo, assume tinte più marcate, quando l’ingenuo Djourou eccede nella sua marcatura, spingendo Daniel Sturridge in piena area di rigore. Mike Jones indica giustamente il dischetto e Kevin Davies si assume la responsabilità del penalty. Il capitano dei Trotters calcia malissimo, e Szczesny completa l’opera, respingendo il pallone e scongiurando il goal che avrebbe probabilmente chiuso le sorti del match.
Il rigore parato restituisce un certo vigore ai ragazzi di Wengèr, che ancora una volta hanno il merito di non perdersi d’animo e di raccogliere tutte le forze residue, alla ricerca del pareggio. Due minuti dopo riescono nel loro intento, manco a dirlo, con Robin van Persie. L’olandese combina con Fabregàs, concludendo l’azione con un preciso sinistro rasoterra dal limite dell’area che si insacca sul palo lontano.
La gara si riapre, ma il Bolton non ne esce assolutamente ridimensionato. La compagine di Coyle si dimostra tenace e combattiva, più nella fase di raddoppio e di chiusura degli spazi, che in quella propositiva. Gli ospiti divengono detentori del possesso palla, tuttavia senza andare oltre delle interminabili serie di fraseggi, quasi sempre privi di una conclusione degna di questo nome. A poco più di venti minuti dalla fine, l’Arsenal riesce lo stesso a far breccia nel cuore della difesa avversaria, con un magnifico lancio di van Persie, ad imbeccare il movimento di Nasri, bravissimo ad inserirsi tra le linee.
L’ex trequartista dell’OM controlla in maniera impeccabile, andando in uno contro uno con Jaaskelainen, ma finendo per scegliere la battuta di potenza, con cui prende in pieno il portierone scandinavo, facendosi murare sul rimpallo dal rientrante Cahill. Un’occasione d’oro, gettata, come si suol dire, alle ortiche. Non senza conseguenze, purtroppo. Wengèr decide di inserire Chamakh per Song (piuttosto incolore la sua prova), facendolo seguire poco dopo da Arshavin, messo al posto di Walcott. Ce la mette tutta l’Arsenal, ma proprio non riesce a far male al Bolton.
Anzi, sono i padroni di casa a rendersi sensibilmente più pericolosi. Siamo al minuto 89, quando Elmander viene lanciato in progressione nella voragine centrale lasciata dalla colpevolissima difesa dei Gunners. Szczesny è ancora una volta impeccabile nell’uscita, concedendo solo il corner al nazionale svedese. Sugli sviluppi dello stesso, il giovane polacco deve arrendersi al velenoso colpo di testa di Tamir Cohen, da poco entrato, che riesce ad eludere la sciagurata marcatura di Djourou, realizzando praticamente il goal della vittoria dei suoi.
CONCLUSIONI
A poco servono i 5 minuti di recupero, se non a prolungare la delusione per l’ennesima occasione sciupata. Molto nobile, da parte di Wengèr, assumersi le responsabilità di questo tracollo, durante l’intervista del post match. Ma a che pro? Quale può essere l’utilità di una tale autoconsapevolezza, se essa non viene supportata da fatti concreti e da una seria volontà di correggere i problemi di questa squadra?
Proteggere e giustificare l’atteggiamento di parte dei suoi giocatori, lo abbiamo visto in questi anni, non ci ha portato da nessuna parte. Vale davvero la pena continuare su questa strada?
Chissà. Quel che è certo, è che ancora una volta, l’ennesima, l’Arsenal e i suoi tifosi, hanno dovuto pagare le scelte (col senno di poi discutibili) del suo testardo e ormai dispotico manager. Capace di promettere, e di non mantenere. Legittimato a farlo, in quanto aziendalista convinto, più attento ai risultati economici che a quelli sportivi e, pertanto, inamovibile agli occhi del Board (almeno a quello vecchio, visto che gli assetti societari stanno per cambiare).
Ben vengano i progetti, purchè siano concretamente finalizzati ad obiettivi sportivi e non siano rapportati a tempistiche indeterminate. Un progetto, in quanto tale, prevede una scadenza. Ed è soggetto al raggiungimento di uno scopo, fallito il quale, si cambia. Personalmente non vedo cosa possa esserci di tanto orripilante, da far scattare alcuni tifosi sulle sedie, o addirittura gridare allo scandalo, accusando altri di essere meno tifosi o ritenendoli incapaci di festeggiare in caso di una nostra ipotetica vittoria.
L’aver previsto, già da qualche giornata, il nostro non riuscire a vincere la Premier, non mi rende certo più soddisfatto. Solo più frustrato, decisamente più frustrato. Ecco perchè mi auspico un cambiamento. Non sta certo a me decidere dove. Vorrei solo che qualcosa cambiasse, per non ritrovarmi ogni anno a fare lo stesso discorso e a precisare le stesse cose. Per avere la soddisfazione di correggere ciò che non funziona e raccoglierne i risultati. Per poter gioire di un titolo, piuttosto che di un utile netto di 40 milioni di pounds. Perchè io tifo e tiferò sempre per l’Arsenal. Non per lo “Stubborn Arsène United”.
Angelo Acanfora




ragazzi col nuovo presidente arriveranno dei big??continueremo questa politica sui giovani??..vinceremo qualcosa??
Si vocifera di Sakho e di Felipe Melo, secondo me serve qualcuno che dia la scossa all’ambiete.
La politica dei giovani a me piace poi anche il Barça utilizza la stessa politica più o meno farsi i campioni in casa vedi Xavi Iniesta Pique.
sinceramente spero che la politica rimanga quella attuale, integrando la squadra di oggi con 3-4 uomini di primo livello. mettersi a fare la raccolta delle figurine tipo city non porta mai a nulla…
che il barcellona abbia la stessa filosofia è vero fino ad un certo punto: ok iniesta piquet ecc, ma oltre quelli ci sono, o ci sono stati i villa ibra eto’o henry ecc ecc ecc
sisi ovvio hanno acquistato grandi giocatori Alves Villa Henry ma la maggior parte dei giocatori vengo dalla cantera.
secondo me ci vorrebero 3 inesti
2 difensori centrali, un mediano e un terzino destro
ma prima si dovrebbe vendere tutta quella gente che gioca poca e ha fatto vedere che non è un fenomeno o un campione (Diaby Denilson Eboue etc..)
vabbè, più che stare a parlare degli errori arbitrali riflettiamo sulle nostre mancanze che è meglio.
l’arsenal ha sprecato un anno d’oro, un anno dove il chelsea si è preso un turno di pausa, il liverpool era travolto dai problemi societari, il city non era ancora una squadra e lo united era sicuramente inferiore agli scorsi anni, questa è la realtà. il prossimo anno sarà moooolto più dura.
personalmente sono d’accordo con l’ottimo marianella (si ok, quello di tuttosport che vuol fare il giornalista, dirigente, allenatore, giocatore bla bla bla, risparmiatemi la predica, grazie) l’arsenal raccoglie quello che si merita: NIENTE. nei match decisivi non ha mai vinto, questo è un fatto, e non parlatemi di sfortuna o di “caso” per cortesia, mai visto un campionato deciso dal “caso”. guardatevi l’intervista di wenger ieri, poi guardate quella della scorsa stagione, di due stagioni fa ecc: sono IDENTICHE, dice le stesse cose, ciò vuol dire che non è stato posto rimedio agli errori della passata stagione, non so se per mancanza di umiltà.
la partita di ieri è stata la sintesi perfetta: minuti e minuti di possesso sterile, giocatori che passano il pallone quando dovrebbero tirare, difesa di idioti (sinceramente parlando: djouru e ko-coso sono in grado di far rimpiangere senderos), errori madornali sotto porta ecc ecc
personalmente non sono uno di quelli che vuole la testa di wenger, anche perchè non vedo nessuna valida alternativa (anche se basta leggere il linguaggio del corpo per capire quanto sia nervoso in questo periodo), ma, come ho detto decine di volte, credo debba essere avvicinato da un dirigente alla david dain. anche il milan, per intenderci, ha preso gente come josè mai o oliveira ma l’anno dopo li ha spediti col corriere espresso, noi sono 5 anni che ci ritroviamo giocatori inadatti a certi livelli: almunia denilson diaby… mi fermo qui perchè la lista è troppo lunga.
in sintesi: per creare una squadra si parte dalla difesa, è una realtà storica, non esistono grandi squadre senza grandi difese (se le conoscete ditemelo), in nessuno sport. come diceva dennis rodman: “l’attacco si prende i meriti, ma è la difesa a vincere le partite”, da lì quindi bisogna iniziare ad inserire quegli elementi (2-3 non serve una rivoluzione) in grado di farci fare il salto di qualità.
forse è ora di ascoltare i critici, non solo gli yes man o gli alienati
Vorrei spezzare una lancia a favore di Djourou, visto che è appena tornato da un infortunio, durante tutta la stagione non ha fatto male.
Koscielny invece è stato un pacco 10 milioni investiti male per non parlare di Squillaci.
Spero vivamente che Wegner a luglio tiri fuori i dindini per un paio di giocatori di qualità
Quando leggo di “fallimento” mi viene naturale chiedere: cosa significa fallire?
Se poi questo termine lo vedo affiancato all’AFC mi domando: di cosa stiamo parlando?
Allora i quesiti prendono corpo…
E’ un fallimento raggiungere una finale di Coppa?
E’ un fallimento battere un Barcelona che l’anno prima c’aveva preso a pallonate?
E’ un fallimento ripetersi ad un anno di distanza in campionato, lottando fino (quasi) alla fine?
E’ un fallimento venire eliminati alle porte di Wembley da un ottimo MU in FA Cup?
E’ un fallimento aver puntato su gente come Wilshere (miglior giovane della stagione), come Szczesny (il portiere del futuro), e aver ritrovato la verve in zona gol di RVP, la raggiunta maturità calcistica di Nasri e la straordinaria stagione del Capitano?
Se questo lo si chiama fallimento, l’italiano corrente non è lingua per il sottoscritto.
Non si parla di fallimento (almeno io non sono di quest’idea) ma piuttosto quello che a molti non va giu è che c’è un’insistenza nel ripetere sempre gli stessi errori (e qui Wenger si prende buona parte delle responsabilità).
Per me questa stagione non è un fallimento, ma ancora una volta la prova che la squadra non funziona al meglio.
Ovvio che ci sono stati dei miglioramenti e dei raggiungimenti importanti (come dice Cirdan) ma quello che un pò da fastidio è che con un pò più di accortezza (e umiltà di Arsene) quest’anno si poteva raggiungere risultati molto migliori. Come gia detto, questa era la stagione perfetta per portarci a casa uno se non due trofei, dato la situazione di Chelsea, Liverpool e City… Bastava poco più per essere vincenti…
beh, non sono parole nostre. è stato wenger a parlare di fallimento del suo progetto se non si sarebbe tornati a vincere in 5 anni… ne sono passati 6.
a prescindere da quello, come ho già scritto, non chiedo la testa di wenger, anzi, mi auguro rimanga al suo posto, ma con poteri limitati alla sola area tecnica.
poi dai, non prendiamoci per il culo:
1- la finale di carling era già in ghiaccio e siamo stati in grado di perderla,
2- col barcellona al ritorno è finita 17 tiri a 1 ,
3- per il campionato non siamo mai stati a meno di 4 punti dal manchester (questo vuol dire rincorrere disperatamente, non giocarsela),
4- non è certo un fallimento puntare su W o su S, (però anche in questo caso occorre essere realisti: il polacco è entrato in campo solo per gli infortuni degli altri due, grazie a dio) ma è un fallimento iniziare la stagione puntando su giocatori che negli ultimi 5 anni non hanno dimostrato il minimo miglioramento (diabi denilson almunia djouru, rosicky, vela, bendtner).
5- è un fallimento aver speso 10 milioni per ko-coso, 5 per squillaci, con la stessa cifra portavi a casa cahill a inizio stagione.
la stagione non sarà un fallimento toale, ma nemmeno “soddisfacente” mi sembra il termine più etimologicamente corretto. certo, a meno che uno non consideri “soddisfacente” avere nel letto charlize theron e avere il coso che non si tira su…
Chiedo scusa Cirdan, probabilmente sono io ad essere poco felice nell’esprimermi. Diciamo che faccio fatica a spiegarmi, ecco. Comunque non ho problemi a chiarire.
Le sfumature che ancora una volta mi proponi, per quanto soggettivamente positive possano essere, non mi soddisfano, sempre PERSONALMENTE parlando, non mi bastano.
Concordo con Simo (che mi ha perfettamente preceduto nell’esaminare tutti i punti citati) nel dire che l’esser soddisfatti sul fatto di esser giunti in finale di Carling Cup (e di averla persa contro il Birmingham, ripeto, contro il Birmingham, non contro il Manchester United), possa non costituire per tutti un motivo di soddisfazione piena come potrebbe esserlo un trofeo.
In secondo luogo, e cosa estremamente più importante, mi vengono addebitati degli artifizi retorici che assolutamente non mi appartengono, nè tantomeno figurano nelle mie intenzioni.
A costo di sembrare fastidiosamente ripetitivo, la cosa è più semplice di quanto non sembri. L’Arsenal, tramite il suo manager che è Arsène Wengèr, ha dichiarato di avere come obbiettivo quello di vincere o il Campionato, o la Champions League. E’ riuscita nel suo scopo? Mi sembra di no. Possiamo dire che abbia fallito nel raggiungere il suo obbiettivo? Penso sia abbastanza inopinabile che abbia fallito. Questo è quanto. Cortesemente cercate di non arabescare troppo con le parole e con le frasi. Qui nessuno vuol togliere i meriti a nessuno. Guardiamo i fatti nella loro semplicità. Non è che ci siano vie di mezzo. L’obbiettivo o si raggiunge o si fallisce. Tutto qua.
Mi spendo ancora, volentieri, sui punti citati…
1- Io ho scritto di finale raggiunta, e quando si raggiunge una finale l’obbiettivo è centrato (oltre non si può proseguire). Vincerla è l’apoteosi, ma, purtroppo, non tutte le ciambelle escono con il buco.
2- Col Barcelona, al ritorno, la partita è stata in bilico fino al novantesimo ed oltre. Con il Barcelona, al ritorno, abbiamo giocato un primo tempo (quasi) perfetto, consentendo ai catalani di avvicinarsi alla porta (seriamente) in due circostanze. Quel dato riportato è figlio dell’espulsione di RVP e del risultato che condannava gli spagnoli. Fino al rosso il Barca aveva fatto tanti tiri quanto le dita di una mano, mentre il medio saluta simpaticamente l’automobilista di turno.
3- In campionato, con gare da recuperare e varie, siamo stati anche in testa, altro che quattro punti dallo United. E comunque in lotta, e anche se pazzamente, lo siamo ancora.
4- Il mio realismo si ferma nel non arrampicarmi sugli specchi. Cosa significano tutti quei “se”. Se non si infortunava, se non ci puntava. L’ha fatto, c’ha puntato, ha avuto il “coraggio”, autobiografico, di proseguire per la propria strada e oggi, TUTTI, si riempono la bocca con Wes e Jack, FIGLI DI WENGER!!
5- Non è assolutamente un fallimento Kos, anzi. Primo anno in Premier, da titolare, in un ambiente sconosciuto, dentro un calcio dieci volte più difficile di quello giocato fino a ieri. Eppure… gol, ottime prestazioni, sontuoso, con DJ, contro il Barca. Giudicarlo ridicolo come fa quel genio di Marianella, o un fallimento come scritto in questo spazio, significa non saper aspettare, non volere aspettare, non aver la benché minima capacità di respirare football… d’altronde il primo anno di Verminator era iniziata nello stesso, identico, modo.
Chiudo…
Arsène Wenger dichiara di avere come obbiettivo o la Champions o la Premier… domanda: lo trovate illogico? Lo trovate irresponsabile? Personalmente no, anzi. Mi pare più che normale. E chiariamo bene: parla di obbiettivi, non di certezze assolute.
Altra domanda: quante squadre ad inizio stagione si pongono tali obbiettivi? Parecchie, se si considerano tutti i campionati nazionali e le coppe, eppure ci riesce solo UNA, ovunque e comunque.
Altra domanda: fare secondi è un fallimento, Ri-confermarsi terzi è un fallimento? No, non lo è, almeno per me, il fallimento sarebbe stato terminare sesti, lontano dalla lotta per il titolo, a distanza dai punti utili per la conquista delle urne di Nyon. Questo l’avrei considerato un fallimento, l’aver combattuto per il titolo e il combatterci (anche se con lo 0,01% di probabilità ancora) ancora è sinonimo d’aver mantenuto l’obbiettivo, fino in fondo.
Nessun arabesco, semplicemente scindere le differenze, dove UNA sola vince, e POCHE altre combattono fino alla fine per l’obbiettivo prefisso.
nella vita ci sono realtà soggettive e oggettive, su questo non ci piove. uno può apprezzare un giocatore ed un altro può odiarlo, fin qui ci siamo. il problema subentra quando per sostenere una visione soggettiva si nega la realtà oggettiva (tipo definire obiettivo raggiunto perdere una finale di carling o dire che col barcellona al ritorno è stata fino ad un certo punto “partita perfetta” -sono andato a riguardarmi le statistiche, il barcellona non è mai sceso sotto il 60% di possesso in nessuna parte della gara e al 25esimo del primo tempo aveva già fatto 5 tiri nello specchio- per non parlare della “scelta” di mettere in campo S), a quel punto non c’è più margine di discussione, ma diventa un muro contro muro, e a questo punto mi tiro indietro poichè mi sembra una cosa da bambini.
io rispetto le opinioni di tutti, non sono io quello dotato di infallibilità papale, ma quando di fronte ai dati oggettivi – QUANDO DICHIARI UN OBIETTIVO E NON LO CENTRI HAI FALLITO IL TUO OBIETTIVO!!!!- si fanno dei giri di parole solo per dire “io sono un vero tifoso” “io credo in questo e in quello” beh, continuate pure…
qnd dicevo che afellay era da portare a casa (e che adebajor è una sega)…
Mi pare che nella discussione tra di voi emergano delle differenze di tipo interpretativo in merito alla parola “fallimento”. Io sono d’accordo con Method e con Simo; Wenger si era posto degli obiettivi che non era riuscito a raggiungere, quindi credo che questa stagione sia da considerarsi, appunto, fallimentare. Ora si tratta di finire con dignità, perchè mi sembra che attorno alla squadra aleggi uno spirito di generale abbattimento del tutto negativo, tenuto conto anche del fatto che c’è un obiettivo (il terzo posto, che il City non sarà certo disposto a regalarci)da raggiungere.
C’è una domanda che vorrei porre, perchè sono curioso di sapere la vostra opinione in merito : da quando è tornato in campo dopo l’infortunio Nasri non è più il giocatore che avevamo ammirato durante questa stagione. Ma un dubbio mi sorge: si tratta di una normale e fisiologica flessione post-infortunio o piuttosto il vero Nasri è questo, e quello scintillante e decisivo della prima parte di stagione rappresenta solo una splendida eccezione ?
Capitolo mercato. Qui mi preme sottolineare una cosa: se penso al nostro centrocampo osservo che quest’anno, giustamente (vista la rosa a disposizione) abbiamo puntato sulla qualità; ma io credo che, se vorremo ancora giocare in questo modo (e mi riferisco alla presenza di un solo interditore a centrocampo tra gli 11) sul quale comunque manifesto delle perplessità, dovremo necessariamente acquistare almeno due difensori centrali di grande livello (e comunque ci vuole in rosa almeno un doppione di Song). Due (non uno) difensori centrali di grande (non discreto) livello. Poi su tutto il resto possiamo ragionare, ma questa mi sembra una conditio sine qua non per costruire un Arsenal vincente.
ben, sono assolutamente d’accordo con te. attualmente non abbiamo un difensore centrale di livello internazionale (vermaellen sarà da valutare visto che ha perso una stagione). come ho scritto qualche giorno fa non esistono grandi squadre senza grandi difensori, e questo non è opinabile, così come concordo che serva un altro interditore.
pensando a nasri anche io ho avuto lo stesso dubbio. a mio avviso è un buon giocatore, ma non un fuoriclasse, detto ciò teniamocelo stretto.
un doppione di song ci serve senz’altro.. riguardo ai difensori io non credo proprio che Wenger si azzardi a spendere 30 milioni per 2 nuovi centrali, come sono convinto che non arriverà un portiere, penso che si voglia far continuare il giovane polacco senza tagliarli le gambe proprio adesso.
Questa me la scrivo: Nasri un buon giocatore, non un fuoriclasse…
Buon giocatore o fuoriclasse che sia, concordo (e credo che su questo ci sia consenso da parte di tutti) con la chiosa di Simo: teniamocelo stretto.
Oggi partita importante; fa male pensare che con un andamento diverso da quello, disastroso, che abbiamo avuto negli ultimi match, poteva essere importantissima…ma tant’è. Comunque è pur sempre un Arsenal-Man U e noi dobbiamo mettercela tutta; per l’accesso in Champions, per il prestigio e per mille altri motivi. Cerchiamo di finire questa stagione in modo dignitoso; se così non sarà teniamo conto che, senza Champions, i soldi per il mercato non saranno molti e temo che Fabregas non sarebbe l’unico big a chiedere di andar via.
Ma oggi non pensiamo al futuro, oggi è tempo di Arsenal-Manchester…cerchiamo di passare un pomeriggio di festeggiamenti, e anche magari, perchè no, di prolungare la festa della principale inquilina di Buckingham Palace e del fratello dello sposo, entrambi tifosi dei Gunners…
In ogni caso, a prescindere da come andrà a finire, I will be always happy to be a gooner !!!!!!
ho mica detto che è uno scarpone, ora come ora sarà mica a livello di iniesta ronaldo lampard e così via… cmq questo rientra nelle visioni soggettive, e in quanto tali sono opinabili
Scusatemi, a proposito di valutazioni OGGETTIVE, vorrei citare testualmente il Grande Dizionario Italiano di Gabrielli Aldo, edizioni Hoepli:
fallire
[fal-lì-re]
(fallìsco, -sci, -sce; fallìscono; fallènte; fallìto)
A v. intr. (aus. essere nei sign. 1 e 3, avere nei sign. 2 e 4)
1 Non riuscire; mancare l’effetto voluto, non conseguire lo scopo prefissato: il suo tentativo di convincerla è fallito; i nostri progetti sono falliti
Tutte le squadre italiane sono uscite per mano inglese il Milan sconfitto dallArsenal lInter battuta due volte dal Liverpool e come detto la Roma umiliata dal Manchester United.
Tutte le squadre italiane sono uscite per mano inglese il Milan sconfitto dallArsenal lInter battuta due volte dal Liverpool e come detto la Roma umiliata dal Manchester United.
Tutte le squadre italiane sono uscite per mano inglese il Milan sconfitto dallArsenal lInter battuta due volte dal Liverpool e come detto la Roma umiliata dal Manchester United.