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Premier League

11 novembre 2010
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Wolves v Arsenal 0-2: Tre punti “scacciacrisi”?

Due goal di Chamakh, uno in apertura e uno allo scadere, permettono all’Arsenal di fuggire indenni dalla tana dei Wolves. Nonostante uno score abbastanza netto, la squadra di Mick McCarthy ha venduto cara la pelle, rendendo le cose per nulla semplici alla compagine londinese.
Wengèr, che rispetto alla debacle di domenica scorsa contro il Newcastle ha effettuato tre cambi (Djourou, Rosicky, Arshavin per Koscielny, Nasri, Walcott), ha chiesto ai suoi una prova di carattere, ottenendo, in parte, delle importanti risposte. E, soprattutto, tre punti preziosi.

I Gunners partono talmente forte da trovare il vantaggio a meno di 40 secondi dal fischio iniziale di Mike Halsey. Rosicky parte in progressione centrale dalla propria metà campo, toccando largo a destra per Song. Traversone al centro da parte del camerunense per Marouane Chamakh che, tra i due difensori avversari, trova il tempo giusto e lo stacco perentorio con cui trafigge Hahnemann. E’ il settimo centro per l’ex centravanti del Bordeaux.

Cinque minuti più tardi, l’Arsenal sfiora il raddoppio con Arshavin che, approfittando di una leggerezza da parte di Mancienne, ruba palla e si invola incontrastato verso la porta avversaria, calciando troppo centralmente e favorendo l’intervento dell’estremo difensore americano. Verso il 20′ ancora lo Zar si rendeva protagonista con una penetrazione dal fianco sinistro, in area di rigore: il fantasista russo, in combinazione con Chamakh, serve un ottimo pallone verso il centro, dal fondo, per l’accorrente Fabregàs; il catalano, sfruttando la collaborazione del numero 29, trova lo spazio per calciare al volo, tenendo basso il pallone, ma è ancora una volta bravo Hahnemann a leggere la situazione e a scongiurare il peggio.

Minuti dopo si vedeva il Wolverhampton, con un ottimo colpo di testa di Kevin Doyle, pescato da una punizione di Hunt dalla trequarti. Lo stesso Hunt per poco non trovava il vantaggio, quando al 40′ un cross di Milijas dalla sinistra, veniva velenosamente deviato da Squillaci, verso il secondo palo.

Fabianski si adopera nell’operazione “riscatto”, volando sul pallone indirizzato verso Hunt, e sventando la minaccia.
All’inizio della ripresa, i Wolves provano a stringere i tempi per trovare il goal dell’uno a uno. Wilshere scivola in area di rigore, e Matt Jarvis recupera la sfera, servendola al centro per Milijas, appostato sotto rete. Provvidenziale l’intervento di Sagna che, non senza affanni, riesce a liberare.

Qualche istante dopo, la squadra di Wengèr avrebbe avuto la possibilità di chiudere i conti: Stearman impazzisce passando il pallone a Rosicky, sulla trequarti: il ceco premia l’inserimento preciso del capitano Fabregàs, che controlla entrando in area, ma con il destro calcia malamente, mandando a lato. Occasione sprecata. E risultato pericolosamente in bilico. Poco prima dell’ora di gioco, Doyle, servito da Milijas, si gira e calcia di interno a giro dal limite dell’area, trovando l’angolo alto della porta avversaria. Ma la plastica parata di Fabianski in volo, neutralizza lo sforzo della punta irlandese.

Sugli sviluppi del corner successivo, la palla spizzata verso la porta dei Gunners, finisce nella zona di Stearman, la cui deviazione sottoporta è ben controllata da Rosicky. Arshavin prova ad alleggerire la pressione, tentando lo spunto personale, palla al piede, dalla sinistra. Lo Zar fa tutto benissimo, accentrandosi e portando la palla sul destro, da cui lascia partire una rasoiata, non potentissima, che finisce sul palo, ad Hahnemann battuto. Verso il 70′, Djourou, fortunosamente imbeccato da Squillaci sugli sviluppi di un corner, sfiora il palo con un diagonale dal vertice sinistro dell’area piccola.

Ancora un’occasione gettata alle ortiche. Verso il finale, Fabregàs veniva graziato da Halsey con un cartellino giallo (in realtà meritava il rosso) per un bruttissimo fallo ai danni di Ward, costretto a lasciare il terreno di gioco per un taglio alla caviglia. I Wolves ci provano fino alla fine. Kevin Doyle, servito dalla fascia sinistra, si accentra inseguito dalla difesa ospite, accelerando e provando la conclusione a giro verso il palo lontano, ma mancando il bersaglio di pochi centimetri. Il centravanti irlandese costringe la retroguardia dei Gunners a serrare le fila, provando la conclusione e forzando interventi non facili su palle inattive, non senza la collaborazione di Fletcher e Ebanks-Blake.

A tempo scaduto, Fabianski completa l’operazione “riscatto” bloccando a terra un pericoloso tiro da media distanza di Berra, indirizzato all’angolo basso. Non solo. Il polacco serve subito Rosicky sulla fascia destra, che a sua volta tocca centralmente per Fabregàs. Il numero 4 calibra un gran lancio a servire il movimento centrale di Chamakh che, in posizione regolare, batte Hahnemann con l’esterno del destro.
Non una prestazione esaltante, in termini di bellezza calcistica e spettacolarità, ma una prova di carattere e di cinismo.

Doti che non possono assolutamente mancare nel corredo di una grande squadra. Il gap con la capolista rimane invariato, ma il pareggio dei Red Devils al City of Manchester, ci permette di guadagnare qualcosa rispetto alla seconda in classifica. Domenica si va al Goodison Park. Il margine di errore possibile è ormai ridotto all’osso. L’imperativo è vincere. Ad ogni costo.

Ci scusiamo per la mancanza delle pagelle, ma la visione della partita in streaming non ci ha permesso di stilare un’accurata analisi delle prestazioni dei giocatori.

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One Comment


  1. Benjamin Trotter

    Beh, era importante vincere. Di più non posso dire perchè non ho visto il match. Domenica impegno difficile, l’Everton è una brutta bestia…speriamo bene…e c’mon Gunners !!!



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