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Premier League

21 novembre 2010
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Arsenal v Tottenham 2-3: Derby regalato

Nessuna sconfitta è paragonabile a quelle che si rimediano in un derby. Specialmente se parliamo di un derby sentitissimo come quello del Nord di Londra, tra Arsenal e Tottenham.

Se poi consideriamo una sconfitta come quella che ci tocca ingoiare oggi, allora le ferite si moltiplicano e, con esse, anche il dolore.
Che gli Spurs abbiano vinto in casa dei Gunners sfatando un tabù lungo la bellezza di 17 anni, è solo il più lieve dei mali. La minuscola punta di un iceberg, che in questi anni continua ad incrementare, poco a poco, le proprie dimensioni.

Da un punto di vista molto più concreto, l’Arsenal getta alle ortiche l’ennesima possibilità di mantenersi nella scia del Chelsea capolista, di metter pressione lassù in alto e, contemporaneamente, di tener a distanza pericolose inseguitrici. Fallisce, dopo un primo tempo esemplare, dilapidando un doppio vantaggio per finire col raccogliere la terza battuta d’arresto in casa in 5 partite, quando siamo nel cruciale mese di Novembre.

LE FORMAZIONI
Consapevole della qualità dell’avversario, Wengèr sceglie saggiamente di irrobustire il proprio centrocampo con Denilson (preferendolo al più leggero Wilshere), al fianco di Song e Fabregàs; in difesa si rivede Koscielny, dopo i due turni di squalifica; il franco-polacco si schiera con Squillaci al centro, componendo il quartetto con i soliti Sagna e Clichy sulle fasce, a protezione del confermato Fabianski. Nasri ed Arshavin (che in settimana hanno giocato 90 minuti con le rispettive nazionali) prendono posto sulle corsie d’attacco, in supporto del terminale Chamakh. Walcott, Bendtner e Van Persie si accomodano in panchina.

Redknapp decide di iniziare con una squadra piena di giocatori offensivi, ma cercando di non esagerare, impostando un modulo con il solo Pavlyuchenko, assistito qualche metro più indietro da Van Der Vaart; Lennon e Bale sono i cursori di spinta, mentre la cerniera di centrocampo è composta da Modric e dal redivivo Jenas (che sicuramente non possono considerarsi mediani); infine la linea difensiva a quattro davanti a Gomes, è composta da Hutton, Gallas, Kaboul e Assou-Ekotto.
Non del tutto convincente la prova di Phil Dowd (voto 5,5), ma alla fine i suoi piccoli errori di valutazione non incideranno sul match.

LA GARA
Per la sola possibilità di raggiungere, seppur momentaneamente, il primo posto in Premier, i padroni di casa partono fortissimo, sfruttando la velocità delle fasce e non disdegnando la palla filtrante in verticale. Ad ogni modo è il Tottenham che crea subito un pericolo per gli avversari, quando Gareth Bale è bravissimo a correggere, con un colpo di tacco al volo, la traiettoria del corner battuto da Van Der Vaart. Fabianski è comunque attento, e da pochi passi non si fa sorprendere.

Gli uomini di Wengèr provano a rispondere con una elaborata azione sulla destra; Nasri usa il “cucchiaio” per servire la palla allo smarcato Fabregàs, in direzione della linea di fondo; il catalano ha spazio e modo di mettere al centro, ma il suo cross basso è troppo su Gomes, che non si fa pregare.

Un bell’inizio in soli 5 minuti di gara, ma con l’incedere del tempo, i Gunners avrebbero controllato sempre di più la partita. Nonostante due difensori forti fisicamente come Gallas e Kaboul, Chamakh riesce dopo qualche partita sottotono a far sentire la sua presenza, dando profondità alla manovra e trovando sponde interessanti per il gioco dei Gunners, che intorno al 9′ passano in vantaggio. L’azione è architettata da Fabregàs che pesca lo scatto di Nasri nel corridoio centrale con un lancio di precisione millimetrica; il fantasista transalpino controlla a seguire, allungandosi leggermente il pallone, ma con un poderoso cambio di passo riesce a recuperare, saltando Gomes in uscita bassa e mettendo la palla in rete da un angolo praticamente impossibile, quasi dalla linea di fondo. Si tratta dell’ottavo goal stagionale per l’ex giocatore dell’OM.

Il suo contributo quest’oggi si fa sentire ma, nella prima parte di gara, è un pò tutta l’orchestra di Wengèr a rispondere bene all’appello. La rete di vantaggio regala maggior fiducia ai padroni di casa, mentre gli Spurs sono ancora in piena fase di organizzazione e soffrono progressivamente il dominio dei loro avversari.

Song vede splendidamente l’inserimento centrale di Fabregàs che fa a fette la difesa ospite: il capitano dell’Arsenal salta Kaboul con un controllo rapidissimo ma, per la troppa fretta, non chiude a dovere il suo diagonale di destro, che finisce largo. Poi è il Tottenham a tentare il pareggio, ma il traversone di Kaboul per Pavlyuchenko viene praticamente annullato dalla chiusura di Sagna.

L’ex difensore del Portsmouth è tra i più propositivi in avanti: non solo l’incursione da ala destra, ma ci prova persino con un pericoloso colpo di testa che per poco non trova il bersaglio. Ancora non sufficiente per scalfire l’organizzazione degli uomini di Wengèr che, al 27′, estendono il loro vantaggio: Fabregàs ci mette nuovamente lo zampino, ma stavolta il suo passaggio è per la corsa di Arshavin, lanciato sulla corsia di sinistra; il russo non si perde in stucchevoli preziosismi e serve l’assist al centro per Chamakh che, in spaccata, anticipa Gallas e trafigge Gomes. Un inizio così positivo sarebbe stato impensabile per il più irriducibile tra gli ottimisti. Eppure la partita non sarebbe ancora finita lì. Altroché.

Modric prova a scaldare i guantoni di Fabianski, ma il suo destro è troppo centrale. Chamakh, sul finale, ha modo di rendersi ancora protagonista, stavolta negativamente, sprecando una possibile ripartenza in surplus con un controllo poco felice. Termina così il primo tempo, ma non certo la gara, che l’Arsenal avrebbe dovuto senz’altro chiudere con il terzo goal. I primi 45 minuti sono stati indiscutibilmente di dominio Gunners: grande dinamismo da parte di Song e degli esterni difensivi, presenza carismatica di Fabregàs, ottimo contributo degli attaccanti insieme al blocco delle fasce laterali del Tottenham.

Quello che in Europa era stato designato come lo spauracchio dell’Inter (soprattutto dalla stampa italiana), era stato fin lì completamente annichilito; per poi approfittare della prima velleità difensiva da parte della retroguardia di casa e far sentire la sua presenza come un fulmine a ciel sereno.

Redknapp inserisce Defoe per Lennon (altro giocatore completamente annullato) e, di fatto, indovina il cambio.
Cinque minuti dopo l’inizio della ripresa, è proprio Defoe a lanciare un campanile verso Van Der Vaar che, marcato pessimamente da Sagna e company, ha la possibilità di far scendere il pallone e toccarlo per l’accorrente Bale; il gallese brucia tutti sul tempo, raccoglie il pallone del compagno e infila Fabianski in uscita con il sinistro. Dormita della difesa che costa carissimo e non soltanto per il goal che accorcia le distanze. La fiducia sembra diminuire, e alla sicurezza quasi accademica ostentata nel primo tempo, subentra la paura, il terrore quasi di sbagliare e di incorrere in una clamorosa rimonta. Manco a dirlo, gli Spurs sapevano come capitalizzare l’occasione e la partita cambia radicalmente.

L’Arsenal non riesce più a giocare con la consueta facilità, affrettando i tempi di costruzione e incorrendo, naturalmente, in errori banali. La squadra si sfilaccia, alla ricerca del goal del 3 a 1, e il Tottenham può crear danni, distendendosi in rari, ma velenosi, contropiede. Su uno di questi, al 66′, Song è costretto a far fallo su Modric; Van Der Vaart batte il calcio di punizione ai 25 metri e sulla traiettoria interviene Fabregàs dalla barriera, con un clamoroso fallo di mano. L’ultimo giocatore da cui ci si aspetterebbe tale ingenuità è proprio Fabregàs. Eppure la frittata è fatta, il fallo c’è tutto, così come il rigore che Dowd concede e Van Der Vaart trasforma, completando la rimonta. Incredibile.

La squadra di Wengèr prova a rimettersi in carreggiata poco dopo, ma il goal di Squillaci di testa su tocco di Fabregàs al volo sul secondo palo, è giustamente annullato per offside. Con meno poco più di venti minuti da giocare, il secondo errore grave di Chamakh (ancora macchinoso a inserirsi in una pregevole verticalizzazione) costringe Wengèr ad un cambio più dettato dalla stizza, che non dalla ragione: fuori il marocchino, dentro un Van Persie ancora lontanissimo dalla forma migliore.

I Gunners si riprendono le redini dell’incontro, provando a incidere con maggior convinzione. Una palla vagante diviene proprietà di Fabregàs nei pressi della trequarti offensiva; il catalano fa tutto benissimo, puntando Gallas (oggi in forma super) e portandosi la palla sul destro, per poi calciare a giro verso l’angolino basso. Grande conclusione del numero 4, ma altrettanto strepitosa è la risposta di Gomes, che in tuffo, rimedia in corner.

Lo stesso centrocampista spagnolo aveva avuto un’altra chance, raccogliendo un suggerimento dalla sinistra, e prima controllando con la coscia, provava il destro al volo, mandando alto sopra la traversa.
L’occasione migliore capita sulla testa di Koscielny, che da ottima posizione spreca malamente un cross di Arshavin sul secondo palo. Errori che si pagano in maniera pesante.

Meno di un quarto d’ora al termine, e Wengèr decide di mandare in campo Walcott e Rosicky per Nasri e Arshavin. Crouch invece subentra a Pavlychenko.
Al minuto 85′ Koscielny deve abbattere Bale per evitarne la fuga. Ne scaturisce un calcio di punizione che Van Der Vaart indirizza verso il centro, imbeccando la testa di Kaboul, il quale emerge tra le maglie avversarie, beffando Fabianski sottomisura. Si giocherà per altri dieci minuti, comprensivi del recupero, ma invano. L’Arsenal perde in casa, ancora una volta, e lo fa dopo esser stato in vantaggio di ben due reti.

CONCLUSIONI
Una partita stranissima, composta da due tempi in totale contrasto. Il primo, giocato benissimo e dominato, mentre il secondo, interpretato al massimo del timore e dell’insicurezza.
Terza sconfitta casalinga nelle ultime cinque partite all’Emirates. E’ un dato che la dice lunga. La squadra di Wengèr oggi non perde soltanto il derby. Perde ulteriore fiducia in sé, perde un buon numero di possibilità di puntare al titolo e, soprattutto, perde credibilità davanti ai suoi tifosi, dopo l’ennesimo passo indietro.

Gli spettri di quel non lontano 4-4, palesatosi con due goal segnati dagli Spurs oltre il 90′, tornano alla ribalta, dimostrando che, in fondo, l’Arsenal non ha praticamente imparato nulla dai suoi errori. E forse lo stesso possiamo ben dirlo del suo manager che, nonostante le sue opinioni in netto contrasto con la realtà, ha semplicemente dato atto di aver costruito una difesa non all’altezza degli obbiettivi che questa squadra intende raggiungere. Una difesa inaffidabile, che non da sicurezze, che ha inciso sul risultato perchè il Tottenham, con il minimo sforzo, ha fatto tre goal ed ha vinto una partita che per un tempo non è mai stata in discussione. Oggi ne abbiamo avuto solo un nuovo amarissimo assaggio. E, più che la sconfitta, è proprio questa infinita testardaggine, insieme all’incapacità di ammettere i propri errori, che più fa male.

PAGELLE

5,5 Solo qualche indecisione per lui, ma rispetto alle ultime uscite, oggi non è stato incisivo con interventi di rilievo. Non ne sarà il diretto responsabile, ma prende comunque 3 goal.
6,0 Tanta corsa e gran dinamismo. Nel primo tempo, insieme a Nasri, ammutolisce la fascia sinistra di Bale e Assou-Ekotto, rivelandosi prezioso anche in copertura.
5,5 Parte bene, chiudendo con buon tempismo le poche opportunità degli Spurs. Nel secondo tempo perde un pò di sicurezza, lasciando troppo spazio agli attaccanti avversari.
5,0 Le velleità offensive di Pavlyuchenko, mascherano la sua latente insicurezza che comunque esplode nella ripresa. Ancora lento e poco reattivo, sembra non aver il fisico per dar sicurezza ad una presunta pretendente al titolo.
6,5 Stavolta compensa alcune lacune difensive con una fonte pressoché inesauribile di spinta offensiva sulla sinistra. Vince nettamente il duello con Hutton, annullando anche Lennon nel primo tempo.
5,5 Il suo apporto cala sensibilmente, dopo un discreto primo tempo.
5,5 Lo sciagurato fallo di mano con cui regala al Tottenham il penalty del pareggio, incide sul voto, quanto sulla partita. Un primo tempo pregevole, con tanto di assist e giocate di qualità, ma serve a poco quando si commettono ingenuità di questo genere. Che a lui proprio non si possono giustificare.
6,5 I suoi clienti di oggi sono Modric e Van Der Vaart, ma poco importa. Nonostante la qualità degli avversari, riesce lo stesso a portare a casa tanta sostanza e un buon numero di palloni recuperati. Colonna portante.
6,5 Cresce di partita in partita, dimostrando anche continuità in zona rete. Eccellente lo scatto con cui produce il goal del vantaggio. Nella ripresa, un pò come tutti, perde di lucidità.
6,0 L’assist del secondo goal gli vale il voto, anche se rispetto alle ultime uscite, sembra meno abulico e leggermente più intraprendente. Sicuramente tra gli ultimi a mollare la presa.
6,0 Trova un gran goal al volo, in spaccata, ma la sua partita non si riduce a quello. Stavolta riesce ad imporsi di testa e a dare profondità alla manovra, soprattutto nel primo tempo. Si porterà sulla coscienza due possibili contropiede, nei quali fallisce goffamente il controllo. E per questo si guadagnerà la sostituzione.
5,5 La sua rasoiata nel finale, dopo un’azione insistita, è troppo centrale per impensierire Gomes. Magari avrà avuto poco tempo, ma stavolta il suo ingresso in campo non incide.)
5,0 Con la sua entrata in campo, le chance offensive dell’Arsenal si dimezzano. L’olandese, che non è ancora in forma, fa la sua comparsa quasi da spettatore, finendo costantemente preda degli anticipi di Gallas e Kaboul. Impalpabile.
5,0 Ha giusto il tempo di sprecare una buona chance con un destro in diagonale sparato in orbita.
5 Ottima la scelta iniziale di privilegiare un “enforcer” (Denilson) rispetto ad un volante (Wilshere). Distrugge quanto di buono fatto nel primo tempo, inserendo inspiegabilmente Van Persie lontano anni luce dalla miglior condizione e, soprattutto, continuando a dar fiducia ad una difesa che, senza Vermaelen, non può competere a questi livelli.
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9 Comments


  1. theMethod

    Ora, oltre alle mie opinioni largamente espresse nel pezzo che potete leggere qui sopra, faccio una sola considerazione.
    Sapendo che già l’anno scorso, stagione durante la quale abbiam subito oltre 40 goal, il nostro principale problema era la DIFESA, a chi bisogna imputare la colpa di non aver operato sul mercato in maniera intelligente, per poterla solidificare con innesti di qualità?
    Sei lettere, e l’indizio è “non vince da 5 anni”. Indovinate un pò…


  2. CaptainCesc

    bhè se Wenger decide di andare avanti con koscielny e squillaci non andremo da nessuna parte …il primo è un giocatore davvero inutile, sia tecnicamente che fisicamente, il secondo è ormai arrivato alla frutta.. Speriamo ritorni Verminator…ho letto che dovrebbe rientrare con il Fulham..

    Bisogna acquistare nella finestra di mercato.. Nella situazione dell’arsenal qualunque tecnico del mondo acquisterebbe un difensore a gennaio, ma sono sicuro che non sarà così per Wenger..

    Angelo che ne dici di Mexes? Sta giocando poco con la Roma..


  3. jacopo

    ragazzi colgo l’occasione di diree che questp blog sia assolutamente uno dei migliori in circolazione,non solo perchè parla della mia squadra preferita.comunque io spero che da gennaio wenger coprirà la difesa,perchè è impensabile giocare in queste condizioni…voi cosa ne pensate di squillaci??io non riesco a giudicarlo,ne in bene ne in male


  4. theMethod

    Beh Massimo, anche io purtroppo, come te, ho già la sensazione che a Gennaio non faremo acquisti, e ancora una volta la motivazione sarà tutta da ricercare nella creatività del nostro manager aziendalista. Se date un occhio al sito ufficiale, potrete vedere che ha addirittura dichiarato di non aver mai avuto una rosa così forte. Contento lui…
    Mexes? Sarebbe il massimo tra i difensori obiettivamente reclutabili. So che gioca poco nella Roma (Ranieri preferisce Burdisso-Juan) e che va in scadenza, ma penso che Wengèr non vorrà spendere tanto per un giocatore difensivo. E’ vero che Koscielny va giudicato dopo un buon periodo di adattamento, ma allo stato attuale mi va di dire che abbiamo sprecato 8 milioni di sterline, perchè spendendone un paio in più avremmo potuto puntare su Kjaer o su qualcuno con maggior esperienza (magari lo stesso Mexes).
    Per Jacopo: grazie per il tuo apprezzamento. Squillaci è un modesto calciatore, uno che ha esperienza con club di medio livello (Monaco, Siviglia) ma che in un Club come l’Arsenal potrebbe giusto fare il rincalzo. Ha comunque 30 anni, per cui il suo livello di gioco non è che possa migliorare così tanto…


  5. Mike '93

    con questi commenti avete detto tutto!!cmq Wenger negli ultimi anni non si sta regolando….vendi Tourè per trattenere Gallas (e lo vendi l’anno successivo)vendi Adebayor per puntare su RVP (che fa una partita SI e 340 NO)NON rinnovi il contratto a Sol Campbell per prenderti (chi???) Squillaci….bah non ho parole………La differenza la fa GALLAS NO Koscielny ….Gallas segna Koscielny ne anche da zero metri (a Stamford Bridge,partita che sarebbe cambiata se avesse segnato al 1′minuto)..
    ogni anno perdiamo giocatori di spessore, e secondo me questa volta tocca a Cesc Fabregas che andrà a vincere(non lo biasimo)lontano da Londra….senza di lui secondo me siamo spacciati

    C’MON GUNNERS TILL I DIE


  6. Benjamin Trotter

    Allora, eccomi qua, eccoci qua…talmente tante le cose che mi frullano in testa da ieri pomeriggio…dunque, cominciamo: la portata di questa sconfitta non va minimizzata, è stata una sconfitta drammatica (per quanto “drammatica” possa essere una sconfitta in una partita di calcio, ovvio), e dopo spiegherò perchè la reputo tale. Intanto, alcune considerazioni: perchè dobbiamo sempre subire nel gioco aereo ? E’ mai possibile giocare, nel calcio moderno, e nel calcio inglese, senza difensori forti da quel punto di vista (si, è vero, mancava Vermaelen, ma oltre lui non c’è nessuno !) ? Avete notato che ogni qual volta il Tottenham scodellava un pallone in mezzo soffrivamo ? E’ stata una partita (bellissima, tra l’altro) assolutamente folle, stranissima, assurda…Nasri fa un goal quasi impossibile e poi scompare progressivamente dal campo, Fabregas gioca un primo tempo meraviglioso (me-ra-vi-glio-so) e poi ha quel momento di balckout, di follia mentale inspiegabile, Walcott entra ma nessuno lo serve, Rosicky (ancora ?!) che va a fare il laterale sinistro d’attacco, un buon Chamakh sostituito da un Van Persie che non si regge in piedi (vero, Wenger ?), Koscielny sbaglia un goal già fatto (ma come si fa, come si fa, come si fa ???????)…sapete, man mano che guardavo il match e loro ci rimontavano, mi chiedevo come fosse possibile che stessero facendo tutto questo giocando esclusivamente in difesa, mi dicevo “ma è mai possibile che non si affacciano mai nella nostra tre quarti ma nelle rare volte che lo fanno ci segnano mentre noi a dispetto della gran mole di gioco non concludiamo nulla ? Non è giusto !”…e invece poi ho cominciato lentamente a capire, ed a realizzare…ho cominciato a capire il perchè quella sconfitta mi stesse facendo così male e perchè la reputo, come ho detto prima, drammatica: abbiamo perso un derby in casa, facendoci rimontare da 2-0, fallendo il raggiungimento del primo posto, ma non è questo che mi fa più male (seppur tutte queste cose mi facciano malissimo). Quello che mi fa più male è un’altra cosa: vedete, io sono convinto che quando si perde una battaglia, di qualsiasi tipo, la sconfitta avviene non tanto sul campo, ma sul piano delle idee; è li che si decreta una vittoria o una sconfitta. E il fatto è che ieri abbiamo perso contro un’altra idea di calcio, radicalmente contraria alla nostra; un’idea di calcio che si basa sulla concretezza (mentre noi giocavamo al circo, con la nostra perfetta ragnatela di passaggi che andava poi regolarmente a sbattere su Gallas al momento di mettere l’uomo davanti al portiere, loro capivano i nostri punti deboli e ci colpivano), su un calcio brutto si, bruttissimo (e si che i giocatori li avrebbero)ma terribilmente efficace (proprio quello che manca a noi)…un calcio, il loro, che non risparmia l’agonismo (ma avete visto Van der Vaart che rincorreva e faceva sistematicamente fallo su Denilson ?) ed il mutuo soccorso ( i nostri attaccanti non tornano mai !!!)…sia chiaro, mai io vorrei una squadra che giocasse come gli Spurs, ma vorrei una squadra determinata, pragmatica, concreta, e noi tutto questo oggi non lo siamo !!! Non lo siamo…non lo siamo…ma lo saremo mai ? E allora, se è un’idea che è stata sconfitta oggi, dobbiamo sperare che “oggi” non faccia storia…altrimenti, se così non sarà, questa sconfitta assumerebbe un alto valore simbolico, perchè significherebbe la fine dell’era wengeriana. La regia inquadrava Henry con la sciarpa biancorossa in tribuna…”Glory days well they’ll pass you by” cantava il Boss…e quanto ci hai fatto innamorare Titì…Il calcio è uno sport imprevedibile, ed io spero che, contrariamente ai miei timori (non ho certezze, ma grossi timori) a fine anno io possa festeggiare qualcosa con voi…e non ho più voce per parlare, ma comunque non uscirebbero suoni dalla mia bocca perchè non me li sento nello stomaco, e non ho occhi che brillano, e non ho la forza per serrare i pugni…ma se mi guardo allo specchio e muovo le labbra quello che leggo è un inequivocabile C’MON GUNNERS !!!!!

    P.S.: scusate la lunghezza del post, tante altre cose avrei da dire, ma dovevo pur sfogarmi. Vorrei fare i miei complimenti per la scelta della foto di presentazione del commento di questo derby, veramente azzecatissima, e un “in bocca al lupo” a Bahiablanca” per il suo ginocchio. Da ieri sono a pezzi…ma mi auguro e vi auguro una buona domenica a tutti, ragazzi.


  7. theMethod

    Benjamin, la tua analisi accurata ed esaustiva mi trova perfettamente d’accordo. Come te, anche io ieri non ritenevo possibile una sconfitta maturata in questo modo. Il Tottenham ha vinto quasi non giocando o, meglio, giocando in difesa e aspettando il nostro eventuale passo falso. I giocatori dell’Arsenal hanno mostrato una sufficienza unica (giustificata da cosa poi? manco avessero vinto 6 titoli come Guardiola), soprattutto nel secondo tempo, arrivando al punto di mancar di rispetto ai giocatori del Tottenham, tanta era la supponenza di quasi tutte le nostre giocate. Djourou (che non è un fenomeno) avrebbe meritato più di Koscielny di scendere in campo, se non altro per la sua stazza e la sua capacità di andare di testa. Le palle alte sono una nostra debolezza, ma non è una novità. Ci mancano i muscoli, anche questo lo si sapeva già. Ma più di ogni altra cosa, a me pare che manchino le giuste motivazioni. Non è possibile perdere una partita così. Non sta nè in cielo, nè in terra. Tutto questo a mio avviso è da imputare ad un manager/allenatore che, oltre a lacune tattiche, palesa evidenti limiti motivazionali, e questi possono fare tutta la differenza del mondo. Come dice lo stesso Benjamin, gran parte di una gara si vince “nell’idea della gara stessa”, partendo da motivazioni, dalla giusta mentalità. Mourinho è in questo il numero uno. Il modo in cui l’Inter sta giocando ne è prova inconfutabile.
    E’ ora che all’Arsenal i vertici societari inizino a inquadrare il problema, e cercare di rimettere questo Club in carreggiata. Anche per rispetto di persone come quel signore che è giunto dagli USA per vedere, con tanto di sciarpa al collo, la sua squadra. E lo spettacolo non è stato degno di un viaggio transatlantico…


  8. Andrea

    Mi piacerebbe che Arsene Wenger potesse leggere(e rifletterci sopra)lo splendido pezzo di Method e gli altrettanti azzeccati interventi a commento.
    Aggiungo solo qualche mia considerazione(già in parte evidenziata da voi).
    Sarebbe ora che l’Arsenal,intesa come squadra,tecnico e dirigenza decidesse cosa fare da grande.
    Wenger è stato l’artefice di questo splendido club,lo ha forgiato e trasformato in uno dei primi 7-8 in Europa.Però,da almeno 5 6 anni si è fermato lì.Incurante dei cambiamenti attorno a lui(Abramovich,gli sceicchi,la crecita del Totthenam,il consolidamento del Manchester),ha proseguito con la sua politica(giocatori giovani,cessioni eccellenti,immobilità nel mercato per alcuni ruoli).Ora,se per i primi 3 anni(2006-2008) si è trattata della politica giusta in conseguenza delle spese relative al nuovo stadio,adesso il fallimento è evidente.
    Se non ci saranno sconvolgimenti,sarà il 6°anno senza trofei(un eventuale carling cup non conterebbe nulla)purtroppo..
    Troppi per qualsiasi club,figuriamoci se a ottenerli è sempre lo stesso allenatore(unico al mondo,con Ferguson,per durata in un club).
    Il club è finanziariamente ricco,ma non riesce più ad attirare nemmeno i talenti giovani(es:Ozil,Afellay,ecc)perchè,giustamente,ritengono l’Arsenal club incapace di vincere; l’immobilità sul mercato,si pensi al ruolo del portiere, e gli errori commessi(la ridicola girandola di difensori,con il solo Vermalen degno acquisto)fanno il resto.
    Wenger,spiace dirlo,è ormai un monarca; completamente insensibile a qualsiasi critica o rilievo,ha finito per peggiorare il tutto.
    Manca di capacità tattica(mai visto un allenatore così modesto nel leggere le partite e nel realizzare i cambi),persiste nella scelta di giocatori impresentabili(V.Persie per dirne uno),si ostina a non curare minimamente l’aspetto difensivo,il gioco aereo,gli schemi da palla inattiva.
    La squadra ne è il suo specchio:bellissima a vedersi quando le cose girano,assolutamente inerme e modesta non appena qualcosa va storto.Completamente priva di CARATTERE.E mai vincente,duole dirlo.
    Se alla società va bene così ok,cuore in pace,niente illusioni e accontentiamoci di arrivare(sperando di farcela..)in Champions,così per guadagnare introiti.
    Altrimenti si cambia: non credo sia possibile farlo con Wenger(la cui permalosità e integralismo sono risaputi),dunque si inizi un nuovo ciclo con un altro tecnico,altri giocatori,altre scelte.
    L’Arsenal esisteva ed esisterà prima e dopo Wenger; non ne è il suo regno dove governare incontrastato.L’Arsenal ha la sua storia,i suoi tifosi,i suoi appassionati.A loro,paganti e non,appartiene il club.é giunta l’ora di restituirglielo.


  9. bahiablanca

    La nostra è una buona squadra ma le partite come quella di ieri ci indicano, amaramente, che non siamo niente di più.

    Non siamo in grado di essere i padroni del nostro destino. Non riusciamo a far diventare NOSTRA una partita, una fase di gioco o semplicemente un calcio d’angolo.

    Io sarò sempre grato a AW perchè nessuno mi toglierà dalla testa quei fantastici sabato pomeriggi con l’Arsenal degli Invicibili ma la rivoluzione che si è fatta negli ultimi anni ha solo mostrato lacune più che meriti. Si può avere il merito di aver creduto in Cesc fin da bimbo ma è nulla in confronto alla pazzia di non comprare un portiere (a Parigi c’era Almunia e, porca paletta, c’è ancora…)

    L’idea di Wenger è troppo ambiziosa. Troppo incentrata sul futuro. Troppo per poter pensare di vincere qualcosa adesso.

    Nonostante i suoi evidenti sbagli, non riesco ancora ad immaginare un Arsenal senza Wenger.

    Come non riesco ancora a vedere l’effetto Emirates su questa squadra.

    Può sembrare una cazzata ma la partita di ieri, ad Highbury, finiva 100/100 con una nostra vittoria…

    C’MON GUNNERS…



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