Confesso di essere un po’ emozionato mentre scrivo queste righe. Del resto la parola “Finale” non ero più abituato a sentirla da un bel pezzo. L’ultima, se la memoria non m’inganna, fu quella del 2007, proprio in Carling Cup (al Millenium Stadium contro il Chelsea), che probabilmente concluse un ciclo, purtroppo non come avremmo voluto. Da allora tanti rimpianti, tanta frustrazione ed amarezza, unitamente a dosi inesauribili di speranza. Quasi quattro anni sono passati da quella Finale, appunto. Di anni invece se ne contano addirittura sei, se parliamo dell’ultimo trofeo conquistato (F.A. Cup del 2005).
Da quanto visto ieri però, pare che l’attesa stia per finire. Perchè l’Arsenal, con tre poderosi colpi di cannone, rimonta la sconfitta dell’andata, subita contro l’Ipswich Town, e nello stesso tempo crea la possibilità di metter fine alla sete di trofei che da troppo tempo l’attanaglia, volando a Wembley, dove il prossimo 27 Febbraio, si giocherà la Finale di Coppa di Lega, contro una tra Birmingham e West Ham.
LE FORMAZIONI
Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, non è stata affatto una passeggiata. Se da un lato il goal di vantaggio dell’andata per i Tractor Boys non poteva certamente dirsi insormontabile, dall’altro non sarebbe stato per niente accomodante giocare contro una squadra unicamente dedita alla protezione del risultato e venuta all’Emirates (per sua stessa ammissione) per parcheggiare il bus davanti alla porta.
Le malcelate intenzioni del neo manager Paul Jewell sarebbero state ancor più nitide dopo la lettura della sua formazione. Davanti al confermato Fulop, la difesa si compone di Edwards (un’ala offensiva scalata a far il terzino), Delaney, McAuley e O’Dea; a centrocampo si vedono Kennedy, Norris, Healy, Leadbitter e Wickham, mentre staccatissimo in avanti c’è il solo Tamas Priskin, mattatore della sfida del Portman Road.
Per Wengèr non si scappa dalla necessità di turn-over. La posta in gioco è alta, ma questo non dissuade il tecnico alsaziano dallo schierare una buona dose di seconde linee. Szczesny in porta è protetto da Sagna, Koscielny, Djourou e Clichy; Wilshere e Denilson presiedono il cuore della mediana, con Fabregàs in cabina di regia avanzata; Arshavin e Bendtner si posizionano sulle corsie, in supporto di Van Persie punta centrale; restano comunque a disposizione Walcott, Chamakh, Song e Nasri.
Direzione di gara a dir poco deficitaria quella di Halsey (voto 4).
LA GARA
Immersi nel ruggito dei 60000 dell’Emirates Stadium, gli uomini di Jewell tentano la partenza a sensazione, con Leadbitter che dopo aver battuto il calcio di inizio, cercava la porta con un lungo pallonetto da centrocampo, terminato non di molto alto sopra la traversa.
Troppo poco, onestamente, per spaventare gli uomini di Wengèr. Sono questi ultimi infatti che, con il passare dei minuti, riescono a prendere le misure agli avversari, per poi iniziare una lenta ma costante crescita, in termini di dominio del possesso palla e, nondimeno, costruzione di gioco.
Van Persie, che così in forma non lo si vedeva da parecchio veramente, sfiora per poco il goal con una girata al volo di destro, che deviata da un compagno, finisce larga sul fondo. Poco più tardi Fabregàs prova ad innescare la sua stessa azione personale, liberandosi dal centro, e perforando la difesa ospite, fino ad incappare nel bodycheck a mio avviso regolare da parte di Gareth McAuley. Il catalano, come si vedrà dalle immagini, accentua di molto la caduta dopo aver cercato il contatto. Se ne accorge Halsey, che non estrarrà il giallo per simulazione. Non saranno, invece, così clementi i 9000 supporters dell’Ipswich, scegliendo di bersagliare il capitano dei Gunners con tutto il catalogo di fischi ed insulti a loro disposizione.
Poco dopo il 10′, si riaffacciano gli ospiti, quando sul calcio di punizione battuto da Leadbitter, McAuley sfrutta un blocco ai danni di Szczesny, colpendo di testa, ma spedendo la palla alta sopra la traversa; nella stessa azione, si vede Delaney spingere con irruenza il giovane portiere polacco, che collide violentemente con la testa di Sagna; è proprio quest’ultimo a farne le spese, e dopo diversi minuti passati a cercare di recuperarlo, i fisioterapisti invitano Wengèr a utilizzare un cambio: Ebouè rileva il francese, e la partita riprende il suo corso.
Manco a dirlo, sono sempre i Gunners a fare la gara.
Gli ospiti, come detto, devono solo pensare a mantenere il vantaggio dell’andata, giocando esclusivamente sulla difensiva e, quando possibile, provando a lanciare lungo verso Priskin, costretto a far reparto da solo ma, ahilui, quasi sempre annullato dalla buonissima marcatura di un attento Koscielny. L’Arsenal invece fa girare il pallone, costringendo gli avversari ad un gran pressing e tanto sacrificio che, almeno fin lì, stava dando i risultati sperati. Verso il 22′, Bendtner riceve un pallone in posizione di ala destra, e lo scodella al centro, verso il secondo palo, dove Van Persie è bravo nel tempismo dello stacco di testa, ma sfortunato nel veder la sua conclusione rimbalzare con forza contro la traversa, che salva gli uomini di Jewell.
A seguire, intorno alla mezz’ora, Fulop non trattiene un calcio di punizione di Fabregàs, e Bendtner non riesce ad approfittarne, facendosi respingere e poi bloccare la sua ribattuta sottomisura. Con l’aumento progressivo della pressione offensiva dei padroni di casa, lo scricchiolio della difesa ospite sarebbe stato inevitabile. La chance più netta giunge al minuto 36, quando Wilshere si inventa un sontuoso pallonetto filtrante, che pesca l’inserimento di Fabregàs dalle retrovie; il capitano fa tutto benissimo, controllo a seguire e palla sul mancino, ma fallisce incredibilmente il tiro, sfiorando la base del palo, da posizione ultra favorevole. Peccato.
Ma continuano, continuano a provarci i Gunners, fino alla fine del primo tempo, con Van Persie che non riesce da posizione defilata a convertire la sua girata al volo, e con Bendtner, che sull’errore del compagno tenta la ribattuta con una mezza rovesciata, creando una sorta di flipper, sul quale la difesa dei Tractor Boys riesce, a più riprese, a cavarsela, mantenendo immacolato il risultato parziale.
Per 45 minuti il piano di Jewell era riuscito quasi alla perfezione. Ci sarebbe comunque stato il tempo sufficiente a ribaltare le sorti della semifinale. Urgenza e frustrazione non dovevano assolutamente tradursi in preoccupazione e tendenza allo sbaglio. L’Arsenal era stata la squadra migliore in campo, ma a questo punto serviva più qualità, più concretezza sotto porta. Sarebbe stato necessario, da parte di tutti, metabolizzare questo messaggio alla svelta, ma senza perdere calma, lucidità e concentrazione. Wengèr è bravo a confermare la fiducia nei suoi, non effettuando variazioni nella ripresa.
I Gunners scendono in campo con un piglio più arrembante, costringendo la linea difensiva avversaria, se possibile, ad arretrare ancora di più. Finalmente anche Arshavin viene coinvolto nella manovra: il russo non è in condizione, nè fisica nè mentale, ma il suo apporto, quasi nullo nel primo tempo, diventa sostanzialmente più palpabile nella seconda parte di gara.
Ci vuole ancora un pò di pazienza, ma dopo un buon quarto d’ora di assoluto dominio territoriale, i ragazzi di Wengèr trovano il meritato vantaggio, che va ad equilibrare il bilancio della semifinale. Il goal, nonché l’azione che lo produce, è qualcosa di rara bellezza. Siamo al 61′, quando Wilshere vede il movimento di Bendtner verso la trequarti di sinistra, e decide di servirlo, calibrando un pallone con goniometro e contagiri; il danese stoppa con somma eleganza, quasi innaturale per uno della sua mole, controllando a seguire e saltando di tacco sinistro il suo marcatore (Edwards), per poi rientrare sul destro, terminando il tutto con un magnifico destro a giro, che si insacca a fil di palo, alle spalle di Fulop.
Penso di sapere da chi, in questi giorni, il danese abbia visto ed imparato ad eseguire quei movimenti. Nonostante tutto, resta un gesto tecnico meraviglioso, che val la pena vedere e rivedere in loop. Un solo goal non basta, e l’Arsenal lo sa bene. Jewell prova a cautelarsi mandando dentro Jason Scotland per un esausto Priskin. Tatticamente non cambia nulla, e lo stesso dicasi per l’andamento della gara, sempre più a senso unico. Al 64′ i padroni di casa legittimano il vantaggio, trovando il goal del raddoppio, con Koscielny; il franco-polacco è lesto ad approfittare di un errore di Fulop in uscita, sul calcio d’angolo di Arshavin; il colpo di testa è potente e preciso, e non lascia scampo alla difesa ospite.
Rimonta completata. A questo punto i Tractor Boys decidono di venire avanti, e lo stesso Scotland si renderà protagonista di una bell’azione personale, con cui riesce ad andar via ad Ebouè, per poi costringere Szczesny alla parata bassa, sul primo palo. La prima vera parata del portiere polacco. Decisamente poco per poter sperare di passare ancora indenni contro i Gunners in versione lucida e arrembante.
Ormai i padroni di casa sono in pieno controllo e sanno di avere in pugno la qualificazione.
Non per questo rinunciano al loro calcio spettacolare ed offensivo che, al 77′, produrrà il terzo goal della serata. Fabregàs imposta l’azione di contropiede, partendo dalla sua metà campo, e servendo Arshavin sulla sua verticale, scalato al centro; il russo non si perde in fronzoli e completa la sua irruzione verso il centro, accelerando palla al piede fino al limite dell’area, dove scarica un assist perfetto per il suo capitano, bravo a seguirne l’azione; Fabregàs penetra in area, portandosi il pallone sul sinistro, e infilando Fulop sotto le gambe, chiudendo di fatto i conti e obliterando decisamente il biglietto per Wembley.
CONCLUSIONI
E’ stata una gran bella partita, soprattutto una splendida prova di carattere da parte di tutti coloro che sono scesi in campo, dal primo all’ultimo, ovviamente con le dovute sfumature. Onore all’Ipswich, che ci ha provato venendo all’Emirates per fare catenaccio, tattica spesso fruttuosa (Mancini ne sa qualcosina) ma stavolta non contro questo volenteroso Arsenal. Ora voliamo a Wembley, dove ci giocheremo la possibilità di conquistare un trofeo, un trofeo che manca da troppo tempo da queste parti, e che per una squadra come l’Arsenal potrebbe valere molto di più rispetto al suo già importante valore intrinseco.
La prima volta che i Gunners vinsero la Coppa di Lega fu nel 1987. All’epoca, come ricorda Richard Clarke, i giovanotti di Graham batterono un blasonato Liverpool, aprendo un ciclo di vittorie e di successi che tutti noi, chi più chi meno, ben conosciamo. Chissà che la storia, come spesso accade, non possa ripetersi con i ragazzini di Wengèr. Chissà che questa Carling Cup non sia il preludio, per gli anni a venire, di una nuova serie di successi, che questa squadra meravigliosa meriterebbe solo per la sua interpretazione calcistica. A noi non resta altro che sperarci. Non resta altro che crederci, fino alla fine. Cominciando dal prossimo 27 Febbraio. In Finale a Wembley. Come on you Reds!!!
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6,5 | Praticamente mai impegnato, ma non per questo insicuro. Habemus Keeper. |
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s.v. | Deve arrendersi dopo poco più di 10 minuti. Sfortunato. |
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7,0 | Nulla da dire stavolta. Preciso, puntuale nelle chiusure e nell’anticipo. Il goal qualificazione porta la sua firma. |
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6,5 | Padrone dell’area di rigore, non concede spazi e fa valere il fisico. |
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7,0 | Che partita la sua! Nel primo tempo gioca anche per Arshavin, prendendosi in consegna tutta la fascia, senza mai calare di intensità perfino nella ripresa. Moto perpetuo. |
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6,0 | Esegue il compitino senza andare oltre. |
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7,0 | Per capire la sua partita basta fare la sommatoria di qualità, quantità e personalità. A questo si aggiunga anche un assist da cineteca. Ma siamo sicuri che abbia 19 anni? |
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6,0 | Forse non è da sufficienza, ma di certo il russo non è assolutamente in condizione, nè fisica nè mentale. Con i due assist realizzati, fa capire che alla fine del tunnel, inizia a intravedersi uno spiraglio di luce. |
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6,5 | Qualche errore di troppo rispetto ai suoi standard, ma ha il merito di non mollare nemmeno per un secondo. Suo il terzo sigillo della partita. |
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7,5 (MOTM) | Si sacrifica, gioca per la squadra, fa tanto movimento, quando invece potrebbe starsene in mezzo a fare il centro-boa. Il goal pazzesco che realizza gli vale un punto in più. |
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6,5 | L’olandese è in gran forma, va a prendersi la palla nella sua metà campo, e continua ad impressionare per la qualità delle sue giocate. Sfortunato nel cogliere la traversa su colpo di testa. |
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6,5 | Rischia sempre qualcosa di troppo nel dribbling, ma nel complesso ci mette tutta la sua grinta. |
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s.v. | |
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s.v. | |
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7,0 | Bravo a credere nelle sue seconde linee e ad infondere, nella ripresa, la giusta dose di fiducia e convinzione. Forse poteva inserire prima Nasri e Walcott, ma alla fine il risultato non ne viene minimamente compromesso. |



















andiamo a prendercela…
IT’S UP FOR THE GRABS NOW!!!
Non possiamo fallire…
No, non possiamo…stavolta proprio no…COME ON !!!
…IN ARSENE WE TRUST!!!
Vincere un titolo dopo tanti anni anche se la micky mouse cup puo dare la svolta e aprire un ciclo
la finestra di mercato chiuderà tra pochi giorni.. c’è qualche novità concreta o continueremo con la nostra inspiegabile politica del risparmio?
Mi spiace king, AW ha confermato che, con il recupero di Squillaci, non ci saranno acquisti in questa finestra. Intanto Carlos Vela è stato ceduto in prestito al WBA fino a fine stagione. Un grosso in bocca al lupo per il messicano!
In bocca al lupo, di cuore. Peccato per l’immobilismo in sede di mercato perchè questa mi sembrava l’occasione buona per prendere Cahill.
ma neanche Oxlade-Chamberlain è stato preso?
Hai ragione Benjamin! Come ho già detto, Wengèr non ha voluto investire su un difensore, temendo di ritrovarsi con troppa abbondanza in quel reparto nei prossimi anni, e di dover pagare stipendi a vuoto. Per quanto concerne Alex Chamberlain, rispondo a kingmettius, al momento non ci sono novità. L’Arsenal, è ufficiale, lo sta trattando, ma secondo voci accreditate, sembra ci siano delle difficoltà sull’eventuale costo del cartellino (siamo intorno ai 10 milioni più bonus e “instalments”) e sulla possibilità di lasciarlo in prestito ai Saints fino a fine stagione (Wengèr lo vorrebbe subito). Non è da escludere che il giocatore possa arrivare più in là, così come non da escludere è l’ingerenza dello United (che oggi se lo ritrova contro). Lunedì avremo tutte le risposte…
Ragazzi,ma chi se ne frega di chi prendiamo quest’anno in difesa.Se il capo ha deciso nada va bene così.Io penso che avremo le nostre occasioni fino alla fine anche in queste condizioni.Io continuo ad essere fiducioso. Raga dobbiamo avere fiducia,C’mon Gunners!!!!