Una rocambolesca vittoria nel freddo del Tyneside regala all’Arsenal l’approdo ai quarti di finale della Carling Cup. Accade un pò di tutto al St. James’s Park: un autorete a dir poco clamorosa, una rete viziata dal fuorigioco, e due goal pregevoli. Tutto nel bel mezzo di una gran bella serata di calcio, all’insegna del divertimento e dell’agonismo puro. Ingredienti difficili da reperire nei contesti delle altre Coppe nazionali, ma assolutamente tipici di un palcoscenico come quello, appunto, offerto dalla Carling Cup.
FORMAZIONI
In piena continuità con quanto visto al White Hart Lane, Wengèr conferma la sua nuova tendenza a schierare una squadra più competitiva rispetto agli anni passati, dove sia la Carling sia la F.A. Cup venivano adoperate quasi esclusivamente come bacino di coltura per elementi delle Reserves o dell’Academy.
Nei vari prepartita lo stesso alsaziano aveva annunciato un team con un sostanzioso nucleo di membri della prima squadra, a cui ovviamente avrebbe affiancato elementi provenienti dalle seconde linee. Il mix di Wengèr è stato quantomeno attento ed equilibrato: Szczensny si sistema in porta, con davanti a sè la linea a 4 composta da Gibbs, Djourou, il rientrante Koscielny ed Ebouè; Denilson, Eastmond e Rosicky presidiano la linea mediana, in supporto di un tridente formato da Walcott, Vela e Bendtner.
Per quanto guidi una neopromossa di lusso, Chris Hughton non può non prender decisioni di formazione, buttando comunque uno sguardo alla classifica. I Magpies occupano una posizione notevolmente positiva (tecnicamente sarebbero quinti), seppur condizionata da distacchi minimi, per cui il manager inglese decide di dosare bene le energie e di giocarsela con una squadra sulla carta ben miscelata. Spazio a Krul tra i pali, difeso da Williamson, Perch, Kadar e Ryan Taylor; Alan Smith e Danny Guthrie completano il tandem di centrocampo, con il giovane Vuckic e Routledge a spingere sulle corsie; in attacco l’esperto Peter Lovenkrands è affiancato da un altro giovanissimo, che risponde al nome di Nile Ranger.
Direzione di gara affidata al signor Marriner (voto 5,5).
LA GARA
La formazione ospite presentava una buona dose di giocatori che, seppur reduci da poco spazio, potevano ben dirsi titolari. Fra tutti Walcott, Rosicky e Koscielny, che virtualmente (quando stanno bene) sono fra le possibili prime scelte di Wengèr. Se questo non bastava a capire l’importanza che l’alsaziano attribuiva alla gara, era sufficiente dare uno sguardo alla panchina, con gente del calibro di Fabregàs, Arshavin, e Sagna. Una presenza, la loro, che sè da un lato rassicurava, dall’altro imponeva ai giocatori in campo un certo tipo di rendimento, per dimostrare di meritare la chance concessa in Coppa.
Forse anche in virtù di questo, la partenza dei Gunners è fortissima. Vela si inserisce dalla sinistra fino ad arrivare al tiro, che Krul devia in corner. Siamo al trentesimo secondo di gioco. Gli sviluppi del tiro dalla bandierina vedono Bendtner con la possibilità di ribattere più volte a rete, trovando però sempre la ferma opposizione della difesa e, alla fine, dell”estremo difensore olandese, attento nella circostanza. Pochi minuti dopo è Ebouè a prender l’iniziativa, con una percussione dalla destra, terminata poi con un tiro di sinistro senza esito.
Successivamente è la volta di Walcott, che però finalizza la propria sgroppata in accelerazione con un cross radente che per poco non trova Rosicky pronto al tap-in. Ci prova persino Gibbs dalla media distanza, mandando però altissimo sopra la traversa. Insomma, meno di 10 minuti e diversi tiri in porta, potevano dirsi un inizio ben più che arrembante. D’altro canto il Newcastle si difendeva con le unghie e con i denti, decidendo, dopo un buon quarto d’ora, di passare al contrattacco. Nile Ranger riesce a guizzar via ai danni di Djourou, portandosi a tu per tu con Szczesny che, pur fallendo l’uscita, ne rallenta la corsa, permettendo il recupero prezioso di Koscielny, che in seconda battuta neutralizza il pericolo.
Il giovane portiere polacco poteva redimersi poco dopo, con una parata in volo su un poderoso missile terra-aria scagliato da Smith, ai 30 metri. Da lì in poi si susseguono fasi di calma e di attesa, intervallate da qualche iniziativa poco concreta e, per la verità, anche da una serie di interventi fallosi. A farne le spese è Gibbs, che al 18′ deve arrendersi, lasciando il suo posto a Bacary Sagna, con Ebouè che scala così a sinistra per il resto della partita. Ciò che sembrava configurarsi come il risultato finale del primo tempo, veniva clamorosamente smentito proprio sul finire dei primi 45 minuti: il corner di Walcott viene deviato nella zona di Rosicky, che lo riscodella al centro; Bendtner agli undici metri ribadisce il pallone in porta di testa, non imprimendo forza a sufficienza; la palla viene lisciata da Krul, ma controllata da Taylor che, nel tentativo di respingere lontano la sfera, colpisce la testa del portiere olandese fermo sulla linea di porta, facendola rimbalzare dentro.
Nella maniera più stramba, l’Arsenal passa in vantaggio e va all’intervallo con un vantaggio psicologico sicuramente non trascurabile. Tant’è che, nonostante un primo tentativo di Perch di testa, finito alto sulla traversa, nel giro di 8 minuti circa, l’Arsenal trova un controverso raddoppio. Il lancio di 40 metri dalle retrovie a scavalcare la difesa dei Magpies, coglieva Bendtner in fuorigioco siderale, ma il danese si disinteressava più che vistosamente della palla, con Walcott che, in posizione millimetrica di offside, scattava per far suo il pallone. Mentre il numero 14 agganciava la sfera involandosi verso Krul, Bendtner esercitava più o meno volontariamente un blocco stile football, con cui metteva k.o. uno degli inseguitori. Walcott, così indisturbato, poteva giungere nei pressi di Krul, lobbarlo con estrema freddezza e realizzare il goal del 2 a 0.
Un verdetto non mutato, nonostante le proteste, a dire il vero non così sonore, da parte dei Geordie boys. Con un risultato quasi compromesso, Hughton provava ad inserire l’idolo di casa, Andy Carroll e Jonas Gutierrez, per Routledge e l’impalpabile Lovenkrands. Il centravanti inglese crea non pochi imbarazzi alla difesa ospite, la quale ha in Koscielny uno dei migliori della serata. Il difensore franco-polacco è in gran spolvero dopo l’infortunio, sempre attento e saggio sia di testa, che in tackle. Con la difesa in sufficiente controllo, l’Arsenal poteva controllare più tranquillamente la gara. A venti minuti dal termine, Wengèr voleva ipotecare il controllo del centrocampo, inserendo Fabregàs per Vela, mentre Barton rilevava un ottimo Alan Smith. L’ingresso del catalano di fatto poneva le basi per una maggior precisione offensiva, e a meno di dieci minuti dalla fine, i Gunners potevano concretizzare.
Con il break centrale creato dallo stesso Fabregàs, Bendtner poteva inserirsi nello spazio lasciato libero sulla trequarti sinistra: il danese fa tutto da solo, accentrandosi in totale controllo, portandosi la palla sul destro e calciando di interno sul secondo palo, trovando nell’angolo alto, la traiettoria imparabile per Krul. Il tre a zero legittima, se non altro, il successo esterno, fin lì condizionato da due reti piuttosto discutibili. Ma a quanto pare l’Arsenal ci teneva a non lasciar il minimo dubbi sulla qualificazione, realizzando il poker allo scadere con Walcott, bravissimo a perforare la difesa (in posizione regolarissima) su un gran pallone filtrante nel corridoio, e a battere Krul con un destro rasoterra, praticamente un uno contro zero.
CONCLUSIONI
Il trend positivo visto in campionato e in Champions, trova continuità in Coppa di Lega, e questo non può che essere un fattore positivo sotto ogni punto di vista. Wengèr è abituato alla presenza tra le otto finaliste della competizione, ma stavolta è più concreta la sua volontà di non sottostimare il possibile obbiettivo. Ad eccezione del Manchester United, squadre come l’Ipswich, il Birmingham o il WBA sono assolutamente abbordabili, per cui, per i Gunners, sarà un dovere provare a giungere fino in fondo alla competizione. Un trofeo è pur sempre un trofeo, e solo noi sappiamo quanto sia importante poter iniziare a vincerne uno, spezzando la maledizione che da oltre 5 anni ci perseguita. Ci separano solo due passi da Wembley. Non possiamo fallire.




Ragazzi, questi GUNNERS mi stanno viziando ormai con questi risultati. Speriamo che siano continui anche se è dura. Ora pensiamo a vincere il derby contro gli Hammers anche se avrei preferito giocare l’andata fuori casa perchè al ritorno bene o male sappiano che cercheranno punti per la lotta alla salvezza e sarebe così più dura vincere fuori casa. Comunque questi non sono discorsi da fare per chi vuole vicnere il titolo, quidni avanti tutta e C’MON GUNNERS TILL DIE !
Wenger si è deciso a far giocare almeno la 2a squadra a differenza degli anni passati dove schierava tutti bimbi dai 17 ai 20 anni.
Doppietta di Walcott che arriva a 6 gol stagionali mentre Bendtner timbra il 2° gol in 3 giorni.
Clean sheet per il promettentissimo 19enne portiere polacco, Szczesny. Due grandi parate che mostrano ampiamante il suo grande talento.
Fantastici i tifosi che sono arrivati in massa a Newcastle (trasferta lunga, di mercoledi, per l’ottavo di Coppa di Lega…)
Avanti cosi…
Ottima, ottima serata. Turno superato (e io ci tengo veramente tantissimo a vincerla quest’anno la Carling)con una prestazione tutto sommato convincente (il secondo goal era irregolare, ma non credo che il risultato finale sarebbe cambiato, se non nelle proporzioni). Convincente Koscielny, direi che è quello che mi è piaciuto di più. Bravo Theo, ma per me può fare molto di più. Sagna riesce a soffrire anche con avversari non irresistibili. Vela mi è sembrato fuori dal gioco. Bendtner riesce ancora una volta a sbagliare le cose più elementari e ad azzeccare quelle più difficili…voi ci capite qualcosa ? Mah. In crescita comunque.
Le note positive continuano;è vero che giocavamo in pratica contro le riserve del Newcastle,però quando vinci 4-0 fuori casa è difficile trovare cose negative.
Intanto,oltre alla qualificazione(e ad un cammino sulla carta non difficilissimo,a patto di non pescare il M.UTD), sono due gare senza gol al passivo, la scoperta di avere un altro ottimo portiere(sperando che questo significhi la fine dell’esperienza di Almunia all’Arsenal..), la conferma che la rosa è forte e ampia,nonostante la solita lunga lista di assenti(unica nota stonata).
Il trend è molto positivo,bisogna continuare così considerando un calendario non impossibile ma molto congestionato; Bentdner e Walcott intanto hanno ottimi numeri considerando quanto poco hanno giocato; se a loro sommiamo la fino a qui ottima stagione di Chamakh e Nasri, non credo di dire un eresia affermando che per V.Persie sarà molto dura riconquistarsi il posto;e credo che Wenger farebbe un errore se,con questo modulo e questa tipologia di gioco,considerasse ancora l’olandese come il titolare..in ogni caso quel che conta è continuare a vincere.
Come on Gunners!