Arsenal News e Fan Club Ufficiale
Blog italiano sull'Arsenal e Fanclub Ufficiale



Champions League

20 ottobre 2010
Letto 1.035 volte

Pokerissimo Arsenal! Qualificazione ad un passo

Da poco giunti al giro di boa nel gruppo H, l’Arsenal pone una seria ipoteca sulla qualificazione agli ottavi di finale della Uefa Champions League, conquistando la terza vittoria in altrettante gare, con un roboante 5 a 1 ai danni dello Shakhtar Donetsk.
Gli ucraini, guidati da Mircea Lucescu, vengono da sette vittorie casalinghe nel loro campionato, dove occupano saldamente la leadership con 34 punti (ben 5 di distacco rispetto alla Dinamo Kiev, seconda) in 13 partite.

Nonostante un background così positivo, arricchito peraltro da 6 punti racimolati in Europa, ieri all’Emirates Stadium non c’è stata partita. Troppa la differenza tra i valori tecnici delle due squadre, senza contare l’atteggiamento, da parte degli ospiti, prettamente votato al possesso palla sterile e completamente privo (soprattutto nel primo tempo) di accelerazioni o cambi di passo.
Ad ogni modo, considerando che le altre due squadre del gruppo fossero ancora a quota zero, la sconfitta non avrebbe condizionato in maniera irreversibile il cammino europeo degli ucraini. E’ plausibile pensare che Lucescu abbia preferito cercare di limitare i danni, piuttosto che giocarsela a viso aperto. Ma alla fine l’Arsenal non ha permesso nessuna delle due opzioni.

LE FORMAZIONI

I Gunners sono riusciti a rilanciarsi nella corsa alla Premier League con una vittoria non brillantissima, ma comunque fondamentale, contro il Birmingham. L’obbiettivo era sfruttarne la scia per guadagnarne in morale, fiducia e tranquillità. Nel frattempo Wengèr ne guadagnava in termini di organico, con il recupero ottimale di Cèsc Fabregàs, insieme con Bendtner, Walcott, Denilson e Gibbs (presenti in panchina).
Almunia non ha ancora recuperato, per cui in porta spazio a Fabianski, coperto da Ebouè, Squillaci, Djourou e Clichy; Wilshere (a cui sono state comminate tre giornate in seguito all’espulsione in campionato) si schiera in posizione arretrata a centrocampo, con Song e il capitano Fabregàs a completare il reparto; Nasri e Rosicky, schierati sugli esterni, supportano l’unica punta Chamakh.
Per lo Shakhtar confermatissimo Pyatov in porta, difeso da Srna, Rakitskiy, Kucher e Rat; Gai e Hubschman sono gli interni a metà campo, con Alex Texeira, Mkhitaryan e Willian ad agire da trequartisti offensivi a sostegno di Luiz Adriano.
Direzione di gara ineccepibile da parte del norvegese Moen (voto 7).

LA GARA

Ci si aspettava una partita dai ritmi altissimi, giocata prevalentemente con rapidi contropiede e continui capovolgimenti di fronte. Ma fin dalle fasi iniziali, non si registrava nulla di tutto questo. Se da un lato la squadra di Lucescu si mostrava priva di volizione offensiva, dall’altro l’Arsenal eccedeva nei passaggi, faticando a trovare il ritmo per poter andare alla conclusione. E non è un caso che la rete del vantaggio sia scaturita da un clamoroso episodio, su palla inattiva. Siamo al 18′: dalla bandierina Nasri scodella una palla tagliata, su cui Squillaci svetta di testa, indirizzando un comodo campanile verso Pyatov; il portiere della nazionale Ucraina emula il collega Van der Sar (quello dell’ultima giornata in Premier) e non blocca la palla, che, toccata da Djourou, finisce sulla traiettoria di Song, per poi esser ribadita in rete con una fortunosa “rabona”.

A questo punto, l’Arsenal prova ad attendere le contromosse degli ospiti, per poi sfruttare ragionevolmente il contropiede negli spazi. Di fatto, agli ucraini lo svantaggio non sembrava infastidire più di tanto. E, non fosse stato per qualche conclusione dalla distanza dell’armeno Mkhitaryan o di qualche spunto di Srna, ci si poteva tranquillamente dimenticare degli avversari.

Dal canto loro, i padroni di casa potevano tranquillamente gestire, senza necessariamente alzare il ritmo delle giocate, ma tentando di tanto in tanto la verticalizzazione verso Chamakh, o per Fabregàs che è sembrato davvero recuperato dal punto di vista fisico. A lungo andare, vista l’apatia mostrata dagli ospiti, i padroni di casa troveranno il raddoppio verso il 42′ di gioco: Ebouè scambia con Song, a cui affida il traversone verso il centro; la traiettoria deviata del cross non impedisce alla sfera di giungere in area, in direzione di Nasri che uncina la palla beffando due difensori, controlla a seguire e calcia forte con il sinistro perforando Pyatov. Sesto goal in nove partite per il francese, che dimostra di crescere e di maturare tatticamente gara dopo gara.

Con due goal di vantaggio c’erano tutte le premesse per assistere ad un ottimo secondo tempo. Lucescu inserisce Douglas da Costa per un evanescente Willian, e la sua squadra ne guadagna in vivacità sulla fascia destra. Dopo un primo tempo in letargo, lo Shakthar prova a scuotersi con un preciso filtrante di Mkhitaryan, che innesca il movimento di Adriano. Bravo Fabianski a limitare il brasiliano nell’uscita bassa, negando di fatto il possibile 2 a 1. Douglas Costa è più propositivo di quanto non lo fossero stati i suoi compagni di reparto, creando qualche problemino a Clichy e ad Ebouè, accelerando in dribbling palla al piede e svariando un pò su entrambi i lati del campo. L’Arsenal riesce però a contenere le folate del brasiliano, complice anche la scarsa incisività di un Luiz Adriano che, come se non bastasse, ci mette del suo sul terzo goal dei padroni di casa.

Nonostante un generoso avvertimento da parte dell’arbitro circa il comportamento da tenere in area di rigore, il centravanti brasiliano cintura Djourou in piena area di rigore, durante un calcio di punizione battuto da posizione defilata a destra. Uomo avvisato, mezzo salvato, come si suol dire, ma non basta al numero 9 avversario ad evitare il penalty, che Fabregàs con classe e potenza trasforma, regalando il 3 a 0 ai suoi compagni. Lucescu non manda giù quanto visto, e decide di sostituire il suo attaccante con una nostra vecchia conoscenza: il Croaziliano Eduardo da Silva. Nel frattempo, dopo un’ora di gioco, Wengèr concedeva il riposo al suo capitano, inserendo Denilson. Al tripudio dei tifosi dell’Emirates per l’ingresso del mai dimenticato Eduardo, si aggiungeva, solo pochi minuti dopo, la gioia per un goal di rara bellezza. E’ il 66′ quando Chamakh raccoglie spalle alla porta un passaggio in verticale, toccando di prima intenzione per Wilshere; Jack riceve la sfera e si lancia nel pertugio, pescando Rosicky agli undici metri, e dettando l’uno-due che il nazionale ceco non esita a completare;

Eccellente lo scambio tra i due, eccellente la personalità con cui il ragazzino classe ’92 controlla e finalizza, lobbando Pyatov in uscita. Primo goal in Champions League per un giocatore che non finisce mai di stupire e di regalare spettacolo. Spettacolo che si ripeterà al 70′, quando la falcata nel corridoio centrale di Ebouè si sviulppa in un passaggio per Nasri che con precisione chirurgica scucchiaia un pallonetto filtrante con cui scavalca la difesa ucraina, imbeccando il liberissimo Chamakh; il centravanti marocchino, incredulo per non esser finito offside, controlla dando uno sguardo all’assistente di gara, per poi rinsavire e metter dentro il più facile dei goal, realizzando il 5 a 0.

Wengèr manda dentro Walcott e Arshavin, più per controllarne lo stato di forma che per infierire in verità. Del resto, a poco meno di venti minuti dal termine, cosa si poteva desiderare di più dopo un simile risultato? La risposta giunge al minuto 82, quando il neoentrato Jadson, innescato dal preciso lancio di Eduardo, gli restituisce la sfera rovesciandola al centro, permettendo al compagno di concludere con una spettacolare demi volèe, in anticipo su Squillaci, che fissa il risultato finale sul 5 a 1 per l’Arsenal.

CONCLUSIONI

Con questa goleada l’Arsenal sale al comando del girone H, a quota 9 punti, e con ben 14 goal segnati (contro le due reti subite) in sole tre partite. Tutto più o meno prevedibile, vista la composizione delle squadre componenti il gruppo. Con la qualificazione ormai ridotta ad una mera questione di tempo, Wengèr potrà maggiormente concentrarsi sul campionato e soprattutto beneficiare del ritorno di giocatori chiave, come Fabregàs, che potranno veramente incidere sulle sorti della squadra e, perchè no, del campionato. Per il momento è il caso di focalizzare l’attenzione sugli obbiettivi del breve periodo. La trasferta a Manchester (sponda City), la gara di Carling contro il Newcastle al St. James’s Park e il derby contro gli Hammers in casa, chiuderanno il mese d’Ottobre. L’Arsenal sarà capace di chiuderlo in bellezza? Domenica, a partire dalle 17,00 ore italiane, ne avremo sicuramente qualche indizio in più.

If you enjoyed this post, please consider leaving a comment or subscribing to the RSS feed to have future articles delivered to your feed reader.




14 Comments


  1. CaptainCesc

    per me la partita è finita 6 a 0! :P
    angelu ottimo come sempre!


  2. theMethod

    E’ come se fosse un 6 a 0! Mai stato più felice di subire un goal in tutta la mia vita! Grazie Max!


  3. CaptainCesc

    jack è superlativo. Felice di aver ritrovato cesc, anche se ieri è apparso sotto tono e fuori forma. Sabato abbiamo un esame importantissimo e a mio parere ieri abbiamo sprecato poche energie.


  4. theMethod

    Fortunatamente ieri non abbiamo dovuto faticare troppo, ma sabato sarà tutta altra storia… La squadra di Mancini ha sofferto persino contro il Blackpool (ho visto la partita), ma alla fine i campioni han fatto la differenza con i loro assoli… Se siamo concentrati e manteniamo alta la pressione, possiamo batterli!


  5. CaptainCesc

    si sono d’accordo…anche se a noi in premier ci viene molto più difficile esprimere il nostro potenziale..


  6. theMethod

    Beh se non si supera questo limite mentale, non potremo mai aspirare a vincere il titolo, quindi converrà darsi una mossa sotto ogni aspetto. Per adesso preferisco ragionare per piccoli passi, e in questo senso il prossimo obbiettivo è il Manchester City: batterli vorrebbe anche dire superarli in classifica, per cui gli incentivi davvero non mancano…


  7. CaptainCesc

    si hai perfettamente ragione..


  8. bahiablanca

    Il girone è abbastanza facile ma non credo ci siano tante squadre in Europa in grado di farne 14 in 270′.

    Detto questo, ogni volta che li guardo giocare cosi bene, mi sale il rimpianto di avere tutta la squadra a disposizione solo per il 10% delle partite dell’intera stagione.

    Wilshere è palesemente la copia identica di Cesc a 18 anni. Personalità, presenza e qualità a vagonate.

    Peccato per i tre turni di squalifica…

    PS. Ieri pensavo a questo centrocampo per il futuro (Cesc è destinato ad altri lidi…):

    Ramsey-Wilshere-Song…

    Non male direi…


  9. Andrea

    Molto bene ieri,vittoria netta,qualificazione ormai raggiunta,poche energie sprecate.Ma il bello(speriamo..)arriva ora; inutile girarci intorno,domenica ci giochiamo tantissimo.Può essere la svolta o l’ennesima ricaduta,questa volta quasi catastrofica.Sono 3 anni ormai che,puntualmente,quando affrontiamo una “grande” pigliamo discrete bastonate; è arrivato il momento di svoltare per davvero e la gara con il City è la chance giusta.Considerando il calendario non impossibile del Chelsea da qui a Dicembre,perdere domenica significherebbe andare a -8 dai Blues e a -6 dal City,con conseguente morale sotto i tacchi e campionato compromesso.
    Per questo motivo mi spaventano le assenze in difesa(anche perchè incassando sempre gol si và poco lontano..)e quella di Wilshere,di gran lunga il più in forma.Però speriamo davvero sia la volta buona.Intanto sono contento per Eduardo,Dudù si merita solo applausi e gioie.
    Chiudo con una nota polemica:leggo dal sito che V.Persie,se tutto andrà bene,tornerà solo a metà novembre.Ora,calcolando che manca dal 28 AGosto,fanno 2 mesi e mezzo….ed è l’ennesimo infortunio(il decimo?il quindicesimo?boh,ho perso il conto..)in 6 anni che è qui.Io mi sarei anche stufato,e se arrivasse un offerta a Luglio me ne libererei anche volentieri…
    Comunque Come on gunners!


  10. MOLINARO 10

    Grande prova dei GUNNERS ed ora tocca al City fare la stessa fine. C’MON GUNNERS !


  11. Benjamin Trotter

    Ottima, ottima vittoria…l’avversario, è vero, non era irresistibile, ma la maggior parte delle grandi soffre un po’ questo tipo di partite. Il match di domenica sarà fondamentale. Posso rivolgervi due domande (mi piacerebbe sentire la vostra opinione in merito, perchè io ho le idee un po’ confuse):
    1) secondo voi qual’è la posizione ideale in campo per Wilshere ?
    2) qual’è il vostro giudizio, dopo qualche mese, su Chamakh ?
    A proposito i miei enormi complimenti per il restyling del sito !!! E’ bellissimo !!! Arsenal Italia I love you !!!


    • theMethod

      Ciao Benjamin! Non so gli altri, ma io raccolgo volentieri il tuo “invito” a rispondere ai quesiti che hai posto, ovviamente facendo il tutto in chiave strettamente personale (ci tengo sempre a sottolinearlo).
      1) Jack Wilshere è indiscutibilmente uno dei talenti più brillanti che il panorama calcistico possa offrire al momento. E’ un giocatore di tecnica e fantasia: in quanto tale, secondo me, non gli si può dare una collocazione tanto precisa in campo, vincolandolo a schemi, piuttosto che a ruoli. Bahiabianca sosteneva più volte che la somiglianza con Cèsc a 18 anni fosse lapalissiana, e su questo mi trova d’accordo. Ciònonostante io vedo in Jack una maggiore indole offensiva rispetto al catalano, che lo accosterebbe (come ruolo, caratteristiche o tipologia) più ad uno Scholes o, come mi piace pensare, al Paul Gascoigne dei tempi d’oro. Per ora mi va bene che occupi uno dei tre posti del centrocampo, purchè vi sia Song (o chi per lui) lasciato ai propri compiti difensivi.
      2) Il mio personale giudizio su Marouane Chamakh fin qui è sostanzialmente positivo, nel senso che il centravanti marocchino sta performando in assoluta continuità con quello che era il suo rendimento nel Bordeaux (ovviamente fatte le debite proporzioni tra la Premier e la Ligue 1). Detto questo, come è avvenuto per tanti altri giocatori, mi auspico una progressiva crescita ed evoluzione tecnico-tattica (come quella, per intenderci, che abbiamo visto con Adebayor), che lo possa portare a 18-20 goal stagionali.
      Anche io, come te, spero di leggere ulteriori opinioni in merito! Nel frattempo un saluto e un grande ringraziamento a tutti coloro che ci seguono! Sempre Forza Gunners!!!


  12. Benjamin Trotter

    Ciao Method, concordo con te per quanto riguarda Wilshere; il suo talento e la sua tecnica ci stanno lasciando a bocca aperta, è una gioia per noi vederlo giocare. A questo proposito, non credi, (ma la domanda ovviamente è estesa a tutti) considerato anche che la nostra retroguardia non è propriamente irresistibile, che il solo Song a centrocampo come giocatore di contenimento sia forse poco ?
    Riguardo a Chamakh, dicevo di avere le idee un po’ confuse perchè, pur esprimendo un giudizio globalmente positivo su quello che è stato il suo inizio di stagione, non mi ha dato eprò l’impressione, a tutt’oggi, di essere un top player. Ma ovviamente è solo un’impressione, siamo appena a inizio stagione.
    Per domenica occhio agli esterni, Milner e Silva sono pericolosissimi se lasciati liberi di fare…speriamo bene e FORZA FORZA FORZA GUNNERS !!!!!!!!!!!!!


    • theMethod

      Si, forse non hai torto dicendo che il solo Song come interdittore non sia proprio il top dal punto di vista tattico, ma al momento, considerando le risorse e le alternative che abbiamo in quel particolare ruolo (Frimpong, Eastmond) non me la sentirei di togliere spazio ad un Wilshere in forma, piuttosto che ad un Rosicky, rischiando, forse si, ma dando maggiori punti di riferimento ad un attacco vario e veloce.
      Mi vien facile prender d’esempio il Barcellona, che gioca con tre centrocampisti, di cui solo uno dedito alle fasi di distruzione del gioco (Busquets), mentre gli altri tessono meravigliosamente le trame del gioco dei catalani. E’ pur vero che loro dietro hanno Piquè e Puyol, ma ripeto, per le condizioni in cui ci troviamo noi (a meno che non ci compriamo un giocatore tipo Essien, Vieira o Gerrard, ma la vedo dura) è meglio giocarcela sulla qualità, piuttosto che metter un altro mediano difensivo. Poi è chiaro che queste sono valutazioni che variano a seconda delle situazioni, dell’avversario, o del contesto.
      In merito a Chamakh, ribadisco quanto espresso prima, concordando con te su un punto: non è sicuramente un top player (magari lo può diventare, nulla in contrario insomma, così come è possibile che non lo diventi mai), ma senza dubbio è un modesto interprete del ruolo: fa salire la squadra, sa giocar bene di sponda, ogni tanto la mette pure dentro. Voglio dire, il suo rendimento è più o meno in linea con quello che ha dimostrato al Bordeaux, per cui già per questo mi va bene. E poi son convinto che (specie in tempi di magra e di infortuni) sia meglio giocar con lui davanti, piuttosto che con Arshavin prima punta, o un Bendtner fuori fase. Oramai mi so accontentare. E ve lo dice uno che, come penso anche altri qui dentro, ha il palato abituato piuttosto bene con gente del calibro di Wright, Bergkamp e Henry. Tanta roba…



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


 

Switch to our mobile site