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28 gennaio 2010
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L’Aston Villa stoppa l’Arsenal; Buone notizie su Vermaelen

A mio modestissimo parere il punto raccolto ieri al Vila Park non è poi da gettare alle ortiche. Nelle due partite con i Villans l’Arsenal ha raccolto 4 punti. Il Chelsea e lo United bene che vada ne avranno raccolto solo 3 ciascuno. L’Arsenal resta ancora incollato alla corsa per il titolo e “i conti si faranno alla fine”. Certo è che il passo falso di ieri costringe gli uomini di Wenger a fare bottino pieno contro il Manchester United domenica.

Avvio di gara positivo da parte dei Villans che vanno vicini al vantaggio dopo appena 4’ con un diagonale di Agbonlahor deviato da Almunia in corner. Al 10’ la risposta dei Gunners con il portiere Friedel che dice no a Rosicky che ci prova di sinistro sugli sviluppi di un corner. In pieno recupero di primo tempo arriva la più importante occasione per l’Arsenal con il palo colpito da Fabregas.

Ad inizio ripresa l’Arsenal sfiora il goal dopo un’incomprensione tra il Fridel e Dunne, risolta poi dallo stesso portiere. La fortuna non aiuta di certo l’Arsenal che nel giro di 15 minuti perde Vermaelen e Eduardo e colpisce la traversa con Rosicky al 61’: Arshavin scatta ed arriva al tiro, Friedel ribatte la conclusione ma il pallone arriva al ceko che però calcia contro il montante.

E’ praticamente l’ultima occasione della gara. Entrambe le squadre avrebbero potuto portare a casa la vittoria ma alla fine il pareggio accontenta i Villans ma non i Gunners.

Arrivano buone notizie oggi sull’infortunio di Vermaelen. Frattura del perone scongiurata. Non sarà in campo contro lo United ma potrebbe ritornare in campo contro il Chelsea.

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4 Comments


  1. The Method

    Caro Max, visto che hai già scritto tu un pezzo, lascerò il mio articolo come commento personale! Visto che ho finito solo ora il mio turno di lavoro, eccolo qui:

    Aston Villa, Manchester United, Chelsea e Liverpool. Se questi quattro, cruciali incontri rappresentassero, idealmente, i gradini più importanti ed impervii della nostra “Stairway to Heaven”, come direbbe il buon Jimmy Page, allora avremmo già messo male il piede d’appoggio sul primo di essi. Alla 23′ giornata di Barclays Premier League non può ancora esserci la condanna della matematica. Ma il non voler ammettere che la vittoria del titolo passa da queste quattro infuocate tappe, equivale a prendersi in giro. Detto questo, ieri l’Arsenal ha guadagnato un buon punto su un campo notoriamente difficile, quello del Villa Park di Birmingham. Curiosità vuole che l’altra londinese pretendente (quella accreditata) al titolo fosse impegnata, in casa propria, con l’altra squadra di Birmingham, rifilandole tre pere facili facili e ritornando al primo posto della League Table, con una partita da recuperare. Ma questa, ovviamente, è un’altra storia.
    La striscia positiva dell’Arsenal continua. E finalmente, ritorna un gradito “clean sheet”. Si rivedono Bendtner (al ritorno dopo 3 mesi di inattività per l’operazione dovuta dalla fastidiosa pubalgia) e Nasri, ma la loro presenza è confermata soltanto sulla panchina. Wengèr è sempre stato ed è ancora convinto che recuperare giocatori da lunghi infortuni, equivalga ad acquistarne di nuovi, freschi e smaniosi di mettersi in gioco. A questo punto non escludo che sia proprio questo suo contorto “dogma” il responsabile dei tanti infortuni e delle ricadute in casa Arsenal. Niente acquisti, niente rinforzi, i soldi ci sono ma non si spendono. La squadra va bene così, ha il miglior attacco, per quale motivo comprare un attaccante?
    Ha una sua logica, se vogliamo. E allora la formazione dell’Arsenal si schiera in campo con Almunia tra i pali, Sagna, Gallas, Vermaelen e Clichy in difesa; Denilson viene appuntato del ruolo di “holding midfielder”, con Ramsey e Fabregàs in posizione avanzata; confermato il “mezzo tridente”, formato da Rosicky e Arshavin larghi, e da Eduardo terminale offensivo.
    Martin O’Neill ha un obbiettivo importante da portare a termine: il quarto posto. La sua squadra vive uno splendido momento di forma, e non vi sono dubbi sul fatto che il suo gioco sia tra i migliori espressi in Terra d’Oltremanica. Brad Friedel si conferma l’estremo difensore dello schieramento, con Luke Young, Collins, Dunne e Cuellar a completare il reparto arretrato. Stylian Petrov e Milner compongono la cerniera di centrocampo, con Stuart Downing e Ashley Young rispettivamente a sinistra e a destra, sulle fasce. Tandem d’attacco affidato invece alla coppia Heskey-Agbonlahor. Direzione di gara non certo da ricordare per il signor Lee Probert (voto 5).
    Da una parte una squadra in lotta per la conquista di un posto in Champions League; dall’altra, i Gunners, clamorosi outsider per la vittoria del Campionato. La miscela non può che essere esplosiva.
    Nei primi minuti di gioco, sono gli ospiti a detenere il controllo della gara. L’inizio è abbastanza vibrante, e i Villains si rendono minacciosi per due volte. Dapprima, al 5′, con un gran tiro di Agbonlahor su cui Almunia riesce a intervenire, deviando in tuffo; poi è ancora una volta l’attaccante esterno della nazionale inglese che prova, di testa, a capitalizzare il suo buon inserimento, senza però trovare l’impatto con il traversone, leggermente alto. Gli ospiti, per ribadire ulteriormente i loro propositi di vittoria, rispondono con una conclusione sporca di Eduardo, che Dunne riesce a deviare in corner. Sugli sviluppi dell’azione successiva è molto bravo Friedel a regolare la conclusione al volo, dal limite, di Denilson, dopo una ribattuta della difesa sul corner di Arshavin. Ottima la parata dello statunitense. C’è buon ritmo, e la partita viene per gran parte giocata a centrocampo, con la coppia Rmasey-Fabregàs e Petrov-Milner a darsi incessante battaglia. Heskey è una costante minaccia, soprattutto sulle palle alte, ma sembra soffrire, e non poco, la marcatura a uomo di Vermaelen. Agbonlahor è invece molto mobile, svariando spesso su tutto il fronte dell’attacco: ci vuole davvero un immenso Gallas per contenere la spinta e la forza atletica del numero 11 dei Villains. Downing non sembra ispiratissimo (complice il suo rientro dopo mesi di inattività), e non ci sono troppi problemi sulla fascia di Sagna. Diverso è il discorso in merito a Clichy, che purtroppo non riuscirà a reggere la costante pressione di Young. Numerosi, e sempre velenosi, i cross prodotti da quest’ultimo, con la difesa dei nostri in continua apprensione. Al 22′ Gallas accentua troppo il contatto per inseguire Heskey, e la punta ex Liverpool va giù al limite dell’area: per Probert si può continuare. La partita continua a ritmi molto alti, con azioni frenetiche e spesso confuse. Fabregàs prova a spezzare gli equilibri di gara con uno dei suoi proverbiali assoli: il catalano supera con estrema classe l’opposizione di Milner, lasciandolo sul posto, per poi involarsi sulla linea di fondo; il suo tiro, da un angolo quasi proibitivo, è comunque nello specchio, ma viene deviato in corner. Al 32′ è Downing a sprecare malamente, dopo l’ennesima fuga di Young ai danni di Clichy. Poi, al 35′, arriva una brutta tegola per gli uomini di Wengèr: Vermaelen non riesce a continuare, e chiama il cambio; al suo posto entra Sol Campbell, al primo match di Premier League dal suo rientro, dopo la prova non eccelsa offerta in Coppa, contro lo Stoke. Ora è il Villa a controllare la partita. Ma il finale di primo tempo appartiene ai Gunners, ed in particolare al proprio capitano, Cèsc Fabregàs: il numero 4 in versione “Alberto Tomba”, completa il suo personale Slalom Gigante, saltando palla al piede, tutta la difesa avversaria, defilandosi sulla destra e calciando in diagonale con il suo piede preferito. La conclusione supera Friedel, ma ribatte sul palo, tornando verso il centro dell’area di rigore dove Rosicky, disturbato dal compagno Ramsey, non riesce a battere al volo a porta vuota, dibattendosi per andare comunque al tiro, e calciando sopra la traversa. Grande chance.
    Nella ripresa, l’Arsenal riparte da quanto di buono aveva prodotto nel finale della prima frazione di gioco. La squadra di Wengèr si dimostra alquanto vivace, soprattutto nelle prime fasi della ripresa. Clichy si evidenzia finalmente anche per la sua proverbiale fase di spinta; il suo traversone è tagliato e pericoloso, ma Friedel riesce a deviare, permettendo l’intervento comodo di Collins. L’Aston Villa è comunque presente, e non lesina in quanto a ripartenze repentine e micidiali. Ashley Young (che sarà nominato Man of the Match), riesce a guizzare via molto bene ai danni dello stesso Clichy e a crossare intelligentemente sul secondo palo. Downing è davvero ben piazzato, ma conferma il suo non ottimale stato di forma, mancando clamorosamente il bersaglio di testa, nonostante una buona dose di “disturbo” da parte della difesa ospite. La squadra di casa continua a premere sul gas, mettendo in difficoltà gli uomini di Wengèr e facendo incetta di corner, per nostra fortuna non sfruttati. E questo nonostante un Almunia non sempre perfetto nelle uscite. Dal canto suo, l’Arsenal perde fluidità, diventa incapace di produrre in maniera continua il suo gioco lineare e spettacolare. Eduardo, spesso fuori dalla manovra offensiva, cede ad un risentimento muscolare, e verso l’ora di gioco non riesce a proseguire. Al suo posto rientra Bendtner, ed è così il secondo infortunio della partita. Il danese è recuperato fisicamente, gli mancano i 90 minuti nelle gambe, ma il suo stato di forma non sembra allarmante. La stranezza sovviene vedendo l’Arsenal che, dall’ingresso del prestante centravanti, smette di cercare il cross, per cercare maggiormente l’inserimento palla a terra. Un paradosso, se si pensa che con Eduardo o Arshavin in mezzo, diversi traversoni sono andati alla deriva. Lo stesso Arshavin, che per lunghi tratti ha praticamente latitato sulle estremità del fronte offensivo, è stato poco partecipe nella fase di attacco. Lo Zar si rifa poco dopo, con una superba discesa palla al piede da metà campo. Il russo riesce ad andare in porta, costringendo Friedel alla non facile parata in uscita bassa. La respinta finisce al limite dell’area dove Fabregàs, invece di calciare, serve al volo una gran palla per lo smarcato Rosicky; il ceco stavolta non ha alcuna opposizione nel coordinarsi, ma la sua conclusione è talmente potente da infrangersi sulla traversa. Per il numero 7 dei Gunners, tanta sfortuna stasera. E alla fine sarà rilevato dal rientrante Nasri. Nel finale, l’ingresso di Fabian Delph per Heskey sarà meno che ininfluente. La partita resterà combattuta e vivace. Ma il risultato non varierà, fissandosi sullo 0 a 0. L’Aston Villa, alla luce del brutto pareggio del Liverpool con i Wolves, non ci rimette più di tanto. L’Arsenal invece perde due posizioni, e ritorna al terzo posto della classifica, nonostante tanti buoni propositi e tante parole di speranza. La vita continua, il Campionato soprattutto. Domenica arriverà lo United qui all’Emirates. Inutile dire quanto sarà indispensabile la vittoria, in ottica titolo. Un ulteriore passo falso vorrebbe dire perdere il contatto con quella “scaletta verso il paradiso”, che si siamo fin qui costruiti. E, per citare un altro gruppo cult degli anni ’70/’80, potrebbe voler dire che staremmo di nuovo per imboccare una dolorosa “Highway to Hell”…

    The Method


  2. edward

    rock’n roll!! speriamo per domenica…ce la possiamo fare, la mia speranza e credo di tutti sia una vittoria con united e liverpool e pari col chelsea…(anche se vendicare l’andata sarebbe qualcosa di speciale!)


  3. MOLINARO 10

    sekondo me il protagonista di domenika sarà CAMPBELL…… non so se in positivo o in negativo….ma penso ke inciderà molto…..:S speriamo in bene (Y)


  4. Tommaso

    Anch’io opto per il bicchiere mezzo pieno… un punto d’oro nonostante i pali!
    per le prossime tre partite io prenderei anche sei punti ma almeno tre devono essere allo Stamford Bridge!
    ciao ragazzi

    Tommas da Quarrata (PT)



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