L’Arsenal espugna l’Anfield Road, traendo clamorosamente vantaggio dai mezzi scivoloni di Manchester City e Chelsea, e soprattutto dalla brusca frenata dei Red Devils, sconfitti in casa da Gabby Agbonlahor (per non parlare del Tottenham). Purtroppo non ci sono state delle indicazioni circa la “bontà” del modulo a tre punte con Arshavin il mezzo. Anzi, il primo tempo è stato tra i più inguardabili dell’intera stagione (direi anche dell’intero anno solare).
Tuttavia resta, ancora una volta, la conferma dello stesso giocatore russo come mattatore degli uomini di Benitez. Già l’anno scorso, in questo stesso stadio, lo Zar aveva lasciato il segno, addirittura segnando ben quattro reti, in una partita che da allora è entrata a pieno merito nel novero degli incontri più straordinari della storia del calcio. Quest’anno il campione russo non riesce a servire il poker, come nella precedente edizione della Premier League, ma riesce pur sempre a pescare il Jolly che ci regala una insperata vittoria.
Personalmente non avrei mai auspicato un simile risultato. Dopo quanto accaduto negli anticipi di sabato, mi ero addirittura adagiato mentalmente su una possibile sconfitta. Ai Gunners bastano invece due episodi per approfittare di un Liverpool in una situazione quantomeno delicata, e riuscire a portare a casa il bottino pieno, senza giocare all’altezza delle proprie possibilità. Qualcuno sostiene che i campionati si vincono talvolta anche conquistando punti in maniera immeritata. Mi rendo conto che non ci sia nulla di più vero.
Benitez è stato confermato dalla dirigenza dei Reds: almeno a parole non sono mancati gli attestati di stima e le chiare manifestazioni di volontà tese a perpetuare il progetto del tecnico spagnolo. Chiaramente, da uno come lui si esigono comunque dei risultati. La mancata qualificazione in Champions League (con annessa sconfitta interna ai danni della Fiorentina nell’ultima giornata), implicano come minimo la vittoria della Europa League e la conquista di un posto in Coppa dei Campioni per l’anno prossimo. Insomma, per l’ex allenatore del Valencia non sono più ammessi errori.
La formazione è quella titolare: Reina tra i pali è difeso da Johnson, Carragher, Agger e Fabio Aurelio; Mascherano e Lucas Leiva proteggono la mediana, con Gerrard in funzione di devastante interno atto agli inserimenti centrali; Kuyt a destra e Benayoun a sinistra fanno da supporto al fuoriclasse Torres; Indisponibili Voronin e Babel, con Aquilani in panchina, ma non mi sembrano assenze così determinati. Veniamo invece a noi.
Wengèr ha ormai scritto la lista degli infortunati sui rotoloni Regina (la praticità ormai è necessaria ovunque), e fortunatamente riesce a recuperare Traorè, escludendo il possibile impiego di Silvestre sulla corsia di sinistra. Almunia vede schierati davanti a sè Sagna, Vermaelen, Gallas e, appunto, Armand Traorè; Song agisce da pivot, con Denilson e Fabregàs più avanzati; il tridente è infine formato da Nasri, Walcott e Arshavin (la cui somma delle rispettive altezze compensa quella di Agger), Direzione non esattamente eccelsa da parte di Howard Webb (voto 5).
Come detto in precedenza, il primo tempo degli ospiti rasenta veramente la più bassa delle mediocrità. Dopo un inizio incisivo, con l’annessa conquista di un corner, la partita diventa progressivamente dominio del padroni di casa. Il gioco palla a terra che tanti ha fatto divertire, sembra un pallido ricordo, una leggera illusione: la palla sembra scivolare dai piedi di ciascuno dei nostri giocatori che provi solamente a controllarla banalmente, nemmeno come se la superficie dell’Anfield fosse fatto di ghiaccio. Il Liverpool, sospinto dall’immancabile sinfonia del “You’ll never walk alone”, conquista bene palla a centrocampo (sfruttando sapientemente tutti gli errori dei nostri centrocampisti) e ripartendo con fulgida rapidità.
Al 13′ la prima occasione, manco a farlo apposta, è degli uomini di Benitez: Torres è come sempre bravissimo nell’imbastire il contropiede, e senza perdere lucidità, serve Gerrard inseritosi sul canale di destra; la difesa dei Gunners è completamente bucata, sicchè il capitano dei Reds penetra in area, servendo centralmente un gran pallone di ritorno allo smarcatissimo Torres; il centravanti spagnolo calcia di interno destro, producendo un tiro debole e centrale che Almunia raccoglie senza problemi.
Un goal letteralmente divorato. Solo due minuti più tardi il pericolo diventa addirittura maggiore, ancora una volta su una incursione dello straordinario Gerrard; il nazionale inglese si crea lo spazio per la sua tipica percussione centrale, ma al momento dell’ultimo ostacolo, si allunga la sfera in maniera eccessiva, e viene poi al contatto con l’intervento di Gallas; l’entrata del francese è molto molto al limite, sebbene non prenda la gamba dell’avversario. Di fatto Webb giudica il tackle regolare, e invita il numero 8 in maglia rossa a giocare. Agli uomini di Wengèr va di lusso.
Ma per quanto riguarda la presenza in campo, c’è davvero poca roba. Si cerca con insistenza il gioco sulle fasce. Ma Walcott non riesce mai, nemmeno in una sola occasione, ad eludere il forte pressing della difesa ad uomo Beniteziana. In diversi momenti della gara, Walcott viene chiuso ancor prima di controllare la palla, e basta davvero un nonnulla per sbalzar via il giovane inglese ad ogni contrasto. La sua struttura fisica merita veramente una revisione. Impalpabile. Eccezion fatta per una conclusione di Nasri (abile a sgusciar via in dribbling) dalla media distanza, l’Arsenal non produce tiri in porta. I cross che vengono effettuati dalle fasce, sia da Sagna, sia da Traorè in sovrapposizione, sono sempre preda delle torri difensive.
Arshavin rimane a bocca asciutta. Le percussioni di Gerrard e Benayoun invece creano non pochi problemi alla nostra retroguardia: l’intervento di Denilson su Johnson (che lo evita con grande correttezza), per poco non procura il penalty; sugli sviluppi della stessa azione, è provvidenziale l’intervento di Gallas che intercetta il suggerimento del terzino ex-Chelsea, scongiurando la minaccia. Ma così non può andare avanti, e a quattro minuti dal termine arriva il giusto goal del vantaggio Liverpool: calcio di punizione sulla trequarti destra per fallo di Denilson; Gerrard si incarica della battuta, calciando forte verso Almunia; il portiere spagnolo sbaglia totalmente la presa, non opportunamente coadiuvato dai centrali difensivi, e il rimpallo favorisce Kuyt, che da pochi passi calcia a porta sguarnita. Reds in vantaggio.
Per pochi tratti della gara, le telecamere hanno ripreso uno stizzito Wengèr, come raramente lo si era visto: pare che negli spogliatoi, all’intervallo, la strigliata dell’alsaziano sia stata talmente dura da far provare quasi senso di vergogna e di appello all’amor proprio.
Nella ripresa, la sensazione è che il rimprovero del Professore abbia almeno sortito qualche effetto. Il torpore del primo tempo sembrava dissolversi. E’ un Arsenal più motivato, più concentrato e attento già nella gestione del pallone. Meno passaggi sbagliati, maggiore accuratezza e compattezza a centrocampo. I frutti vengono raccolti quasi subito, al 50′ (non senza una buona dose di fortuna).
Nasri viene innescato sulla destra, producendo un ottimo movimento offensivo verso il fondo; l’azione si conclude con un velenoso traversone basso (finalmente) che coglie in controtempo Walcott e la difesa dei Reds; Johnson arriva fuori tempo sulla sfera, e la tocca quanto basta per beffare il suo stesso portiere. La prima azione da goal di una certa rilevanza, produce il massimo del rendimento. Il goal restituisce gran fiducia ai Gunners, mentre gli uomini di Benitez ne escono, di contro, notevolmente rimaneggiati.
Certo, mai dire mai quando ci si ritrova contro dei mostri sacri del calibro di Gerrard e Torres. Meno di 10 minuti più tardi, giunge, inevitabilmente, il secondo lampo degli ospiti. Dopo un lungo fraseggio a centrocampo con i compagni, Fabregàs raccoglie palla e scodella al centro dal vertice destro della trequarti avversaria, in direzione di Arshavin; lo Zar sfrutta l’indecisione dell’ancora frastornato Johnson, mettendoci tutta la forza che ha in corpo, per controllare la sfera, addomesticandola, e chiudere il compasso con il destro; la conclusione è potente e precisa allo stesso tempo e Reina può soltanto guardare da fermo, la sfera che bacia il palo e si insacca alle sue spalle. Un’autentica prodezza, personale firma di un giocatore di qualità assoluta.
Il Liverpool accusa il colpo, e cala alla distanza, con l’Arsenal che invece continua a fare la sua partita di controllo e gestione della palla. Aquilani, subentato a Mascherano poco dopo l’ora di gioco, non riesce ad incidere. Wengèr decide di lanciare Diaby nella mischia al posto di Walcott per aumentare muscoli e centimetri in mezzo al campo. L’alsaziano sarà costretto a dover inserire anche Silvestre al posto di Traorè, infortunato. I cambi del Liverpool (Degen e Ngog) non si riveleranno produttivi, e il match termina con il risultato di 1 a 2 per l’Arsenal. La squadra di Fabregàs e compagni è ora stabile al terzo posto, con una gara da recuperare, a 31 punti. Inutile ricordare quanto sarà importante la prossima trasferta a Burnley.
Ci saranno diversi incontri per tutto il periodo festivo. La conquista di una comoda qualificazione in Champions diventa sempre più realistica. Speriamo che la reazione di orgoglio vista nel secondo tempo di Anfield Road possa continuare durante tutto il resto della stagione.
C’mon Gunners!




kome sempre uno splendido artikolo….ma vi vorrrei sottoporre il kaso di WALCOTT……quel’è sekondo voi il suo problema ??? voglio dire io confidavo moltissimo in lui durante tutto l’anno…..eppure non ha inciso……anke WENGER lo carikava molto e pensavo ke potesse diventare un grandissimo giokatore……personalmente penso ke mi sia già data una risposta nella scorsa champions quando Evrà non ha fatto tokkare boccia al nostro Little Boy…..ma penso ke il problema sia un altro oltre ke al fisiko……..ke ne pensate ????? un saluto da Luca
Luca spero che il problema di walcott sia solo perchè non è ancora al 100%.Ieri è stato nullo, peggio di vela con lo standard liegi.Comunque vittoria che ci dà tanto morale.Per quanto riguarda il mercato stravedo per Higuain anche se non può essere disponibile per la champions.Ma spero che Arsene prenda una punta di peso o almeno faccia giocare bendtner punta centrale.Pensiamo a dopodomani col burnley;giochiamo nel loro fortino dove hanno ottenuto quasi tutti i punti.Anche nasri non lo visto bene.FORZA ARSENAL!!ciao
vittoria forse immeritata ma importantissima.
Bene Song e Denilson, diligente Cesc mentre Walcott non mi pare sia neanche al 50% della condizione.
Poi c’è Arshavin. Anche se facciamo troppa fatica a costruire gioco senza un vero punto di riferimento in attacco, il russo è stato da applausi ieri, e non solo per la gemma del 2-1.
Continuiamo cosi. La botta tremenda subita contro il Chelsea è ancora troppo fresca per fare dei ragionamenti da titolo.
Speriamo di iniziare a recuperare i tanti infortunati (Bendtner in primis) e affrontiamo una gara per volta..
C’MON GUNNERS