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FA Cup

13 marzo 2011
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Manchester v Arsenal 2-0: Periodo nero

E’ stato bello potersi crogiolare nel fatto di poter essere l’unica squadra, almeno in Premier League, ad esser presente in tutte le competizioni, fino alla fine del mese di Febbraio. Oggi, siamo al 13 Marzo 2011, quella appagante condizione non c’è più. Al suo posto tanto rammarico, tanta delusione, sempre più sfiducia.

La semifinale di ieri disputatasi all’Old Trafford è soltanto l’ultima tappa dell’effetto “domino”, che ha visto sgretolarsi 3 dei 4 obbiettivi stagionali, nello spazio di tre settimane o poco meno. Stavolta niente alibi, niente arbitraggio sospetto, nessuna possibilità d’appello. Vince e si qualifica la squadra migliore, il Manchester United, che a dispetto di esser stato territorialmente (quasi) sopraffatto dal possesso palla dei Gunners, ha comunque il merito di esser più cinica, concreta e più solida mentalmente.

LE FORMAZIONI
Con il duro macigno della cocente eliminazione dalla Champions League ad opera della propria nemesi catalana, la squadra di Wengèr giunge all’appuntamento con la miglior formazione possibile, comunque orfana di Fabregàs e Song, escludendo Vermaelen che ormai non credo sarà reclutabile prima della prossima campagna. Almunia è il solo portiere in organico, per cui davanti alla sua porta si schierano Sagna, Koscielny, Djourou e Gibbs; Denilson e Diaby offrono copertura agli inserimenti di Wilshere, mentre van Persie in attacco è supportato lateralmente da Arshavin e Nasri;

Ferguson non può non guardare al calendario ricco di impegni per la sua squadra, decidendo di improvvisare uno starting line-up con, di fatto, 7 difensori, abili comunque a camuffarsi in un funzionale 4-4-2: davanti a Van Der Sar si schierano Brown, Vidic, Smalling ed Evra; la linea mediana a 4 vede come esterni i gemellini brasiliani Fabio e Rafael Santon (generalmente usati come fluidificanti), mentre la zona centrale è occupata dalla strana coppia O’Shea-Gibson; Hernandez e Wayne Rooney formano il tandem offensivo.

Direzione di gara discreta da parte di Chris Foy, non fosse altro per l’aver graziato Scholes su un paio di interventi (voto 5,5).

LA GARA
E’ uno United certamente ridimensionato, la cosa mette non poca fiducia agli ospiti, che cominciano con buona inerzia e spirito propositivo. Impegno e iniziativa non mancano: chiaramente se la mente lavora bene ma il braccio non esegue correttamente, il risultato non può comunque dirsi soddisfacente. Questo, in sintesi, il canovaccio interpretato dalla squadra di Wengèr, oggi dotata di un centrocampo privo della qualità di Cesc Fabregàs e della forza d’urto del miglior Song.

Di contro, l’atteggiamento tattico dello United può definirsi attento, linee compatte pronte a distruggere il gioco avversario ma, nel contempo, a rilanciare la controffensiva grazie al non indifferente potenziale atletico di Rooney ed Hernandez. I Red Devils, oltre ad avere avuto in questo senso la tattica più efficace, riescono ad attuarla quasi sempre con i migliori auspici. Laddove fosse l’Arsenal a fare la partita, l’occasione migliore del primo quarto d’ora arriva in favore dei padroni di casa: Fabio Santos riesce a sfondare sul fronte sinistro, centrando la palla in direzione del fratellino, alquanto smarcato in area; Rafael colpisce di testa da buona posizione, trovando però il fondo.

Difficile per gli ospiti orchestrare una concreta risposta, dovendo praticamente inventarsi il varco tra due linee difensive molto strette e, come non bastasse, senza l’ausilio di passaggi filtranti e smarcanti, chiaramente non compresi nel bagaglio tecnico di Diaby e Denilson; in mezzo a loro due, spicca, e non soltanto per impegno, un campioncino di nome Wilshere, incapace di arrendersi a qualsiasi contrasto, ed encomiabile a tentare spesso da solo, la penetrazione palla al piede dalla trequarti centrale.

Arshavin non riesce quasi mai a superare l’uomo, faticando persino nei controlli elementari e nei passaggi più banali, mentre Nasri ha il suo bel da fare per creare superiorità numerica e cercare la comunicazione con un van Persie non esattamente al meglio della condizione. Alla mezz’ora l’improduttività dell’Arsenal viene castigata: Rooney gestisce un pallone recuperato dai compagni, calibrando un perfetto lancio a scavalcare verso Hernandez, in posizione regolare; Djourou è in ritardo nella marcatura e il suo intervento a chiudere il messicano si rivela vano; l’ex attaccante del Chivas controlla e da buona posizione conclude, costringendo Almunia a ribattere, con il pallone che resta a vagare nell’area piccola; Fabio Santos è ben appostato e non si fa pregare nell’anticipare Koscielny e nel ribattere in rete da due passi.

Il goal è pesantissimo, ma gli uomini di Wengèr per poco non ne sfruttano al massimo l’inerzia, creando un serio pericolo a Van Der Sar; Nasri dalla destra riesce a pescare in verticale van Persie, abilissimo ad eludere Vidic con il suo movimento, creandosi lo spazio per calciare in diagonale con il destro; la rasoiata dell’olandese batte Van Der Sar, ma finisce di pochi centimetri larga dal palo lungo. Le immagini mostrano che in realtà il tiro è stato deviato dallo stesso portiere fiammingo, e l’Arsenal ne guadagna legittimamente il corner. Sugli sviluppi dello stesso, battuto con precisione da Nasri, van Persie anticipa tutti, coordinandosi per un perfetto stacco di testa, ancora una volta fuori bersaglio per una questione di centimetri. Davvero peccato.

Il primo tempo si chiude con Nasri, cresciuto alla distanza, in azione personale: il francese fa tutto benissimo, ma deve comunque arrendersi all’ottima parata di Van Der Sar.

Nella ripresa, le cose non cambiano. Ferguson lascia l’iniziativa agli ospiti che, dopo 4 minuti dall’inizio del secondo tempo, trovano una palla-goal nitida come il sole. Incredibilmente, sorte vuole che il protagonista sia Koscielny, salito in attacco dalle retrovie, abile a scambiare in dai-e-vai con Arshavin, per poi effettuare un tiro-cross che Van Der Sar, in qualche modo, neutralizza, respingendo il pallone come può; la respinta è però inefficace, e finisce di nuovo tra i piedi di Koscielny che, in posizione ottima oltre che regolarissima, tenta la ribattuta verso la porta, ma l’ex portiere dell’Ajax chiude la serranda con un colpo di reni spettacolare.
Un’occasione gigantesca, talmente grande da non lasciar impuniti gli uomini di Wengèr, secondo i dettami di quella stranissima legge del calcio, che io sono solito ricordare come:”Goal mangiato, goal subito…”

La ripartenza dello United è fulminante: Rafael si avvale della sua ottima capacità di spinta (più che di copertura), riuscendo a far breccia nella metà campo avversaria, lasciando indietro Gibbs, letteralmente stranito; il brasiliano serve Hernandez in profondità ma, contrastato da Djourou, vede il suo tentativo rimpallare verso l’alto; la palla rimbalza stranamente verso Rooney, mentre Sagna giunge in copertura, e il centravanti inglese, sfruttando l’indecisione di Almunia nell’uscita, si eleva di testa, colpendo la sfera che si insacca alle spalle del portiere spagnolo, sul palo lontano. A questo punto i giochi sembrano fatti, nonostante il tempo ancora a disposizione. Con l’Arsenal sbilanciato in avanti, Ferguson avrebbe giocato ancor più sul velluto, utilizzando a pieno il contropiede, per il quale aveva da poco inserito il redivivo Valencia, seguito poi verso l’ora di gioco da Ryan Giggs.

L’Arsenal subisce il colpo, ma non molla del tutto le speranze di rimonta. Ci prova Nasri al 57′, ma la sua conclusione è troppo centrale e Van Der Sar ringrazia. Poi, sul rovesciamento di fronte, è Giggs ad avere la palla del 3 a 0 finale, ma questi deve fare i conti con un recupero prodigioso di Jack Wilshere (probabilmente uno della stessa stoffa del signor Ryan), in grado di sradicare palla al leggendario centrocampista gallese e ripartire con proverbiale sicurezza.

Wengèr decide di giocarsi il tutto per tutto inserendo Chamakh per un inguardabile Denilson. A seguire, Rosicky e il tanto atteso Ramsey rilevano Diaby ed Arshavin, come Denilson abbastanza deludenti (specialmente il russo).

Proprio il franco-marocchino al 77′ fa in tempo a mangiarsi un altro goal colossale, fallendo nell’approfittare di un superbo cross dalla destra di Bacary Sagna; l’ex Bordeaux schiaccia troppo il pallone, permettendo a Van Der Sar di intervenire con facilità. Il portierone olandese, oggi in giornata di grazia, dimostra il suo valore sulla gran botta dalla distanza di Rosicky.

Sembrerebbe l’ultimo atto della gara, ma in realtà per i Gunners piove sul bagnato: a poco più di 10 dal termine, il Manchester United prova l’affondo in contropiede, forte delle praterie lasciate da un Arsenal più che sbilanciato; Hernandez si trova nell’uno contro uno con Almunia, con Djourou letteralmente abbattutto dalla sfortunata collisione con Sagna; il portiere spagnolo compie due miracoli nello spazio di poche frazioni di secondo, negando il lesto centravanti messicano prima con un intervento a mano aperta, e poi con il corpo.
Djourou viene soccorso dai paramedici dell’Old Trafford, portato via in barella e con il supporto di un respiratore: la successiva diagnosi della spalla slogata equivarrà all’amara sentenza che ne decreterà la fine della sua stagione personale.

Finisce in 10 l’Arsenal, ma il risultato non cambierà.

CONCLUSIONI
Finisce 2 a 0 per il Manchester United, un risultato meritato così come il loro passaggio alle semifinali di Wembley. Un discreto Arsenal ancora una volta non è stato sufficiente. E a poco vale il riconoscimento di “Man of the Match” per Van Der Sar, se poi la statistica, quella più importante, dice Manchester United 2 – Arsenal 0. Finiscono i sogni di un possibile “double”, in grado di ripagare questa squadra per i tanti anni di magre consolazioni. Resta ora la Premier League, almeno matematicamente.

Resiste la speranza di poterci mettere le mani sopra, per dare un senso ad una stagione che non sia soltanto di emozioni miste a rimpianti. Per poter dare un senso ad una squadra che gioca benissimo a football, ma che nonostante questo non riesce ad andare oltre, rimanendo una eterna incompiuta. Per poter dare un senso a quelle parole (“It’s time to deliver”) che da troppi anni ci sentiamo dire, senza però metterle in pratica.

Angelo Acanfora

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14 Comments


  1. Fabio

    Chiedo scusa a tutti i ragazzi del club. Non era il sottoscritto a scrivere il commento precedente,ma mio fratello Franco,che si è dimenticato di cambiare il mio nome.Io,infatti,sono 23 anni!!! che tifo Arsenal….Siamo a pezzi,lo so,ma finchè la matematica non ci condanna siamo obbligati a crederci.C’mon Gunners! Un saluto a tutti.


  2. Simo

    come dicevamo ieri al telefono, caro angelo, la differenza come tattico e come motivatore tra i due tecnici è incolmabile. il manchester da due decenni vince con formazioni non sempre tecniche, non sempre preparate fisicamente e spesso non sono nemmeno le migliori tecnicamente.
    purtoppo ha ragione ferguson quando dice che l’arsenal è un’ottima scuola calcio. al momento quello siamo, nulla di più.
    capitolo infortuni: non può essere solo sfortuna se puntualmente la rosa conta 5-6 giocatori fermi ai box.
    capitolo mercato: voglio vedere investimenti seri, non il solito 17enne di belle speranze.
    io sono più di 15 anni che seguo questa squadra, non siamo mai stati così in basso…


  3. TheMethod

    Senza scomodare disquisizioni tattiche che ovviamente non mi competono, sono d’accordo con te, Simo, sul fatto che Ferguson sia superiore a Wengèr dal punto di vista tattico e motivazionale.
    Come dicevamo ieri al telefono, l’alsaziano è uno straordinario esteta, un purista del bel calcio oltre che il miglior forgiatore di talenti in circolazione… Tuttavia questo non basta (almeno non CI basta), perchè il calcio è fatto anche di soddisfazioni concrete, che si materializzano in trofei, coppe e campionati.
    Nemmeno io come te prendo in considerazione il discorso “sfortuna”. Sinceramente mi sento offeso solo a sentirne parlare, perchè una squadra che da 4 o 5 anni perde i pezzi nel rush finale di stagione, non è necessariamente sfortunata.
    Mi auspico un esame di coscienza da parte di chi cura lo status fisico della squadra, rivolgendomi ovviamente ai preparatori, ai fisioterapisti e a tutto lo staff medico in generale. Senza dimenticare chi coordina queste persone e il loro operato.
    In questo senso, mi piacerebbe che Wengèr, come del resto sostieni spesso anche tu, possa esser affiancato da una figura tipo David Dein, capace di occuparsi della gestione delle risorse economiche e soprattutto del mercato, perchè insistere su giocatori presi ormai da 5 anni (vedi Diaby e Denilson) e praticamente rimasti al loro livello iniziale, non credo possa portarci lontano…


  4. Kevin Di Felice

    4 cose:

    1) Diaby e Denilson. Vendere. Grazie.

    2) Il miglior 11 quest’anno non ha mai fallito o perso. Ecco servirebbe però che il miglior 11 giocasse più di 3 partite all’anno. Un pò di sfortuna in questo c’è.

    3)Ora Wenger ha l’ultimo salvagente per il suo progetto. La Premier. In caso contrario, per quanto ami Arsenio, ha fallito. Decisamente.

    4)Al termine della stagione bisognerà fare dei discorsi sul futuro. Voglio giocatori vincenti, con il carattere ed i coglioni nel posto giusto. O al massimo una squadra composta da 11 Wilshere.

    C’MON GUNNERS!


  5. The best Gunner

    Non so voi ma con Koscielny e Squillaci al centro della difesa non so se ridere o piangere…. :S


  6. In queste ore post quarto di finale perso contro lo United, nei forum (italiani, è bene precisarlo) è entrata prepotente la tematica: fallimento o no? Wenger è ancora adatto o meno? Dando comunque per buona la risposta dei diecimila presenti ieri all’Old Trafford, credo sia indispensabile muoversi sul reticolato dei numeri, onde incappare in un vuoto e precipitare al suolo. Il metro di paragone è quanto di più logico che si possa attuare: la passata stagione.
    In Coppa di Lega, nella scorsa stagione, i Gunners giunsero fino ai quarti di finale, eliminati al City of Manchester dal City, con un rotondo 3-0. Quest’anno è stata guadagnata la finale di Wembley, una performance nettamente superiore alla scorsa stagione. Nella FA Cup 2010/2011 il cammino s’è interrotto con l’ultima sconfitta patita per mano dello United, ai quarti di finale. Nella scorsa stagione, al Britannia Stadium, ci pensarono i Potters a spegnere i nostri sogni di gloria, in questo caso, però, al quarto turno. E anche in questo caso il rendimento è stato superiore. In Europa, in Champions League, l’unico neo, o meglio, un turno in meno di qualificazione rispetto alla scorsa stagione, ma con un dato statistico di gran lunga migliorato. Dopo aver eliminato il Porto, lo scorso anno come accaduto poche settimane fa, abbiamo avuto a che fare con il Barcelona. Ma rispetto alla scorsa stagione, dove numericamente e visivamente il gap era netto, nelle due sfide appena disputate c’è stata l’oggettiva possibilità di superare il turno; sia per la vittoria nel match di andata che ci permetteva di andare in Spagna con due risultati utili su tre, e sia per come s’è svolto il ritorno, con una gara che è rimasta in bilico fino al triplice fischio finale. In questo caso il risultato è stato inferiore, ma sotto l’aspetto puramente numerico, la differenza con il Barcelona (una squadra che fa “metro”) s’è quasi livellato. Ora mancano dieci giornate alla fine del campionato, e i conti non è possibile farli, ma le differenze sembrano ben visibili: nella Premier 2009/2010 terminammo terzi, a quota 75 punti, distanti undici lunghezze dal Chelsea campione e dieci dallo United secondo. Al momento attuale ci ritroviamo al secondo posto, con 57 punti realizzati in 28 gare disputate, a tre lunghezze dallo United capolista (ma con una gara da recuperare) e con quattro punti di vantaggio sul City (che ha una gara in più) e sei sul Chelsea.
    Come finirà questa stagione non lo so e non voglio saperlo, ma a prescindere dall’alzare o meno il titolo, i numeri, la crescita dei ragazzi, gli innesti fatti solo in questa stagione e la maturazione della maggior parte del gruppo, mi fanno pensare ad una stagione più che positiva, dove si sono superati (e di gran lunga) i corrispettivi traguardi della scorsa stagione e dove ancora, e sicuramente in condizioni più favorevoli rispetto a dodici mesi fa, c’è una chiara ed evidente chance di conquistare la Premier.
    Dire l’opposto rimane difficile il solo ascoltarlo, giudicare negativa una stagione di questo livello è non rendersi conto di cosa si parla.


  7. Kevin Di Felice

    no vabbè…

    si parla di un ritorno di Lehmann.

    Quest’anno le ho visto tutte…


  8. Benjamin Trotter

    Rispetto la tua opinione, Cirdan, ma non la condivido. In Carling Cup abbiamo perso in finale contro una squadra nettamente inferiore, quindi il fatto di aver migliorato rispetto all’anno passato trovo che sia abbastanza ininfluente. In Champions siamo usciti agli ottavi contro il Barça: niente da rimproverare, quindi…ma io, a differenza di te, ho visto anche quest’anno un gap netto tra le due squadre (trovo che il dato statistico 19 tiri a 0 al Camp Nou sia abbastanza eloquente). In FA Cup siamo usciti, anche qui, per mano del Manchester; poco da rimproverare, ma non dimentichiamo altresì che questo credo sia il peggior United degli ultimi 15 anni. Sul campionato non mi esprimo perchè la stagione non è ancora terminata e ci stiamo ancora giocando le nostre chances…faccio solo notare che, per quanto riguarda le pretendenti, il livello quest’anno si è palesemente abbassato…non pretendo per questo di vincere (ho già scritto che probabilmente non siamo i più forti)ma dico solo che quest’anno vincere la Premier è meno difficile rispetto alle ultime stagioni.
    E poi, in definitiva, Wenger ci ha sempre fatto capire che questa è una squadra pronta per vincere qualcosa…se lo dice lui io ho il dovere di prenderlo in parola; di ringraziarlo e celebrarlo se conquista un trofeo, ma anche di richiamarlo alle sue responsabilità se non ci riesce. O no ?


  9. TheMethod

    Quoto Benjamin!


  10. Federico

    Nonostanta sia sempre stato il mio idolo Wenger ha completamenta fallito!!
    Sull’edizione di oggi del Sun,c’è scritto che lo United sta per recuperare Owen,Carrick,Nani..noi abbiamo perso Djourou Szczesny Vermalanen(ormai credo se ne parli ad agosto)e ci ritroveremo a giocarci la Premier con Almunia Koscielny,Squillaci…..non sono molto fiducioso…..
    e cmq torna Lehmann!!!!!!!!!


  11. Andrea

    Come Benjamin,scusami Cirdan ma non mi trovo d’accordo con la tua legittima opinione.
    Vedi,io non ne voglio fare nemmeno una questione di titoli,possono essere uno,2 tre quattro o mille.
    Fermo restando che si può ancora vincere la Premier(e non sarebbe poco,anzi…),misurare il miglioramento della squadra in base ai turni superati nelle competizioni mi sembra un pò limitativo.
    Dal mio modesto punto di vista,da tifoso ormai ventennale,avrei desiderato(o mi sarei aspettato),qualche netto cambiamento in relazione a 3 aspetti:
    1)Questione infortuni:si tira spesso in ballo la sfortuna su questo aspetto,ma tolti Djorou e Scziesny, se sono sempre i soliti a star fuori(V.Persie,Fabregas,Walcott e Song)e sempre nei momenti cruciali, mi viene il dubbio che a)Siano giocatori estremamente fragili,ed allora forse occorre pensare che,vista la predisposizione all’infortunio,bisognerebbe cautelarsi con sostituti all’altezza; b)che qualche errore o limite nella struttura medico-sanitaria esiste.
    Di certo,almeno negli ultimi 5-6 anni, abbiamo assistito a vagonate di infortuni durante tutta la stagione.
    2)Questione mercato:la ritrosia di Wenger al mercato,specie quello di riparazione, mi pare eccessiva.Quest’inverno,con Vermalen ai box da tempo e con il rientro incerto,si poteva e doveva ricorrere al mercato,perchè pensare di concorrere per 4 competizioni con appena 3 centrali(di cui 1 all’esordio assoluto in Premier)mi pare minimo una forzatura.
    3)Mentalità: questa rimane,per me,una squadra caratterialmente debole,quasi incapace(con le eccezioni di Wilshere e Nasri)a reagire ogni qualvolta i risultati o le cose non girano positivamente.E questo è un limite enorme.
    Quanto alla questione Wenger: mi infastidisce,lo dico in generale, che ormai tutto venga visto nell’ottica “pro”o “contro Wenger”.
    I meriti dell’alsaziano,nel passato quanto nel presente(e sono tantissimi,anche quest’anno)sono noti e riconosciuti;ma non voler vedere ne poter anche solo ipotizzare i limiti e la “miopia” di alcune sue scelte o atteggiamenti mi sembra paradossale.
    Io tiferei Arsenal anche se ad allenarlo ci fossero Sonetti o Castagner,per dire; se diecimila tifosi inneggiano al suo nome, è legittimo ipotizzare che ne esistano altrettanti,meno o di più che non lo vogliano più sulla panchina dell’Arsenal.Questo non significa che non siano tifosi dell’Arsenal,anzi.
    E non credo che la discriminante in tal senso sia la presenza o meno all’Old Trafford.
    Senza volontà polemica,ma solo per un dibattitto che sia il più ampio e vario possibile.


  12. Simo

    dopo aver letto il post di cidran stavo per scrivere esattamente quanto detto da benjamin. aggiungo due cose:
    1- ha contraddetto se stesso mettendo gli acquisti dell’anno in panchina (squillaci e koscielny, che solo per l’infortunio di vermaellen vede il campo) e il portiere designato
    3- lui stesso disse di considerare fallito il suo progetto se non avesse vinto nulla per 5 anni. ne sono passati di più.
    nessuno pretende di acquistare cristiano ronaldo o messi, ma l’imperativo deve essere cercare giocatori utili alla causa OGGI!!!!!!!! non l’ennesimo giovane di belle speranze che foooooorse tra 5 anni si rivela un fuoriclasse. io non voglio più vedere diaby denilson in campo…
    un ultima cosa: se torna lehamann vado a vedere tutte le partite fino a fine stagione: giuro :-)


  13. Passa anche il Bolton……LONDRA 12 marzo – Sono Manchester United e Bolton le prime due semifinaliste della Coppa dInghilterra. La squadra di Sir Alex Ferguson che a met della prossima settimana sar impegnata in Champions contro il Marsiglia continua quindi a coltivare il sogno della tripletta visto anche che in testa al campionato. Per lArsenal la terza delusione nel giro di una ventina di giorni dopo la sconfitta contro il Birmingham nella finale della Coppa di Lega e leliminazione dalla Champions ad opera del Barcellona.



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