Arriva, forse nella maniera peggiore possibile, la prima sconfitta in campionato per i Gunners, per giunta in casa, e per mano del West Bromwich Albion. Lo zampino di Almunia, e più indirettamente di Wengèr, si vede eccome. Il portiere spagnolo ci mette del suo su ben due goal avversari, nonostante un rigore parato nel primo tempo (per gentile concessione dell’apatia di Brunt dal dischetto), inficiando notevolmente su quanto di buono visto in precedenza; l’alsaziano non è esente da colpe, insistendo in maniera pedissequa su di lui e su Fabianski, con la convinzione che un giorno possano entrambi diventare tra i migliori portieri al mondo. Non si potrebbe esser più lontani dalla verità. A questo punto, il dubbio sorge spontaneo: cosa devono fare ancora per dimostrare la loro più totale inadeguatezza ad un contesto degno di quello dell’Arsenal Football Club?
La risposta? Evidentemente non ci è dato saperla. Ma una cosa la sappiamo. Ancora una volta dobbiamo perdere punti vitali per colpa di errori pacchiani da parte del nostro estremo difensore.
Sarebbe troppo facile comunque ridurre la sconfitta casalinga al “fenomeno Almunia” (inteso come calamità, chiaramente).
L’Arsenal deve tener conto dell’impegno di martedì in Champions, contro il Partizan Belgrado (oltre che dei soliti infortuni), ed effettua un’ulteriore rotazione rispetto alla vittoria di mercoledì scorso in Carling Cup. Davanti ad Almunia viene confermata la difesa titolare, composta da Sagna, Koscielny, Squillaci e Clichy; Diaby al rientro, si schiera in mezzo al campo coadiuvato da Song, in sostegno di Nasri, posizionato in cabina di regia; Ebouè e Arshavin supportano l’unica punta Chamakh;
Il West Brom viene da un ottimo momento di forma, oltre che di risultati. Di Matteo schiera la sua formazione quasi al completo, dovendo rinunciare soltanto a Tamas fra i titolari, disegnando un 4-1-4-1. Carson in porta è protetto da Gonzalo Jara, Pablo Ibanez, Olsson e Shorey; Mulumbu gioca da pivot difensivo, con Morrison e Scharner più avanti, mentre Thomas e Brunt sono gli esterni, in appoggio di Odemwingie. Direzione di gara affidata al giovane Oliver (voto 6).
La notizia della sconfitta del Chelsea di Carlo Ancelotti galvanizza non poco, e dovrebbe essere un cospicuo incentivo a far bene. Per la verità i padroni di casa prenderanno leggermente sottogamba i Baggies, insistendo su un centrocampo privo di idee (merito di un pessimo Diaby e di un poco concreto Ebouè), e finendo così per regalare praticamente un tempo agli uomini di Di Matteo.
L’Arsenal in verità gioca abbastanza bene, detenendo il dominio del possesso palla per larghi tratti di gara, ma non trovando quasi mai il modo di rendersi pericoloso sotto la porta di Carson.
Nasri ed Arshavin sono fra i più attivi. Diverse sono le volte in cui provano, senza troppo successo, il fraseggio in zona d’attacco. Il russo sembra spesso troppo lezioso, e tende la maggior parte delle volte a complicarsi la vita da solo quando invece potrebbe esser più diretto nelle giocate. Quanto al West Brom, la tattica è assolutamente quella di contrastare le avanzate dei padroni di casa e rilanciare in avanti per due velocisti puri, quali Jerome Thomas e Peter Odemwingie. Nasri prova al 10′ a sorprendere Carson da punizione, ma si fa murare e sulla respinta Sagna spara in orbita. Risponde Scharner, sempre su punizione, ma in maniera velleitaria.
Al 12′ una bellissima azione dei nostri innesca Nasri, che si produce in progressione palla al piede, verso il centro, per poi scambiare con Arshavin, che al limite dell’area, arresta e si gira toccando a sua volta per Ebouè; l’ivoriano controlla bene il suggerimento ma calcia malissimo, mancando di potenza e precisione. Un minuto dopo, l’Arsenal va vicino al vantaggio, quando il traversone di Ebouè trova Arshavin sul secondo palo che, vincendo l’opposizione avversaria, si getta in spaccata trovando il palo su due tentativi in rapida successione, praticamente da due passi. Succede poco nei minuti successivi, ad eccezione di caterve di cross poco precisi da parte dei nostri, che diventano spesso preda delle torri difensive degli ospiti.
Al 37′ i Gunners perdono palla, permettendo il contropiede agli avversari, con il proverbiale lancio lungo a cercare l’esplosiva accelerazione di Odemwingie; il nigeriano taglia a metà la difesa avversaria, e nell’uno contro uno viene steso da Almunia; Oliver ammonisce il portiere spagnolo e indica il dischetto: decisione sacrosanta. Brunt dagli undici metri non riesce a dosare mira e potenza, dando la possibilità a numero 1 dell’Arsenal di neutralizzare il penalty. Sul finale di primo tempo, Sagna impegna seriamente Carson, quando il suo colpo di testa su calcio di punizione battuto da Arshavin costringe l’estremo difensore inglese al difficile intervento con la punta delle dita.
Nella ripresa non ci sono cambi, e l’Arsenal non sfrutta l’intervallo per organizzare meglio le idee. La squadra di Wengèr continua ad esser molle, poco dinamica soprattutto a centrocampo e I Baggies non si fanno scappare l’opportunità di punire la sufficienza dei loro avversari. Bastano 5 minuti. Jerome Thomas si fa beffe di Sagna sul suo out di sinistra, e riesce ad andare sul fondo trovando l’intelligente cross basso verso il centro; la difesa pecca clamorosamente nel piazzamento, e Odemwingie non perde tempo nel lanciarsi in spaccata, realizzando il goal del vantaggio sottomisura. Dormita generale e West Brom clamorosamente in vantaggio.
La rete ospite manda in bambola la squadra di Wengèr che non fa a tempo a ricompattarsi che, nel giro di due minuti, prende il secondo goal.
Jara si sgancia dalla posizione di terzino destro, scambiando con un compagno che gli serve di tacco il corridoio lungo la corsia destra. Il cileno si invola convergendo verso la porta, trovando poca opposizione da parte di Koscielny, che comunque lo porta sul lato esterno. Jara, senza particolare pressione, calcia come può sul primo palo. Almunia si china per raccogliere la telefonata dell’avversario, ma con una papera delle sue, si fa colpire dal pallone facendolo rimbalzare in rete. Wengèr prova a scuotere la sua squadra mandando dentro Rosicky e Wilshere per Diaby (inguardabile) ed Ebouè; manco a dirlo, e l’Arsenal beneficia dei cambi, cambiando completamente volto.
Meno di 35 minuti a disposizione, ma i Gunners ci proveranno fino alla fine, con i Baggies che, di contro, possono gestire un doppio vantaggio. Di Matteo arretra il baricentro, facendo in modo che Odemwingie sia l’unico dei suoi uomini a fluttuare oltre la propria metà campo. La porta di Carson viene bersagliata, ma la difesa contiene in tutti i modi. Al 66′ Nasri sempre più in ascesa, se ne va sulla fascia sinistra, trovando un gran cross dal fondo, su cui Song non trova il bersaglio di testa. Il camerunense spicca, con il francese, per volontà e grinta, dimostrandosi un giocatore sempre più imprescindibile dal punto di vista tattico. Wengèr prova il tutto per tutto inserendo Vela per Koscielny, sbilanciando così ulteriormente la sua squadra.
L’Arsenal costruisce ancor più di quanto abbia fatto nel primo tempo, ma senza trovare concretamente il modo di finalizzare le azioni. Scharner lascia il suo posto a Reid, per dotare il centrocampo di un altro elemento di quantità. Due minuti dopo, al 73′, arriva il colpo del possibile K.O., ancora una volta in contropiede; una palla persa malamente permette a Brunt di scattare in percussione centrale, verso la porta; Almunia abbozza una timida uscita, per poi tornare sui suoi passi, permettendo al nordirlandese di allargarsi, e di scodellare in mezzo, trovando Thomas in surplus, che infila da pochi metri la porta sguarnita dei padroni di casa. Clamoroso all’Emirates. Il terzo goal non annichilisce le speranze dei tifosi, nè tantomeno quelle degli uomini di Wengèr.
A un quarto d’ora dalla fine, arriva il goal che accorcia le distanze, con un magistrale assolo di Nasri, che riesce a tagliare dal centro, penetrando in area di rigore tra le maglie della difesa avversaria, mettendo a sedere il marcatore diretto con la finta di destro, per poi concludere con il sinistro a giro. L’assedio prende sempre più forma. Nel frattempo entra Dorrans per Morrison, ma l’aumento di intensità della marcatura non risparmia il West Brom dall’esser continuamente bersagliato e schiacciato nella propria trequarti. Un esausto Thomas viene rilevato da Tchoyi, ma è ancora l’Arsenal a fare la partita. Rosicky, Wilshere, Nasri e Song, con Arshavin, fanno impazzire la retroguardia ospite con continui e rapidissimi scambi, che però non trovano sbocchi per il terminale Chamakh.
Il marocchino avrebbe una buona chance allo scadere, ma il suo colpo di testa viene deviato, permettendo a Carson di parare senza problemi. GIusto qualche secondo dopo il 90′, Nasri trova la doppietta personale, sfruttando l’assist di Arshavin: il francese si inserisce al limite dell’offside tra i due centrali avversari, controllando e calciando di destro, alle spalle di Carson. Gli ulteriori 4 minuti di recupero sono completamente di marca Arsenal, ma non vedranno mutare il risultato. Si svegliano tardi gli uomini di Wengèr, e non possono evitare una brutta sconfitta.
Una brutta sconfitta, contro un avversario decisamente inferiore dal punto di vista tecnico e tattico, che non può esser giustificata da infortuni, episodi o chiacchiere fine a sè stesse.
Questa incapacità di concretizzare le azioni prodotte e, quindi, di chiudere le partite fa ancora parte del quadro sintomatico di un Arsenal che, in questo senso, non è ancora del tutto guarito. E finchè non lo sarà, difficilmente potrà ambire a vincere il titolo. Certo, poteva anche andar peggio qualora Ancelotti avesse vinto. Ma non è sugli errori degli altri che bisogna impostare il proprio ruolino di marcia.
Domenica si va allo Stamford Bridge. Dove non c’è certezza di far punti. Ecco perchè, a maggior ragione, quelli persi oggi dovevamo conquistarli a tutti i costi.




Che stranezza… Domani Almunia non giocherà (pare si sia infortunato al gomito), e al suo posto scenderà in campo Fabianski… Che Dio ci salvi…
E’ stato uno shock…siamo stati inconcludenti, inesistenti, imbarazzanti e presuntuosi. Ho veramente sofferto. Papere di Almunia a parte, una domanda continua a girarmi in testa : semplice giornata-no o dimostrazione di limiti strutturali della squadra ?
sicramente la sconfitta è stata causata dalla calamità almunia ciò non toglie che l’Arsenal abbia mostrato limiti palesi.
quello che sabato ci è mancato più di ogni altra cosa è un giocatore che va a prendere palla dai difensori e imposta la manovra d’attacco, in un centrocampo con Song (straordianrio recupera-palloni) Nasri (che secondo me deve giocare leggermente più avanti e comunque era solo) e Diaby (che si è nascosto tutta la partita) questo tipo di giocatore non c’era. Sommato a tutto questo c’era sulla fascia destra Eboué, un giocatore pasticcione, che non rispetta il ruolo crea confusione e perde spesso palla. quello che mi ha spaventato ancora più di scendere in campo con un portiere come Almunia (problema che teoricamente si può risolvere facilmente) è stata appunto questa incapacità di costruire partendo dalla difesa, quando la pressione avversaria aumenta.
La situazione portiere sta diventando grottesca.
C’è una buona notizia (l’infortunio di Almunia) che viene cancellata da una cattiva (Fabiaski tra i pali).
Sabato comunque abbiamo giocato male. Era una partita da vincere 1-0 ma purtroppo con queste sciagure tra i pali, questo non è (mai) possibile.
allora: su almunia ho detto tutto dal 2006 ad oggi e non voglio essere ripetitivo.
però voglio fare una promessa: se dovessi vincere al superenalotto la prima cosa che farò non sarà comprarmi una bella macchina, una bella casa, uno yacht o una notte con 5 pornostar… la prima cosa che farò sarà andare a londra, comprare un portiere di caratura internazionale di tasca mia e scaricarlo al campo di allenamento!
ajahahah simo…la giochiamo insieme una schedina!
Prendendo come spunto la riflessione di Benjamin, forse la brutta prestazione di sabato può collocarsi perfettamente a metà tra una giornata “NO” ed una manifestazione di limiti strutturali della squadra. Questi limiti, a mio avviso, non sono nemmeno tanto di natura tecnica, o di esperienza (una scusa, questa, che ormai non regge più), quanto di mentalità, di atteggiamento, di voglia, cattiveria agonistica. Insomma, ci sono frangenti in cui l’Arsenal, ad eccezione di un paio di elementi, viene proprio meno in termini di volontà e spirito di sacrificio, giocando con sufficienza inaudita, e quasi non fregandosene di stare a perdere contro una squadra del calibro del WBA.
Kingmettius giustamente parlava anche di limiti qualitativi in una certa parte degli uomini in campo, ma come spesso ho detto, quelli sono tollerati (fino ad un certo punto) purchè sopperiti dalla grinta, dalla voglia di combattere e dalla “fame” di vittoria.
Quello che invece diventa sempre più intollerabile è la situazione “portieri” che Bahiabianca ha giustamente definito come grottesca, ed è dire poco. Questione facilmente risolvibile, ma solo teoricamente. Perchè praticamente hai a che fare con Wengèr, uno che forse sarebbe in grado persino di smentire la natura approssimativamente sferica del globo terrestre, pur di far valere la sua ragione.
Anche se Simo gli comprasse un portiere di prima classe, o tutti noi tifosi nel mondo facessimo una colletta per acquistarglielo, non sono tanto sicuro che l’alsaziano accetterebbe. Ormai è tutto deciso: fiducia ad Almunia e all’altro pagliaccio che gli gioca da secondo. E non illudetevi che a Gennaio possa cambiare qualcosa…
…uno dei più grandi limiti dell’arsenal in questi ultimi 5 anni è sempre stato il ruolo di portiere.
ma perchè il mister non compra qualcun altro?
perchè dobbiamo tenerci almunia?..ogni anno ci fa perdere lui da solo 7-8 punti fondamentali in campionato…poi qualcuno anche per i limiti della squadra per carità ma il grosso colpa sua ,secondo me.
Cmq io farei giocare Mannone titolare piuttosto che quei due…
a proposito che fine ha fatto?
e a gennaio andrei a pescare nel mercato italiano ottima fabbrica di portieri, e alche gli ultimi non sei dei mostri,ma giovani con ottime potenzialità,gia attualmente più forti di almunia basta vedere i vari viviano,curci,mirante,sirigu ecc