Arsenal News e Fan Club Ufficiale
Blog italiano sull'Arsenal e Fanclub Ufficiale



Premier League

8 novembre 2010
Letto 496 volte

Arsenal v Newcastle 0-1: Report e pagelle

Per la seconda volta in campionato, l’Arsenal deve cedere il passo all’avversario, sul proprio terreno di gioco. Era già successo qualche settimana fa, contro il WBA. Ma a quanto pare, la squadra di Wengèr non è capace di imparare dai propri errori. O, più semplicemente, non vuole farlo, rispecchiando appieno il dogmatismo insindacabile di un manager, probabilmente disposto a morire piuttosto che rivedere le proprie idee.

Eppure qualche campanello d’allarme lo si era distintamente udito. La sconfitta in settimana contro lo Shakhtar aveva già sollevato dubbi e richiamato l’attenzione di tutti, affinché certi atteggiamenti fossero rivisti e sostanzialmente corretti. Ma nemmeno questo è stato in grado di evitare ai Gunners il secondo passo falso in casa, ancora una volta contro una neopromossa. Ancora una volta, seguendo un copione già visto, già vissuto. Talmente tante volte che ora inizia a disgustare.

LE FORMAZIONI
Wengèr, come annunciato, recupera un buon numero di giocatori che avevano in settimana saltato l’impegno di Champions League in Ucraina. Con la conferma del modulo 4-3-3, i padroni di casa si schierano con Fabianski in porta, difeso da Sagna, Squillaci, Koscielny e Clichy; Song e Wilshere presiedono la mediana con Fabregàs in posizione più avanzata, mentre Chamakh, al vertice dell’attacco, è affiancato sugli esterni da Walcott e Nasri. Solo panchina per Arshavin, al cui fianco, quasi a sorpresa, si rivede Robin Van Persie, assente da fine Agosto.

Rispetto all’ultimo incontro in Carling, Hughton effettua una massiccia rielaborazione del suo line-up iniziale. Sempre confermato Krul, la difesa si compone con Simpson, Williamson, Coloccini e Josè Enrique; centrocampo lineare a quattro, con Barton, Tiotè, Nolan e Jonas Gutierrez; tandem offensivo composto da Ameobi e Carroll.
Discreta la prova arbitrale da parte del signor Mike Dean (voto 6).

LA GARA

Già guardando lo schieramento tattico dei Magpies, era facile intuire che non sarebbe stata la stessa gara vista in Carling, sul campo del St.James’s. I primi 20 minuti vengono giocati a ritmi a dir poco vibranti. Continui sono i capovolgimenti di fronte, ma nessuna delle due squadre riesce a metter a frutto i propri sforzi. Per la verità il Newcastle non arriva mai ad impensierire Fabianski. E tutto questo nonostante il reparto difensivo dei Gunners non fosse proprio il massimo della sicurezza. Anzi. Koscielny è in continua apprensione, e fa non poca fatica a contenere la presenza fisica dell’irruente Carroll. Il franco-polacco doveva tra l’altro badare anche ai tentativi di fuga da parte di Ameobi, sicuramente meno attivo rispetto al partner.

Barton, schierato sulla fascia destra, costituiva in realtà un supporto logistico all’opera di interdizione effettuata ad alternanza da Nolan e Tiotè. Non era facile per Wilshere o per Fabregàs costruire trame efficaci. Il giovanissimo nazionale inglese riesce comunque a creare grattacapi con la sua agilità. E al 15′ si guadagna un buon calcio di punizione quasi ai 30 metri, che Fabregàs batte con il destro. La palla viene leggermente deviata dalla barriera, acquistando una velenosa traiettoria che, però, finisce per impattare violentemente contro la traversa.

Qualche minuto dopo, è ancora il catalano a provarci su inserimento centrale, facendosi però contenere la conclusione dalla difesa. Nasri a sinistra è costretto il più delle volte ad accentrarsi (non avendo il passo dell’ala), ma nonostante la possibilità di sfruttare il piede preferito, preferisce spesso tentare il filtrante o dettare il passaggio per poi inserirsi in spazi quasi inesistenti. Al 38′, dopo un’azione insistita al limite, Fabregàs viene innescato nel corridoio di destra; il catalano penetra in area ma da posizione angolatissima riesce solo a colpire l’esterno della rete.

Sugli sviluppi dell’azione successiva, il capitano dei Gunners sgusciava nuovamente sul vertice destro, tagliando poi verso il centro con un perfetto passaggio rasoterra per Nasri. Il trequartista franco-algerino, perfetto nel timing dell’inserimento centrale, colpisce di prima con l’interno del destro, mandando la palla all’angolo alto, da circa 20 metri. Straordinaria la parata di Krul, che volando alla sua sinistra, neutralizzava la più chiara occasione da rete del primo tempo.

Il corner successivo diventa preda di Carroll (prezioso anche in fase difensiva), che innesca il contropiede di Jonas; l’argentino è rapidissimo nel trovare il fondo e crossare, trovando però solo il recupero di Sagna. A tempo scaduto, l’Arsenal aveva calciato in porta almeno sei o sette volte, conquistandosi altrettanti tiri dalla bandierina. Il Newcastle registrava un desolante “zero” in entrambe le caselline, ma non per questo il suo atteggiamento era di chi avesse già abbandonato ogni speranza di successo. Anzi. Barton batte un calcio di punizione appena dentro l’area di rigore dei padroni di casa. Il tiro dell’ex Citizen è volutamente indirizzato verso la porta di Fabianski, come un campanile teso, ma apparentemente innocuo.

Ciononostante, il portiere polacco sbaglia clamorosamente il tempo dell’uscita, presentandosi in maniera molle e facendosi anticipare con uno stacco imperioso da Carroll, che trova il tiro da tre punti. Una beffa di proporzioni colossali, perchè laddove l’Arsenal aveva prodotto pochino, i Magpies erano riusciti persino a far peggio. Non certamente peggio di Fabianski, che del goal è l’unico, ingiustificabile responsabile.

Mentre l’incubo del WBA prendeva forma, la squadra di Wengèr provava a riorganizzare le idee nel secondo tempo. Chiaramente, con la rete di vantaggio, Hughton poteva basare la sua tattica sulla difensiva, aspettando i vuoi e gli spazi lasciati dalla controparte, spinta sempre più nervosamente alla ricerca del pareggio. Walcott, che nel primo tempo ha fatto immane fatica nel superare in velocità Josè Enrique, tenta il riscatto, facendosi trovar più pronto sui suggerimenti di Wilshere e Fabregàs. Il numero 14 prova a reagire, trovando la parte alta della traversa su un pericoloso traversone dalla destra; poi, verso il 52′, inserendosi in area di rigore su suggerimento di Wilshere, sfiora addirittura il goal del pareggio, calciando in velocità da posizione defilata, e colpendo ancora una volta il legno in maniera clamorosa.

Chamakh, che nel primo tempo è stato quasi cancellato da Coloccini e Williamson, ha la sua chance su una specie di tiro-cross basso da parte di Song, ma il marocchino non riesce ad allungarsi al punto tale da trafiggere Krul. Con gli spazi in diminuzione, aumenta vertiginosamente il nervosismo, e l’Arsenal abbandona la lucidità, privilegiando strani palloni lunghi e lanci senza senso. Al minuto 55, Nasri, toccato duro nel primo tempo, lascia il suo posto ad Andrei Arshavin, mentre due minuti dopo Van Persie rileva uno spento Chamakh.

Con l’entrata dell’olandese, le possibilità di far salire la squadra e di far sponda, decrescono irreversibilmente. E per di più i Gunners sembrano rinunciare a trame più ragionate e a veloci cambi di passo palla a terra. Van Persie si mette in luce solo per qualche preziosismo fine a sè stesso, ma la maggior parte delle volte finisce per farsi anticipare, spalle alla porta, senza quasi mai aver modo di andare a rete. Arshavin prova come può a convergere dalla sinistra, o provando il tiro, o cercando di andar via sul fondo e metter in mezzo letali palloni sotto porta. Ma con l’organizzazione difensiva del Newcastle, ormai scalato al modulo 9-1-0, il tutto risultava enormemente più complicato.

A poco più di 15′ dal termine, Wengèr manda dentro anche Bendtner per Wilshere, provando il tutto per tutto, fino alla fine. E un assedio, ma ogni pallone spedito nel bunker dell’area di rigore avversaria, veniva alla fine miseramente respinto. Al minuto 81, una nuova chance degna di nota. Arshavin sfonda le linee difensive, tagliando il fronte sinistro e trovando il fondo con una gran finta in accelerazione; lo Zar calibra il cross alla perfezione, verso il primo palo, imbeccando Fabregàs ben appostato; il catalano raccoglie l’invito del compagno e si tuffa di testa, ma senza angolare e spedendo, di fatto, la palla tra le braccia di Krul.

Due minuti dopo, ancora il capitano dell’Arsenal in evidenza, stavolta sfruttando un eccesso di self-confidence da parte di Carroll beccato a cincischiare con il pallone nella sua area di rigore; il regista della nazionale spagnola ruba il pallone al centravanti inglese, controllandolo a seguire ma affrettando i tempi della conclusione, e calciando con troppa forza, alto sopra la traversa.
La spinta offensiva terminava dunque così, ma non la partita, che nei suoi minuti di recupero, vedeva l’ingenuo Koscielny espulso, per fallo da ultimo uomo sul neo entrato Nile Ranger, scappato in contropiede solitario.

L’ex centrale del Lorient non ha il fisico per chiudere sul ragazzino dell’Academy, ed è costretto a trattenute fallose, che alla fine gli costeranno due giornate. E’ l’atto finale di una commedia dolce e amara, che per quanto beffarda, alla fine fa ridere davvero poco.

CONCLUSIONI

Sappiamo quanto sia cruciale, e non solo statisticamente, il mese di Novembre. Su due partite giocate, sono già due le sconfitte, e le prospettive sono tutte fuorché rosee. Sentir parlare di mancanza di condizione, francamente, è qualcosa che suscita in me non poca ilarità. Se a questo punto della stagione si arriva a mettere in discussione la freschezza atletica, non posso fare a meno di pensare come si arriverà a Marzo, o ad Aprile.

Sempre da un punto di vista personale, non accetto nemmeno la teoria della sfortuna. Quella è una componente che condiziona un pò tutti, così come un pò tutti vengono baciati dalla fortuna. Aver tutti questi infortuni non può ridursi a semplice sfortuna. Non è sfortuna insistere su giocatori fragili e perennemente infortunati, senza sostituirli durante le apposite finestre di mercato. Lo stesso dicasi per l’ennesima, imperitura, infinitesima papera di Fabianski.

Non è sfortuna il voler concedere ad oltranza estrema la propria fiducia ad un portiere che per questi livelli semplicemente non è idoneo. Mercoledì c’è l’infrasettimanale, e già non c’è più tempo di analisi, lamentele e considerazioni. Ricordando sempre e con fermezza che “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”.

PAGELLE

4,0 Non viene impegnato manco una volta dagli avversari. Sull’unico, vero tiro in porta del Newcastle, commette la sua proverbiale “papera”, regalando di fatto i tre punti ai Magpies.
6,0 Esce quasi sempre vincitore dal duello con Jonas Gutierrez, chiudendo con affanno qualche buco lasciato dai suoi colleghi di reparto.
5,5 Non dev’esser facile giocare in coppia con il Koscielny visto ieri, ma la sua prova è comunque lastricata di indecisioni e di perdite d’attenzione. Un veterano come lui non dovrebbe farsi anticipare così tante volte da un ventunenne come Carroll.
4,5 Se Wengèr cercava il nuovo Igor Stepanovs, probabilmente lo ha trovato, in versione fisicamente ridotta rispetto alla meteora lituana. Gli manca proprio la sicurezza in se stesso, figurarsi come possa darla al reparto.
5,5 Non che il suo dirimpettaio (Barton) costituisca una minaccia continua sulla fascia, ma a parte quello, il suo contributo si è sentito poco. Del resto si sa che non eccelle nella fase difensiva, ma se manca anche la fase di spinta…
6,5 Nelle prime fasi di gara, si fa trovare sempre pronto per dettare o ricevere passaggi in buona posizione, creando gioco e partecipando attivamente. Quando invece le cose vanno male, non si perde d’animo, e sostituisce la qualità con la quantità, lanciandosi senza risparmiarsi in ogni tackle.
5,0 Non ha molti spazi, ma questo non giustifica una prova nettamente al di sotto delle sue possibilità. Raramente lo si è visto sbagliare così tanto, e farsi prendere dal nervosismo non lo aiuta di certo. Approssimativo.
5,0 Poco presente in mezzo, il suo lavoro oscuro porta pochi risultati. E quando non funziona lui, ne risente un pò tutta la squadra.
6,0 Non è un’ala sinistra e non lo diventerà, non avendone il passo. La sua funzione di playmaker largo porta comunque dei buoni suggerimenti e discrete alternative. Magnifico il destro di prima all’incrocio che
costringe Krul al miracolo.
5,5 Nel primo tempo non riesce a spuntarla nel confronto con Josè Enrique. Nel secondo prova a ritrovarsi con due lampi che portano a due traverse, di cui una sfortunata. Ma con l’organizzarsi della difesa avversaria, diventa totalmente inefficace. E non può pensare di poter giocare solo in campo aperto.
4,5 Stavolta non ha alibi nel minutaggio che gli viene concesso. La sua funzione è quella di far salire la squadra, giocando di sponda, ma oggi non vi riesce. Se a questo si aggiunge la totale assenza di conclusioni in porta, il giudizio vien fuori da se.
s.v.
6,0 Ha il merito di creare qualche scompiglio sul settore di destra, nonostante un presidio difensivo alquanto numeroso. Più di ogni cosa, lo spunto con cui serve l’assist a Fabregàs per il possibile pareggio.)
5,0 Affretta il rientro e i risultati ne risentono. Un paio di giocate in bello stile non ne possono legittimare la sufficienza. Servirà ben altro.
5,5 PFa il possibile per riportare sui binari giusti una partita pesantemente condizionata da Fabianski, non nuovo a certe performance. Non gli si può dire nulla nel momento in cui decide di giocare con quattro attaccanti, ma questi restano tre punti buttati, che difficilmente torneranno.
If you enjoyed this post, please consider leaving a comment or subscribing to the RSS feed to have future articles delivered to your feed reader.




5 Comments


  1. Benjamin Trotter

    Same old story…Non so cosa dire, sono molto molto molto deluso e sconfortato. Una squadra di vertice non può permettersi questi passi falsi, abbiamo perso comntro una squadra assai mediocre da tutti i punti di vista. Fabianski è indifendibile, ma quanti punti abbiamo perso in questi anni per colpa sua ? Fabregas deve acquisire una mentalità da leader, certe partite le deve prendere e rivoltare come un calzino, dev’essere lui a dominare il match in questo tipo di frangenti. Su Walcott mi sta sorgendo un dubbio: non è che la nostra amatissima ala risulti più efficace a partita in corso e non quando viene impiegata dal primo minuto ? E più in generale: perchè la squadra continua a mancare di quella mentalità vincente, di quella sicurezza nei propri mezzi, di quella coscienza della propria forza che hanno altri ? Sono troppo severo se dico che quest’ultima qualità deve essere innestata dall’allenatore nelle teste dei giocatori e che quindi la responsabilità di ciò è soprattutto (non totalmente) sua ?


  2. Andrea

    Splendido articolo “Method”,esemplare ed esemplificativo del nostro momento e più in generale del nostro essere.E altrettanto corretto e azzeccato il commento di Benjamin.Siamo solamente a Novembre eppure credo che già molti di noi siano sfiduciati,perplessi e rassegnati.Volesse il cielo fosse un nostro errore,ma temo non sarà così..
    Perchè ormai conosciamo l’Arsenal e il suo allenatore.Ne conosciamo la supponenza,la modestia nel leggere tatticamente le partite,la superbia che gli impedisce,sempre e comunque,di assumersi colpe e responsabilità,l’assoluta incapacità di trasmettere ai suoi giocatori l’ardore e la voglia di vincere che,per far un esempio,possiede a iosa persino il peggior M.Utd degli ultimi 15 anni.
    Senza tralasciare i limiti tecnici evidenti di molti giocatori( che comunque qualcuno ha voluto,pagato e tenuto in squadra)e i limiti psicologici di altri(prendere esempio da Wilshere,che ha 18 anni ma ha l’Arsenal nel cuore,infatti è ed è sempre stato l’ultimo a molllare..),vi è un allenatore che è responsabile di tutto ciò; è lui al quale la società ha affidato un budget e un potere assoluto nelle scelte,nella programmazione,negli obiettivi.Mi chiedo,come fatto ieri,se dovrà poi risponderne in qualche modo.
    Volgiamo essere sempre questi,belli(e nemmeno sempre..)e puntualmente sconfitti?vogliamo diventare una sorta di “barzelletta”,eterni incompiuti con lungo corredo di scuse pateticheper i nostri insuccessi(infortuni,sfiga,gli avversari che giocano tutti in difesa)??.
    Vorrei sbagliarmi.Vorrei,da mercoledì,vedere un’altra squadra,che scenda in campo con il coltello tra i denti anche se di fronte ha il Pizzighettone(senza offesa..).Vorrei un allenatore che cominci a lavorare su ciò che non funziona,dalla difesa al gioco troppo prevedibile,che non abbia paura o remore nell’affrontare,anche a muso duro,le situazioni interne ed esterne.
    Vorrei vedere l’orgoglio di indossare questa meravigliosa maglia,e non lo stucchevole esibizione di vanità e bellezza fine a sè stessa.Ma temo che non sarà così e continueremo ad ingoiare bocconi amari e a veder vincre,sempre e comunque,gli altri.


  3. Simo

    francamente oltre quello che ho già scritto negli ultimi 5 anni non so cos’altro aggiungere. la conferenza stampa di wenger è stata assolutamente tragicomica. non capisco se è in delirio di onnipotenza, stile berlusconiano, o se dice quelle cose per tenere unita la squadra.

    PORTIERI
    quando a settembre ho visto che di portieri non ne sono arrivati ho già messo da parte tutte le speranze di vittoria

    DIFESA
    konschelny (o come diamine si scrive) è decisamente inadeguato per una squadra di primo piano (almeno per ora), così come squillaci. e quando hai una coppia di centrali del genere (con djouru come alternativa, che farebbe la mia riserva nel CSI a 7) non puoi avere nessuna speranza.
    speriamo in vermaellen, ma da solo non può fare miracoli, mentre gli esterni sono sempre discontinui ( a mio parere dovremmo liberarci di clicy al più presto), eboue se ne voleva andare e non fa nulla per nasconderlo.

    CENTROCAMPO
    se escludiamo song wilshare e fabregas (chi potrà biasimarlo quando a giugno dopo un’altra stagione senza successi se ne vorrà andare?) il resto è da valle di lacrime. diaby e denilson sono da serie B e rosicky è orami sul viale del tramonto da un pezzo.

    ATTACCO
    il marocchino è in gamba, ma avete visto fernando torres domenica? se si vuole giocare con una sola punta non può certo essere lui a fare la differenza, con uno schema a due punte cambierebbe decisamente musica. Wacott è troppo sacrificato, viste le sue doti dovrebbe partire 30 metri più indietro, avete visto gli sfracelli che combina bale? lui potrebbe fare altrettanto, ma ha bisogno di campo. stesso discorso per arshavin, mentre van persie è ingiudicabile ,e mi chiedo che senso abbia continuare a puntare su di lui.
    vela e bendtner, va beh, diamoli al WBA che sarebbe la loro giusta dimensione, anche se a parziale discolpa del merluzzaro va detto che ci mette sempre l’anima…

    CONCLUSIONI
    Credo che sia evidente la necessità di un cambio di modulo, henry se n’è andato da un pezzo e di giocatori che fanno reparto da soli non ne abbiamo. due punte con gli esterni alti, come ai bei tempi, a mio avviso darebbero più solidità e più imprevedibilità alla manovra, e con questo schema a footbal manager ho vinto 4 champions consecutive :-P PPP


  4. Benjamin Trotter

    Quoto Simo su molti argomenti. L’esempio che Andrea ha portato a proposito del Manchester united è veramente illuminante !


  5. theMethod

    Concordo con tutti voi, ragazzi. Del resto mi sono già espresso nell’articolo per quanto riguarda il mio pensiero sull’intera situazione. Una squadra che vuol vincere un titolo, deve possedere una spina dorsale ultra solida. Portiere-Difensore-Centrocampista-Attaccante. A mio avviso, tranne il centrocampo (Fabregàs), non abbiamo uomini chiave negli altri settori. Mi spiace, ma la mia disamina è ancor più cruda di quella di Simo.
    La mia fiducia in Wengèr è già terminata durante la scorsa stagione, quindi non mi aspetterò più nulla. Non me ne vogliano i wengeriani convinti, ma la mia sensazione è che le chance di vincere il campionato o la Champions League, siano in continua diminuzione. Forse la Carling Cup, che pur sarebbe un inizio, ma non più di quello.



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


 

Switch to our mobile site