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Champions League

4 novembre 2010
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Shakhtar – Arsenal 2-1: Report e pagelle

Nulla più di quanto merita. Questo è ciò che l’Arsenal riesce a raccogliere alla Donbass Arena, nella città mineraria di Donetsk. Un pimpante Shakhtar riesce ad aver ragione dei Gunners in versione svogliata e supponente. Il che non giustifica la sconfitta, semmai ne costituisce invece una solida aggravante.

La squadra di Arsene Wengèr scende in campo priva di spina dorsale (il riferimento non è soltanto alla mancanza dell’asse Vermaelen-Song-Fabregàs-Arshavin-Van Persie), fatica ad imporre il suo gioco, giochicchiando con sufficienza e perdendo, insieme alla partita, la possibilità di archiviare il discorso qualificazione.

LE FORMAZIONI

Ad onor del vero, il tecnico alsaziano un pò ci mette del suo, arrangiando una formazione non proprio all’altezza della situazione. Le assenze dettate dagli infortuni e dalle indisponibilità di lunga data sono ormai ben note, per cui non val la pena spendere ulteriori parole a riguardo. Resterebbe da capire la ragione per la quale Wengèr abbia quasi aggravato la situazione, privandosi, di fatto, di giocatori virtualmente disponibili e quindi in grado di dare il loro contributo. La volontà di preservarne le energie è chiaramente andata a braccetto con la supponenza, con l’aver sottovalutato l’impegno in questione, da cui gli sviluppi ai quali tutti noi abbiamo assistito. Con Fabianski tra i pali, la difesa rivede Ebouè nella sua posizione originale a destra, con Djourou e Squillaci al centro, e Clichy sulla corsia mancina. Nonostante la mancanza strutturale in organico di un’alternativa a Song come “holding midfielder”, Wengèr preferisce far riposare il camerunense, impostando un centrocampo con Wilshere e l’esordiente Eastmond, in appoggio a Rosicky e a Nasri schierati larghi sulla trequarti. Walcott si posiziona tra le linee, quasi da seconda punta, a supporto di Bendtner unica punta.

Lucescu stravolge l’assetto ultradifensivo voluto due settimane fa (con il quale del resto aveva rimediato una proverbiale scoppola) e disegna una formazione prettamente votata all’attacco: davanti a Pyatov, la difesa a quattro si schiera con Srna, Rakitskiy, Chygrynkiy e Rat; davanti alla stessa il presidio di interdizione è composto da Gai e Hubschmann; Jadson e Willian potevano svariare sulle fasce, così come Eduardo da Silva poteva inserirsi centralmente come punta aggiunta, al terminale offensivo Luiz Adriano.
Direzione di gara ineccepibile da parte del signor Busacca (voto 7) e dei suoi assistenti.

LA GARA

Mircea Lucescu non ha mai brillato per sportività. Le sue dichiarazioni nel prepartita secondo cui il 5 a 1 subito all’Emirates fosse frutto di un arbitraggio falsato, ne denotano uno scarso senso del pudore e non meritano risposta. L’apice dell’idiozia viene raggiunto quando afferma che le squadre inglesi non posson esser battute in presenza di un arbitro scandinavo. Quasi quasi verrebbe da chiedere al Chelsea cosa ne pensa di quel tale chiamato Ovrebo e del suo arbitraggio durante la semifinale col Barcellona.
L’ex tecnico dell’Inter, nonostante la designazione arbitrale non scandinava, deve comunque rivedere qualcosa nei suoi schemi difensivi, perchè dopo 10 minuti la sua squadra si trovava in svantaggio.

Il corner battuto da Srna viene spizzato dalla difesa e recuperato da Walcott, che riesce a toccar la sfera per Wilshere; giusto ai limiti della propria area di rigore, il giovanissimo numero 19 controlla e lancia lo stesso Walcott direttamente verso la porta avversaria, sfruttando il pessimo posizionamento della retroguardia ucraina. Theo incenerisce sullo scatto i due difensori atti a marcarlo invano, e completa il coast-to-coast in circa 9 secondi e mezzo, battendo Pyatov con un preciso piatto destro. E’ il settimo goal stagionale per l’ala della nazionale di Capello.
Il vantaggio avrebbe permesso all’Arsenal di giocare di rimessa, con maggior tranquillità. Ma i Gunners non riescono a capitalizzare il momento, risultando poco attivi e, soprattutto, molto propensi all’errore. La mancanza di un filtro degno di questo nome a centrocampo è palese.

Ebouè sbaglia l’impossibile, Nasri non trova spazi e Bendtner si dimostra incapace a far salire la squadra. Nel frattempo lo Shakhtar può riorganizzarsi, approfittando della pochezza degli avversari. Poco dopo il quarto d’ora, Luiz Adriano sguscia via ad Ebouè sulla sinistra, centrando la sfera in mezzo per Jadson, che a colpo sicuro trova la provvidenziale opposizione di testa da parte di Djourou. La palla viene respinta per qualche secondo, prima di esser nuovamente scagliata al centro e raccolta dall’attaccante brasiliano, che di testa colpisce il palo a Fabianski battuto.

Verso il 17′ il portiere polacco si metteva comunque in evidenza, bloccando un pericoloso tiro ravvicinato di Chygrynskiy. La pressione dei padroni di casa non accennava a diminuire, mentre l’Arsenal ora faticava persino a contenere la spinta avversaria. Ebouè è costretto a falciare Willian alla trequarti, da cui ne scaturisce un calcio di punizione. La battuta di Jadson è precisa e imbecca Chygrynskiy che, anticipato di testa da Eastmond, ne propizia la velenosa deviazione in porta con uno sfortunato autogoal. Pareggio meritato.

Il goal rivitalizza gli ucraini, annichilendo, se possibile, ancor di più l’orgoglio dei Gunners. Eduardo al 33′ per poco non riesce ad orchestrare il vantaggio, dopo aver saltato Clichy con classe sopraffina in area di rigore, per poi servire Jadson, fermato prontamente dalla retroguardia ospite. Il tracollo è solo rimandato. Nel mezzo un accenno di reazione, con Eastmond finalmente in grado di innescare un break irrompendo centralmente verso l’area di rigore: ottima la finta con cui neutralizza l’avversario e il tocco per Bendtner, al limite; il danese trova di prima l’inserimento di Walcott che, attimi prima di poter calciare, viene brillantemente chiuso da Srna. Poteva essere il primo passo per raddrizzare un primo tempo quasi pessimo.

Ma il cinismo dello Shakhtar non lo permetteva. Prima che l’arbitro mandasse tutti a prendere un thè caldo, Clichy ripeteva per l’ennesima volta un suo tipico “numero”, facendosi rubar ingenuamente la palla nei pressi dell’area di rigore dall’astuto Srna. L’esterno difensivo croato aveva modo di beffare lo sciagurato collega transalpino, e pescare Eduardo, ben piazzato al centro dell’area. Tocco vellutato del Croaziliano, in anticipo su Squillaci, e Fabianski viene trafitto. Rimonta completata. La non esultanza da parte dell’ex numero 9, è davvero magra, magrissima consolazione.

Nella ripresa Lucescu poteva dedicarsi al contropiede totale, incappando però nell’errore di far schiacciar troppo il baricentro della sua squadra. L’Arsenal provava a far la partita, soprattutto in attacco, e già dai primi minuti della ripresa, cercava il pareggio. La chance migliore arriva al 52′, quando il taglio di Bendtner per Wilshere viene solo momentaneamente intercettato da Willian al limite dell’area; l’opposizione del brasiliano è debole, e il giovanissimo Jack ritorna di prepotenza sulla sfera, affrettando i tempi della conclusione e calciando di sinistro a giro, senza trovare l’angolo per pochi centimetri.

Solo pochi minuti dopo, un’ottima finta di corpo da parte di Rosicky, permette a Walcott di involarsi e di andare alla conclusione, comunque velleitaria per battere Pyatov. Verso l’ora di gioco Wengèr manda dentro Vela per Eastmond, mentre Lucescu inserisce Alex Texeira al posto di Gai. Circa cinque minuti più tardi, altra grandissima chance per gli ospiti: un semplice cross dalla trequarti di Clichy, trova lo smarcatissimo Squillaci al centro dell’area (salito in precedenza per un corner); l’ex difensore di Monaco e Siviglia viene dimenticato da tutti ed è libero di andare a colpire di testa, senza però angolare in maniera sufficiente la palla, che finisce dritta tra le braccia di Pyatov.

Il portiere della nazionale ucraina deve far fronte ad un secondo tempo alquanto impegnativo, soprattutto rispetto alla prima parte della gara. Walcott non riesce a sorprenderlo, nè con il sinistro, dopo una percussione centrale. nè con il destro a giro, manchevole di potenza. Al 73′ un Bendtner a dir poco da dimenticare, lasciava il suo posto a Chamakh, mentre Douglas Costa rilevava un attivissimo Jadson. La partita si gioca ad una sola metà campo, ma gli errori e la scarsa precisione, vanificavano di fatto ogni sforzo. A nove dal termine, si registra l’esordio di Jay Emmanuel-Thomas, ma la sua entrata in campo non lascerà tracce di rilevo. Lo stesso dicasi per Marcelo Moreno, al posto di Adriano, all’87′.
I quattro minuti di recupero non bastano, e lo Shakhtar ottiene i tre punti, arrivando a quota 9 nel girone insieme agli uomini di Wengèr.

CONCLUSIONI

Nel primo tempo l’Arsenal ha fatto largamente capire di non poter vincere questa partita. Ma nel secondo ha avuto tempo e soprattutto il modo per pareggiarla. Con una squadra così condizionata da infortuni e scelte tecniche votate al turn-over, è troppo facile capire quanto sia necessario ridurre al minimo gli errori. E ieri sera ce ne sono stati fin troppi. Tra tutti, quello di Clichy che a questi livelli (come del resto è accaduto) risulta determinante. L’Arsenal resta al primo posto nel girone per la faccenda della differenza reti e, apparentemente, non perde nulla rispetto a quanto avesse prima di questa partita. In realtà la squadra di Wengèr perde la possibilità di ipotecare il passaggio agli ottavi, e di dedicare ogni suo sforzo al mese tradizionalmente più importante per il proprio cammino stagionale: Novembre. Vi saranno altre sette impegni, di cui cinque in Premier, uno in Carling contro il Wigan e l’altro in Champions, contro il Braga in Portogallo. Un mese cruciale.

Personalmente, ho rivisto gli errori della partita contro il WBA in campionato. Avremmo dovuto già averli superati, ma a quanto pare, ve ne è rimasto ben più di qualche residuo. Sarà il caso di tener tutto questo a mente e concentrarsi sul Newcastle, che domenica verrà all’Emirates. Non sarà la stessa squadra che abbiam sconfitto in Carling, così come ieri non è stato lo stesso Shakhtar demolito all’Emirates due settimane fa. L’averlo capito, dopo questa dura lezione, sarà solo il primo passo per reagire. Mentre domenica lo si dovrà dimostrare, con una prestazione degna di questo nome e, soprattutto, con il risultato.

LE PAGELLE

6,5 ncolpevole su entrambe le segnature, si fa trovare pronto in tutte le altre circostanze, uscendo con personalità e bloccando quando c’è da bloccare. Senza sbavature.
4,0 Nonostante torna al ruolo che gli compete, l’ivoriano è in serata negativa. Sbaglia in continuazione, gioca con sufficienza e non riesce a farsi vedere mai in sovrapposizione. Altrettanto disastrosa la sua prova difensiva, in balìa di Willian prima e Luiz Adriano poi.
5,5 Meno brillante del collega, ha qualche responsabilità sulla marcatura che ha portato all’autorete di Eastmond e, soprattutto, sulla potenziale palla goal che ha sprecato.
6,0 n un reparto che non ha brillato, il ragazzo si è comunque guadagnato la sufficienza per un paio di chiusure provvidenziali.
5,5 il suo errore (ormai ben noto al pubblico), regala il vantaggio allo Shakhtar, e non è la prima volta che il terzino si macchia di tale pecca. Il suo voto tiene conto della corsa e della quantità messa in pratica per lo più nel secondo tempo. Rivedibile.
6,0 L’unico centrocampista che non si nasconde, propizia il goal del vantaggio di Walcott con un lancio perfetto e cerca più volte di creare gioco, predicando quasi nel deserto. Molto meglio se spostato di una quindicina di metri in avanti.
5,5 Si danna malamente per trovare anche la minima verticalizzazione e finisce spesso per buttar via il pallone. Da lui ci si aspetta qualcosa in più.
5,0 Lanciato nella mischia, il ventenne non spicca certo per personalità. Gli si chiede di sostituire Song senza averne nè il fisico, nè l’esperienza. Il risultato è scialbo, ma le colpe non sono tutte sue.
5,5 Delude e non poco la sua quasi totale mancanza di creatività. Lui che della creatività ne fa il pezzo forte della casa. Senza la sua proverbiale imprevedibilità, diventa lento, macchinoso, inefficace.
6,5 Regala un goal sintesi di velocità, classe e potenza, e ha il merito di provarci più di ogni altro, soprattutto nel secondo tempo, senza però riuscire a battere Pyatov. Poco servito nonchè poco assistito dal compagno avanzato, cala alla distanza.
5,0 l suo stato di forma dimostra grossi passi indietro. Poco reattivo, si fa anticipare ad ogni occasione, vanificando le già poche verticalizzazioni da parte dei compagni. Vorrebbe interpretare la parte di “Chamakh” della situazione, ma con prestazioni simili non potrà mai impensierire la maglia da titolare del marocchino. Sonnecchia nel secondo tempo.
s.v.
5,0 Nemmeno lui riesce a far “le sue veci”, nonostante sia il più adatto in quel senso. Ad ogni modo i pochi minuti concessigli ne costituiscono un’attenuante.
5,0 Inserito per dar velocità e profondità alla manovra, si perde nei meandri della difesa avversaria, senza una precisa collocazione in campo. Evanescente.
5,5 Prova ad effettuare la rotazione dei suoi uomini, applicando alla Champions League, lo stesso principio della Carling Cup. L’incompatibilità tra gli elementi si traduce alla fine in una sconfitta abbastanza meritata.

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6 Comments


  1. Benjamin Trotter

    Voglio complimentarmi di cuore per lo splendido lavoro; le pagelle, infatti, sono una piacevolissima cosa, sia da un punto di vista puramente grafico che da un punto di vista (che è più importante) sostanziale. Complimenti vivissimi ! E graize ancora, di nuovo, a voi che curate questo splendido sito, punto di ritrovo per noi affamati di Arsenal ! Venendo alla partita, il ko è stato imprevisto; sarà che ultimamente eravamo abituati bene, ma non me lo aspettavo proprio. Comunque non drammatizziamo, con la dovuta attenzione credo che la qualificazione non sia a rischio. Si tratta piuttosto di recuperare concentrazione…questa mi sembra la cosa principale perchè senza non si va da nessuna parte, nè in Premier nè in Champions…lo so, è un discorso ovvio, ma la nostra è una squadra che a volte si perde in un territorio di confine, a metà tra la terra e il cielo, quindi vale la pena ogni tanto richiamare parole (attenzione, concentrazione) che altrimenti suonerebbero scontate.


  2. theMethod

    Grazie mille Benjamin! L’idea era già stata contemplata tempo fa, finchè non si è tramutata in una vera e propria richiesta! Massimo poi ha avuto la grandiosa idea di impostare la colonnina dei giudizi con le immagini di ciascun giocatore! Più che altro i ringraziamenti vanno a lui, io ci ho solo messo qualche rigo in più rispetto a quanto ho scritto! Grazie comunque! E mi raccomando, continuate a darci suggerimenti! In fondo, come tu stesso ricordavi, questo spazio è per tutti coloro che condividono la passione Arsenal!


  3. Mike

    questo layout è S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-E
    CMQ sono deluso della sconfitta :(


  4. Gunners4ever

    grazie a tutti e soprattutto grazie ad angelo..la tua mano è essenziale per il blog, la tua bravura nello scrivere, poi, è fantastica.


  5. kingmettius

    Questo sito rende meno amare le sconfitte.. siete grandi


  6. Benjamin Trotter

    Quoto alla grande kingmettius !!! E oggi sotto con il Newcastle ! C’mon Gunners !!!



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