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28 agosto 2010
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Blackburn vs Arsenal 1-2: Match Report

Non è il miglior Arsenal quello che oggi, nell’anticipo della terza giornata di Premier League 2010/2011, è riuscito a strappare con tanta, tanta fatica, tre punti preziosissimi e a trascinarsi indenne dalle mura di Ewood Park, nel cuore del Lancashire. Ma allo stato attuale conta soltanto vincere, e la squadra di Wengèr, sebben faticando, è riuscita ne suo vitale intento.
Del resto i Gunners non vincevano in trasferta dal Marzo scorso. Era dunque il caso scrollarsi di dosso una tale “deficienza”, senza andar troppo per il sottile.

ANTICALCIO
In settimana sono stante tantissime le parole spese per questo match, sicuramente non avaro di elementi di discussione. La contrapposizione netta tra due stili di gioco diametralmente opposti, è stata però quasi surclassata dalle lamentele di Wengèr ai danni dell’eccessiva fisicità richiesta da Allardyce ai suoi uomini. Senza contare le lamentele espresse dall’alsaziano rivolte ad arbitraggi che, a suo dire, troppo spesso non tutelano i propri giocatori. Da un punto di vista personale, trovo che il nostro manager farebbe meglio a prendersela con se stesso, per le sue note incapacità di rinforzare come si deve il proprio organico, piuttosto che affidarsi al troppo semplice vittimismo, quasi dimenticando che il calcio è un gioco assolutamente caratterizzato dal contatto fisico. Detto questo, è pur vero che Allardyce pratichi puro anticalcio, forse un qualcosa di più affine al rugby. Ma se un avversario è tecnicamente e fisicamente forte, direi che nove volte su dieci la spunta alla grande.

LE FORMAZIONI
L’Arsenal è superiore al Blackburn da un punto di vista tecnico, ma non lo è in quanto a fisicità. Allardyce ne è ben consapevole, ed è su questo elemento che imposterà completamente e in maniera monotona il suo tema tattico. I padroni di casa si schierano con Robinson tra i pali, difesa a quattro composta da Salgado, Samba, Nelsen e Givet; Grella e Phil Jones davanti alla difesa, con Diouf, Mame Diouf e Pedersen a far da sostegno al terminale offensivo, Kalinic.
Per l’Arsenal solito 4-3-3, con Sagna, Vermaelen, il rientrante Koscielny e Clichy, schierati davanti ad Almunia; Song e Diaby proteggono gli inserimenti di Fabregàs in mediana, mentre Walcott, Arshavin e Van Persie compongono il tridente d’attacco. Scialbo e privo di personalità l’arbitraggio di Chris Foy (voto 5).

PRIMO TEMPO
Al terzo minuto arriva il primo squillo da parte dei Gunners: Van Persie batte il corner dalla destra, pescando Walcott; l’attaccante inglese si fa murare dalla retroguardia dei Rovers, ma il rimpallo finisce poco fuori area, nella zona di Diaby che al volo colpisce di sinistro, trovando la traiettoria giusta; la sfera viene tuttavia bloccata da Grella, che devia sul corpo di Robinson, scongiurando la minaccia.

Il rischio corso, mette in allarme i padroni di casa che riescono a mettere in pratica la propria tattica: alzare il pressing e sfruttare al massimo le situazioni di palle inattive. Ne deriva una successione di corner e di rimesse laterali (con annessi siparietti tra Pedersen e i giovani addetti agli asciugamani), da cui l’Arsenal fa paurosamente fatica ad uscire.
In tal frangente, è il Blackburn ad andare vicino al vantaggio, quando Nelsen, battendo i centrali difensivi ospiti, stacca indirizzando all’angolo alto; Fabregàs è ottimamente appostato, e riesce a controbattere il tentativo del centrale neozelandese.
Ci si mette anche Samba, prima costringendo Almunia all’intervento non facile su un suo colpo di testa, poi, al quarto d’ora, sovrastando ancora una volta in elevazione l’impotente difesa ospite e mancando di pochi centimetri il bersaglio. Dopo qualche minuto, l’Arsenal si sveglia, trovando il modo di interrompere il monotematico anticalcio di Allardyce, riprendendo anche il pallino del gioco. Basta pochissimo ed al 20′, gli ospiti trovano anche il goal del vantaggio. Arshavin capitalizza un buon break da centro. trovando Van Persie sulla sua verticale; l’olandese, al limite dell’area, riesce per una volta a non farsi imbrigliare dalla marcatura e, girandosi, serve un preciso filtrante sulla corsia destra, per l’accorrente Walcott; il numero 14 si invola, benvendo Givet, controlla e calcia in diagonale, fulminando Robinson. Uno a zero per gli uomini di Wengèr.

La rete degli ospiti ovviamente cambia un pò quella che era l’inerzia della gara. Ma a dire il vero, il Blackburn ci mette poco a scuotersi e a riprendere da dove aveva lasciato. Al 27′ El-Hadji Diouf raccoglie palla involandosi sull’out sinistro, inseguito da Koscielny; il nuovo acquisto di Wengèr si fa saltare in maniera imbarazzante dal senegalese, perdendo miseramente il contrasto fisico, e permettendo all’avversario di trovare il fondo e di toccare al centro per l’altro Diouf (Mame) che da due passi infila Almunia, regalando il pareggio ai suoi compagni. Doccia gelata per i nostri, a cui si va ad aggiungere l’ennesimo cedimento fisico di Van Persie che, toccato duro in precedenza, non ce la fa a rimanere in campo, e dopo una verifica attenta da parte di Colin Lewin, è costretto a chiedere il cambio. Chamakh rileva l’olandese portando, fortunatamente, delle valide soluzioni tattiche al gioco di Wengèr. Tra queste, una maggiore mobilità nei pressi dell’area di rigore, nonchè una maggior probabilità di impatto sulle palle lunghe dalle retrovie. E i risultati si possono ben vedere nella seconda parte della prima frazione di gioco.

SECONDO TEMPO
Ad ogni modo, è nella ripresa che gli equilibri si spezzano nuovamente. Precisamente al 50′, quando la progressione di Sagna si conclude con un cross basso teso e preciso per Fabregàs, ben posizionato; il catalano calcia benissimo, con il piatto destro, colpendo però Walcott nei pressi della linea di porta; ma il rimpallo finisce preda di Arshavin che con voracità insacca da pochi metri.
La reazione è pericolosa, quando Kalinic, sfruttando un “orrore” difensivo di Vermaelen, raccoglie un pallone più che invitante al limite dell’area, calciando altissimo sopra la traversa.

Poi nelle fasi successive è solo Arsenal. Walcott e Arshavin fanno il brutto e il cattivo tempo, riuscendo spesso e volentieri ad impensierire la retroguardia dei Rovers. Per Givet, alle prese con un devastante Walcott, non si tratta di una giornata da ricordare. La tranquillità del vantaggio, regala maggiore intraprendenza agli uomini di Wengèr, volta alla sempre più chiara intenzione di chiudere il match. Un limite, questo, non ancora pienamente superato. A poco meno di mezz’ora dal termine Rosicky sostituisce un opaco Fabregàs, mentre 10 minuti prima David Dunn faceva il suo ingresso in campo, al posto di Grella. Dentro anche Olsson per lo stanchissimo Kalinic, con Allardyce pronto a giocarsi il tutto per tutto. Il suo Blackburn non era ancora spacciato, e d’altro canto, l’Arsenal non dava la sensazione di poter chiudere il conto. Sagna deve impegnarsi e non poco per impedire alla premiata ditta Diouf & Diouf di segnare il goal del pareggio, intervenendo con perfetto timing in tackle a rubar palla. Poco dopo, Koscielny continua la sua negativa performance, svirgolando un pallone alto nel cuore della difesa, raccolto poi da Dunn, il cui tiro, sottomisura, finisce fortunosamente tra le braccia di Almunia.

A dieci minuti dalla fine, possono far comodo i centimetri di altezza di N’Zonzi, mandato dentro al posto di Mame Diouf. Samba scala in attacco, per capitalizzare al massimo i lanci, le rimesse e le palle inattive, da cui l’Arsenal si poteva difendere non senza preoccupazioni. Wengèr toglie Arshavin per Wilshere, pensando bene di “irrobustire” il suo centrocampo. I nostri sopportano a malapena l’assedio rugbistico a base di traversoni, campanili e lanci lunghi. La difesa dei Gunners non sembra il top della sicurezza, e manca davvero poco al Blackburn per far breccia tra le sue troppo indecise maglie. Come quando Salgado, raccogliendo il maldestro tentativo di liberare l’area da parte dei nostri, disturbati da Samba, per un soffio non trova lo specchio della porta, calciando al volo da discreta posizione. In tutto questo, proprio nei minuti finali, l’Arsenal si produce in un mortifero capovolgimento di fronte, beccando la difesa di casa praticamente sguarnita: Chamakh e Walcott imbastiscono il contropiede alla perfezione, seguiti con tempismo perfetto da Wilshere, a cui affidano (forse con un tocco di troppo) il pallone da trasformare il goal, a pochi metri da Robinson; tuttavia il giovane inglese non riesce a battere il suo connazionale, facendosi ipnotizzare al momento della battuta a colpo praticamente sicuro.

Si tratta in effetti dell’atto conclusivo del match, che vede l’Arsenal vittorioso, benchè non privo di incertezze, infortuni e di velleità difensive già conosciute (e forse volutamente ignorate). Potrà Sebastien Squillaci essere la risposta a tali problemi di solidità difensiva? Potrà il mercato, nei suoi giorni finali, regalarci un ulteriore rinforzo, magari in porta, dove vige una situazione di assoluta emergenza?
Per ora non ci sono risposte, ma ben vengano i 3 punti e la buona situazione di classifica. Tra due settimane, alla ripresa del Campionato, avremo senz’altro delle indicazioni in più. Fino ad allora, sempre e solo FORZA GUNNERS!!!

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4 Comments


  1. jacopo

    ragazzi ragazzi…la difesaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…ma dove cazzo era oggi??????caro arsene due acquisti servono…un centrale e un’ala….koscielsny deve mettere du della massa…cosi sembra un’asta da bandierina


  2. bahiablanca

    -Vittoria difficile, conquistata dopo 90 minuti vissuti “underpressure”. Il calcio di Allardyce è…”particolare”. Palla a terra zero, rinvii di 70 metri, falli laterali, raccattapalle con asciugamani (“stile” Stoke) e tanta confusione in area. Abbiamo sofferto ma in definitiva non c’è stato un rischio reale. Una volta tanto Almunia ha fatto ordinaria amministrazione (con Fabianski questa partita finiva 5-2 per i Rovers) e la difesa sulle palle alte mi è sembrata molto reattiva. Diverso il discorso quando la palla era in gioco. Koscielny dopo il buon esordio di Anfield, ha sofferto tantissimo la fisicità di due Diouf mentre Vermaelen ha bisogno di un compagno di reparto un filino più esperto. La firma di Squillaci casca a fagiolo.

    -(Super)Theo Walcott. Partita da grande giocatore. Il povero Givet avrà bisogno di 4/5 giorno di recupero. Finte, dribbling, accelerazioni ed un inaspettato fiuto per la porta che mi ha sorpreso in positivo. Questo Walcott può far fare un salto di qualità alla squadra. Man of the match (again..) con Capello in tribuna.

    -Non credo di aver mai visto un giocatore tanto svogliato come Arshavin. Corricchia, quasi cammina per larghi, larghissimi tratti della gara. Poi si sveglia per 10 minuti e risolve la gara. Hai dei momenti da venditore di borghetti, ha dei momenti da superstar assoluta. Prendere o lasciare. Oggi prendiamo i 3 punti grazie al suo gol.

    -Fabregas in netto ritardo di condizione. Lento e prevedibile nelle giocate.

    -Ennesimo infortunio di Robin (fuori dopo 30′). Dal movimento non sembra una cosa da niente. Sarà che lo visto tante volte ma non è da escludere la dicitura “out three our four month” nella prossima home page di arsenal.com. Speriamo.
    -Abbiamo 3 giorni per prendere un portiere. Se non arriverà nessuno credo che avrò quelle 24/48 ore di fottuto scoramento. Un altro anno con Almunia NO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    -Sorteggio 3° turno di Coppa di Lega. Trasferta a WHL con il Tottenham. Bene ma non benissimo…

    C’MON GUNNERS!


  3. jacopo

    ragazzi la juve ha preso traorè….non è una notizia sconvolgente per noi,ma dobbiamo prendere un difensore che sappa iafre il mediano e all’occorrenza anche il terzino..esistono giocaotri cosi..è facile acquistare,guarda marotta….wenger ha detto che è molto diffiile acquistare….marotta ha preso il mondo


  4. theMethod

    Condivido perfettamente l’intervento di Bahiabianca!



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