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12 settembre 2010
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Arsenal vs Bolton 4-1, il poker è servito!

Nonostante un turn-over più o meno forzato, l’Arsenal di Arsène Wengèr continua a procedere spedito in Premier League, capitalizzando al meglio il mezzo passo falso del Manchester United, che nell’anticipo dell’ora di pranzo è stato vittima di due goal subiti al 90′ ormai scaduto, in quel di Goodison Park. Nella, ormai, sempre affollata cornice dell’Emirates Stadium i Gunners conquistano la loro terza vittoria in quattro partite, portandosi a ben 10 punti e in solitaria al secondo posto, alle spalle del solo Chelsea che di punti ne possiede 12, non avendo ancora mai perso (ma, in verità, non avendo ancora affrontato squadre di rilievo).

Avversario di turno è il Bolton di Owen Coyle che, nell’occasione, preferirà snaturare il proprio credo calcistico, preferendo al gioco palla a terra, un’impostazione maggiormente basata sulla fisicità e sul gioco ruvido. Del resto è una tattica che spesso in passato si è rivelata vincente nei confronti di una squadra tecnica e veloce come l’Arsenal. Ma da quest’anno pare ci sia una leggera inversione di tendenza. Ed il Blackburn dovrebbe saperne qualcosa. Wengèr, che malvolentieri tollera questo tipo di calcio così fisico, non nasconde il suo malumore a riguardo, quasi invitando o istigando gli avversari a tenere questo tipo di comportamento. Rimane il fatto che le sue idee non vengono influenzate, preferendo sempre mantenere un’indole votata all’attacco rapido piuttosto che al rafforzamento in senso fisico della retroguardia o del centrocampo.

Se a questo poi si aggiungono le assenze dettate dagli infortuni (Walcott, Van Persie, Vermaelen, Bendtner, Ramsey) e la necessità di ruotare la squadra per l’imminente esordio settimanale in Champions a Londra contro lo Sporting Braga, allora il risultato è nella seguente formazione: Almunia; Ebouè, Squillaci, Koscielny, Gibbs; Song, Wilshere, Fabregàs; Rosicky, Arshavin, Chamakh. Coyle rinuncia a due uomini chiave del suo Bolton, ovvero Matthew Taylor e Klasnic, avendo come unica indisponibilità forzata lo squalificato Jaskelaainen e schierando un classico ma roccioso 4-4-2, con Bogdan tra i pali, linea difensiva composta da Steinsson, Knight, Cahill e Paul Robinson; Lee Chung-Yong e Martin Petrov sono gli esterni offensivi di centrocampo, con Muamba e Holden a compattarsi in mezzo; in attacco spazio a Kevin Davies e ad Elmander. Direzione di gara affidata al fischietto ancora inesperto di Attwell (voto 5).

Le prime fasi di gara non sono ritmicamente esaltanti, ma è nell’aria la percezione che siano i Gunners a rendersi progressivamente più pericolosi. Fabregàs si libera bene di Robinson per poi calciare, ma troppo centralmente, in porta: facile la parata di Bogdan. L’occasione per il vantaggio giunge due minuti più tardi, quando Rosicky si inventa un passaggio filtrante di esterno destro di precisione chirurgica, a servire Arshavin sul corridoio di sinistra. Lo Zar si invola raccogliendo il perfetto suggerimento del compagno per convergere in progressione, ormai a tu per tu con Bogdan, facendosi però ipnotizzare da quest’ultimo, e fallendo una chance strepitosa. Dal corner successivo battuto da Fabregàs, è Squillaci a sfiorare il goal, mandando però il suo stacco di testa fuori bersaglio.

Poi è il Bolton a rispondere, nell’occasione con Kevin Davies che da pochi passi costringe Almunia ad una parata non facile, ma comunque efficace. Intorno al 20′ si registra ancora una volta una fuga in accelerazione di Arshavin, ancora sull’out di sinistra. Steinsson riesce a tenere il passo del russo, entrando pericolosamente in scivolata, ai limiti del fallo da rigore, Sebbene rischioso, l’intervento dello scandinavo si rivela prezioso, ma non sufficiente a scongiurare il vantaggio, che arriverà circa 4 minuti dopo. Tutto nasce da una magistrale palla tagliata dalla trequarti destra da parte di Wilshere, che pesca Fabregàs sul secondo palo.

Il capitano dei Gunners anticipa tutti sulla sfera, toccandola in mezzo per Koscielny che, in due tempi, riesce a ribadirla in rete, realizzando il goal dell’uno a zero. Con il primo goal in campionato del difensore franco-polacco, l’Arsenalne guadagna in fiducia e fluidità di manovra, cercando sempre con maggior convinzione il raddoppio. Fabregàs non riesce ad impensierire Bogdan, mentre alla mezz’ora il cross basso di Chamakh, innescato da Wilshere, non viene capitalizzato da Rosicky che, da buona posizione, calcia male con il piatto destro, permettendo a Bogdan di intervenire senza problemi. Il Bolton è ancora vivo e non molla, complice la poca concretezza dei Gunners nel chiudere la parita: Almunia ha il suo bel da fare su Elmander, sempre pronto a pungere là davanti. Come a dimostrare che un solo goal non è sufficiente per ritenere chiusa la faccenda.

A questo punto Fabregàs si inventa una giocata pazzesca controllando una palla vagante con una piroetta che lascia di sasso l’avversario, e lanciando a seguire Arshavin con un superbo passaggio rasoterra: Arshavin è ancora una volta bravo nel tempismo con cui intercetta il suggerimento ma, allo stesso tempo, incapace di andare a bersaglio, facendosi rallentare prima da Knight e poi da Bogdan in uscita, forzando il suo destro e trovando solo l’esterno della rete. E’ un errore abbastanza grave, che non lascerà i padroni di casa impuniti.

Ad un minuto dalla fine del primo tempo, Koscielny sbaglia completamente il retropassaggio di testa, permettendo al rapidissimo Lee di raggiungere la palla ed eludere Almunia; il coreano si gira e crossa direttamente verso la porta, dove Elmander, sovrastando i centrali avversari, impatta di testa realizzando il pareggio da pochi centimetri. Poteva essere un colpo difficile da assorbire, ma la squadra di Wengèr non si fa certamente gettare nello sconforto. Nella ripresa si torna alla carica, con il Bolton deciso a non vendere la pelle troppo facilmente. Poco prima dell’ora di gioco, è Fabregàs a rompere gli indugi, ancora una volta con un sontuoso passaggio che spacca in due la difesa dei Trotters; stavolta il beneficiario del servigio del catalano è Chamakh, che calcia di sinistro senza imprimere la giusta potenza al pallone, e trovando un’ottima risposta da parte di Bogdan, che si salva in corner.

Sugli sviluppi dello stesso, la difesa del Bolton non riesce a spazzare con decisione, e la sfera torna ad Arshavin che imbecca Fabregàs sulla sinistra. Il cross del capitano è preciso e teso alla perfezione per Chamakh che, sottomisura, svetta su tutti e inchioda di testa il goal del 2 a 1. La squadra di Coyle perde le staffe e, per la frustrazione, inizia ad eccedere nelle entrate. Kevin Davies è fortunato a cavarsela con un solo cartellino giallo. Gomiti alti e gamba tesa non mancano in nessuna delle sue entrate. Diaby rileva un’ottimo Wilshere poco dopo il goal del vantaggio, per cercare di preservare il giovane nazionale inglese dai tackle sempre più energici degli avversari.

Due minuti più tardi, Cahill entra da dietro e a piedi uniti su Chamakh, sulla linea del fallo laterale sinistra dei nostri, mentre il marocchino era intento a scambiar di tacco con Arshavin. Stavolta Attwell non risparmia il giusto cartellino rosso al centrale difensivo della nazionale inglese, e il Bolton resta in 10. Ma nemmeno il più duro dei provvedimenti disciplinari riuscirà a calmare l’indole rude e violenta della squadra di Coyle. Al minuto 72, Paul Robinson esegue una entrata killer ai danni di Diaby. Il francese è costretto ad uscire, fortunato che la tibia non abbia subito una orrenda frattura. La stessa fortuna che ha Robinson nel non vedersi sventolare il rosso, dallo sciagurato Attwell, capace solo di ammonire il difensore.

Denilson rileva Diaby, rientrando così da un lunghissimo stop per il solito problema agli addominali. Manca un quarto d’ora alla fine della gara, e l’Arsenal punisce i Trotters con il goal del 3 a 1: Arshavin penetra in area, smistando la palla per l’inserimento di Song; il camerunense evita la marcatura avversaria e sorprende Bogdan con un lob preciso ed elegante, segnando un goal “alla Ljungberg” e chiudendo virtualmente la partita. Per la cronaca, è il goal numero 1000 nella gestione Wengèr. Ma a quanto pare, non sarà l’ultimo della giornata. Mente Coyle inserisce Blake e Taylor per Lee ed Elmander, Wengèr manda dentro Vela al posto di Chamakh.

Al minuto 83, il messicano beneficia di un fantastico, fantastico assist da parte di Fabregàs (dopo un possesso palla ai limiti dell’accademia) e, da solo davanti a Bogdan, non fallisce con il piatto sinistro, spedendo all’angolo per il 4 a 1 finale. Può bastare, assolutamente, per un Arsenal che deve a tutti i costi mantenere questo ritmo, se vuole anche solo sperare di vincere il torneo. Ci saranno impegni maggiormente complessi, come ad Ottobre, quando affronteremo il Chelsea, ma per il momento è il caso di ragionare per piccoli passi, e guardare partita dopo partita.

Prossimo obbiettivo: Sporting Braga. C’mon You Arsenal!!!

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4 Comments


  1. luca

    Pensiamo a mercoledi,sperando di recuperare Vermaelen.


  2. bahiablanca

    *Solita partita contro modesti giocatori e ottimi fabbri. Diaby ha rischiato (again) di rompersi una gamba con Davis, Cahill e compagnia che hanno inanellato interventi killer a gogò. Detto questo, c’è da aspettarselo, soprattutto per il modo in cui giochiamo (il che non giustifica certi interventi…)

    *Difesa a tratti inguardabile. Squillaci è arrivato da poco ed in assenza del leader Vermaelen, si sono passati momenti di vero sbandamento. Koscielny ha dei vuoti di sceneggiatura imbarazzanti mentre l’ex Siviglia è andato un pò meglio.

    *Terzo gol. Se il nostro mediano fa un gol del genere significa che il nostro roster non presenta “mediani”.

    *Quarto gol. Vela ha segnato al 28° passaggio consecutivo dei nostri. Se non è un record…

    *Cesc in netto miglioramento (assist da cinema per tutti i 90′). Bene Arsha, molto bene Chamakh che si sta inserendo alla grande…

    *Manteniamo il passo (e che passo!) del Chelsea e siamo a +5 dagli extraterrestri del Manchester City. E’ solo l’inizio, però…

    C’MON GUNNERS!


  3. TheMethod

    Mi permetto di aggiungere all’articolo che ho scritto, un breve pagellone:
    ALMUNIA 5,5: Le incertezze che trasmette a tutto il reparto, non riescono a fargli raggiungere la sufficienza, nonostante un paio di interventi davvero preziosi. Non esente da colpe sul goal del Bolton, lo spagnolo non è ancora in grado di comandare in area piccola, facendo diventare minaccioso anche il più innocuo dei traversoni.
    EBOUE’ 6: Esegue bene il suo compito, e lo fa molto meglio di quando gioca come esterno alto.
    SQUILLACI 6: Voto di stima per una prestazione senza infamia e senza lode. Necessita di minuti nelle gambe e di amalgamarsi con nuovi schemi e compagni. Buona la capacità di proporsi in avanti, per sfruttare situazioni di palle inattive.
    KOSCIELNY 4,5: Il suo primo goal sblocca il risultato, ma non basta a scagionarlo da una prestazione ancora condizionata da errori e indecisioni. A prescindere da una notevole carenza di massa muscolare, il difensore soffre troppo la fisicità di Davies ed Elmander, spesso fallendo anche nell’anticipo. E’ senz’altro il maggior responsabile sul goal avversario.
    GIBBS 6: Non che Martin Petrov abbia costituito un ostacolo insormontabile. Forse è il caso di dire che il duello sia stato maggiormente condizionato dall’impalpabilità del bulgaro, più che dalla spinta del giovanotto ex Wimbledon. Comunque da lui, in quel senso, ci si aspetta qualcosa in più.
    SONG 7,5: Contiene, ruba una quantità pazzesca di palloni ed aiuta a far ripartire la squadra. In tutto questo, riesce ad impreziosire la sua ottima prova con un goal bellissimo. Baluardo.
    FABREGAS 7: Non è ancora al top della forma, ma il capitano ci è molto vicino. Fa impazzire Holden e Muamba disegnando calcio e dettando i tempi di tutta la squadra. Se Arshavin non fosse stato così pigro, lezioso e sprecone, avrebbe confezionato ben 4 assist in una partita. Invece resterà a quota 2. Fenomenale.
    WILSHERE 6,5: Cresce alla distanza, mostrandosi quasi sempre sgusciante nei confronti dei suoi ex compagni. Perfetto il lancio che porta al primo goal dei Gunners.
    ROSICKY 6,5: Quando è in forma, è davvero un giocatore determinante. Una fonte di gioco preziosa e imprevedibile. Il magistrale passaggio di esterno destro per Arshavin è il simbolo della sua ottima gara.
    ARSHAVIN 5,5: Snervante, viste le doti di cui è in possesso. Si divora due goal (a voler esser buoni) e da sempre l’impressione di non volersi impegnare. Le qualità non mancano, così come la capacità di corsa. Deve imparare a finalizzare.
    CHAMAKH 6,5: Centravanti prezioso, che forse non avevamo. Fa salire la squadra, va in profondità e costituisce ottimo riferimento per le sponde. Trova il goal del vantaggio in un momento assolutamente delicato.

    DIABY s.v.
    DENILSON 6.
    VELA 6,5.


  4. Luigi C.

    @TheMethod: sul punteggio di 1-1 Almunia ha compiuto un intervento decisivo – sul gol del Bolton è Kos. a sbagliare la misura del retropassaggio mettendo Almunia fuori tempo.



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