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‘Arsenal lascia due punti preziosi sul campo dello Stadium of Lights, perdendo così terreno nei confronti del Chelsea capolista (vittorioso in casa contro il Blackpool), e facendosi agganciare dallo United a quota 11. Le conferme che tutti si aspettavano dopo lo sfavillante display calcistico messo in atto nel mercoledì di Champions League, non sono arrivate, e non solo per quel che riguarda il risultato.
I Gunners, infortuni a parte, possono schierare la loro formazione migliore, sempre optando per il collaudatissimo 4-3-3: Davanti ad Almunia ci sono Sagna, Koscielny, Squillaci e Clichy; Song e Wilshere si compattano nel cuore della mediana con Fabregàs in funzione di regista avanzato; Nasri e Arshavin si posizionano larghi nel tridente, in supporto della punta centrale Chamakh;
Steve Bruce punta tutto su un classico, ma allo stesso tempo aggressivo 4-4-2: Mignolet tra i pali è protetto da Onuoha, Bramble, Anton Ferdinand e Richardson (scalato da quest’anno a fare il terzino sinistro!); Henderson e Riveros sono gli interni di centrocampo, con El Mohamady e Malbranque a ricoprire il ruolo di esterni alti di spinta; in attacco si schierano Danny Welbeck poco più dietro a Darren Bent.
L’arbitraggio di Phil Dowd (voto 3) rasenta l’indecenza ed è sicuramente un fattore non da sottovalutare nello sviluppo globale del match. Di fatto i Gunners più di ogni altra cosa devono recriminare la loro incapacità di capitalizzare al meglio le occasioni avute.
Fin dalle prime fasi si ha la sensazione che i Black Cats non siano così intimoriti dagli avversari. Anzi. Per la verità sono i padroni di casa a tenere meglio il campo, e soprattutto a creare di più. Henderson non disdegna di andar spesso alla conclusione dalla distanza, sebben senza trovare il bersaglio. Sovente pericolose sono le sovrapposizioni di Richardson, sulla fascia di Malbranque, così come da sottolineare sono gli spunti in rapidità di El Mohamady sulla corsia opposta. Da parte sua l’Arsenal fa fatica a costruir gioco, soprattutto nei pressi della trequarti avversaria: WIlshere è meno sgusciante del solito, Nasri non ha ancora trovato la forma migliore, mentre Arshavin si rivela il più delle volte inconcludente.
Eppure, nonostante quell’andazzo, la gara avrebbe preso una piega inaspettata, al 13′ minuto. Un pallone innocuo dalle retrovie, sta per esser raccolto da Anton Ferdinand, pronto a rinviarlo. Fabregàs segue l’azione e si getta in pressing, opponendosi con la suola al rinvio del centrale difensivo avversario. Il rimpallo che ne consegue diventa un tiro in porta la cui traiettoria, scavalcando Mignolet, si concretizza in uno dei più bizzarri goal mai visti.
Con poco merito, l’Arsenal era in vantaggio. Ma la squadra di Bruce non aveva per niente gettato la spugna. Nel frattempo i Gunners perdevano Fabregàs alla mezz’ora, rimasto leggermente infortunato alla caviglia nell’impatto che ha portato al rocambolesco goal del vantaggio. Al suo posto Wengèr manda dentro Rosicky, senza sostanzialmente apportare modifiche tattiche di rilievo al proprio scacchiere. Il Sunderland non demorde, e approfitta di un’assenza così importante, continuando a far pressing altissimo, e a ripartire in attacco.
L’occasione più ghiotta per Black Cats giunge intorno al 35′, quando Onuoha si trova tutto solo a svettare su un traversone, mandando alto di testa, da posizione ottimale. La difesa dei Gunners è presa di mira da decine e decine di cross, da ogni posizione, su cui Koscielny è chiamato più volte alla respinta di testa. Ma per il primo tempo il vantaggio è salvo. Chamakh non ha avuto poi così tanti palloni giocabili, e il compito di far salire la squadra da parte sua poteva ritenersi sufficientemente assolto. C’era comunque carenza da parte del resto della squadra, specie in fase offensiva, dove il marocchino non poteva dirsi supportato a dovere.
Nella ripresa sembra esserci qualche miglioramento da parte degli ospiti. Nasri trova il fondo dopo pochi secondi dall’inizio delle ostilità, e pesca Arshavin che non impatta la palla come dovrebbe, mandando oltre la traversa da pochi passi. La percussione di Rosicky, due minuti dopo, finisce con l’assist recapitato ancora una volta al russo, il cui sinistro in diagonale manca di precisione, finendo a lato dalla porta di Mignolet. Al 56′, dopo un forcing abbastanza infruttuoso, l’Arsenal si ritrova in 10 uomini, per la decisione priva di senso del ridicolo Dowd, che rifila la seconda ammonizione a Song, a seguito di un fallo di ostruzione su Malbranque.
Il Sunderland si galvanizza e per poco non trova il pareggio, quando Bent, meno di un minuto dopo dall’espulsione, per poco non centra il bersaglio, con un destro velenoso, non di molto a lato. Poco dopo l’ora di gioco si registra l’ingresso in campo di Gyan Asamoah per Riveros, mentre in precedenza Arshavin era stato rilevato da Denilson.
Al 73′ un nuovo episodio caratterizza l’incontro: Nasri penetra pericolosamente in area di rigore, prima di esser ingenuamente sgambettato da un difensore avversario; perfino l’incompetente Dowd riconosce il fallo, assegnando il penalty ai Gunners; Rosicky dal dischetto prende la ricorsa ma spara alto, fallendo quello che poteva presumibilmente considerarsi il goal della vittoria.
Ancora una volta, è il Sunderland a riprendere le redini della gara, negando all’Arsenal la possibilità di far gioco e tempestando l’area di rigore ospite di traversoni e cross dalla trequarti. Almunia ha il suo bel da fare, soprattutto sul tiro di Asamoah, nel finale. Ma nemmeno questo basta agli uomini di Wengèr per aver salva la pelle. Dowd concede 4 minuti di recupero, che per quanto visto ci possono tranquillamente stare. Allo scadere del 94′, il Sunderland conquesta un corner, e l’arbitro fa battere, come è normale che sia.
Il traversone viene respinto dalla difesa dei Gunners, al che ci si aspetterebbe il fischio finale da parte dello scellerato direttore di gara. La partita invece continua, nonostante l’incedere dei secondi, e il Sunderland scaraventa l’ennesimo pallone al centro dell’area ospite. Clichy prova a sbrogliare la matassa, ciccando il rinvio e sparando addosso a Koscielny, che non riesce a gestire il rimpallo; Bent è il più rapido ad avventarsi sulla palla, realizzando il pazzesco goal del pareggio. A poco valgono le rumorose proteste di Wengèr.
La sua squadra, da quanto sembra, pare incapace di vincere uno a zero. O quanto meno ancora limitata nel saper chiudere il conto. Si tratta di una partita, caratterizzata da episodi. Ma sarà il caso lavorare, e anche tanto, su questo aspetto che, durante la passata stagione, è costato carissimo, in termini di punti e di classifica. C’è ancora tutto tempo, il campionato è lunghissimo e ancora tutto da giocare. Fino alla fine.




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La delusione è stata forte (ma più per quello che è stato lo svolgimento della gara che per il risultato in sè, a casa del Sunderland è sempre dura).
Ma stasera cè il derby, il cuore andrà a mille…c’mon Gunners !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!