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Premier League

17 ottobre 2010
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Arsenal vs Birmingham 2-1

Non senza qualche difficoltà l’Arsenal torna alla vittoria in Premier League, arrestando la breve emorragia di punti che ne aveva condizionato le precedenti sfide. Contando le ultime due settimane dedicate alla fase preliminare per la qualificazione a Euro 2012, si tratta della prima vittoria in campionato in quasi più di un mese, giunto, per la cronaca, in concomitanza con la panchina numero 800 per Arsene Wengèr.
Cabala a parte, difficilmente il tecnico alsaziano avrebbe potuto ricevere un regalo migliore per tale circostanza.
Nel frattempo in Premier League succedeva qualcos’altro. Il Manchester United, dopo essersi portato in vantaggio di due reti nel primo tempo, veniva rimontato e costretto al 2 – 2 dal beffardo WBA (che noi conosciamo bene) in collaborazione con Van der Sar (papera di juventine memorie), rischiando addirittura il tracollo nel finale. Poco più tardi, il Chelsea di Ancelotti, per la prima vera volta in difficoltà di organico (assenti Drogba, Lampard, Alex e Kalou) si faceva metter sotto dall’Aston Villa di Houllier, impattando sullo 0 a 0 al Villa Park. Risultato: l’Arsenal aggancia lo United a quota 14 (ma lo supera in quanto a differenza reti) e rosicchia due punti al Chelsea capolista, saldamente al comando a quota 19. E non solo. Perché oltre ai punti, i Gunners recuperano anche qualche giocatore, tra cui Gibbs, Walcott, Bendtner e Fabregàs.

LE FORMAZIONI

Tutti, tranne il capitano, sono presenti tra i convocati per la sfida contro il Birmingham. Per Fabregàs, che pecca solo per condizione fisica, il rientro in campo è solo slittato a martedì, contro lo Shakhtar in Champions.
Va detto che per quattro giocatori che tornano, ve ne è comunque qualcuno che si aggiunge agli indisponibili. Stavolta tocca a Koscielny, che deve lasciare il suo posto a Djourou, al fianco di Squillaci, ed a Sagna, infortunatosi con la nazionale alla coscia destra, che verrà invece rimpiazzato da Ebouè. Con Clichy confermato a sinistra, l’inedita difesa dei Gunners si schiera davanti a Fabianski, a protezione di un centrocampo composto da Song, Diaby e Wilshere; Arshavin e Nasri prendono posizione sulla trequarti, rispettivamente a sinistra e a destra, in supporto della punta Chamakh. Gibbs, Walcott e Bendtner sono a disposizione in panca.
McLeish, per sua fortuna, non registra particolari defezioni di organico (ad eccezione di Beausejour e Cameron Jerome), e può così impostare la squadra con il classico 4-1-1: davanti a Ben Foster tra i pali, si posiziona la linea difensiva confermatissima composta da Carr, Roger Johnson, Dann e Ridgewell; centrocampo lineare con Seb Larsson, Bowyer, Barry Ferguson e Fahey. Hleb si posiziona tra le linee, facendo in pratica da raccordo tra i centrocampisti e il gigante Zigic, in funzione di punta unica. Dirige con qualche piccola sbavatura il signor Martin Atkinson (voto 5,5).

LA GARA

Le prime fasi sono, come spesso accade, di marca Arsenal. Ogni passaggio, ogni giocata, ciascun fraseggio denota voglia di riscatto. Al quarto minuto stupenda combinazione tra Wilshere e Chamakh, che nello stretto scambiano un paio di passaggi ad altissima velocità: Wilshere, al termine dello scambio, confeziona un assist per il marocchino che calcia bene da pochi passi, trovando però la coraggiosa opposizione di Stephen Carr, che si immola in scivolata, murando l’ex centravanti del Bordeaux.

Diaby, più ispirato e reattivo del solito, non lesina negli inserimenti e nelle sue percussioni, concludendo dalla media distanza o servendo possibili assist, come al ventesimo, quando il beneficiario è Arshavin, che però non riesce ad eludere l’uscita bassa di Foster. Pochi minuti dopo, è Clichy ad avere un’occasione d’oro, approfittando di un tocco maldestro in area di Seb Larsson, ma senza trovare il bersaglio con il destro che finisce largo. Nasri si alterna a Wilshere in cabina di regia, mentre Song recupera un numero spropositato di palloni. Solo Arshavin appare in ombra, poco propositivo e molto incline all’errore. Nonostante lo scarso apporto del russo, i Gunners dominano per la prima mezz’ora, trovando anche il goal al 17′, grazie al colpo di testa di Squillaci su punizione di Nasri, che però viene giustamente annullato per fuorigioco.

Ironia della sorte, i padroni di casa vengono puniti per la loro incapacità di concretizzare il gioco fin lì prodotto. Fahey si fa strada sulla sinistra al 33′, scodellando un gran pallone verso il centro, dove Zigic, approfittando di uno svarione in marcatura di Djourou, prende il tempo a tutti e sfrutta alla perfezione i suoi due metri di altezza, con un gran colpo di testa che sorprende Fabianski con la sua precisa traiettoria, sul palo lontano.

La rete scuote i ragazzi di Wengèr, che però perdono in lucidità e faticano ad organizzare la manovra. Rischiano addirittura il due a zero, se Bowyer e Fahey non si fossero ostacolati a vicenda nello sfruttare il traversone di Johnson verso il centro della difesa avversaria. L’Arsenal aveva bisogno di un forte segnale, forse di un episodio per poter raddrizzare il match. E ne aveva bisogno possibilmente prima di andare all’intervallo.

Qualche minuto è stato sufficiente per poter tornare a disegnare trame offensive volte a scardinare la difesa dei Brums, tanto che al 41′ Chamakh viene stupidamente atterrato da Scott Dann, che da terra lo sgambetta in maniera inequivocabile. Nasri si incarica della battuta, trasformando il penalty e cambiando, sostanzialmente, l’inerzia dell’incontro.

Era chiaro quanto fosse indispensabile sfruttare il “momentum”, anche nella ripresa, per completare la rimonta. Gli uomini di Wengèr, in questo senso, non tradiscono le attese e dopo due minuti dal loro rientro in campo, eseguono il compito. Wilshere controlla magistralmente il suggerimento di Song dalla trequarti, e dopo aver eluso la marcatura dei centrali avversari, innesca il movimento di Chamakh, che penetra in area di rigore; il marocchino piroetta su sè stesso, accorgendosi repentinamente di come nessun difensore fosse riuscito ad arrivare sul passaggio di Wilshere, e con altrettanta rapacità controlla a seguire la sfera, scartando Foster e mettendo dentro da posizione ravvicinata. Il due a uno era vitale come risultato, ma non bisognava sottovalutare il possibile ritorno di fiamma dei Brums, che fino al goal del pareggio di Nasri, avevano di fatto rinunciato a giocare e ad abusare del cronometro ad ogni occasione. Tutto andava bene per la squallida tattica degli uomini di McLeish, che fosse una rimessa laterale o un rinvio dal fondo, non si poteva sprecare l’occasione di perder tempo. Avendo i padroni di casa rovesciato le sorti dell’incontro, è chiaro che questo canovaccio diventava più difficile da applicare. Wengèr poteva ora dedicar maggiore attenzione alle ripartenze, ma la sua squadra ha trovato notevole difficoltà nel concludere o, addirittura, nel concretizzare l’ultimo passaggio, quasi sempre impelagandosi al limite dell’area avversaria, e perdendosi in decine di passaggi orizzontali, piuttosto che tentare la battuta in porta. Rosicky prima, e Bendtner poi, proveranno a correggere questo limite, subentrando al posto di Arshavin e Chamakh. Per la verità, è maggiormente il primo a crear gioco (sicuramente più di quanto non abbia fatto oggi un deludente Arshavin) e a scaldare i guanti di Foster. Per quanto riguarda il danese invece, che non gioca una partita ufficiale dai tempi di Giappone – Danimarca dello scorso giugno, il non aver inciso può tranquillamente esser giustificato.

La stessa giustificazione (più o meno) ci sentiamo di concederla a Wilshere che, eccedendo nella foga, commette un orrendo tackle ai danni di Zigic (fortunatamente illeso) nei minuti di recupero, guadagnandosi la sacrosanta espulsione. Peccato di gioventù. Tant’è che il risultato non cambia e per l’Arsenal è quel che più conta.

CONCLUSIONI
I tre punti di oggi valevano più di ogni altra cosa. Più di una prestazione che non è stata esaltante, ma che può ritrovare i suoi fasti con il rientro di giocatori importanti (vedi Fabregàs), senza i quali a tutti, e sottolineo tutti (vedi Chelsea) può capitare di commettere passi falsi. In attesa di ciò che il Blackpool riserverà al City di Mancini (nostro prossimo avversario di domenica prossima), godiamoci quello che, con il risultato di ieri, ci siamo pienamente meritati: il secondo posto in campionato. E continuiamo ad incrociare le dita.

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One Comment


  1. bahiablanca

    tre dovevano essere e tre punti sono stati…

    E’ il 6° assist stagionale di Jack che (purtroppo) salterà le prossime trasferte di Manchester e Newcastle (coppa di Lega). Brutto fallo e lezione che servirà ad un talento che ogni volta che vedo mi sembra Fabregas 5 anni…

    Chamakh ancora decisivo. Grande impatto!



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