Champions League

17 febbraio 2011
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Arsenal v Barcellona 2-1: Una notte indimenticabile!

Nel panorama calcistico attuale, non potrebbe esistere una sfida più bella di quella tra Arsenal – Barcellona. Ieri sera è stato di fatto dimostrato. Un autentico spot per il Calcio. Gioia per occhi e per i palati più fini.
Eppure, a corollario di ciò, segue un altro fatto, anch’esso a sua volta pienamente dimostrato. E cio’è che non esiste un unico modo per battere il Barcellona. Coloro che sostenevano la tesi della assoluta necessità di chiudersi a riccio nella propria difesa, pregando di venirne fuori indenni o di minimizzare i danni, sono stati seccamente smentiti, con due ceffoni. Forti e sonori.

Non soltanto il Barcellona può essere battuto. Ma può esser battuto imponendo il proprio gioco, pressando e attaccando con rapidità fulminea, perfino evitando di raggiungere quota 4658 passaggi nella propria trequarti.
Di questo sono stati capaci i Gunners contro un superlativo Barca, durante la scorsa, epica serata.

LE FORMAZIONI

Per la squadra di Wengèr l’unica sorpresa è rappresentata dalla presenza di Nasri, dal primo minuto, in supporto di Walcott e van Persie, nel tridente. Szczesny è confermato tra i pali, protetto da Ebouè, Djourou, Koscielny e Clichy; infine classico centrocampo a tre formato da Song, Wilshere e il capitano Cesc Fabregas.

Guardiola deve fare a meno di Puyol, che non riesce a recuperare dal suo infortunio; al posto del sempiterno difensore campione del Mondo, si posiziona in difesa Abidal, a far coppia con Piquè; agiscono larghi Dani Alves e Maxwell; Busquets è il pivot difensivo, con la coppia stratosferica formata da Iniesta e Xavi; Messi punta centrale è affiancato da Pedro e Villa.
Direzione di gara senza infamia e senza lode da parte del signor Rizzoli.

LA GARA

Inutile sottolineare quanto la gente, i tifosi e gli appassionati di calcio in generale, aspettassero questa supersfida. L’Emirates Stadium è vestito a festa, quasi come se la squadra di casa fosse impegnata nella più importante finale della stagione. E’ solo l’andata degli Ottavi di Champions League, ma l’atmosfera dice ben altro. I riferimenti alle sorti dello scorso anno (eravamo ai Quarti) si sprecano, ma per chi è consapevole della attuale forza dei Gunners, lasciano il tempo che trovano. Il passato è passato, conta come cenere sparsa al vento. Entrambe le compagini si sono rafforzate, ma una di esse presenta più di cinque volti nuovi rispetto all’ultima volta. Nonostante le profonde differenze, l’entusiasmo resta lo stesso.

Il ruggito dell’Emirates sospinge i suoi beniamini all’impresa: battere la squadra attualmente più forte del Mondo.
Nessuna traccia del timido inizio dell’anno precedente, dove i Catalani avrebbero potuto condurre per 4 a 0 dopo i primi 30 minuti. Questa volta è l’Arsenal a fare la partita nelle primissime fasi iniziali, prendendo di fatto il controllo dei primi 10′ di gioco. Walcott è il principale elemento di preoccupazione per gli uomini di Guardiola, e il giovane esterno della nazionale non tarda a confermarsi autentica spina nel fianco.

Travolgente il suo spunto a dribblare i difensori avversari, convergendo dal fianco destro, prima di toccare per Fabregàs che a sua volta, anzichè calciare, pesca van Persie in posizione regolare; l’olandese riesce a inserirsi nella scia del passaggio alto filtrante, contrastato da Piquè, prima di far esplodere un gran sinistro al volo, su cui è però bravissimo Victor Valdes a neutralizzare.

La prima palla goal dei padroni di casa ha un effetto-sveglia sugli ospiti, che iniziano a prender le misure ai Gunners e a rispondere con veemenza al fuoco nemico. E’ infatti il 15′ quando il talento di Messi viene sguinzagliato dall’ottimo suggerimento di Villa, che manda il fenomeno argentino praticamente uno-contro-uno con Szczesny; Messi eccede nel controllo tentando uno squisito pallonetto ai danni del giovane portierone polacco (strepitoso in uscita bassa) che viene superato dal pallone; il tiro finisce di pochi centimetri a lato del palo. Sensazionale rovesciamento di fronte. Un’azione che restituisce gran fiducia agli spagnoli, sempre più in pieno controllo delle sorti dell’incontro.

L’Arsenal viene imbrigliato, soprattutto vittima di un possesso palla rapido e preciso, che non sembra avere eguali in Europa. I ragazzini in maglia biancorossa fanno fatica a recuperare palla; di contro, i Catalani riescono a costruire con somma pazienza, creando seri problemi alla retroguardia avversaria. Messi viene lanciato centralmente, e dopo aver saltato il diretto avversario, penetra in area di rigore, portandosi la palla sul destro, da cui lascia partire un debole pallonetto, che Szczesny raccoglie senza problemi; poi, al intorno al 25′, i Gunners trovano il break, interrompendo una delle continue trame spagnole, e ripartendo con ineguagliata velocità: il portavoce del raid è, manco a dirlo, Theo Walcott, che brucia i centrocampisti avversari allargandosi sul fianco sinistro, lasciato abbastanza scoperto; il numero 14 vede e serve l’inserimento di Fabregàs, forse imprimendo troppa forza alla sfera; il capitano dei Gunners ci arriva comunque, seppur in posizione defilata, e di prima intenzione riscodella al centro, verso van Persie, che viene ottimamente anticipato da un sontuoso intervento di Eric Abidal.

Nel giro di qualche secondo, è il Barca a mettere la freccia per eseguire il sorpasso. La squadra di Guardiola, ancora una volta, non ci sta assolutamente a subire, e controbatte in maniera roboante. Messi fornisce l’input all’azione vincente, superando brillantemente Song, e servendo centralmente Villa, sul filo dell’offside; Clichy pecca nella valutazione e il centravanti asturiano conferma le sue doti realizzative, infilando la palla nel sacco, tra le gambe di Szczesny. Barcellona in vantaggio.

Il tifo sugli spalti non ne risente, ma i padroni di casa accusano il colpo. Perdono lucidità, aumenta il nervosismo.

E il gran possesso di palla degli ospiti non fa che acuire le loro difficoltà. Guardiola sa che quello è il momento giusto per chiudere i conti. Con la difesa altissima dei Gunners, le occasioni per chiudere i conti già all’andata non mancano. Ci prova Pedro con un gran colpo di tacco, su assist verso il primo palo di Alves; superba la risposta di Szczesny.

Come grandiosa è l’iniziativa di Jack WIlshere, un prodigio di 19 anni, che alla mezz’ora si fa carico della ripresa dei suoi compagni, imbastendo una perfetta azione di rimessa, tagliando centralmente verso la trequarti avversaria; il numero 19 conclude la percussione servendo Van Persie, defilato a sinistra, che conclude malamente, sprecando da buonissima posizione. Una fiammata che rende l’idea di quanto sia possibile colpire la difesa ospite, ma che nello stesso tempo incrementa la capacità di reazione degli azulgrana.

Questi, al 38′, riescono nuovamente a far breccia nella retroguardia biancorossa, stavolta con un’azione perforante da parte della coppia Pedro-Messi; lo spagnolo arriva, seppur disturbato, a concludere, trovando ancora una volta l’opposizione del portiere polacco, la cui respinta finisce sulla testa di Messi, che in tuffo da due passi ribadisce in rete; l’arbitro, su segnalazione del collaboratore, annulla per fuorigioco. Decisione discutibile, ma l’Arsenal ne viene fuori sano e salvo. Fino al fischio che pone fine ai primi 45 minuti di gioco.
Insomma, era chiaro che ci fosse bisogno di un cambio di atteggiamento.

Maggiore aggressività, aumento del pressing sul portatore di palla, enorme spirito di sacrificio nel recuperare in difesa. La giovane squadra di Wengèr (età media 23 anni) diviene consapevole di possedere ciò che le si chiede. E’ possibile che lo stesso manager alsaziano, durante l’intervallo, gliel’abbia ricordato. Quel che è certo, è che la ripresa si apre con un Arsenal notevolmente rinvigorito. Sale la pressione, aumenta il ritmo. I Gunners guadagnano terreno, costringendo il Barca ad arretrare e non poco il proprio baricentro. A pochi minuti dalla ripresa, gli equilibri si spostano nuovamente.

Wilshere prova a pungere dopo uno spettacolare uno-due con Fabregàs, concludendo con il sinistro troppo centralmente. Comoda la parata di Victor Valdes. Poco più tardi, sull’ennesimo recupero da parte dei centrocampisti inglesi, è van Persie ad approfittarne, ricevendo palla sul vertice destro dell’area di rigore, e provando il sinistro a giro dai venti metri, calciando altissimo sopra la traversa. Le occasioni ci sono, l’Arsenal continua a crearle, ma senza la giusta dose di concretezza per poterle sfruttare.

Gli ospiti hanno un buon punto di vantaggio da gestire e non lesinano nell’attendere che siano gli avversari a distendersi, per poi colpire in contropiede. Pedro Rodriguez viene lanciato in contrattacco, praticamente in situazione di uno contro uno, ma deve arrendersi allo straordinario recupero di Koscielny, che chiude con estrema precisione. Bravo l’arbitro a non cadere nel tentativo di simulazione del giovane nazionale spagnolo.

Con il passare dei minuti, cresce la pericolosità dei Gunners. Nasri, visibilmente non al pieno della condizione, rientra in partita dopo un buonissimo avvio di primo tempo; per Dani Alves la vita si complica e non poco.
L’ex trequartista del Marsiglia, che più volte ha tentato il fraseggio con i compagni, tenta l’azione personale, servendo poi l’assist con un traversone basso e radente verso van Persie; l’olandese si getta in scivolata per il tap-in sottomisura, ma lo segue come un’ombra Piquè, che rimedia in corner.

Il Barca si rifa sotto verso la metà della ripresa, ancora una volta con Leo Messi, che pur partendo da lontano, riesce quasi sempre a creare situazioni si surplus; stavolta la sua penetrazione palla al piede è efficace, ma la sua conclusione viene praticamente murata da Djourou, che scongiura il pericolo; Ebouè recupera la sfera in difesa, restituendola incredibilmente ad Iniesta, che con grande intelligenza, confeziona l’assist al compagno argentino; la “Pulce” non ne approfitta, calciando clamorosamente sull’esterno della rete.

A circa 20 minuti dalla fine, Guardiola si ritiene soddisfatto, inserendo un centrocampista centrale, Keita, per David Villa, quasi impalpabile per tutta la ripresa. Forse dimenticandosi che non stesse giocando contro l’Atletico Madrid. Wengèr risponde rimuovendo Song, unico centrocampista difensivo, e inserendo Arshavin.
Un rischio notevole, perfino confermato 10 minuti più tardi, quando il più veloce giocatore della pianeta, Theo Walcott, viene rilevato da Bendtner. Il coraggio stavolta premia le scelte del manager alsaziano.

Passa circa un minuto dall’ingresso in campo del danese; Clichy scatta in sovrapposizione sulla sinistra e ricevendo un pallone all’indietro da un compagno, calibra di prima un gran pallone a scavalcare Piquè, in direzione di van Persie; il numero 10 si gira eludendo il centrale catalano e, dopo aver raggiunto la linea di fondo, scarica il suo violento sinistro che lascia inebetito Victor Valdes, con il pallone che si insacca sul palo lontano, passando per quello più vicino all’estremo difensore. Sulla papera del portiere avversario, esplode il boato dei 60.000 presenti sugli spalti dell’Emirates. Pareggio strameritato, e risultato nuovamente in bilico, a 10 minuti dalla fine. Il Barcellona non fa a tempo a riorganizzarsi, completamente in balia dell’aggressività e della velocità dei Gunners, ed è a questi ultimi che spetta ora il turno di cambiare marcia, per volare verso la vittoria.

Messi, marcato in maniera esemplare da Koscielny, è costretto a perdere palla, e l’Arsenal riparte dalla propria difesa, costruendo un’azione stratosferica, con il duetto Wilshere-Fabregàs, a favorire il lancio di precisione da parte del capitano per il velocissimo Nasri; il fantasista transalpino si invola sulla destra, affondando come lama nel burro, e attirando su di sè tutta l’attenzione del pacchetto arretrato avversario; pur non avendo forza di calciare a rete, il fuoriclasse che veste il numero 8 scorge l’inserimento in progressione, da lontanissimo, di Andrei Arshavin; il russo è impeccabile nel timing, ma ancor di più lo è nel calciare di prima, con l’interno destro, freddando Valdes, rimasto di sasso, e ammutolendo la torcida spagnola, nel tripudio dell’Emirates Stadium.

Per poco Bendtner non sfiora il terzo goal, dopo aver vinto il duello con Maxwell, ma preferendo il tiro da angolo improbabile, piuttosto che l’assist.
Nel finale si mette ancora in luce Szczesny, chiudendo brillantemente su Pedro prima, e su Dani Alves poi.

CONCLUSIONI
Alla fine vincono i Gunners, riuscendo nonostante la difficoltà dello svantaggio, a fornire una prestazione di grande cuore e qualità, completando la rimonta a praticamente 10 minuti dalla fine. Una rimonta persino migliore di quella dell’anno scorso e che, nonostante un pronostico ancora apertissimo, ci conferisce buone possibilità di passare il turno. Per quello se ne riparlerà tra due settimane, al Camp Nou di Barcellona. Per adesso non è il caso pensarci. Comunque sarà l’esito di questo confronto, quello di ieri rimane un trionfo epico, la cui soddisfazione, parlando personalmente, vale più di qualsiasi trofeo.

Angelo Acanfora

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27 Comments


  1. Giampi

    Che Arsenal! Partita spettacolare e squadra fantastica il polacco è un campione finalmente un grande portiere era giusto che ce lo trovassimo senza pagarlo dopo anni di almunia e fabianski! e Wilshere che giocatore che personalità straordianario!!! comunque dovesse andare il ritorno proud to be a gooner:D!!!


  2. IlGrezzo

    Raga, prima volta che scrivo qui e non potevo scegliere serata migliore…brividi veri! mai sentito così tanto una partita dell’arsenal…ogni volta che acceleravano avevo una paura pazzesca…poi al gol di robin mi sono liberato, ho cacciato un urlo che ha sentito mezzo quartiere…e quando andrei ha insaccato il secondo quasi non ci credevo…ma soprattutto: pelle d’oca nel vedere e sentire esplodere l’emirates!!! il barca giocherà da dio ma l’arsenal dà emozioni che i catalani si sognano…gunner for life!!!


  3. Alex

    Andiamo!!! grande partita


  4. CaptainCesc

    PROUD TO BE A GOONER! Best team in the world.

    PS: Benvenuto ilgrezzo!


  5. edward

    grandi grandi grandi !! comunque piccola provocazione: ma vedere giocare il barcellona non è un pò noioso, per noi abituati ai gunners??… cioè saranno anche precisi e concreti, ma tanti passaggi inutili ed asfissianti, per giunta spessp lenti ed orizzontali, noi siamo molto più veloci e imprevedibili.. questa è stata la mia impressione.
    comunque per il ritorno ovviamente non ci credo fino in fondo, dato che non siamo in grado di fare una intera partita col bus sulla linea di porta, ma già averli battuti mi rende orgoglioso! :D


  6. Lo metto anche qua… emozioni di una serata vissuta con la “febbre a 90°”..

    Quando il televisore mi ha portato all’interno dell’Emirates, di un Emirates che così non l’avevo mai visto, è iniziata la favola, una meravigliosa favola. Aver avuto la fortuna di vedere 60mila bandierine rosse e bianche con il simbolo dei Gunners sventolare nel cielo di Londra, è stato qualcosa di magico, e non ho potuto fare a meno di pensare a Massimo, avvitato alle emozioni che quel momento stava offrendo. Poi il fischio d’inizio, che dava il via alle danze, una danza durata novantatre magici minuti, dove i protagonisti hanno offerto uno spettacolo più unico che raro, ognuno con le proprie caratteristiche, ognuno con le proprie individualità. Catalani incredibilmente “elastici” senza palla, e unici al mondo nel possesso, Gunners aggressivi e priorità alla verticalizzazione. Ne è uscito uno spettacolo fantastico.
    Lo ammetto: sono felicemente confuso. Questa vittoria ha un sapore particolare, una valenza particolare, ha significati che vanno oltre i numeri. Questa vittoria è da dedicare solo ed esclusivamente a loro, a questi ragazzi, a questo tecnico, ad una società che ha creduto nel futuro, che ha segnato un cammino con la priorità di seguirlo fino in fondo, attraversando momenti difficili, a volte scettici, ma che di una filosofia di vita ne ha fatto un modello per il calcio, per una società di calcio.
    Alt! Tranquilli, sono confuso ma sono ben conscio di non aver vinto nulla. Il punto è che stasera abbiamo dimostrato al calcio mondiale che siamo pronti, possiamo vincere, pareggiare e perdere ma lottare fino alla fine ai massimi livelli, senza paura, senza remore, ma consci che il nostro gioco potrà permetterci di battere chiunque.
    Ho sempre una data nella mente, una data di questa stagione, e ne scrissi anche: 27 dicembre 2010, lunedì.
    Più passa il tempo e più mi convinco che quella sera, in quel “monday night” è cambiata la storia. Non tanto nelle qualità tecniche, ma in quelle che occupano la nostra testa. Ci si è convinti che fare quello in cui crede Wenger porta dei risultati, può creare un ciclo.
    Oggi è nata un’altra data, 16 febbraio 2011, mercoledì, una data che a prescindere dall’esito della gara di ritorno avrà un valore inestimabile: l’Arsenal ha battuto sul campo la squadra considerata più forte di tutti i tempi.
    Quando andrò a dormire, sarò consapevole che domani mattina, quando aprirò gli occhi, scoprirò una realtà meravigliosa. Stasera me ne sto nella favola. Thanks AFC!


  7. TheMethod

    Grande articolo CIrdan! I miei complimenti! Great!


  8. francone88

    Mamma mia che partitona!!!!!!!!!!!!grande arsenal!!!!eh koscielny?ma che super partita ha fatto???un gigante in difesa, mi ha veramente impressionato…e anche Szczesny,finalmente un portiere sicuro di sè!!!!!!!
    grande partita ,grande squadra!!!!!che emozioni.
    COME ON ARSENAL


  9. Simo

    è tutto il giorno che ho stampato un sorriso sulla faccia… la partita non è stata perfetta, e nonostante ciò abiamo battuto la squadra più forte del mondo. al ritorno sarà un inferno, lo sappiamo tutti e nessuno si illude di aver già passato il turno.
    avete già detto tutto voi, dico solo che finalmente abbiamo un portiere e i ragazzini stanno facendo passi da gigante, con vermaelen e un paio di innesti saremo veramente un osso duro per chiunque…


  10. Benjamin Trotter

    Aaaaahhhh…che gioia, cari amici gooners, poter festeggiare questa magica notte qui, assieme a voi. E’ stata innanzitutto una partita fantastica, che non ha deluso le attese, tra le due squadre che attualmente giocano il calcio più bello d’Europa. Sinceramente, se anche la partita fosse finita 1-0 per loro non avrei avuto nulla da rimproverare ai ragazzi; perdere con una squadra così forte (e anche ieri sera l’hanno dimostrato) ci può stare ampiamente. Diciamo che loro hanno avuto in mano il pallino del gioco per lunghi tratti della partita; sistema di gioco simile, ma non identico: loro hanno un possesso palla di altissima fattura (d’altra parte, con i giocatori che hanno non potrebbe essere altrimenti)che punta ad intorpidire l’avversario, ad irritarlo, a stancarlo per poi colpirlo con improvvise punture di scorpione. Noi, dal canto nostro, puntiamo di più ad improvvise accelerazioni, grazie alla capacità di gente come Fabregas (cioè, ma avete visto di cosa è stato capace nei primi minuti con quell’assist per Robin ? E poi, quando ha aperto il campo con quel passaggio falcia-prato, mi si perdoni l’orrendo neologismo, a Nasri in occasione del gol dello Zar ? Sublime), ma non solo ovviamente, di verticalizzare, di lanciare negli spazi o di mettere davanti al portiere qualche suo compagno. Messi ci ha graziato in più di un’occasione, è vero, ma d’altra parte non puoi sperare di battere, in questo momento, una squadra come il Barça (non perdevano da settembre !) senza qualche concessione da parte loro. Ammirevole, veramente incredibile la nostra capacità di non darci mai per vinti, di tenere per le corna il toro del match quando questo sembrava volerci disarcionare, di restare aggrappati alla speranza quando il rischio di farsi scoraggiare, sullo 0-1 e con quel possesso palla avversario, era altissimo; abbiamo conservato la giusta tenuta nervosa (e chi se lo sarebbe mai aspettato, da ragazzi che due settimane fa si sono messi paura al cospetto di un Newcastle sotto di quattro goal ?) e poi, sospinti da un meraviglioso pubblico (il ruggito continuo dell’Emirates, che è andato crescendo d’intensità dopo il pareggio, è stato impressionante)abbiamo ribaltato la situazione. Io credo che stavolta vada reso il giusto merito a Wenger; confesso che quando ho visto Arshavin entrare al posto dell’unico centrocampista d’interdizione che abbiamo (ma ieri Song non è stato lui, ha sofferto molto il gioco dei catalani)ho temuto il peggio; e invece l’alsaziano aveva ragione, i suoi cambi sono stati giusti mentre il suo omologo spagnolo, mandando fuori Villa per Keita, ha compiuto a mio giudizio un errore. Capitolo singoli: grande prestazione di Wilshere, di grande personalità e carattere…questo ragazzino fa spavento…discreto anche Clichy (e l’assist per Van Persie sul goal del pareggio è una perla), strepitoso, e dico STREPITOSO Koscielny: impressionante, nel secondo tempo, la sua forza, il tempismo perfetto, la determinazione, il senso della posizione…veramente una prestazione da centrale di stoffa rara… Complimentoni !!! Davvero !!! Il nostro portierone, incolpevole sul goal, ha mostrato una sicurezza da veterano (bravo Wenger a puntare su un ragazzo fino a ieri perfettamente sconosciuto, qui alla prima europea…contro una squadra che fa tremare solo a pronunciarne il nome)e una capacità eccezionale nelle uscite. Voglio vederlo ancora alla prova, ma certo che per ora il posto se lo è meritato. Walcott è partito benissimo, poi si è spento un po’, ma bene così (potrà esserci utilissimo al ritorno). Nasri, per ovvi motivi, non è stato all’altezza delle sue alte prestazioni della stagione, ma ha fatto l’assist per il goal del russo e quindi bene così anche lui. Van Persie ha sbagliato un paio di ghiotte occasioni, ma poi ha segnato un goal da attaccante di razza (d’accordo, errore di Valdes, ma io quando vedo giocare l’olandese mi rendo conto della differenza tra un grande giocatore, seppur con tutti i suoi limiti, e un onesto centravanti come si è rivelato fino ad ora Chamakh). Il russo…beh…che dire…solo una parola: grazie.
    Loro restano favoriti ; al ritorno giocheranno in casa, sospinto da un Camp Nou pieno come nelle grandi occasioni…ma per ora godiamoci questa notte, e questa sensazione…che non riesco a descrivere…Proud to be a gooner…e ora il cielo è tinto di bianco e rosso…


  11. Francesco

    Gran secondo tempo!
    Una notte magica, vaminos a barcelona! =D


  12. Benjamin Trotter

    Scusate se vado un momento off-topic, ma magari qualcuno di voi ne sa di più: ho letto sul sito della Gazzetta che Rowley, il capo dei nostri osservatori (capite bene quindi, in una società come la nostra che punta tutto sul reclutamento di giovani speranze, quanto importante sia questo ruolo) sarebbe ad un passo del Chelsea. Risulta anche a voi ?


  13. CaptainCesc

    mmmm no benjamin non ne so nulla!


  14. Scusate se vado un momento off-topic, ma magari qualcuno di voi ne sa di più: ho letto sul sito della Gazzetta che Rowley, il capo dei nostri osservatori (capite bene quindi, in una società come la nostra che punta tutto sul reclutamento di giovani speranze, quanto importante sia questo ruolo) sarebbe ad un passo del Chelsea. Risulta anche a voi ?


  15. è tutto il giorno che ho stampato un sorriso sulla faccia… la partita non è stata perfetta, e nonostante ciò abiamo battuto la squadra più forte del mondo. al ritorno sarà un inferno, lo sappiamo tutti e nessuno si illude di aver già passato il turno.


  16. Grande articolo CIrdan! I miei complimenti! Great!


  17. Davide

    Bell’articolo e serata stupenda!!Proud to be a Gunner!!


  18. JoeMatt

    Arsenal <3 E al ritorno loro non hanno ne Puyol ne Pique giusto?


  19. TheMethod

    Benvenuto JoeMatt! Piquè sarà sicuramente out per squalifica, mentre Puyol potrebbe anche farcela a recuperare dal suo infortunio! Vi aggiorneremo appena possibile! C’MON AFC!!!


  20. CaptainCesc

    benvenuti a tutti…sempre piu numerosi!


  21. Benjamin Trotter

    Spero che la notizia apparsa sul sito della Gazzetta relativa a Rowley non sia vera. In ogni caso grazie per la risposta CaptainCesc. Ora sotto con la FA Cup !!!


  22. Sakuragi

    Ciao, di solito non scrivo, mi limito a leggere, ma volevo sapere se qualcuno si era accorto che domenica abbiamo giocato in F.A. Cup; mi sembrava solo strana l’assenza di commenti o di articoli.
    Scusate l’intrusione.


  23. TheMethod

    Ciao Sakuragi! Ce ne siamo accorti eccome (soprattutto di Almunia) ma al momento non ci è stato possibile aggiornare il blog con un report! Vedremo di rimediare presto! Benvenuto sul Blog! Up the Arse!!!


  24. Sakuragi

    Avevo già scritto tempo addietro, non è la prima volta, ma oggi il silenzio mi sembrava preoccupante, pensavo vi avessero tagliato! Almunia, Almunia…doveva prendere solo quella in 90 minuti.


  25. Benjamin Trotter

    Sicuramente è stata una sgradita battuta d’arresto. Ma non tenderei a drammatizzare: è risaputo che in una competizione come la FA Cup, se giochi fuori casa, seppur con una squadra di valore notevolmente inferiore, i valori tendono a livellarsi…e poi contiamo sul replay, stavolta all’Emirates.



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