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Champions League

29 settembre 2010
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Partizan vs Arsenal 1-3

Non senza soffrire, l’Arsenal espugna Belgrado e conquista tre punti sul campo dell’ostico Partizan Stadium, portandosi, assieme allo Shakhtar Donetsk, al vertice del Gruppo H, con due vittorie in altrettante gare. Gli uomini di Wengèr in versione rimaneggiata (in vista del big match di domenica allo Stamford Bridge) riescono a portarsi in vantaggio, per poi esser raggiunti dai padroni di casa, senza riuscire a sbloccare gli equilibri per più di un’ora di gioco. E’ solo a venti minuti dal termine, infatti, che i Gunners trovano il grimaldello giusto per poter scardinare la difesa del Partizan e legittimare il vantaggio, fissando il risultato finale sull’uno a tre. Il tutto regalando praticamente tre penalty, sbagliandone uno e concedendone due agli avversari. E, in parte, sfruttando la superiorità numerica che si è concretizzata a dieci minuti dalla ripresa. Ma non è stato così semplice come si potesse immaginare.

LA FORMAZIONE
Più che dall’organizzazione di gioco dei serbi, l’Arsenal si è fatta incredibilmente limitare dalla sua innata capacità di complicarsi la vita, incuneandosi in errori grossolani e black out difensivi non da poco. Possibili cause possono ritrovarsi nel pensiero forzosamente rivolto alla sfida con il Chelsea. Quel che è certo, è che la formazione schierata in campo da Wengèr sia non poco influenzata da tale pensiero. Si sapeva di Fabianski in sostituzione di Almunia. Difficilmente si poteva invece intuire la partenza dal primo minuto di Djourou (che non giocava in Champions dal 10 Maggio 2009), al fianco di Squillaci, con Sagna e il rientrante Gibbs a giocar da esterni bassi; si rivede Denilson in coppia con Song in mezzo al centrocampo, con Wilshere a giocare da regista, al servizio di Chamakh supportato sugli esterni da Arshavin e Rosicky. E’ una formazione come al solito priva di punti di riferimento fissi, al contrario di un Partizan che invece opta per un più canonico 4-4-2; Stojkovic in porta è protetto dalla linea a quattro composta da Stevanovic, Krstajic, Jovanovic e Lazevski; Petrovic e Medo sono gli interni di metà campo, con Tomic e Sasa Ilic a presiedere le corsie; Boya e Cleo formano il tandem d’attacco.
Ineccepibile la direzione di gara del tedesco Stark (voto 6,5).

PRIMO TEMPO

Come detto, l’Arsenal parte in sordina, addirittura soffrendo le accelerate degli avversari, sospinti da un pubblico che non ha mai accennato a voler smettere di cantare ed inneggiare la propria squadra, fino al fischio finale.
Cleo riesce spesso a sfuggire alla marcatura di Squillaci, come all’8′, quando lo stesso brasiliano riesce ad andar via sulla sinistra e a trovare il pericoloso passaggio in mezzo, su cui Denilson riesce ad intervenire, liberando l’area di rigore. Poco dopo Boya per poco non induce all’errore Squillaci, con il suo pressing: il difensore francese riesce a rimediare fortunosamente e a correggere il retropassaggio di testa per Fabianski. Al 12′ ancora Partizan, ancora con Cleo; stavolta il centravanti approfitta di un pallone perduto malamente da Djourou, e riesce a portarsi in buona posizione, sparando però alto sopra la traversa.

Dell’Arsenal fin lì nessuna traccia. Ma al quarto d’ora gli uomini di Wengèr faranno sentire la propria presenza in maniera fragorosa. Arshavin raccoglie palla nella metà campo avversaria, e la serve nel corridoio centrale per Wilshere, per poi lanciarsi verso il centro dell’area di rigore; il giovane inglese porta su di sè l’attenzione di mezza difesa avversaria, rischiando di perder l’equilibrio nella contesa; invece il suo geniale colpo di tacco si rivela assist prezioso per il russo, che raccogliendo il succoso invito non sbaglia, fulminando Stojkovic con un destro rasoterra. Il vantaggio dei Gunners affievolisce il Partizan che, nonostante il buon inizio, finisce preda del possesso palla degli ospiti. Durante questa fase, l’Arsenal si produce poche volte nella costruzione di occasioni da goal.

La più netta sovviene a margine della mezz’ora, quando Arshavin, innescato sulla destra, prova a sorprendere il portiere con un lob elegantissimo, sul quale è però perentorio l’intervento del difensore Marko Jovanovic. Basterebbe poco per trovare il raddoppio, eppure gli uomini di Wengèr sono capaci di farsi del male da soli, più di quanto non avessero fatto gli avversari. Al 33′ Denilson si aggiusta il pallone con un braccio in area di rigore, e per Stark non ci sono dubbi, si tratta di calcio di rigore. Cleo si occupa della faccenda, spiazzando Fabianski e realizzando la rete del pareggio. A questo punto le speranze del Partizan si riaccendono, ma la sensazione è che il pari potesse anche andar bene ai serbi, limitando il loro canovaccio tattico al contropiede e al lancio lungo dalle retrovie.

LA RIPRESA
Nella ripresa l’Arsenal continua a far la partita, ma il possesso palla è ancora troppo sterile. La scintilla si riaccende dopo circa 10 minuti dall’inizio del secondo tempo, quando lo Zar di Russia manda in porta Chamakh con un passaggio filtrante in verticale; il marocchino è bravo nel far valere il fisico per sfruttare l’assist del compagno, ma Jovanovic, suo marcatore nell’occasione, lo stende ingenuamente da tergo. Stark applica correttamente il regolamento, e ravvisando la chiara occasione da goal (nonchè la situazione di ultimo uomo) espelle il difensore e concede il penalty, che Arshavin si impegna a battere; stavolta il numero 23 calcia in maniera catastrofica, riuscendo a far peggio di Rosicky col Sunderland, e permettendo a Stojkovic di parare e salvare il risultato. Una roba assurda, ma era ancora presto per ritenere i conti definitivamente chiusi, considerando la possibilità di giocare per oltre mezz’ora in superiorità numerica.

Tant’è che a fatica, al 71′ minuto, giunge il goal del vantaggio: Rosicky si libera a destra per andare al cross, pescando la testa di Chamakh; il centravanti marocchino anticipa nettamente Krstajic, indirizzando la palla all’angolo alto, ma Stojkovic mostra un gran riflesso, e con l’aiuto della traversa riesce a respingere; l’ex attaccante del Bordeaux è però il più lesto nel raccogliere il rimbalzo, e con rapacità “inzaghiana”, si getta in tuffo di testa, realizzando il 2 a 1 sottomisura. C’è voluto un pò di tempo in più, forse troppo, ma ora la gara sembrava del tutto sbloccata.

La certezza sarebbe arrivata pochi minuti dopo, verso l’83′, quando il corner del neo entrato Nasri, veniva ribadito in rete dall’ottimo stacco sul primo palo di Squillaci, che in anticipo su tutti andava a segnare il goal del 3 a 1. Un risultato ormai stabile, minato solamente qualche manciata di secondi più tardi, quando Gibbs atterrava in tackle Stevanovic in fuga sul vertice destro dell’area di rigore; Altro rigore netto per il Partizan, diverso epilogo rispetto al precedente; Cleo calcia con sufficienza e stavolta Fabianski indovina l’angolo, tuffandosi e neutralizzando il tiro dagli undici metri, per poi scaricare il proprio “peso psicologico” dettato da costanti critiche, con un urlo liberatorio. Il polacco consacra la sua serata priva di errori biblici, trovando nel finale una parata spettacolare, sul tentativo di Ivica Iliev (qualcuno se lo ricorderà come meteora nel Messina in Seria A), da pochi passi.
E sul risultato di 1 a 3, termina l’incontro in favore dei Gunners.

RIFLESSIONI FINALI
La vittoria ci voleva per cancellare in parte la sconfitta in casa contro il WBA, ma si tratta solo di un inizio. Con la pratica Partizan ormai archiviata, c’è da pensare a fare bene contro il Chelsea. Il City di Mancini ha più di una volta dimostrato che non sono imbattibili, per quanto forti possano essere. A questo punto starà a noi dimostrare di voler davvero vincere qualcosa quest’anno. E in questo senso, domenica prossima, alle 17,00 (ore italiane) in quel di Stamford Bridge, ne avremo una chiara occasione.

HIGHLIGHTS

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7 Comments


  1. bahiablanca

    Vittoria sofferta ed importante sopratutto per il morale.

    Da sottolineare:

    -Il primo gol di Chamakh fuori da Londra (ed il 4° rigore procurato)
    -Il 5° assist stagionale di Wilshere. In Champions li fa solo di tacco…
    -Fabianski che para un rigore. Non ci credo ancora…

    Ora sotto con il Chelsea. Ci vuole orgoglio e (speriamo) Cesc Fabregas.

    C’MON GUNNERS!


  2. luca

    Una domanda:ho comprato la maglia da trasferta e ho il numero e il nome in nero(cosi era contro il liverpool),ieri invece nome e numero rossi.Come mai?


  3. bahiablanca

    @ luca

    in Champions usano caratteri e colori della Nike mentre in Premier credo siano quelli da Lega che sono uguali per tutte le squadre.


    • theMethod

      @ lucain Champions usano caratteri e colori della Nike mentre in Premier credo siano quelli da Lega che sono uguali per tutte le squadre.  

      Esattissimo, è proprio così. I font ufficiali usati in campionato sono diversi e prodotti da una ditta “esterna”. I font usati in Champions invece derivano direttamente dallo sponsor tecnico, in questo caso NIKE.


  4. luca

    Grazie a entrambi per la risposta.


  5. bahiablanca

    Cesc non ci sarà domenica.

    Bad, bad news…


  6. Benjamin Trotter

    Ottima vittoria. Per quanto riguarda il match con il Chelsea non mi faccio grandi illusioni…ho visto la partita con il City, la squadra di Mancini ha giocato un match tatticamente perfetto, con una grande attenzione ai particolari. Comunque nulla è detto, spero nei nostri solisti (ma quanto sta giocando bene Wilshere ?!).



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