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Premier League

24 febbraio 2011
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Arsenal v Stoke 1-0: Una vittoria agrodolce!

L’Arsenal centra l’obbiettivo, vincendo il recupero di Premier League, nella sfida di mercoledì sera contro lo Stoke City. Il successo di misura contro i Potters consente alla squadra di Wengèr di continuare a metter pressione nei confronti dello United, ieri di scena al Velodrome di Marsiglia per la Champions League.

I Red Devils sono ora distanti una sola lunghezza, e con i prossimi impegni di campionato che li vedranno impegnati in tre trasferte consecutive (Wigan, Chelsea e Liverpool), non è difficile capire quanto i tre punti conquistati ieri possano essere preziosi. Peccato che stavolta il prezzo da pagare sia stato veramente alto.
Un tributo che si traduce negli infortuni di Fabregàs e Walcott, proprio nel momento cruciale dell’intera stagione dei Gunners.

LE FORMAZIONI

Essendo già stati precedentemente esclusi Robin van Persie e Laurent Koscielny per motivi precauzionali, la notizia di ulteriori infortuni “chiave” rende tutt’altro che tranquilli. Ad ogni modo, la formazione iniziale è pressoché identica a quella precedentemente annunciata nella nostra Preview. Szczesny tra i pali è difeso da Sagna, Squillaci, Djourou e Clichy; Song, Wilshere e Fabregàs compongono il triumvirato di metà campo, con Walcott e Nasri ad agire da cursori esterni in funzione di Bendtner punta centrale.

Tony Pulis conferma il suo 4-4-2, cercando comunque di privilegiare la fase di copertura: davanti a Begovic, la difesa si schiera con Wilson, Huth, Shawcross e Pugh; Pennant e Delap sono gli esterni di centrocampo, con Whelan e Whitehead ad interdire al centro; il robusto Walters opera come elemento di raccordo tra i centrocampisti e il terminale offensivo, nell’occasione Carew. Solo panchina per Kenwyne Jones e Ricardo Fuller.

Senza troppe sbavature la direzione di gara da parte del signor Peter Walton (voto 6).

LA GARA

Lo Stoke City rientra nel novero delle squadre capaci di far soffrire, con la propria fisicità, una compagine come quella dell’Arsenal. Un avversario organizzato, compatto, che non conosce il gioco palla a terra, e che basa tutto sulla forza fisica dei propri uomini e che ha, nelle rimesse laterali missilistiche di Delap, lo schema offensivo più proficuo. In questi anni Wengèr lo ha imparato bene. Nell’ultima conferenza stampa pre-partita, il tecnico alsaziano è stato chiaro: per poter ridurre al minimo le chance dello Stoke, la miglior soluzione sarebbe stata quella di tener palla il più a lungo possibile.

I padroni di casa si dimostrano fin da subito impeccabili, nel recepire gli ordini. I Potters vanno in difficoltà, cercando invano di stringere le distanze tra le linee per contenere la continua spinta avversaria. Dopo circa 70 secondi, i Gunners vanno vicinissimi al vantaggio, quando WIlshere imposta l’azione servendo Fabregàs nei pressi del limite dell’area di rigore; il catalano alza la testa, e confeziona un preciso passaggio filtrante verso destra, in direzione di Walcott che scatta sul filo dell’offside, in posizione abbastanza defilata; il numero 14 tenta comunque il tiro in diagonale, battendo Begovic, ma colpendo in pieno il palo interno. Peccato.

L’ala destra della nazionale inglese si mette in mostra solo due minuti più tardi, provando a chiudere una bella azione, colpendo al volo di destro, sulla buona sponda di testa da parte di Bendtner; poi ancora una volta sui suoi piedi si materializza la terza palla goal dell’incontro in circa 5 minuti: lanciato da Wilshere nel corridoio centrale, Walcott riesce a superare i due marcatori, ma non eludendone completamente la pressione; il suo tiro in precario equilibrio diventa facile preda per Begovic; Ma è solo Arsenal.

Lo Stoke tenta di uscire dalla propria area di rigore, giocando esclusivamente con le rimesse laterali di Delap, ma sempre trovando solida opposizione da parte di Djourou e Squillaci, senza contare le perentorie uscite di un tutt’altro che intimorito Szczesny.

Insomma, una squadra che gioca a calcio più con le mani che con gli arti inferiori. Ma stavolta non si troverà contro dei giovani sprovveduti. Al 7′ Bendtner guadagna un corner della cui battuta si incarica Wilshere; il cross dalla destra viene raccolto sul secondo palo da Bendtner, che con buona intuizione lo riscodella al centro, per Squillaci; il difensore francese è ben piazzato, e ribadisce in rete sottomisura, realizzando il suo secondo goal stagionale. Arsenal in vantaggio.

Sembra che la partita possa mettersi in discesa. Ma dopo cinque minuti, tutti, in campo e non, si sarebbero dovuti ricredere. Fabregàs si ferma di colpo al centro del campo, dando segnali poco incoraggianti. Giusto un paio di secondi per confermare le spiacevoli sensazioni. Il capitano non ce la fa, e chiede il cambio. Wengèr inserisce Arshavin, senza nemmeno farlo riscaldare. Un brutto colpo.

Che va sicuramente ad incidere sul morale della squadra, fin lì in totale dominio. Gli uomini di Wengèr iniziano a perdere lucidità, e se da un lato riuscirà a confermare l’egemonia sul possesso palla, dall’altro faticherà enormemente nel costruire azioni da goal. Lo Stoke proverà ad approfittarne, ma alla fine l’unico pericolo che riusciranno a creare sarà al 37′, con un gran tiro al volo da oltre venti metri di John Carew. Formidabile la parata di Szczesny.

Nella ripresa, i padroni di casa non riescono a scrollarsi di dosso la preoccupazione di una possibile perdita nel breve periodo. Ho avuto la sensazione che l’obbiettivo principale nel secondo tempo, fosse quello di gestire il risultato, centellinando le energie e impostando la partita sul possesso sterile del pallone, specialmente nella propria metà campo. Una tattica rischiosa per una squadra come l’Arsenal, che solo domenica scorsa, contro il Leyton Orient, aveva mostrato le sue criticità, con un goal-beffa subito all’88′. Di contro, i Potters parevano poco propensi a scoprirsi, prediligendo sempre una prudente copertura, e insistendo sempre e comunque con i blocchi sotto porta, sia per le palle inattive, sia per le solite rimesse laterali.

Su una di esse, deriverà la migliore occasione per gli ospiti: Delap inganna la difesa avversaria, indirizzando la sua rimessa a pochi metri, nella zona di Pennant; l’ex centrocampista dei Gunners, stavolta privo di marcatura, raggiunge con velocità il fondo, crossando alla perfezione verso Shawcross, che anticipa tutti nello stacco; il suo colpo di testa viene miracolosamente deviato da Djourou, che salva letteralmente la porta di Szczesny.

Il gran rischio subito funge da sveglia per gli uomini di Wengèr, ora più concentrati e attenti nel non patire troppo la manovra avversaria. A quel punto si cerca il goal della tranquillità. Ci prova Wilshere, calciando con potenza dalla distanza, ma in maniera troppo centrale. Poi è Arshavin, lentamente entrato in partita, a far sobbalzare i tifosi ospiti, nella sua tipica azione da giocoliere sulla linea di fondo: il russo salta di netto Shawcross, effettuando un pauroso cambio di passo, e mettendo palla al centro verso Walcott che, pressato da Huth, colpisce di prima con il piatto destro, mandando in orbita.

Lo stesso Walcott, lanciato spalle alla porta qualche minuto dopo, sarà costretto al forfait: le immagini mostrano una brutta distorsione della caviglia sinistra. Colin Lewin prova a verificare la situazione, ma c’è poco da fare. Altra brutta tegola per Wengèr che decide di inserire Denilson, a venti minuti dalla fine.

Il cambio si dimostra efficace, ma solo perchè l’Arsenal riuscirà ad equilibrarsi nella zona mediana, continuando a detenere il possesso del pallone.

Intorno all’80′, Pulis inserisce Fuller per Walters, mentre Wengèr risponde mandando dentro Chamakh al posto di Nicklas Bendtner. L’ultimo atto della gara vedrà Pennant colpire l’esterno della rete su calcio di punizione dai limite, ma alla fine il risultato finale non verrà compromesso.

CONCLUSIONI

L’Arsenal porta a casa i tre punti, come detto pagandoli a caro prezzo. Si tratta della prima di 5 gare che i Gunners dovranno affrontare nello spazio di due settimane, e la possibilità di perdere due pedine come Fabregàs e Walcott, lascia sicuramente con delle preoccupazioni.

Domenica si va a Wembley, per giocarci un pezzo di stagione, con la Finale di Coppa di Lega, contro il Birmingham. Se da un lato possiamo escludere con certezza la presenza di Walcott, resta un margine di speranza per quanto riguarda Cesc Fabregàs, i cui accertamenti saranno resi noti nelle prossime ore.

La speranza è che entrambi possano recuperare almeno per la sfida del Camp Nou, il prossimo 8 Marzo. Ma per adesso, le possibilità che questo accada sono bassissime.
In attesa di aggiornamenti ufficiali, appuntamento alla prossima.

Angelo Acanfora

6,5 Sempre presente e solido nelle uscite, non subisce la fisicità dei blocchi avversari.
6,0 Delap non costituisce una minaccia. Il terzino francese alterna ottima spinta a precise diagonali difensive.
7,0 Oltre a marcare il goal decisivo, l’ex Monaco dimostra forza e consistenza nel gestire il reparto.
6,5 Come il suo partner, limita l’impatto avversario, neutralizzando gran parte dei traversoni scagliati nella sua zona. Salvataggio provvidenziale su Shawcross.
6,0 Rispetto a Delap, Pennant offre più mobilità sulla fascia destra, ma il difensore transalpino esce nettamente vincitore dal duello.
6,5 Meno brillante nella fase di costruzione, ma assolutamente determinante per numero di palloni conquistati.
7,0 (MOTM) Giocatore dalla doppia dimensione: inesauribile nel recupero e nel pressing; delizioso nella capacità di impostare ogni azione con personalità.
s.v. s.v.
6,5 Diverse palle goal, tre soltanto nei primi 5 minuti, sfortunato in occasione del palo. Ancora più sfortunato quando la caviglia gli si gira malamente al 70′
5,5 oco efficace, soprattutto quando gli si chiede di occuparsi della regia, al posto di Cèsc. Non ancora al meglio della condizione, dispensa di tanto in tanto qualche tocco di pura classe.
6,0 Nonostante le sue richieste di giocare in mezzo, sembra molto più produttivo quando agisce largo a destra. Il voto gli deriva semplicemente dall’assist che decreta il goal del vantaggio.
5,0 Capace di creare pericoli ai suoi, effettuando passaggi in orizzontale da pochi metri
s.v. s.v.
6,5 Entra a freddo in una situazione non facile dal punto di vista psicologico. Cresce alla distanza, costruendo con una prodezza personale la palla del possibile 2 a 0.
6,5 Ottiene una vittoria importantissima, contro una squadra tradizionalmente ostica per il suo stile di gioco. La paga a caro prezzo, ma le sue scelte di formazioni sono state obiettivamente inequivocabili. Gli aspetta un bel po’ di lavoro.

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3 Comments


  1. TheMethod

    Confermata l’assenza sia di Walcott, che di Fabregàs per domenica. Che amarezza…


  2. Andrea

    Brutta,brutta notizia(purtroppo prevedibile..),ma io voglio rimanere ottimista; V.Persie,Koscielny e Diaby ci sono,ci sono Nasri,Arshavin,Bentdner e un Wilshere supersonico;onestamente,anche così,siamo molto molto più forti del Birmingham(dopo lo Stoke Rugby Team,la squadra che più detesto in Inghilterra..);il chè non significa che vinciamo di sicuro,ma la squadra è competitiva.
    Credo che,soprattutto psicologicamente,una vittoria domenica sarebbe il completamento della maturazione di questa squadra,in corsa per 4 fronti(non dimentichiamolo),cresciuta in termini di spirito e coraggio ed ora anche capace di vincere giocando male(o meno bene),come ieri sera.
    In più,non sò se avete notato,ma la difesa adesso subisce davvero pochi gol(in campionato,se non vado errato,sono 6 partite senza reti subite nelle ultime 8)…insomma…Crediamoci!
    Come on Gunners!


  3. Benjamin Trotter

    Bruttissima notizia, veramente. In vista di domenica, ma soprattutto in vista del ritorno di Champions. La vittoria con lo Stoke è stata estremamente importante…partita anomala, dopo un inizio da capogiro (tre occasioni per Walcott nei primi 4’!)che ci ha portato poi a segnare abbiamo controllato la partita e l’abbiamo condotta in porto senza eccessive difficoltà…tutte cose non da Arsenal ! Ma mi va benissimo così, non si può pretendere sempre di vincere giocando calcio champagne. Ci avviciniamo allo United, e questa è una gran cosa. Ora pensiamo a domenica. Già fremo…Ci tengo tantissimo, come immagino anche voi, amici gunners, a questa Coppa…dopo anni di digiuno abbiamo finalmente la possibilità di portarci a casa qualcosa. Certo, queste due assenze peseranno…il catalano, poi, era in un momento di forma smagliante, e tenuto conto che Nasri per ovvie ragioni non sembra essere quel giocatore risolutivo e dotato di classe accecante che avevamo visto prima dell’infortunio si tratta di una grave perdita. Ma abbiamo le risorse per farcela ugualmente…spero che Wenger faccia le scelte giuste, che la squadra esprima il calcio di cui è capace e che non cediamo alle prime difficoltà…spero che mi reggano le coronarie…spero che Wembley ci veda uscire trionfatori…forza ragazzi !!!



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