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28 dicembre 2009
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Cesc illumina la strada dei Gunners..

Nemmeno quest’anno l’Arsenal di Arsène Wengèr perde occasione di fare a tutti i suoi tifosi un gradito regalo, in corrispondenza dell’annuale Boxing Day. Quando siamo arrivati ormai al giro di boa di questo campionato, il pirmo posticipo della 19° giornata di Premier League vede prender forma un interessante scontro all’Emirates Stadium tra Arsenal ed Aston Villa. E l’aggettivo “interessante” non è chiamato in causa così, tanto per scrivere. Gli elementi che ne giustificano il tasso di interesse sono tanti, e tutti diversi. Mi basta, in questa sede, citarne giusto un paio. Trattasi di una gara che vede da una parte il miglio attacco della Premier, e dall’altra la sua miglior difesa.

La squadra di Martin O’Neill non prende goal in campionato da ben quattro partite (ossia dal 24 Novembre), riuscendo ad inanellare una fantastica serie di quattro vittorie consecutive. Va detto che sebbene si tratti della squadra con il minor numero di reti subite in stagione, l’Aston Villa non è per niente una compagine votata al difensivismo ostinato o al catenaccio. Anzi. Gli uomini di O’Neill fanno un calcio divertente, muscolare ma anche vivace, basato sulla velocità dei suoi attaccanti e, se vogliamo, su un modulo che può quasi definirsi speculare rispetto al nostro. Uno stile, quello dei Villains, che ha permesso loro di battere Chelsea, Manchester United e Liverpool, portandosi al pari dei nostri, a 35 punti in classifica, in piena zona Champions League. Chapeau.

O’Neill è pienamente consapevole delle potenzialità del suo team, ed è con la precisa intenzione di completare il “Grand Slam” che si presenta a Londra. La sua formazione è leggermente modificata, con un assetto sicuramente più votato alla prudenza, senza per questo rinunciare alla sua piena forza offensiva. Almeno inizialmente si tratta di un 4-4-2, con Friedel tra i pali, Luke Young, Cuellar, Dunne e Warnock in difesa; Petrov e Milner si stringono al centro, con Ashley Young e Downing ad agire da cursori esterni; Agbonlahor fiancheggia Heskey in attacco.
Fabregàs è al 50% delle possibilità di giocare, ma Wengèr sceglie comunque di non inserirlo nel suo starting line-up.

Tornano Sagna e Traorè, che con Gallas e Vermaelen, formano la linea difensiva davanti ad Almunia; Song resta nel suo abituale ruolo di pivot, con Denilson leggermente più avanzato e Diaby in posizione di trequartista; Nasri ed Eduardo giocano larghi, in funzione di sostegno per l’unica, atipica, punta Arshavin. Non del tutto convincente la prova di Phil Dowd (voto 5,5).

La partenza è frenetica, con l’Arsenal deciso più che mai a sfruttare l’ennesimo passo falso del Chelsea (pareggio a reti inviolate in casa del Birmingham). Meno di due minuti dal fischio di inizio, e la difesa ospite cade nello scompiglio quando Vermaelen per poco non trova la porta, su un calcio di punizione di Nasri. Bravissimo comunque Friedel a metterci una pezza. Meno di un minuto dopo, si rivedono i Gunners con una splendia azione imbastita da Diaby: il francese fa tutto da solo, evitando splendidamente la pressione del suo marcatore diretto e penetrando in area, per poi tagliare al centro in direzione di Eduardo; il controllo con cui il Croaziliano riesce a girarsi in direzione della porta è esemplare, da dimenticare però è il suo tiro di piatto sinistro che termina comodamente tra le braccia di Friedel.

Si poteva sicuramente far meglio. I minuti seguenti sono ancora di marca Arsenal, con Denilson che ci prova dalla distanza, dopo un ottimo scambio su corner corto tra Eduardo e Nasri. O’Neill chiede e ottiene la reazione dei suoi. Dopo 10 minuti è Heskey a farsi vedere dalle parti di Almunia con una conclusione larga sul fondo. Poco dopo, l’Aston Villa si libera in un mortifero contropiede che porterà Ashley Young alla conclusione in porta. Song riesce a deviare il tiro, facendo comunque assumere alla sfera una traiettoria insidiosa, che si spegne fortunatamente sul fondo. L’Arsenal per poco non viene beffato. Certo è che la rapidità di movimento di gente come Young, Agbonlahor e Milner fa comunque paura.

Gli ospiti continuano a pressare, facendo sempre leva sulle loro incredibili doti nel contropiede. La squadra di Wengèr tiene comunque molto bene e non si fa sorprendere in nessuna delle occasioni create dai Villains. Tentando di creare la superiorità numerica, saltando l’avversario, l’Arsenal guadagna un buon numero di calci piazzati, ma senza riuscire a sfruttarli. Senza un vero specialista in questo senso, è Denilson a incaricarsi della battuta.

Sul finale di primo tempo, la sua conclusione è potentissima, ma si infrange sulla barriera ospite. Altrettanto poderosa è la ribattuta di Sagna, ma la palla sorvola di un metro la traversa della porta difesa da Friedel. L’equilibrio sembra indistruttibile. E lo stesso vale nella ripresa. Al 57′ Denilson non ce la fa a continuare e lascia il suo posto a Fabregàs.

L’ingresso del catalano restituisce nuova verve ad un Arsenal non esattamente brillante. Eduardo e Arshavin combinano ottimamente al limite dell’area, portandosi in zona goal. Il Croaziliano si libera benissimo dettando il passaggio al compagno russo, e arrivando a calciare a botta sicura. Stavolta l’ex centravanti della Dinamo Zagabria non è fortunato, trovando l’opposizione di Warnock proprio sulla linea di porta. La partita cambia radicalmente con l’ingresso del centrocampista iberico. Giocate, passaggi, numeri di alta classe (tra cui un esaltante sombrero), lo rendono un fuoriclasse assolutamente indispensabile nell’economia di gioco di questa squadra.

Al 64′ è lo stesso Fabregàs a conquistare un calcio di punizione da circa 25 metri, per fallo di Dunne. Il capitano si incarica della battuta, trovano un destro a giro sublime, che si infila sotto il “sette”, coperto dalla barriera. Partita sbloccata, grazie all’assolo di un campione assoluto. Verso l’ora di gioco, Carew era subentrato ad Heskey per dare man forte ai suoi compagni di reparto. Ma senza esito. I padroni di casa giocano ormai sul velluto, e Wengèr decide di rincarare la dose, inserendo Walcott al posto di Eduardo. Il dominio del possesso palla diventa quasi totalmente di proprietà dei Gunners.

Luke Young lascia il suo posto a Delph, quando mancano 15 minuti al termine. Altro cambio che non riuscirà ad incidere. Passano 24 minuti dal suo ingresso, e Fabregàs riesce a confezionare il secondo goal personale, congelando praticamente il risultato. L’azione nasce da un lungo passaggio in diagonale di Traorè per Walcott; l’esterno inglese si invola sulla destra, lanciando poi l’accorrente Fabregàs nel corridoio centrale, con un perfetto filtrante. Cesc si beve in velocità i centrali difensivi del Villa, trafiggendo Friedel in uscita bassa. Sensazionale. Un giocatore sensazionale. Peccato che pochi minuti dopo debba lasciare il posto a Ramsey (probabile ricaduta del suo guaio muscolare).

A tempo quasi scaduto, giunge infine il terzo sigillio, messo a segno da quello che dopo il capitano, a mio avviso, è stato ancora il migliore in campo. Diaby si libera in una azione personale dal centro, saltando un paio di avversari per poi calciare con il destro dal limite, mettendo la palla nell’angolino. Arsenal 3 – Aston Villa 0. Ora siamo a 38 punti, con una gara da recuperare, ed un possibile -1 dal Chelsea di Carletto. Ma già non c’è tempo per fare calcoli. Mercoledì tornerà la Premier. Avremo il Portsmouth ad attenderci, e sarà un’altra partita in cui confermare il nostro valore. Fino ad allora…

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5 Comments


  1. The Method

    Mi sono appena accorto che manca la “N” all’inizio del post… Heheheh!


  2. Benjamin Trotter

    O Capitano, mio Capitano…Grande vittoria, e immenso Cesc !!! Che goduria vederlo giocare: entra, cambia la partita e…purtroppo esce di nuovo. Speriamo proprio non ne abbia per molto perchè è fondamentale per noi ! Devo dire che l’Aston Villa mi ha fatto un’ottima impressione: squadra forte, veloce, messa benissima in campo (i tuoi complimenti a O’Neill, Method, mi trovano completamente d’accordo)…credo che faremo i conti con loro ancora a lungo. Grande anche Diaby, segni di risveglio da Theo, buona cosa l’intraprendenza di Vermaelen, mentre su Eduardo vorrei stendere un velo pietoso (ma perchè Ebouè non gioca mai ?). Quanta gioia ci state regalando…fantastici Gunners !!!


  3. abC'afc!

    Grande vittoria..incredibile Capitano!
    3 settimane fuori ..fortunatamente avremo partite”abbordabili”..

    bello l’articolo ma credo che croaziliano non esista come termine..
    Croato?


  4. ma si sa l’entità dell’infortunio o le 3 settimane sono solo illazioni???


  5. The Method

    @abC’afc: Carissimo tifoso e lettore, la parola Croaziliano non esiste nel dizionario italiano. Trattasi di un gioco di parole che ho sempre usato, e che tende a fondere la parola “Croazia” con “brasiliano”, facendo riferimento alla doppia nazionalità del nostro centravanti. Sono stato ispirato dal blogger di Arseblog, l’idea non è partita da me. Comunque mi spiace tu non l’abbia colta, ma non ho problemi a spiegare il tutto! ^_^
    @Supernello: Caro Supernello, l’entità dell’infortunio di Cèsc deve ancora essere confermata da fonti ufficiali, ma posso dirti che Wengèr ha già prospettato l’ipotesi di una ricaduta a livello muscolare. In quel caso (e solo in quello) allora ci saranno tre settimane di stop! Saluti!



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