Ennesimo big match, ennesima sconfitta. Un Monday Night capace di produrre, al contempo, tanta attesa e poco spettacolo, per un risultato alla fine povero, e non soltanto dal nostro punto di vista. I sontuosi toni del “Clash of Titans” vengono inevitabilmente smorzati, ridotti a banali rumori che potremmo idealmente collocare giusto in mezzo, tra una partita di scacchi e una rissa da strada. Dove alla fine è il Manchester United di Alex Ferguson a spuntarla, condannandoci alla quinta sconfitta in Campionato.
LE FORMAZIONI
Poche novità, da una parte e dall’altra, ma abbastanza significative. Partendo dai Gunners, l’elemento sorpresa è caratterizzato dal battesimo di fuoco del giovane portiere polacco Szczesny, chiamato all’esordio in Premier League sul leggendario terreno di gioco dell’Old Trafford, a discapito di Fabianski, la cui impossibilità a prendere parte alla sfida resta, al momento, ancora avvolta nel mistero. Per il resto è tutto confermato, con Sagna, Squillaci, Koscielny e Clichy in difesa, Song, Wilshere e Nasri in mediana, e con il tridente offensivo formato da Rosicky e Arshavin in supporto di Chamakh; Seppur decidendo di non rischiarlo, Wengèr porterà Fabregàs in panchina, tenendolo insieme a Walcott, Bendtner e Van Persie, come possibile opzione per il secondo tempo.
Come detto, anche per i padroni di casa non mancano le novità: Ferguson ridisegna l’assetto tattico della sua squadra, rinunciando al mattatore del Blackburn, Dimitar Berbatov, in funzione di Rooney unico riferimento offensivo, spalleggiato da Nani e Park sugli esterni; a rinforzare ulteriormente il centrocampo ci pensano Fletcher e Anderson chiamati per lo più ad interdire e raddoppiare, con Carrick in funzione di playmaker difensivo; La difesa è quella formata da Rafael Santos, Vidic, Ferdinand e “capitan vergogna” Evra, uno che, come sottolineato dall’impeccabile Massimo Marianella, ha dato il suo contributo alla sfida più con le parole che con la sua presenza. Eppure le figuracce rimediate con la nazionale (oltre al fatto di essere un giocatore palesemente in declino), dovrebbero frenargli la lingua o, quantomeno, limitarne la stupidaggine. Mah.
Con Van Der Sar confermatissimo tra i pali, lo United sembra quasi “adeguarsi” allo schieramento dei Gunners. E per quanto lo si possa considerare un elemento negativo, quasi di rinuncia da parte dei Red Devils, la partita confermerà invece quanto questa particolare mossa tattica sarà determinante ai fini della vittoria.
La delicata scelta dell’arbitraggio ricade sull’internazionale Adam Webb; il metro che adotta è penosamente disomogeneo, a tratti frustrante, fino a sfociare in decisioni assurde e senza senso (voto 4,5).
LA GARA
Sospinti dal tifo dei 75.000 dell’Old Trafford, sono i Red Devils ad iniziare con il piede sul gas. Ci mette tempo l’Arsenal per prendere misura al campo e all’avversario. Nel frattempo è costretta a difendersi e a non concedere troppo agli uomini di Ferguson. Questi ultimi ci provano seriamente all’ottavo di gioco, quando un rinvio di Van Der Sar si dimostra assist per il solitario Rooney, capace di controllare la sfera approfittando di una molle marcatura da parte di Squillaci e Koscielny; l’ex Everton riesce a controllare benissimo, producendo alla fine un velenoso tiro dal limite, leggermente deviato, su cui Szczesny è bravo ad intervenire, bloccando con sicurezza.
I Gunners riescono piano piano ad uscire dalla morsa degli avversari, ma il loro contributo in termini di palle goal resterà quasi nullo. Merito anche del Manchester e del loro ottimo posizionamento in campo.
Poco dopo il ventesimo, sono ancora i Diavoli Rossi a metter pressione, stavolta sfiorando seriamente il vantaggio: il traversone di Fletcher a cercare la testa di Rooney viene intercettato da Squillaci che, approssimativo nel colpo di testa, finisce per metter la palla in gioco, in piena area di rigore, verso Nani; il portoghese ha subito l’istinto per capitalizzare quell’involontario assist, calciando di prima intenzione al volo verso il secondo palo, e mancando il bersaglio solo per pochi centimetri, a Szczesny battuto.
Nel frattempo gli Artiglieri guadagnavano metri, equilibrando progressivamente il possesso palla e dimostrando una buona tenuta del campo, rispetto agli anni precedenti. Strano a dirlo, ma in fondo era proprio così. Per quanto fosse lo United a creare maggiormente, sembrava che fosse l’Arsenal a fare maggiormente la partita, con lunghe fasi di possesso palla, altissimo numero di passaggi (non sempre tuttavia precisi) e con un attento posizionamento difensivo, capace di neutralizzare quasi sempre l’offensiva degli avversari. Purtroppo però, se da un lato gli ospiti potevano considerarsi detentori del pallino del gioco, essi avrebbero comunque dovuto far fronte ad una quasi totale siccità di azioni da rete degne di questo nome. Con Nasri tatticamente imbrigliato e con il duo Arshavin-Rosicky decisamente sottotono, la possibilità di far breccia nella porta di Van Der Sar sembrava abbastanza lontana.
Lo stesso non poteva dirsi per il Manchester United. Avevano sicuramente creato di più e continuando così il goal sarebbe stato una questione di tempo. Nel caso specifico, sarebbe stato anche una questione di fortuna ma alla fine dei conti, è risaputo che chi cerca trova. Al 40′ gli uomini di Ferguson trovano il vantaggio: Nani si sgancia sulla destra, pedinato da Clichy che, pur coprendo abbastanza bene, riesce solo a sporcare la traiettoria del suo traversone; la deviazione è determinante, al punto da trasformarsi in assist vincente per Ji Sung Park, che come il miglior Tom Becker, si inarca all’indietro, calibrando un beffardo colpo di testa, capace di scavalcare Szczesny, rimbalzando sul palo, e finendo in porta.
E’ un boccone difficile da inghiottire. Ancor più da digerire, ma forse l’intervallo avrebbe potuto lenire il senso di frustrazione e favorire la riscossa. Se non altro, facendo leva su un orgoglio da troppo tempo ferito e rimasto invendicato.
Nei primi minuti della ripresa, un accenno di reazione. Rosicky riceve palla e prova un clamoroso tiro ad incrociare, verso il secondo palo; la palla, colpita di collo pieno anziché con l’esterno, traccia una parabola praticamente dritta, che termina abbondantemente a lato. Lo United risponde con un’incursione di Rooney, il cui pericoloso traversone costringe Song a ripiegare in difesa, deviandolo in corner.
Samir Nasri inizia progressivamente ad accentrarsi, sottraendosi all’isolamento della fascia e alla facile marcatura avversaria; il trequartista transalpino tenta l’assolo, calciando troppo facilmente per Van Der Sar che, sul primo palo, neutralizza con facilità.
Il possesso palla, che nel primo tempo era stato altalenante tra le due squadre, diventava ora un’esclusiva dei Gunners. Ma ai Red Devils la faccenda pareva non infastidire più di tanto. Anzi.
Quello dell’Arsenal è un possesso prettamente offensivo, ma comunque caratterizzato da girandole di passaggi troppo spesso in orizzontale, e da trame manchevoli di concretezza.
I padroni di casa, visto il continuo proiettarsi in avanti degli avversari, possono far il loro gioco, basato essenzialmente sul lancio in avanti verso gli uomini più avanzati, presumibilmente in surplus. Al 54′ Rooney riesce a confezionare un preciso servizio per Anderson, sgusciato via alla retroguardia ospite; il brasiliano ha sul piede il possibile raddoppio, ma è bravissimo Szczesny a limitare i danni, rubando il tempo all’ex centrocampista del Porto, e salvando il tutto in uscita bassa.
Solo due minuti dopo, anche Van Der Sar registra la sua prima vera parata importante. Trovando spazio sulla trequarti, Nasri termina la sua iniziativa con un insidioso tiro-cross che costringe Van Der Sar ad allungarsi in tuffo, senza riuscire a bloccare; la sfera rimpalla in direzione dell’accorrente Chamakh che, poco prima di ribadire il pallone in rete, viene colto in contropasso, permettendo così il prezioso recupero di Vidic in scivolata.
A questo punto, Wengèr decide di incrementare il potenziale offensivo, inserendo Van Persie per Rosicky e, nel contempo, Fabregàs per Wilshere. L’olandese si guadagna subito una chance, sul traversone effettuato da Sagna, ma senza riuscire, di testa, a trovare lo specchio della porta.
A meno di venti minuti dalla fine, Nani, lanciato in contropiede, viene inseguito da Clichy, che ne rallenta la percussione; tuttavia, il francese, portato sul fondo, scivola a causa delle costanti finte del portoghese e, finito a terra, troverà un contatto del tutto fortuito con la sfera, in piena area di rigore. L’assistente di Webb non ha dubbi, e la sua consulenza andrà ad avallare una decisione assolutamente sciagurata. E’ calcio di rigore.
Rooney, determinato a ritrovare il goal, si incarica della battuta, con la possibilità di sigillare la bara degli avversari. La sua rincorsa stravagante è solo il prologo di una pessima battuta, che quasi compensata dalla giustizia divina, finisce in orbita.
Il penalty sbagliato dovrebbe restituire vigore ai Gunners, ma in realtà non sarà così. Arshavin lascia il suo posto a Theo Walcott, e gli ospiti ne guadagnano in termini di reattività. Ferguson inserisce Giggs al posto di Andeson, con il chiaro obbiettivo di tener palla il a lungo più possibile. Per la maggior parte del tempo, il pallone sarà fra i piedi dei giocatori dell’Arsenal, ma al semplice possesso, non vi si accompagnerà la concretezza necessaria per scardinare le linee difensive avversarie.
Rooney, a due minuti dalla fine, impegna seriamente Szczesny con un bel pallonetto, sul quale il giovane polacco è bravissimo a non farsi sorprendere. La partita si chiude con l’ultima chance in favore di Walcott che, raccogliendo una spizzata di Chamakh, calcia al volo con il destro da posizione poco defilata, sparando altissimo sopra la traversa.
CONCLUSIONI
Il Manchester United porta a casa i 3 punti, producendo una prestazione non certo esaltante, ma solida ed efficace, nonostante brevi periodi di sofferenza. I Red Devils hanno il merito di provarci con maggior intensità, trovando per primi il goal del vantaggio e, soprattutto, giocando con sapienza attorno a quel goal, gestendolo ed ottenendo, alla fine, il massimo risultato. Una vittoria presumibilmente costruita attorno a quel goal ma (e io lo credo fermamente) già progettata ben prima del fischio iniziale, durante la scelta della formazione, con annesse scelte tattiche ed elementi contingenti.
L’Arsenal un pò facilita il compito agli avversari e si dimostra, tra le due, la squadra con minor voglia, quella con minor senso dell’orgoglio, o amor proprio, che dir si voglia.
Qualche miglioramento rispetto agli anni passati c’è, è indiscutibile, ma questo ancora non basta per chi sostiene di voler vincere il titolo. A poco serve detenere il possesso del pallone, facendolo girare in lungo e in largo, se non lo si concretizza con azioni efficaci o, quantomeno, con tiri in porta.
Ai punti non avremmo meritato di perdere, forse è vero, ma quando Wengèr capirà che il calcio è uno sport dove a vincere è chi segna più degli altri, forse staremo già un bel pezzo più avanti di quanto non lo siamo ora.
PAGELLE
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7,0 | E’ chiamato a raccogliere i guantoni di Fabianski e lo fa comportandosi probabilmente meglio di quanto avrebbe fatto il collega. Due o tre parate da urlo, in mezzo a tanta personalità nell’area piccola e sicurezza nelle uscite. Non male per essere un esordio. Per di più all’Old Trafford. |
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5,0 | Fatica a contenere Nani e anche quando riesce in un primo tempo a rallentarlo, finisce per riperdere il pallone pochi istanti dopo, mostrando pericolosamente il fianco all’avversario. Inoltre non sarà in grado di fornire la discreta spinta offensiva, con cui supplire le sue lacune tattiche. |
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5,5 | Il goal del vantaggio è figlio di un rimpallo assolutamente fortuito. Per una volta l’ex difensore di Monaco e Siviglia non rientra nel “registro indagati”, tenendo benino il campo e riuscendo quasi sempre a contenere la spinta avversaria, seppur con qualche sbavatura. |
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6,0 | Meglio del collega, stavolta mantiene bene la posizione e si prende il merito di limitare Rooney in più di un’occasione. Gestisce il compito affidatogli vincendo un discreto numero di tackle. |
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6,0 | Non parte benissimo, ma riesce a rifarsi soprattutto nella seconda parte dell’incontro, combinando alla sua solita discreta dose di cross in sovrapposizione anche qualche buon ripiegamento difensivo. |
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5,5 | Paga l’inesperienza a certi livelli, perdendo di fatto il suo duello con Fletcher. Si batte per recuperare la palla e per far ripartire la manovra. Purtroppo i risultati non sono sempre all’altezza. |
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6,0 | Tanto lavoro oscuro in mezzo ad un centrocampo, quello dello United, nell’occasione particolarmente folto ed agguerrito. |
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4,5 | Non incide minimamente, nè quando inizia sul fianco destro, nè quando si sposta verso il centro. Un solo tentativo in porta, poi tanta corsa a vuoto. Mai entrato in partita. |
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6,5 |
Parte segregato sulla destra, complice anche l’ottima opera di marcatura degli uomini di Ferguson. Torna con prepotenza in partita, riuscendo a diventare il più concreto dei suoi nella seconda frazione di gioco. Tra gli ultimi a gettar la spugna |
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4,5 | Le due ottime prestazioni che avevano fatto ben sperare di aver ritrovato il vero Arshavin, restano, ahimè, casi isolati. Il russo si mette in evidenza più per il numero di palloni perduti, che per le giocate. Giusto un paio di occasioni per andare al tiro, sfruttate con estrema quanto irritante superficialità. |
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5,5 | Fa tanto movimento, cerca con costanza la sponda, più che la porta. Dispone anche di una succulenta chance, finendo tuttavia oscurato da Vidic e Ferdinand. |
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5,0 | Wengèr decide di non rischiarlo, e quando entra si capisce il perchè. Nemmeno lontanamente vicino al suo reale potenziale, il catalano ha una mezz’ora di tempo per sbagliare passaggi elementari e perdersi in inconcludenti passeggiate palla al piede. |
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5,0 | Assume una posizione priva di riferimenti, ma sia quando parte da dietro, sia quando staziona nei pressi dell’area di rigore, il risultato è lo stesso: non vede una palla. Stucchevole. |
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5,0 | Subentra ad Arshavin e, almeno all’inizio, movimenta un pò la situazione sulla fascia destra. Parafrasando un vecchio spot di una nota marca di pneumatici, la velocità è nulla senza il controllo |
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5,0 | Perde ancora una volta la sfida sul piano tattico ai danni del mago Ferguson. A mio avviso, la sconfitta è da estendere anche sul piano delle motivazioni. Dalla sua parte va il merito di non farsi schiacciare, arrivando anche a fare la partita. Peccato che il calcio non sia, come la boxe, uno sport in cui si vince ai punti. |



















non mi sento di “insultare” i giocatori dell’arsenal,perchè secondo me hanno fatto una buona partita.io penso che chamalh sia un buon giocatore,ma forse non è ancora pronto per certe partite.arshavin ultimamente molto male,cosi come rosisky..bene la difesa.io direi di comprare comunque un difensore,e probabilemte sarò un pazzo,ma dico di continuare apuntare sui giovani.la cosa migliore sarebbero i giovani dell’accademy
Non siamo pronti.
Puniti dal 900° gol di Park contro di noi e da uno United superiore fisicamente, difensivamente e da un punto di vista della reattività. Il che non vuol dire che abbia fatto un partitone, anzi…
Arshavin in versione “oggi resto negli spogliatoi” e Chamakh all’ennesima prova opaca contro una grande squadra.
Il gol di Park assomiglia sinistramente al primo gol di Drogba nella partita di Stanford Bridge. Rimpallo fortunato. Il nostro classico gol subito da trasferta.
E’ davvero frustrante vedere entrare Cesc che cammina a 0.5 km/h per paura di non ricadere sul solito infortunio muscolare, vedere RVP palesemente fuori condizione e Walcott entrare a soli 15′ dalla fine. Se ci aggiungiamo Vermaelen fuori da settembre, abbiamo la nostra spina dorsale che è fuori praticamente da sempre…
La sconfitta di oggi però non è figlia di questo ma di una palese e cronica difficoltà nell’impostare la partita come facciamo di solito. Lo United ha preso possesso del campo e ci ha (come al solito) snaturati tatticamente e tecnicamente.
Di positivo ci sono due aspetti:
1. Abbiamo incontrato tutte le grandi (a parte il Tottenham) fuori casa: Chelsea, City, United e ci metto anche il Liverpool.
2. Abbiamo trovato un portiere (ma io lo sapevo già…) sperando che la scelta di questa sera sia di natura tecnica.
Ma l’altroieri Wenger ha fatto due errori:
1. Doveva mettere Bendtner perchè non trovando spazi centrali per le nostre triangolazioni (lo United ha difeso egregiamente) bisognava avere una torre per i continui cross di Clichy e Sagna. La difesa centrale dello United è stata troneggiante in mezzo all’area.
2. Nasri (in assenza di Cesc e sopratutto del miglior Cesc che deve ancora presentarsi in questa stagione…) DEVE giocare in mezzo al campo. Relegarlo in un angolo è troppo spreco per i nostri occhi…
Comincio dalle cose che ho apprezzato. Un’inedita attenzione alla fase difensiva, un atteggiamento più accorto, una difesa non altissima come al solito, ed il bel debutto del nostro giovane portiere. Ma gli aspetti positivi si fermano qui; già alla fine del primo tempo sottolineavo come, seppur il Manchester non avesse fatto molto (per inciso, partita brutta e noiosa giocata da due squadre che al momento non sembrano poter recitare un ruolo da protagoniste sul proscenio europeo), il risultato non era ingiusto, perché l’Arsenal non aveva costruito neanche mezza occasione da goal. E le cose non sono variate molto nel secondo tempo (eppure eravamo in svantaggio !), cosicchè la compagine di Ferguson ha potuto portar via l’intero bottino senza troppo sforzo. Insomma, insolitamente attenti in fase difensiva ed altrettanto insolitamente inconsistenti in attacco. L’unica cosa insolita – ahimè – è stata la nostra ennesima sconfitta contro una grande. Parliamo dei singoli ? Difesa meno disastrosa del solito (merito a mio parere del diverso atteggiamento della squadra), incolore Wilshere (il ragazzo non è più quello di inizio stagione, ma alla sua età ritengo sia il minimo), pessimo Arshavin, fuori fase (per essere gentili) Van Persie. Due cose ancora: Walcott e Nasri. Per quanto riguarda Theo, io sono uno di quelli che pensano che la sua velocità sia spesso più utile a partita in corso, ma farlo entrare a soli 15 minuti dal termine mi sembra forse troppo limitativo (anche se devo dire che lui ha fatto ben poco per convincere Wenger che si era sbagliato a non farlo giocare di più). Capitolo Nasri: è vero, nel secondo tempo ci ha messo un po’ di vivacità, ma stavolta dissento parzialmente da te, Method (grande report, tra l’altro; scrivi benissimo, te l’ho già detto ma lo ripeto volentieri); dal genietto francese mi sarei infatti aspettato ben altra incisività in partite come questa, pur senza pretendere che sforni prestazioni-monstre a getto continuo. Comunque…la nota negativa di giornata è che il City ci ha raggiunto; la squadra di Mancini è in crescita di gioco e di risultati. Attenzione.
Perfetto l’articolo e perfetti i post,davvero.
Anche per me,personalmente,non siamo pronti ma…se dopo 17 partite siamo,pur con 5 sconfitte(5!!),a 2 punti dal 1°posto(ok,a un potenziale -5),con un calendario fin qui durissimo,in pratica rinunciando al nostro miglor difensore,per molto tempo al ns capitano e a diverse alternative,beh…allora qualcosa può accadere.
Personalmente l’aspetto che mi rincuora èchele altre stanno,più o meno,come noi.
Lo Utd è primo,imbattuto e favorito ma gioca malissimo;continuo a pensare che un Arsenal appena più decente avrebbe senza problemi strappato almeno un punto;il chelsea sta recuperando giocatori ma è in crisi societaria e la squadra ha molte meno alternative di tutte le altre; il City cresce,ma ogni partita c’è una polemica e poi gioca a strappi;il Totthenam ha una gran bella squadra ma secondo me una difesa modestissima e poca abitudine di vertice.
Non siamo favoriti,certo,ma se riusciamo davvero a recuperare Vermalen al più presto e se Wenger,qualche volta,opta per una rotazione intelligente(vedi Arshavin,disastroso più volte eppure sempre in campo),possiamo dire la nostra.
La chiave,per me,sono le prossime 5 partite;altri 2 big match,Chelsea e M.City,in casa più lo Stoke;2 trasferte toste(Wigan e Birmingham),soprattutto perchè estremamente ravvicinate.
Se al 5 Gennaio,data di Arsenal-M.City,non avremo un distacco abissale,credo proprio potremo giocarcela fino alla fine.Questo però significa superare il ns tabù più grande:vincere uno scontro diretto.Dovesse accadere credo che anche mentalmente cambierebbe molto.
Proviamoci!.
Come on Gunners!