Arsenal News e Fan Club Ufficiale
Blog italiano sull'Arsenal e Fanclub Ufficiale



News

6 dicembre 2009
Letto 473 volte

L’Arsenal torna al successo!

Con una prova decisamente convincente, l’Arsenal torna a vincere in Premier League dopo due sconfitte consecutive in campionato. E, soprattutto, ritorna a segnare dopo un digiuno durato 270 minuti (tenendo conto anche della disfatta in Carling Cup). Per l’occasione si disputava la 100° partita all’Emirates Stadium, nello stesso giorno in cui ricorreva la 500° panchina di Arsène Wengèr. Niente di meglio di una vittoria per festeggiare il doppio evento.

Ospite della giornata, lo Stoke City di Tony Pulis: una squadra sicuramente meno scarsa rispetto alla compagine dello scorso anno, ma pur sempre una formazione dai valori tecnici non eclatanti. Il fatto che il loro schema d’attacco più efficace si basi sulle rimesse laterali chilometriche del veterano Rory Delap del resto la dice lunga. Per il resto il manager dei Potters preferisce puntare tutto sulla imponente fisicità dei suoi uomini. La formazione ospite si sviluppa come un classico 4-4-2 lineare, in cui i 4 difensori sono da destra a sinistra Wilkinson, Faye, Huth e Collins, schierati davanti a Sorensen; Diao e Delap sono i due interni di centrocampo, con Lawrence e Etherington ad agire da esterni offensivi; coppia d’attacco formata da Tuncay e Sidibe.

Dall’altra parte il buon Arsenio perde Eduardo nella rifinitura, e senza rinunciare al suo nuovo modulo, si inventa Arshavin centravanti, con Ebouè e Rosicky larghi, in funzione di trequartisti; davanti ad Almunia si confermano Sagna (recuperato), Gallas, Vermaelen ed Armand Traorè; Denilson ritrova il suo posto a centrocampo (in sostituzione dello squalificato Song), con Nasri e Fabregàs più avanti. Senza problemi la direzione di gara del signor Clattemburg (voto 6).

La decisione di schierare un brevilineo al centro dell’attacco quando la difesa avversaria è composta da autentici giganti può sembrare folle. In effetti i cross che sono arrivati dalle fasce sono stati al 99% inefficaci.

Ma il gioco dell’Arsenal non si è esaurito esclusivamente nella ricerca di traversoni alti verso il centro. Il ruolo di prima punta non è sicuramente la posizione preferita dello Zar di San Pietroburgo; tuttavia il trequartista russo saprà come rendersi pericoloso, fuori dal suo ruolo naturale. I Gunners partono fortissimo, con la chiara e ferma volontà di voltare pagina, rispetto alle ultime negative uscite. A meno di tre minuti dall’inizio, un fantastico passaggio filtrante di Fabregàs illumina il sentiero del goal per Arshavin, scattato sul filo del fuorigioco.

La precisione del passaggio, oltre al movimento del russo, taglia fuori l’intervento di Huth. Lo Zar controlla a seguire, ma eccede portando troppo il pallone quando, a tu per tu con Sorensen, avrebbe potuto calciare facilmente a rete. L’estremo difensore danese ha il timing giusto nell’uscita, e vanifica il primo tentativo dei padroni di casa. Sono sempre stato un ammiratore di Sorensen, fin dai tempi dell’Aston Villa. Non ho mai capito il motivo per il quale Wengèr, potendolo prendere per pochi spiccioli, gli abbia preferito Almunia. Mistero della fede.

Una manciata di secondi più tardi, è nuovamente la squadra di casa a farsi vedere in avanti. Lo Zar stavolta rifinisce l’azione, in favore di Nasri, che ha il tempo di controllare, inserendosi dal vertice destro, e di andare alla conclusione angolata. Plastica la parata di Sorensen, e il pericolo è sventato. Il ritmo di gara è molto alto. L’Arsenal tende a dominare il gioco, e lo fa con sprazzi di calcio esteticamente impeccabile. Peccato che spesso l’azione termini, appunto, con traversoni che nessuno del nostro reparto offensivo riesce a sfruttare al meglio.

Di contro, lo Stoke è una squadra statica che, come detto, affida tutto alle rimesse laterali di Delap. I pericoli che scaturiscono dai bolidi scagliati dall’ex centrocampista del Southampton non sono pochi. Almunia ci mette del suo per intensificare la pericolosità di ogni situazione derivante dalle suddette rimesse laterali, ma questa è un’altra storia. La manovra di gioco dei nostri è sempre più fluida e bella da vedere. Ma con la chiusura quasi ermetica della difesa ospite, la sensazione era che per sbloccare il risultato ci sarebbe voluto un episodio, o qualcosa del genere.

Al 20′ Arshavin riceve palla sulla trequarti, e stavolta prova a far tutto da solo. Lo Zar esegue un velenoso doppio dribbling, costringendo Diao all’intervento falloso in area di rigore. Per Clattemburg non ci sono dubbi: calcio di rigore. In assenza di Van Persie, è il capitano ad incaricarsi della battuta.

Il rigore del catalano non è perfetto, e Sorensen emula il connazionale Jensen (the Beast), che nel pomeriggio aveva neutralizzato il tiro dal dischetto di Dindane, negando il vantaggio ai Gunners. Una ghiottissima occasione, sprecata malamente. Fortunatamente l’episodio non inciderà negativamente sul morale della ciurma. Anzi.

E’ il minuto 26. Arshavin riceve palla a terra e serve Fabregàs, scattando poi nel corridoio centrale; il catalano premia l’inserimento dello Zar, servendogli un gran pallone di ritorno in profondità. Concentrando tutta la forza sul suo baricentro, il nazionale russo controlla nello stretto, eludendo la pressione di Faye, e con un movimento repentino calcia col destro in diagonale, fulminando l’estremo difensore della nazionale danese. Settimo goal stagionale per Arshavin, e Arsenal in meritato vantaggio. Ma non finisce qui. Sulle ali dell’entusiasmo, i Gunners sfiorano il raddoppio poco più di un minuto dopo. Traorè si libera in progressione sulla sinistra, e trova il traversone dal fondo, leggermente deviato dalla retroguardia dei Potters; la sfera scavalca Sorensen e finisce per colpire la base del palo, rimbalzando all’indietro, verso il dischetto del rigore.

Fabregàs è ben appostato, raggiunge la sfera e batte al volo con il destro a porta vuota, trovando l’assurda quanto sfortunata opposizione di Ebouè, sulla linea, che praticamente toglie un goal al compagno. Fino alla fine della prima frazione di gioco, c’è una sola squadra in campo. L’Arsenal gioca con confidenza, con lo stile dei giorni migliori, seppur con la grave colpa di non riuscire a chiudere la partita. Nella ripresa Wengèr manda dentro Carlos Vela al posto di un propositivo Rosicky. Il messicano però farà abbastanza fatica ad entrare in partita. Vero il 50′, i padroni di casa sfiorano il secondo punto, ancora una volta con Arshavin, servito in verticale da Cesc. Sorensen è ancora una volta ineccepibile nel chiudere lo specchio della sua porta e, nonostante la rapidità di esecuzione dello Zar, riesce in tuffo a deviare in corner. Qualche minuto dopo arriva il break dello Stoke, che riesce ad avvicinarsi quantomeno al pareggio dopo un’assenza quasi totale di tiri in porta.

Il lancio di Lawrence coglie in fallo il fuorigioco dell’altissima difesa dei Gunners, e favorisce lo scatto di Tuncay; il turco non è rapidissimo nel controllo, e Gallas ha la possibilità di pressarlo e di limitarlo nella conclusione, che finisce debolmente tra le braccia di Almunia. La risposta dell’Arsenal non tarda ad arrivare con il solito Arshavin, che dopo una rapida azione in contropiede, riesce a piombare sulla sfera e a calciare con l’interno del destro. La traiettoria è perfetta, ma viene deviata da Faye sulla parte alta della traversa. La ricerca del goal della tranquillità diventa a quel punto frustrante. Al 54′ Ebouè lascia il suo posto al gallese Ramsey. Poco dopo, James Beattie va a rilevare l’impalpabile Sidibe.

Quando mancano 11 minuti al termine, ecco finalmente arrivare il raddoppio tanto desiderato. Ramsey conquista palla in mezzo al campo, e si propone servendo in verticale Arshavin; lo Zar viene anticipato, ma il tocco favorisce comunque il gallese, che approfitta del casuale uno-due e si inserisce penetrando in area, per poi concludere con un tocco di biliardo di esterno destro all’angolino, dove Sorensen non può arrivare. L’azione personale del giovane Ramsey fissa il risultato finale sul 2 a 0, e rimette l’Arsenal in corsa per la qualificazione alla prossima Uefa Champions League.

L’esperimento di Arshavin al centro dell’attacco ha portato dei frutti quasi insperati, ma la prossima ad Anfield potrà darci qualche indicazione in più circa i risultati di tale espediente. Fino ad allora…

If you enjoyed this post, please consider leaving a comment or subscribing to the RSS feed to have future articles delivered to your feed reader.




2 Comments


  1. edward

    è vero, a tratti si è rivisto il vero arsenal (riguardo la fluidità di manovra) e questi tre punti in concomitanza con la caduta dei blues al city of manchester ci riporta ad un potenziale -5…nel calcio davvero mai dire mai anche se devo confessarvi di non essere così fiducioso, la partita di domenica è ancora ben impressa in mente…anche se il manchester perse 4 a 1 all’old trafford lo scorso anno e vinse lo stesso…mmm :P


  2. Luca

    Ieri un buon arsenal vero,continuano a non convincermi sia vela che ramsey.Come al solito altri infortunati(ebouè,rosicky).Speravo vincesse il chelsea;secondo me dobbiamo tenere a debita distanza man city tottenham aston villa liverpool per il terzo posto.Speriamo per la partita col liverpool.ciao FORZA ARSENAL!!



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


 

Switch to our mobile site