Dopo averlo conquistato temporaneamente durante lo scorso turno di campionato, l’Arsenal riesce a confermare il secondo posto in Premier League, compiendo l’impresa sul difficile campo del City of Manchester, non senza un pizzico di fortuna. Quella stessa fortuna che, come ben sappiamo, in termini d infortuni non è sempre stata di casa nei pressi del nord di Londra. O quella stessa fortuna che la settimana scorsa, permise agli uomini di Mancini di vincere a Blackpool per 3 a 2, tirando in porta tre volte, nonostante un netto dominio dei Tangerines.
Magari la cosa non andrà di moda, ma per quanto mi riguarda è sempre bene dire le cose come stanno. Episodio a parte, è un risultato importante, direi pesante perfino nei dati che vi si possono ricavare a riguardo. In primis balza all’occhio il fatto di aver battuto una pretendente (inutile nascondersi), il cui organico è stato costruito con una cifra circa 4 volte superiore a quella utilizzata da Wengèr. Senza contare il senso di soddisfazione per aver “vendicato” il 3 a 2 dell’anno scorso (con tanto di esultanza irriverente di Adebayor) e il 3 a 0 di due anni fa. Ciò che invece è più difficile da notare (me ne sono accorto leggendo casualmente qualche articolo per il web), è che il successo di ieri contro il City, costituisce il primo “clean sheet” esterno da ben 10 mesi a questa parte. Quasi un tabù sfatato, che tradotto in soldoni vuol dire una grossa, grossa iniezione di fiducia.
LE FORMAZIONI
Entrambe le squadre vengono da un brillante risultato nelle rispettive campagne europee: i Citizen non hanno avuto problemi a liquidare il Lech Poznan con una tripletta di Adebayor, mentre per quanto riguarda i ragazzi di Wengèr, sappiamo bene come si sia risolta la sfida contro lo Shakhtar.
Sebbene autore di tre reti in Europa League, il togolese non riesce a convincere Mancini nell’affidargli una maglia titolare. L’ex manager di Inter, Lazio e Fiorentina non smentirà il proprio credo, affidando il reparto offensivo al solo Tevez, supportato da Silva, Barry e Milner; Joe Hart è confermatissimo tra i pali, coperto da Richards, Boyata, Kompany e Boateng, a loro volta coadiuvati dalla cerniera di centrocampo composta da Yayà Tourè e de Jong. Solo panchina per Lescott, Bridge (presenti lo scorso anno) e il pimpante Adam Johnson, oltre al rientrante Balotelli.
L’unico recupero in casa Arsenal è quello di Sagna, che riguadagna il suo posto a destra, affiancandosi a Djourou, Squillaci e Clichy, per completare la linea difensiva posta davanti a Fabianski; Song e Denilson (Wilshere è squalificato) si dispongono in mezzo, con Fabregàs ad agire più avanti in cabina di regia; Arshavin e Nasri sugli esterni appoggiano l’unica punta Chamakh. Ancora out Van Persie, Vermaelen, Almunia e Ramsey, a cui si va ad aggiungere Diaby, mentre per Bendtner, Walcott e Rosicky si profila un inizio dalla panchina.
Dirige con buon metro e molta fermezza il signor Clattemburg (voto 6,5).
LA GARA
Nella parte iniziale dell’articolo, si parlava di episodio. Chiaro, netto, che ha sicuramente inciso sull’andamento dell’incontro, ma non così fortuito come lo si vuol far passare. In realtà, poco prima, il Manchester City aveva avuto già due palle goal, con un inizio a dir poco vibrante. Al primo minuto scarso, Djourou veniva soggiogato dal dribbling di Tevez, bravo ad eludere lo svizzero e a mettere un gran pallone basso in mezzo, dove Silva, sgusciando via alla retroguardia avversaria, finalizzava magistralmente di tacco senza però riuscire a sorprendere un reattivissimo Fabianski. Due minuti dopo la difesa dell’Arsenal si dimostrava ancora una volta ballerina ed incerta, sulla pericolosa incursione di Yayà Tourè dal fianco destro, su cui è Sagna a chiudere, in perentoria diagonale difensiva.
Sembrava che gli uomini di Wengèr fossero troppo stonati dall’approccio dei Citizens per trovare subito il bandolo della matassa, invece al quarto minuto si scuotono energicamente con una giocata finissima del solito Fabregàs: il catalano trova un corridoio centrale per l’ottimo scatto di Chamakh che supera Boyata in velocità, venendo poi da quest’ultimo agganciato in tackle da tergo, ai 16 metri.
Boyata è l’ultimo uomo della sua linea difensiva e il suo fallo ha negato a Chamakh, lanciato verso Hart, una chiara occasione da goal. il regolamento parla di espulsione diretta, e Clattemburg lo applica nella maniera più corretta possibile. Il City resta in 10 praticamente fin dall’inizio, tra le roboanti proteste del pubblico di casa. Ma chi è causa del suo mal, pianga sè stesso.
La pressione esercitata dal pubblico e soprattutto dai giocatori in campo, rende la partita oltremodo nervosa, costringendo Clattemburg ad usare il cartellino per non farla incattivire più di tanto. Nel frattempo Tevez approfitta di una dormita difensiva ospite, per andare al tiro senza tuttavia impensierire Fabianski. Pochi minuti dopo, al 17′, Djourou ha una grande chance sul traversone di Sagna, ancora una volta innescato da Fabregàs, ma il difensore svizzero non riesce a inquadrare la porta, mandando alto sopra la traversa. Il City doveva riorganizzarsi anche nell’assetto, per far fronte all’espulsione: con Tourè scalato in difesa e Barry a far il terzino (come ai tempi del Villa), Mancini aveva conferito un buon equilibrio alla sua squadra, che nonostante l’inferiorità numerica, continuava a metterci grande impegno e grande foga agonistica.
Dal canto suo, l’Arsenal provava a crescere, seppur con ritmo molto compassato, fino a trovare il lampo decisivo, al 20′, con una giocata di alto spessore tecnico da parte di Nasri: il francese, sempre più attivo nella manovra, recuperava palla dal vertice destro della trequarti, servendo Arshavin in posizione centrale, e dettando il passaggio di ritorno; stavolta il russo non si perde in strafalcioni, e restituisce la sfera con grande precisione all’ex fantasista dell’OM, che in velocità batte Hart in uscita bassa, segnando il goal dell’uno a zero.
Il City era ora gravemente ferito, ma non certamente sconfitto: alla mezz’ora il gran lavoro di Milner permetteva a Micah Richards di involarsi sulla destra, quasi come fosse un attaccante: il giovane stopper riusciva ad entrare in area di rigore, saltando i centrali difensivi avversari con una finta a rientrare, ma senza trovar la porta con un rivedibile sinistro a giro. Con l’allarme rientrato, l’Arsenal poteva nuovamente concentrarsi a costruire gioco e intorno al 40′, avrebbe potuto anche chiudere il discorso. Fabregàs servito appena in area di rigore, in posizione defilata a destra, veniva irregolarmente abbattuto da Kompany.
Clattemburg è ancora una volta ineccepibile nell’assegnare il penalty, ma il catalano non sarà altrettanto ineccepibile nel trasformarlo. Hart si tuffa sulla sua sinistra neutralizzando il tiro dal dischetto e salvando, di fatto, le sorti della sua squadra. Il rigore parato poteva incidere negativamente sul morale dei Gunners; di contro poteva servire come una scossa di defibrillatore per il cuore, ancora resistente, del Manchester City.
Con l’Arsenal che, non in pieno controllo, rischiava di cadere nel beffardo baratro della rimonta avversaria, gli uomini di Mancini dovevano e potevano provarci. Nella ripresa entra Bridge per Yayà Tourè, mentre tutti si sarebbero aspettati un attaccante. Il tecnico di Jesi non delude le aspettative, mandando dentro Adebayor per Tevez al 51′, e provando a far gioco con lunghi lanci in favore del togolese, sicuramente più fisico rispetto all’argentino. I Gunners impiegano del tempo nel prender le misure alla mossa di Mancini. E il fatto di dover giocare con tutti i centrocampisti condizionati da un cartellino giallo, non era sicuramente semplice.
Nelle prime fasi del secondo tempo, il possesso palla diventa di dominio dei Citizens, con Silva che avrebbe addirittura la possibilità di equalizzare il risultato: la sua percussione dalla destra, gli permetteva di accentrarsi rientrando sul piede preferito per poi calciare da posizione angolatissima: impeccabile la risposta di Fabianski, che devia in corner. Ancora una volta prezioso il contributo del portiere polacco, nel disturbare in uscita il possibile tap-in di Adebayor, che però non riesce a indirizzare in rete. Con Fabianski a dar finalmente sicurezza al reparto, l’Arsenal poteva finalmente organizzarsi e riprendersi le redini della partita.
Ancor più del primo tempo, Fabregàs orchestra la manovra offensiva, facendo correre a vuoto gli avversari, disperdendone il pressing; Song si trasforma a tratti nella sua versione “Super Saiyan” (e i capelli lo dimostrerebbero parzialmente), raddoppiando la marcatura e recuperando decine e decine di palloni, fino a diventare onnipresente; Nasri ed Arshavin tengono alta l’attenzione della difesa, creando occasioni e provando a pungere dalle fasce. Insomma, nella situazione di vantaggio creatasi già nel primo tempo, l’Arsenal non poteva davvero sfruttarne meglio gli sviluppi. Annichilito l’avversario dal punto di vista offensivo, non restava altro che chiudere i conti.
E al 66′ i Gunners non venivano meno al loro impegno: Arshavin, tagliando verso il centro, pescava con un traversone Nasri sul lato opposto, il quale poteva scambiare con Fabregàs; il catalano, con geniale intuizione, serviva il filtrante nello spazio per Chamakh, marcato in area da Bridge; la sfera veniva rimpallata dai difensori del City, diventando un assist per Song, inseritosi con tempismo perfetto, che calciava di prima intenzione trovando una traiettoria imparabile per Hart, e mettendo la palla all’incrocio con un poderoso destro di collo pieno. Partita virtualmente chiusa, ma non ancora conclusa. Fabianski ha il tempo di esaltarsi ancora una volta, con una strepitosa parata su colpo di testa ravvicinato di Adebayor, finito però inconsapevolmente in offside.
C’è tempo anche per Rosicky e Balotelli, subentrati rispettivamente ad Arshavin e a Barry, quando siamo al 70′ di gioco. Se il ceco poteva dirsi utile in termini di continuità, per quanto fatto da Arshavin, lo stesso non poteva dirsi di Balotelli, così evanescente persino da sembrar incapace di stare in piedi. Al minuto 83′, a risultato sempre più acquisito, Wengèr manda dentro Bendtner e Walcott, per Chamakh e Fabregàs. Il danese avrebbe avuto la sua chance di figurare sul tabellino dei marcatori, ma non senza ringraziare un sontuoso Nasri: il francese riusciva a controllare la sfera sul filo dell’out di sinistra, eludendo il distratto Richards (più intento a protestare per un fallo laterale inesistente), e servendo una stupenda palla filtrante in verticale per il compagno; Bendtner legge bene il passaggio, e da buona posizione riesce a metter la palla, di giustezza, sul secondo palo, battendo Hart per la terza volta. Gioco, partita, incontro.
Sul finale va registrato l’ennesimo intervento di Fabianski, stavolta su un gran tiro dalla media distanza di Boateng, che il portiere polacco riesce a vedere solo all’ultimo. Applausi scroscianti per la prestazione dell’ex Legia Varsavia. Sagna avrebbe addirittura la palla per il 4 a 0 nel recupero, ma il suo destro non ha i giri giusti per trovare il bersaglio. Poco male, ciò che conta è il risultato, e quello è stato ampiamente ottenuto.
CONCLUSIONI
Nonostante il sorrisino di Mancini in merito alla decisione di Clattemburg, l’espulsione di Boyata è sacrosanta e non ci sono scuse. Così come non ci sono scuse sul rigore visto dall’arbitro su Fabregàs. E’ facile pensare che il tecnico jesino sia fin troppo abituato ad arbitraggi condizionati e spesso favorevoli, ma questi artifizi tipicamente italiani non rientrano nell’ottica della Premier League. E’ bene per lui che ci si abitui quanto prima. Detto questo, nonostante il poco peso attribuito mediaticamente, quella dell’Arsenal resta un’impresa che rilancia il Club londinese tra le dirette pretendenti al titolo, fino a prova contraria. Se il primo scontro diretto ai danni del Chelsea non ha portato i frutti sperati, questo contro il City è ormai assodato, e con i tempi che corrono, direi che sia tutto fieno in cascina. Onore agli sconfitti, ma basta polemiche.
Credo che la risposta migliore alle critiche di tutti coloro che ancora pensano a cosa sarebbe potuto accadere in caso di superiorità numerica, l’abbia data Fabregàs nell’intervista dopo partita, dicendo:”Per come abbiamo giocato oggi, avremmo vinto anche se loro fossero stati in 15 contro 11…”
Ciascuno ha diritto alla sua opinione, del resto. Tuttavia alla fine, ciò che conta restano sempre i fatti. E i fatti dicono Manchester City 0 – Arsenal 3. Avanti così!




Che dire ? E’ stata una giornata da ricordare…la nostra prestazione è stata fantastica, da grande squadra: oltre alla solita fluidità di gioco ed alla consueta capacità di renderci pericolosi in fase offensiva, ho visto una squadra attenta più attenta del solito in fase difensiva, brava a chiudere gli spazi agli avanti del City, con un portiere in giornata di grazia e con un centrocampo carico di spirito agonistico ; con una battuta potrei dire che per certi aspetti non sembravamo noi… La partita è stata sicuramente condizionata dall’episodio dell’espulsione, ma questo fa parte del calcio, quindi ritengo non abbia molto senso giocare al giochino del “what if”. Confesso che dopo il rigore sbagliato da Fabregas (a mio giudizio più merito di Hart che demerito del catalano) ho temuto il peggio, e antichi (ma neanche tanto) spettri si riaffacciavano nella mia mente…per fortuna è andato tutto bene; ripeto, quello che mi ha colpito è stata la prestazione della squadra nel suo complesso, dal punto di vista del collettivo. Tutto questo in casa di una diretta concorrente (proprio vero, Method)in un campo dove anche il Chelsea aveva perso. Difficile, e forse anche ingiusto, menzionare qualcuno in particolare…ma una menzione a parte è per Nasri…letteralmente fantastico…e poi un bravo (applausi) a Fabianski, che ho sempre criticato, essendo sempre stato convinto (ed essendolo ancora) che non si tratti di un buon portiere…ma oggi va solo elogiato, quel che è giusto è giusto. Che dire ? Una giornata da ricordare…
La partita di oggi va messa in un angolo e giudicata in un certo modo. Fare confronti è quasi impossibile vista la precocissima espulsione che ha condannato il City…
Oh…poi ci sarebbe anche il merito di Cesc di trovare in diagonale quella volpe di Chamakh (terza espulsione procurata, oltre ai già 5 rigori finora…) e “costringere” il difensore a fare quel fallo.
Detto questo, è stato un 3-0 che ci serviva come il pane. Per la fiducia, per la voglia di vincere questo tipo di partite (2 pts sui possibili 27 negli ultimi 9 match con le grandi…)e soprattuto per dare un segnale a noi stessi.
Nasri è diventato indispensabile al pari di Fabregas e Song (mostruoso oggi, loro erano in 10 ma noi in 12 con 2 Song…) e la difesa ha retto nonostante qualche svarione di Djourou.
Il capitano nonostante il rigore fallito, ha giocato una signora gara (ed è +/- al 50% della condizione) ed ha subito una miriade di falli dal pulitissimo e correttissimo DeJong.
Un menzione d’onore a Fabianski. Erano anni che non si vedeva un portiere difendere la nostra porta. Prestazione da incorniciare. Finally.
Prendiamo fiducia. Recuperiamo pian piano gli infortunati (oggi Nicklas e Theo, fra qualche settimana RVP e Vermaelen) e cerchiamo di avere un minino di continuità…
PS. Nicklas che fa il “tre” con la mano rivolto ai tifosi del City….Priceless.
è stata una bella partita al di là del risultato. divertente e combattuta.
ancora una volta siamo stati troppo leziosi sull’1-0, grazie al cielo abbiamo trovato il secondo gol che ha chiuso la partita.
nonostante il clean sheet la difesa fa veramente paura. djoru non ho mai capito se è veramente scarso o se non riesce a trovare continuità, mentre squillaci non mi è mai piaciuto. speriamo in un pronto rientro di vermaellen, e che koshielny mantenga le aspettative (e soprattutto metta in fretta qualche kg).
ottima partita dei centrali, anche se denilson è sparito (comprensibilemnte) dopo il giallo. onestamente non ho compreso il motivo di tenere tre centrali con un cartellino sulle spalle per tutta la partita.
il marocchino si sta dimostrando utilissimo, dovrebbe solo cercare di più la porta.
un capitolo a parte se lo merita fabiansky: ieri ha fatto ua partita da superstar, si trata di vedere quali sono le conferme a medio termine. onestamente è impossibile auspicarsi rendimenti come quello di ieri, speriamo almeno si mantenga su livelli accettabili, tali da far rimanere a bordo campo almunia. qualunque cosa succeda, questo è già un successo
Tocco tutto il ferro possibile,ma questa ha tanto l’aria della svolta…; 3 punti d’oro colato per mille motivi:provo a buttarne giù qualcuno.
1)La classifica:restiamo secondi,agganciando inoltre il City al termine di una giornata che era,sulla carta,sfavorevolissima;
2)il Morale:vincere contro una grande ci mancava da tanto,troppo tempo; a livello psicologico si avvertiva questo peso;adesso,teoricamente,la consapevolezza e l’entusiasmo sono cresciuti a dismisura.
3)La fortuna: potevamo esser sotto dopo un minuto(come,ma non lo ha sottolineato nessuno dei media,poteva capitare al Chelsea contro di noi),ci siam ritrovati avanti di un uomo dopo 5;a volte sono questi piccoli particolari a far girare un’annata.
4)Finalmente un “clean sheet”,specialmente in trasferta, e la sensazione(lo dico a bassa voce…)di aver trovato un portiere; se Wenger non cade nell’errore dell’alternanza,già sperimentata in passato,forse abbiamo risolto un problema non da poco.
5)La squadra e il mister: Wenger ci ha preso alla grande stavolta inserendo Denilson,garantendo così più copertura difensiva e maggior libertà all’immenso Song; Nasri da favola(e ha 23 anni,se qualcuno lo dimentica…),solito splendido Fabregas,bene tutti gli altri,chi più chi meno.Poi non dimentichiamo mai che mancavano Vermalen,Wilshere,Diaby,V.Persie,Ramsey e Koscielny.Insomma,detto onestamente,questa è una gran rosa altrochè.
Detto che qualche imperfezione rimane(tipo una difesa a tratti ballerina e l’eccessivo narcisismo sottoporta in alcune occasioni), la gara di ieri a me ricorda tanto un altra partita giocata a Manchester(i più “vecchi” la ricorderanno); era il 2004,MUtd-Arsenal 0-0.
Allora la fortuna si materializzò sottoforma di un rigore sbagliato da V.Nisterooy al 90°; da lì partì la memorabile stagione degli “Invincibili”.
Ora,non sò voi, ma io continuo a toccar ferro però…
Come on Gunners!
p.s. Il gesto di Bentdner è già diventato il mio nuovo salvaschermo del computer!
mi potresti dire dove hai trovato la foto di bendtner che fa il gesto del “tre”? vorrei metterla anche io come sfondo
grazie
giornata fantastica…ho goduto un sacco…anche perchè è da tre anni che nutro un gran odio/astio verso il city…sopratutto dopo l’anno scorso con l’episodio di adeba….
1)bisogna fare i complimenti a fabiansky …quando gioca bene va premiata…ci saimo sempre lamentati del poertiere finalmente una prestazione convincente
2)ottimo nasri…e mi ricredo su quanto detto di negativo su di lui…quest’anno sta facendo un ottima stagion,(infatti si devo tener conto che ha soli 23 anni)
3)fabregas fantistico e non è neanche al top della forma…
l’unica pecca però riguarda la tattica difensiva e un podenilson
:non si può rischiare mentre si vince uno a zero e con un uomo in più, è pur sempre il city con tanti campioni…insomma a tratti mi sembravano distratti…poi fortunamente è arrivato il due a zero ,grande song,che ha messo al sicuro i tre punti.
denilson non so perchè ma mi sembra che sia scomparso dal gioco dopo mezz’ora del primo tempo…deve metter su un po di carattere.
e poi cavolo finalmente una vittoria contro una grande…di sicuro questo darà morale….tocchiamo ferro e facciamo tutti gli scongiuri e rimaniamo coi piedi per terra…ma credo e spero che sia la svolta per una grande stagione
Stagione 2003-2004… Al 91′ Keown commette un fallo pacchiano e l’arbitro assegna il penalty… Lehmann è spiazzato, ma Van Nistelrooy colpisce in pieno la traversa, che se fosse ancora integra nel compianto Highbury, starebbe ancora tremando… Finì 0 a 0, se non erro con una rissa nel tunnel verso gli spogliatoi e botte da orbi… Però quella fu comunque una partita di svolta che, dice bene Andrea, pose le basi per un cammino ancora oggi ineguagliato…
Quella di ieri è stata una partita importantissima, e lo ribadisco pur avendo già detto abbastanza nell’articolo. Resta, come avete scritto, qualche dubbio: la difesa sarà in grado di mantenere l’attenzione? Fabianski riuscirà a far cambiare opinione, confermandosi a questi livelli? Gli infortuni finiranno di condizionarci anno per anno?
Per ora sembra che tutto stia andando per il verso giusto. Song e Nasri crescono a vista d’occhio, partita dopo partita, diventando sempre più fondamentali. Chamakh, come ho scritto in qualche altro post, è un centravanti assolutamente utile e idoneo a questo tipo di gioco, pur non possedendo numeri da capogiro (e mi associo a Simo nell’augurargli una maggior capacità realizzativa). Fabregàs, beh, è il leader assoluto del gruppo, inutile star a sottolineare quanto il suo influsso positivo condizioni le partite e tutti i suoi compagni. Quest’anno, almeno in queste prime fasi, stiamo vedendo dei buoni passi avanti, ma è ancora presto, troppo presto, per poter fare valutazioni e pronostici. Oggi abbiamo messo al sicuro un tassello importante per il nostro obbiettivo, perchè secondo me l’Arsenal potrà veramente vincere il torneo nel momento in cui batterà le sue dirette avversarie, almeno in casa. Senza ovviamente lasciar punti preziosi in giro sui campi teoricamente abbordabili. Basti pensare che con i due punti persi a Sunderland, e i 3 persi in casa contro il WBA, ora saremmo a pari punti con Ancelotti. Per il momento è giusto godersi questo secondo posto, con tanto di vittoria pesante ai danni del City. In merito alla fortuna poi, non mi risulta che senza quella si possano vincere i campionati. Val la pena prenderlo come un segnale positivo e continuare a sperare…