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Premier League

30 dicembre 2010
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Wigan v Arsenal 2-2: Il turnover non paga!

Lo United getta via due punti al St.Andrews, ma l’Arsenal non riesce ad approfittarne, sprecando una grossa opportunità sul viscido terreno di gioco del DW Stadium. A soli due giorni dal trionfo casalingo contro il Chelsea, i Gunners falliscono nel mantenere continuità con l’ultima performance offerta, impattando rovinosamente contro un Wigan caparbio e battagliero, seppur in inferiorità numerica nel finale.

La squadra di Wengèr sembra irriconoscibile, e non soltanto per il forzato turnover a cui il tecnico di Strasburgo ha dovuto ubbidire: poca grinta, pressing confusionario e disorganizzato, quasi totale assenza di quel “high-tempo” football, che aveva messo in grossa difficoltà i campioni uscenti.

Nonostante tutto, l’Arsenal aveva fatto di necessità virtù, risalendo la china in un primo momento, per poi subire, a 10 minuti dal termine, la brusca, definitiva frenata. Indiziati principali sono una pessima direzione arbitrale e, ancora una volta, l’inguardabile operato della nostra difesa. Ma, sia chiaro, con essi non si vuole assolutamente trovare degli alibi a questo mezzo passo falso.

LE FORMAZIONI
Ben otto cambi rispetto alla vittoria contro i Blues, forse inimmaginabili persino per Martinez. Fabianski conserva il posto, difeso da Sagna, Squillaci, Koscielny ed Ebouè, spostato nell’occasione a sinistra; Denilson, Rosicky e il rientrante Diaby formano il terzetto di centrocampisti, con Bendtner, Arshavin e Chamakh appaiati sulla linea offensiva. Van Persie e Song restano a casa, così come Fabregàs (squalificato), mentre per Clichy, Wilshere, Walcott e Nasri si profila una serata in panca.

Martinez rinuncia al centravanti Boselli e alla spinta di Figueroa, optando per Stam, Caldwell, Alcaraz e Gohouri in difesa, davanti ad Al Habsi; Watson e Hendry Thomas si schierano al centro del campo, con Cleverley, Diame e N’Zogbia qualche metro più avanti, in supporto dell’unica punta Rodallega.

Per quanto non lo si voglia considerare un comodo alibi, la prova arbitrale di Lee Probert spicca per assoluta inettitudine, incidendo oggettivamente non poco sulla gara (voto 3).

LA GARA
L’Arsenal parte davvero male, regalando di fatto i primi 10 minuti ai Latics, decisi a pungere con la velocità del vivacissimo duo formato da N’Zogbia e Rodallega. Nella fattispecie il primo è tanto ispirato da creare non pochi imbarazzi sia ad Ebouè, che a Koscielny.

La coppia centrale degli ospiti fa non poca fatica quando si tratta di contenere le folate del francese ex Newcastle.
Ci impiega un bel pò la squadra di Wengèr per raccogliersi, e cercare di organizzare una manovra fluida, concreta, diretta. Arshavin viene lanciato in buona posizione, ma la sua conclusione di collo pieno è troppo potente, e finisce alta sopra la traversa. La risposta del Wigan si traduce con un assolo di N’Zogbia, che conclude impegnando abbastanza seriamente Fabianski, da buona distanza.

Ci prova Bendtner, su punizione, ma il suo potente destro trova solo la deviazione in corner da parte della barriera. Poco dopo, al 17′, l’equilibrio si spezza in favore dei Latics. Classica azione di rimessa, con cui N’Zogbia si invola sul fianco destro, tentando di accentrarsi verso l’area di rigore; il fatto di avere una folta marcatura non lo scoraggia, e così decide di sgusciare in mezzo a Diaby e a Koscielny, riuscendo in slalom a superarli, per poi cadere in area di rigore. Probert concede subito il penalty, ma le immagini della regia mostrano l’assenza di contatto tra il difensore franco-polacco e il tornante transalpino. La terna non rivede la propria decisione e Ben Watson batte Fabianski dagli 11 metri con esemplare precisione.

Gli uomini di Martinez sfruttano l’entusiasmo del goal del vantaggio, per tramortire gli avversari. Rodallega è sempre più pericoloso, con Koscielny ogni volta costretto a metterci una pezza. Intorno al 23′ si rivede finalmente l’Arsenal, con un gran destro di Rosicky da 25 metri che Al Habsi è bravissimo a respingere, nonostante la visuale quasi totalmente coperta. La respinta dell’estremo difensore è comunque corta, e resta in zona pericolo. Koscielny ha la possibilità di chiudere il tap-in, ma Gary Caldwell è perentorio nell’intervenire, scongiurando il possibile pareggio.

Diaby prova a resistere, ma il suo fisico non regge e al 27′ cede il posto a Wilshere. Possibile una sfortunata ricaduta per il povero centrocampista ex Auxerre.
Ad ogni modo, l’entrata di Wilshere sembra aggiungere maggior dinamismo al centrocampo e, con la parziale crescita di Denilson, gli ospiti ritrovano maggior controllo sul gioco. Al 38′ i Gunners trovano la soluzione al rebus del pareggio: Chamakh gestisce un buon pallone sulla zona destra della trequarti e, vedendo l’inserimento di Bendtner, decide di servirlo con un pallonetto filtrante. Il danese resiste alla pressione difensiva, e va al tiro con il destro, costringendo Al Habsi alla parata di istinto, con il pallone che finisce deviato lontano dalla porta.

Quando l’azione sembrava fosse terminata, ecco accorrere Arshavin che, bravo nel leggerne gli sviluppi, si mette sulla scia della sfera, colpendola al volo con una spettacolare semi-rovesciata. Il tiro acrobatico, forte e preciso, si insacca tra lo stupore dei difensori avversari, e l’Arsenal ottiene il pareggio. Un goal forse più utile al russo che alla sua squadra. Tant’è che lo stesso Zar, sull’onda dell’entusiasmo, emerge dallo stato di spettro che ne aveva caratterizzato tutto il primo tempo, inventandosi l’assist per il goal del sorpasso.

L’ex Zenit trivella la difesa avversaria dal centro, scaricando poi l’assist per lo scatto di Bendtner; il numero 52 filtra di prepotenza tra due avversari, battendo Al Habsi in uscita bassa, con un destro rasoterra all’angolino.
Manca poco più di un minuto all’intervallo, e i Gunners passano in vantaggio, completando la rimonta.

Nella ripresa, l’atteggiamento degli ospiti sarebbe stato quello di attendere l’eventuale sbilanciarsi del Wigan, per poi colpire in contropiede. Ma le occasioni tendevano sempre più a mancare. Alcaraz per poco non segna nella sua porta, rischiando nel liberare il velenoso traversone dalla destra di Sagna. Lo stesso terzino si macchiava di una grossa ingenuità al 58′, facendosi scippare la sfera da Cleverley, per fortuna poco efficace nel cercare la porta da buona posizione.

L’azione migliore della partita, per quanto riguarda l’Arsenal, arriva intorno al 70′: Wilshere, dopo aver brillantemente trovato spazio nel corridoio centrale, serve un perfetto assist sulla corsa di Arshavin, sganciatosi dal fianco destro; il russo entra in area, aggancia il suggerimento del compagno ma perde l’attimo per calibrare il tiro, rendendo facili le cose ad Al Habsi. Poco dopo entrano McArthur e, a seguire, Figueroa, per rilevare rispettivamente Diame e Ronny Stam. Proprio il primo dei neoentrati si rende protagonista, innescando l’ennesima folata di N’Zogbia, che beffando la difesa ospite, fallisce il pareggio da pochi metri, facendosi ipnotizzare da una grande parata di istinto di Fabianski. Il francese andava poi a rovinare una buona partita, facendosi espellere per una stupida testata ai danni di Wilshere.

Con gli avversari in 10 uomini, sembrava che l’Arsenal potesse gestire fino alla fine il risultato, ma intorno all’80′ ci si doveva ricredere. Watson batte il corner, eseguendo una parabola forte e tesa verso il secondo palo; Fabianski non esce, spostandosi comunque dallo specchio della porta, e Rodallega riesce a ribadire al centro il pallone che Squillaci, nel goffo tentativo di anticipare Caldwell, devia nella sua stessa rete, in maniera rocambolesca. Pareggio del Wigan, ad opera di una difesa patetica e ancora una volta determinante in senso negativo. Wengèr corre ai ripari, inserendo Nasri e Walcott per Arshavin e lo stesso Wilshere. Mossa piuttosto logica, seppur priva di esiti positivi. A dirla tutta, a 6 minuti dal termine, Nasri trova, su punizione, una nettissima opposizione con il braccio da parte di un giocatore in barriera (assolutamente simile alla deviazione di Fabregàs contro il Tottenham).

Il giudizio di Probert è unanime a quello dei suoi collaboratori, e il rigore, che sarebbe stato sacrosanto, viene negato.
La partita finisce con un breve assedio da parte dei Gunners che, provando a fare in pochi minuti ciò che non erano riusciti a fare in un’ora e mezza, termineranno con un punto abbastanza striminzito.

CONCLUSIONI
Senza fare tanta retorica, si può tranquillamente dire di aver perso due punti, che difficilmente torneranno indietro. Wengèr non ha colpe nell’aver ruotato una squadra, reduce da una grande impresa soltanto 48 ore prima, ma le sue responsabilità ci sono, eccome, nel voler dare smisurata fiducia ad un reparto difensivo semplicemente non all’altezza della situazione.

Alternare buone prestazioni a sciagure come quelle di oggi, non vuol dire aver risolto un problema che da diversi anni affligge questa squadra. Soprattutto per come questi stessi errori risultino determinanti (ricordo per semplicità solo il goal di Andy Carroll).
A Gennaio ci sarà la possibilità di correggere, almeno in parte, queste lacune, ma la sensazione è che alla fine la squadra resterà invariata e che Fabianski sarà confermato primo portiere fino al termine della stagione, senza alcuna aggiunta al pacchetto arretrato.

Nel frattempo, è già tempo di pensare alla prossima trasferta a Birmingham, contro i “Brummies”, dove sarà obbligatorio conseguire i 3 punti, per poter quantomeno figurare tra le reali contendenti al titolo.

PAGELLE

5,0 A nulla servono le sue buone parate, se alla fine non esce, permettendo il goal, in collaborazione con la sua risibile difesa. Un rendimento così altalenante diventa sempre più intollerabile.
5,0 Vittima preferita di N’Zogbia, ha dalla sua parte l’alibi di giocare su una fascia quasi sconosciuta. Nonostante questo, non sarà un anello più debole di quello costituito dalla coppia centrale.
4,0 Lento, macchinoso e chi più ne ha, più ne metta. Sempre in difficoltà quando si tratta di arginare N’Zogbia e Rodallega (non certo Messi e Ronaldo), completa l’opera con una delle autoreti più goffe della storia dell’Arsenal.
4,0 L’incarnazione stessa dell’insicurezza. Come si siano potuti spendere 10 milioni per questo giocatore resterà un mistero al quale nemmeno Stephen Hawking riuscirebbe a trovar soluzione. Inadeguato.
5,5 Cerca di farsi vedere con costanza in sovrapposizione, ma il suo partner danese non gli fornisce un adeguato sostegno. Un paio di buoni ripiegamenti difensivi, ma nemmeno lui evita di cadere in palesi ingenuità in fase di marcatura. Sotto il suo standard.
6,0 Schierato come ala destra, è un pò come un pesce fuor d’acqua. Decisamente meglio quando si accentra per sfruttare il fisico. Trova il goal con un’azione di sfondamento, ma il suo zampino lo mette anche in occasione dell’uno a uno.
6,5 Decisamente il migliore dei suoi, per grinta e mole di gioco. Recupera palloni, li rigioca con intelligenza e dirige il traffico in mezzo al campo. Ordine e pulizia, oltre le aspettative.
5,5 Sarà anche vero che nella vita non si vive di soli tackle, ma le belle aperture con l’esterno non sempre bastano a riempir lo stomaco. Manca ancora di incisività, faticando soprattutto ad andare al tiro dalla distanza, come invece faceva ai bei tempi di Dortmund.
5,5 Un paio di incursioni palla al piede, ma sempre con qualche tocco di troppo. I postumi del lungo infortunio si rifanno vivi costringendolo, prima della mezz’ora, a dare forfait.
6,0 La sua partita si riduce ad un goal spettacolare, oltre al preciso assist per il raddoppio di Bendtner. Sia prima che dopo, parliamo di un ectoplasma che vaga per il campo, ahimè, senza spaventare nessuno.
5,5 Lancia Bendtner in occasione del primo goal con un intelligente pallonetto, dopodiché si batte fluttuando lungo tutta la linea offensiva, ma per lui le occasioni di pungere si riducono al minimo sindacale. Sfiora anche il palo su colpo di testa, direttamente su corner di Arshavin. Ma è ancora troppo poco.

6,0 Aggiunge sostanzialmente del dinamismo ad un centrocampo fin lì ancora troppo disordinato. Confeziona l’assist del possibile 3 a 1, che però Arshavin non riesce a sfruttare.
s.v.
s.v
5,0 Un turnover forzato che non giustifica la scarsa reattività nel tentare di riprendere il controllo del gioco. Perché aspettare il 2 a 2 per inserire Nasri e Walcott? Mistero della fede…

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4 Comments


  1. Benjamin Trotter

    Ancora una volta i soliti difetti, la solita suppinenza, la solita mollezza, la solita incapacità nel portare partiti facili a casa e, soprattutto, la solita incapacità nell’imparare dai propri errori e nel guarire dai propri atavici difetti. Erano bastai 5 minuti (cinque !) di forcing per segnare due goal ; logica avrebbe voluto che, ad inizio secondo tempo avessimo cercato con una certa incisività il terzo goal per chiudere il match. E invece nulla, ci siamo baloccati inutilmente, pensando di poter controllare il match in questo modo fino alla fine; i nostri avversari perlomeno, con tutti i loro enormi limiti tecnici, ci hanno messo caparbietà ed aggressività (e buon pressing). Non sto qui a parlare degli errori arbitrali, che vanno accettati. Ma quello che non posso accettare è il persistere su un portiere inaffidabile (quanti punti ci ha fatto perdere Fabianski), su due centrali che si commentano da se (sondaggio: peggio Squillaci o Koscielny ? Io non saprei scegliere), su un Ebouè fuori posizione, è vero, ma del tutto inconsistente (ma che aspettiamo a venderlo ? Credo abbia ancora un buon mercato) su Rosicky (Perchè, perchè, perchè ? Non riesco a capire cosa ci veda Arsenio nel Rosicky attuale). In calo (e non da oggi)anche Chamakh. Potevamo vincere, è vero, ma non sarebbe stato giusto. Il pareggio ci sta bene, e ben ci sta. Che delusione…che delusione…


  2. Kevin Di Felice

    Potevamo vincere…ma non meritavamo di vincere (nel secondo tempo abbiamo smesso di giocare…)

    Detto questo, è praticamente impossibile pensare di poter lottare per il titolo con Floppanski in porta.

    6 anni fa siamo riusciti nella clamorosa impresa di vincere un campionato senza mai perdere con Lehmann in porta.

    Questo pupazzo che abbiamo oggi è 10 volte peggio, al punto tale da dover rimpiangere il tedesco.

    Come ha detto giustamente ieri Marianella, sta diventando inaccettabile questa situazione…

    E mi meraviglio dei 36 punti fatti finora. Significa che le squadre avversarie non hanno fatto cosi tanti cross…visto che ogni volta che la palla arriva in area da un cross è un gol sicuro.

    PS. Scusate lo sfogo ma ho perso il conto di tutte le serate che mi sono rovinato per colpa dei nostri portieri…


  3. jacopo

    dopo la partita col chelsea i commenti hanno subito una metamorfosi….fabiansky ha sbagliato anche col chelsea volendo mettere i puntini sulle i.ragazzi è ora di comprare un centrale e un bomber davanti.il portiere già lo abbiamo e si chiama schezny.diamoli fiducia


  4. Antonio

    Un bellissimo pomeriggio a Londra; uno stadio meraviglioso; tanti tifosi appassionati e civilissimi; un delizioso 6-0 al Blackpool; un amore a prima vista….eterno: Per sempre forza Arsenal; stasera dobbiamo assolutamente battere quegli “sbiaditi” (è il colore della maglia) del City. Anche se non siete della aquile, mi raccomando, forza anche a voi Squillaci, Koscielny e Fabiansky



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