Il 16 Luglio del 2008, con una mossa non tanto a sorpresa, il Barcellona annuncia tramite il proprio sito ufficiale l’acquisizione a titolo definitivo di Aliaksandr Hleb, per una cifra pari a 15 milioni di euro, più un bonus di 2 milioni per ogni titolo eventualmente conquistato dai catalani.
Ad ogni modo, il trasferimento del bielorusso sembrava già scritto diverse settimane prima dell’ufficialità. Arsène Wengèr non perde tempo e provvede, con leggero anticipo, a sostituire il centrocampista offensivo con un ragazzino di 21 anni che però, nonostante la giovane età, è già conosciutissimo a livello internazionale.
La trattativa è dura e travagliata, come spesso accade dalle parti di Ashburton Grove, ma alla fine si concretizza e l’11 luglio 2008, Samir Nasri (costato 15 milioni di euro) diventa ufficialmente un giocatore dell’Arsenal.
Arriva con le credenziali del nuovo Zidane, riesce a segnare al debutto ufficiale in Premier contro il WBA, ma nel complesso faticherà a mantenere costanza e continuità in termini di prestazioni e di impatto sulle partite.
Dopo due anni, qualcosa cambia. Finalmente il giocatore inizia a mantenere, in buona parte, promesse che sembravano lontane anni luce, concretizzando il lavoro svolto a suon di prestazioni, continuità e numeri (8 goal in Premier League) di primissimo ordine. Perdonate il lungo incipit dedicato a Nasri, ma non si poteva non dare un giusto tributo a quello che oggi rappresenta l’uomo del momento in casa Arsenal, grazie al quale ieri, la squadra di Wengèr, riesce a portare a casa 3 punti fondamentali, e non senza qualche preoccupazione nei minuti finali.
LE FORMAZIONI
Il tecnico alsaziano continua a non poter disporre di Vermaelen (tendine di Achille), di Diaby (caviglia) e di Fabregàs (legamenti della coscia), oltre che del portiere Almunia. Da qui, la decisione di mandare in campo una formazione praticamente invariata rispetto a quella vittoriosa al Villa Park. Fabianski in porta è difeso da Sagna, Koscielny, Squillaci e Clichy; Song e Wilshere si accomodano al centro del campo, con Samir Nasri più avanzato in funzione di trequartista; Arshavin e Rosicky supportano, sui fianchi, il pivot offensivo Chamakh. Ancora una volta Walcott, Bendtner e Van Persie partono dalla panchina.
Hughes decide di non stravolgere il suo credo tattico, affidandosi ad un 4-4-1-1 molto ben equilibrato, ma effettuando comunque un esperimento ambizioso: il giovane Briggs sulla fascia sinistra di difesa. Il reparto si completa con Pantsil, Hangeland e Aaron Hughes, sistemati davanti al solito Schwarzer, fresco di rinnovo; la robusta cerniera di centrocampo è composta dal duo Etuhu-Murphy, mentre Dempsey e Simon Davies di occuperanno, come sempre, della fase offensiva sulle corsie. Zoltan Gera agisce come elastico tra le due linee, per coadiuvare l’unica punta Diomansy Kamara.
Dirige senza troppi strafalcioni il signor Chris Foy (voto 6).
LA GARA
Per quanto fosse meno sentito o, storicamente, meno conosciuto, si trattava pur sempre di un Derby. Fin dai tempi della sua fondazione, il Fulham non ha mai vinto in casa dei Gunners in campionato. Gli uomini di Wengèr ci tenevano particolarmente a far rispettare quella tradizione quasi centenaria.
La partenza è veemente, con ritmi molto alti e circolazione di palla a tutto campo. I Cottagers sono già dai primi minuti in balìa dei padroni di casa, e al settimo minuto rischiano il tracollo: la sventagliata di Wilshere su calcio di punizione dalla destra, viene spizzato verso il secondo palo, sede dell’appostamento di Arshavin. Lo Zar attende con pazienza che il pallone scenda per poter colpire di piatto destro al volo, da pochi passi, facendosi tuttavia ipnotizzare dall’estremo difensore australiano, molto bravo nella circostanza.
Ad ogni modo, in continuità con l’ultima gara disputata in Premier, il centrocampista offensivo russo è molto ispirato, e continua nella sua opera di forcing dalla sinistra, senza disdegnare il cambio di passo e le frequenti accelerazioni con cui fa letteralmente impazzire Pantsil. Pochi minuti dopo, una brillante iniziativa dell’ex Zenit permette a Nasri di sganciarsi e di infilarsi nel corridoio centrale, sfruttando un’ottima palla filtrante del compagno; buono il timing del francese nell’inserimento, ma non all’altezza la conclusione di esterno destro che, mal calibrata, viene spedita larga sul fondo. E’ solo una prova. Un prologo di quell’azione che, al 14′, avrebbe portato i Gunners al meritato vantaggio.
Quasi memore del primo Conflitto Mondiale, l’asse su cui si sviluppa il tutto è quello della Triplice Intesa. Aaron Hughes (Gran Bretagna) manca clamorosamente il controllo su retropassaggio di un compagno, permettendo ad Arshavin (Impero Russo) di rubar palla sulla trequarti, ed involarsi verso l’area di rigore avversaria, sfruttando la sua velocità; Lo Zar si accentra al limite dell’area, fintando il tiro ed optando, alla fine, per servire lo smarcato Nasri (Francia) incuneatosi dalla destra, sullo spigolo dell’area di rigore; il fantasista ex OM, mette a sedere Hangeland prima, e Hughes poi, chiudendo la sua fantastica azione con un sinistro che si infila all’angolo alto della porta di Schwarzer. Absolutely brilliant.
Goal fantastico, sintesi di classe e tecnica sopraffina, che si candida sicuramente al titolo di Best Goal of the Season.
Il Fulham è alle corde, e l’Arsenal per poco non capitalizza, sfiorando il raddoppio pochi minuti dopo. Wilshere si propone in avanti, pescando con intelligenza la profondità di Chamakh; il marocchino chiude alla perfezione il suo lavoro di sponda, restituendo di fatto il pallone e chiudendo il triangolo con il giovane centrocampista inglese, ma questi anzichè tirare da ottima posizione, eccede provando a passare di nuovo la sfera al compagno più avanzato, incorrendo nel prevedibile offside.
Poi è ancora Arshavin, sempre lesto e reattivo nel conquistare palla, che prova a infastidire Schwarzer con un insidioso destro dalla distanza. Ancora una volta il portiere del Fulham si distende e neutralizza il possibile pericolo. Poco dopo, intorno al 27′, Nasri combina in dai-e-vai con Song, mandando in bambola il povero Briggs con un sombrero e trovando il fondo, dal quale mette al centro un velenoso cross basso che Etuhu devia pericolosamente verso la propria rete, costringendo Schwarzer ad un grande intervento di istinto sotto porta. Il giovane terzino inglese fallisce il suo compito di marcatura su Nasri, e Mark Hughes decide di farlo rilevare dal più esperto Baird.
L’Arsenal nel frattempo cerca con tutte le sue forze a chiudere l’incontro, ben consapevole che il goal di margine non costituisce sufficienti garanzie di successo. Song ha la palla goal più nitida del primo tempo, quando sul cross di Rosicky, spreca malamente, calciando con il piatto destro al volo da ottima posizione, e mandando a lato. L’errore, apparentemente veniale dopo un dominio così netto, costa caro ai padroni di casa che, giusto qualche secondo dopo, incassano il goal del pareggio. E’ il 30′ di gioco e uno scontro aereo fortuito tra Squillaci e Koscielny, mette quest’ultimo fuori combattimento, procurando inevitabile black out nella difesa dei Gunners. Dempsey conquista la palla al limite e la gioca in verticale, servendo Kamara nella corsa; l’ex attaccante del Modena batte con cinismo l’incolpevole Fabianski, sul filo del fuorigioco, equalizzando il risultato.
Koscielny non ce la fa, la botta alla testa gli impedisce di continuare, e Wengèr manda dentro Djourou.
L’Arsenal subisce il colpo, e non riesce a giocare con la stessa efficacissima fluidità dei primi venti-venticinque minuti. Gli ospiti, al contrario, trovano nelle indecisioni avversarie un terreno fertile per ripartire e tentare di infilzare il nemico su classiche azioni di rimessa. Proprio allo scadere, i Cottagers falliscono la palla per il sorpasso, merito anche di una superba uscita bassa da parte di Fabianski, che sventa il pericoloso tentativo di Kamara, su lancio di Etuhu. Giusto poco prima, Chamakh, imbeccato da un preciso cross di Sagna, sfiorava a sua volta il goal su poderoso stacco di testa, sul quale Schwarzer si supera ancora una volta, parando in tuffo.
Nella ripresa il Fulham non cambia tattica, facilitato anche dall’inevitabile sbilanciamento dei padroni di casa, alla disperata ricerca del vantaggio. Song gestisce con saggezza la sfera, aprendo il gioco per Rosicky, largo a destra; il centrocampista ceco controlla benissimo, tentando la conclusione dalla distanza in diagonale, ma senza trovare il bersaglio per pochi centimetri. Successivamente è la volta di Arshavin: lo Zar tenta l’assolo, riuscendo come Nasri ad effettuare lo slalom in mezzo a un paio di difensori, per poi calciare in porta, ma centrando il portierone australiano sul ginocchio. Peccato.
Il forcing non accenna a diminuire e persino Song dispone di una buona occasione, conquistando la palla su azione insistita ai danni di Pantsil, ma preferendo un tiro da ambiziosa angolazione, piuttosto che il suggerimento per i compagni accorrenti al centro. Il Fulham proponeva, da parte sua, grande sostanza e buon impegno, provando ad impensierire Fabianski la cui uscita sul colpo di testa di Gera è tutto fuorchè perfetta. La difesa riesce poi a liberare, ma non senza qualche affanno. Wengèr squilibra il baricentro della sua squadra inserendo Van Persie al posto di Rosicky poco dopo l’ora di gioco. Una decina di minuti più tardi invece, Diomansy Kamara lasciava il posto al redivivo Eddie Johnson, con Walcott subentrante al posto di un positivo Wilshere. Con l’Arsenal completamente a trazione anteriore, il centrocampo diventava di fatto dominio dei Cottagers, capaci, in questo senso, di procurare apprensione e sofferenza alla retroguardia dei padroni di casa.
Le paure si attenueranno ad un quarto d’ora dalla fine, quando ancora una volta è Samir Nasri a salire in cattedra e a coronare una partita perfetta. Van Persie, fin lì impercettibile, controlla la palla al limite dell’area e, girandosi verso la porta, finta il tiro col sinistro per poi servire un brillante corridoio al trequartista transalpino; il numero 8 lascia sul posto il marcatore diretto, saltando anche Schwarzer, apparentemente allungandosi il pallone; nonostante tutto, riuscirà brillantemente a girarsi di prima intenzione, realizzando la sua doppietta personale, con un altro goal da cineteca. Un vantaggio prezioso ma ancora pericolosamente in bilico.
Fabianski si dimostrerà decisivo in senso positivo, effettuando un superbo intervento ai danni di Zoltan Gera, e alla fine, sapendo anche soffrire, i Gunners riusciranno ad ottenere i vitali tre punti in palio.
CONCLUSIONI
Un pò di sofferenza è sempre ben accetta, se alla fine i risultati sono questi. Dopo un Novembre non esattamente caratterizzato da un rendimento esemplare, l’Arsenal comincia bene il mese di Dicembre e, complice un nuovo calo di attenzione da parte del Chelsea, finisce momentaneamente in vetta alla classifica, in attesa del Manchester United, che dovrà recuperare il suo match. Proprio contro lo United ci sarà il prossimo turno, nel Monday Night del 13 Dicembre, all’Old Trafford, e sicuramente si potranno avere maggiori indicazioni sulle reali potenzialità di questa squadra. Nel frattempo val la pena godersi il buon momento (non ultimo la grandiosa chance in Coppa di Lega), e soprattutto la conferma di un giocatore straordinario che, se continuerà a mantenere le promesse, potrà garantirsi un posto di assoluta stella nel firmamento europeo del calcio. E se tutto andrà bene, noi saremo lì, a godere della sua immensa luce riflessa.
PAGELLE
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6,5 | Nessuna responsabilità sul goal, frutto di un mal piazzamento della sua difesa. Concede poco e, nel finale, si mostra decisivo, proteggendo il risultato sul pericoloso Zoltan Gera. |
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6,0 | Limita il raggio di azione di Simon Davies e, nel secondo tempo, presta spesso soccorso alla manovra offensiva dei compagni. |
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5,5 | Le indecisioni che portano al vantaggio di Kamara, derivano principalmente dal suo scarso senso del posizionamento. Fortunoso lo scontro con Koscielny (che ne procurerà il ko), ma per il resto la sua lentezza del comandare il reparto è sicuramente rivedibile. |
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5,5 | Sul goal del pareggio ha l’alibi della testata rimediata in maniera rocambolesca dal compagno di reparto, ma fino a quel momento, complice lo scarso impatto dei Cottagers, non riesce a fornire sufficienti garanzie. |
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6,5 | Clint Dempsey crea grattacapi, svariando su tutto il fronte, ma il terzino francese riesce tuttosommato a contenerne l’iniziativa, senza lasciare a secco i compagni in termini di cross e sovrapposizioni. |
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6,0 | Molto più arretrato rispetto alla posizione preferita, è chiamato a gestire il filtro di centrocampo e lo fa con discreti risultati. |
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6,0 | Cerca di strafare, non limitandosi ai soli doveri di copertura, ma stavolta non riesce a far breccia in zona goal, pur avendone una ghiotta chance. |
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6,0 | Un paio di tentativi dalla distanza, senza esito. Il centrocampista ceco copre bene il campo, scambiando posizione con Nasri, dispensando un buon numero di palloni per i compagni. |
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8,0 |
Manda in crisi il povero Briggs, costretto a lasciar il posto a Baird per manifesta inferiorità tecnica. Completa una partita da fuoriclasse puro, con due goal meravigliosi, uno più bello dell’altro. Top quality. |
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7,0 | Continua sulla falsa riga del Villa Park, mettendoci volontà ed energia. Suo è lo spunto che manda Nasri in rete, nell’occasione del primo goal. Tante le giocate con cui destabilizza il malcapitato Pantsil, cercando con insistenza il goal su azione personale. |
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6,5 | Meno cinico rispetto al solito, il marocchino compensa la mancata presenza sui tabellini con una partita di gran volontà e sacrificio. Riesce a far reparto con puntuali sponde di testa e provando a pungere con il suo proverbiale opportunismo. |
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5,0 | Una sola falcata, conclusa nel vuoto più totale. Brancola nel buio per il resto della partita. |
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6,0 | Compatta il reparto difensivo dominando, di fatto, il traffico aereo |
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5,5 | La sua presenza è impalpabile per oltre 10 minuti. Dopo i quali inventa la giocata che permette a Nasri di perforare la difesa avversaria. Ancora troppo poco per un giocatore della sua importanza. |
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6,5 | La sua squadra produce un calcio eccellente, per poi rischiare l’empasse. Da buon economo, riesce a superare lo stallo, prendendosi l’abnorme rischio di giocare con cinque attaccanti e per sua fortuna non ne subisce le conseguenze.
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HIGHLIGHTS



















sei bravissimo a scrivere.compimenti..io non riesco mai a finire un tema senza errori di grammatica..comunque per quanto riguarda l’arsenal devo dire che senza difesa non andremo da nessuna parte
Spiace ripetermi, ma non sono affatto soddisfatto. Ancora una volta non abbiamo chiuso una partita che una squadra dotata di un minimo senso pratico avrebbe messo in cassaforte al termine dei primi 45 minuti. Ancora una volta la nostra difesa è stata assolutamente disastrosa (soprattutto Squillaci); non oso immaginare cosa potrà succedere quando ci troveremo di fronte un centravanti di valore internazionale (senza nulla togliere all’ottima prestazione di Kamara). Chamakh ha mancato di cinismo, non vorrei che stesse assumendo i tratti peggiori del carattere Arsenal; insomma, non vorrei che diventasse un centravanti tutto tocchetti e ghirigori, senza possedere quel “killer istinct” che dev’essere proprio di un grande attaccante…non vorrei che l’ex Bordeaux si rivelasse questo. Per fortuna che, ancora una volta, ci ha pensato il nostro piccolo Messi…se ci ripenso ricordo ancora la sensazione che ho provato quando ha segnato quei due gioielli…che emozione…piccolo genio…non facciamo che queste perle rimangano diamanti incastonati nel nulla di una stagione priva di trofei…non facciamo si che questi rimangano bagliori di luce nel buio…ancora una volta.
Con VERMAELEN che manca fino a gennaio, ci conviene portare il pallottoliere contro i 2 Manchetser e il Chelsea. Nel momento più duro in termini di match manca il nostro miglior difensore. Quindi penso che oltre alla squadra si scagli su di noi la sfortuna ! Lunedì sapremo veramente ( ma vermanete) cosa siamo e cosa possiamo fare. Solo una cosa: MARCARE PARK ! Cioè la mette semrpe lui dnetro contro di noi, ora mi sarei anche seccato, segna solo con noi ! e ovviamente attenti al bulgaro ! Comuqneu C’ MON GUNNERS !