Una squadra che si fa umiliare perdendo 3 a 0 in casa contro una diretta avversaria, non può più pensare di poter vincere la Premier League. L’Arsenal domenica è stata umiliata perdendo 3 a 0 in casa, contro il Chelsea capolista. L’Arsenal non può più pensare di poter vincere la Premier League. Beh, cari amici Gooners e lettori in generale, perdonate l’incipit del pezzo. Quello che può sembrare come il più banale dei sillogismi aristotelici, è in effetti la dura realtà.
Qualcuno di noi lo sapeva fin dall’inizio. Qualcun altro magari un pò meno. Tra i vari commenti del post-partita, veniva citata la teoria “Hornbiana” dell’illusione cronica, di cui tutti noi siamo assiduamente malati. Nonostante, però, questa curiosa sindrome sia per tutti gli amanti dell’Arsenal una “conditio sine qua non”, sovviene, prima o poi, il momento di svegliarsi e di analizzare obbiettivamente i fatti. Bene o male, leggendo le vostre legittime reazioni, sono d’accordo con quanto espresso.
Avendo visto la partita in diretta (e avendone somatizzato gli effetti), posso assolutamente dire che la mia analisi riassuntiva della partita sia in linea con quanto scritto in uno dei post di Fabio, se non ricordo male. In altre parole: se penso alla partita Arsenal – Chelsea, l’immagine che mi viene in mente è proprio quella del gatto che giuoca con il topo. Ed è tutto dire.
Leggo, su vari quotidiani online, portali sportivi e siti di notizie, che la squadra di Ancelotti ha asfaltato (usano proprio questo termine) i ragazzini di Wengèr, dominando in lungo e in largo. Io però non sono assolutamente d’accordo con questa versione. I Blues ci hanno lasciato giocare, per alcuni tratti ci hanno persino fatto fare la partita. Ma sempre con la salda e irreprensibile consapevolezza che le nostre velleità offensive non avrebbero mai potuto scalfire la loro difesa.
Ed è un dato, questo, che non può essere ridimensionato da un effimero dominio del possesso palla da parte nostra (quasi 69% nella ripresa). Un possesso palla, ad ogni modo, fine a sè stesso, incapace di far breccia o di impensierire John Terry e compagni. Il Chelsea avrà creato poco, ma quel poco che ha creato lo ha saputo capitalizzare al meglio. E non si tratta di fortuna, come dice Wengèr in conferenza stampa post-partita. Lo si può chiamare cinismo, accuratezza, esperienza, pragmatismo, killer instinct, o come più vi pare.
Ma non lo si può sminuire con i termini che usa l’alsaziano. Di qui, a mio modesto avviso, l’umiliazione. Di qui, ancora una volta, l’immagine del gatto che giuoca con il topo, dell’Arsenal che si dimena, costruisce azioni e finisce per andare a sbattere contro l’invalicabile muro difensivo di J.T., Carvalho e Ivanovic. Se ci fate caso, è questo il Leitmotiv dell’intera partita. I padroni di casa sono sempre più vessati dagli infortuni, e Wengèr è costretto ad impiegare un Gallas a mezzo servizio (impossibilitato a far uso delle sue lenti a contatto per via di un occhio malconcio) in partnership con Vermaelen, e a far uso di Armand Traorè sulla corsia di sinistra (dall’altra parte ci va Sagna).
Denilson e Fabregàs si posizionano poco più avanti al baluardo Song; mentre ad Eduardo, fiancheggiato da Arshavin e Nasri, vengono affidate le chiavi dell’attacco. Dall’altra parte, Ancelotti può schierare la difesa ormai titolare, con Ivanovic e Ashley Cole sulle fasce laterali e la coppia Terry-Carvalho in mezzo; Essien e Obi Mikel presenziano la zona centrale della mediana, con Lampard in posizione di “volante” più avanzato; in avanti Joe Cole ed Anelka supportano Anelka, punta di diamante dello schieramento. Non perfetto l’arbitraggio di Mariner (voto 5), ma nell’economia complessiva della partita il suo operato non si dimostra determinante.
Come detto in precedenza, l’Arsenal detiene il pallino del gioco, fin dalle prime fasi di gara. Il tecnico alsaziano aveva erogato ai suoi ragazzi una notevole dose di fiducia, lasciando anche delle dichiarazioni piuttosto significative (“è arrivato il nostro momento…”) in questo senso. Ci prova Cèsc Fabregàs dalla media distanza, ma il suo destro viene bloccato facilmente. Poi tocca ad Eduardo, che riceve palla nel corridoio centrale, al limite dell’area, senza riuscire però a girarsi e ad andare alla conclusione.
Dopo un quarto d’ora le occasioni iniziano a scarseggiare. I nostri ragazzi detengono il possesso palla e il dominio territoriale del campo, mentre il Chelsea riesce a contenere senza problemi. Poco dopo la squadra di Ancelotti reagisce pericolosamente con Lampard che conquista la sfera a centrocampo e lancia con precisione millimetrica lo scatto di Anelka, leggermente defilato a sinistra. La difesa dei Gunners sbaglia clamorosamente il fuorigioco ed è costretta a correre ai ripari: Sagna riesce a raggiungere il connazionale, aiutandosi però con un braccio, cinturando letteralmente l’avversario e costringendolo a svirgolare il tiro da ottima posizione; Potevano starci gli estremi per un penalty, ma Mariner invita a continuare il gioco, senza troppe proteste degli avversari, a dirla tutta. L’episodio è comunque non del tutto casuale, e i Blues si ripropongono un pò più spesso dalle parti di Almunia, con Drogba: dapprima con un tiro centrale che lo spagnolo non fatica a far suo, e poi di testa, verso il 40′, mandando però alto.
Nel frattempo l’Arsenal si prodigava in continue ed insistite azioni che finivano per interrompersi sul passaggio finale. Merito, questo, anche della impeccabile difesa ospite. Arshavin non è ancora moralmente riscattato, dopo il fallimento della sua nazionale, e di questo ne risente anche il suo stato fisico, ancora non al top. Nasri riesce solo in un’occasione a farsi vedere, saltando l’avversario e creandosi lo spazio per andare al tiro: in quell’unico caso il suo destro è più che una telefonata. In merito a Eduardo da Silva, beh, si può dire che il nazionale croato non abbia avuto molti palloni giocabili; va detto però che nelle poche occasioni avute, il Croaziliano non è mai riuscito ad andare al tiro o ad impensierire seriamente la difesa del Chelsea.
La differenza con la sua controparte ivoriana, Didier Drogba, è al momento abissale. E la dimostrazione arriva al 41′. Ashley Cole viene liberato in sovrapposizione sull’asse di sinistra, e Sagna non riesce a contrastarlo come si deve. La debole copertura del terzino francese, favorisce il traversone tagliato dell’ex-Gunner verso il centro dell’area di rigore; Gallas buca l’intervento, perdendosi Drogba che, di piatto destro al volo, mette la palla all’incrocio (trovando la sponda di palo e traversa) dove Almunia non ha la minima possibilità di arrivare. Un colpo durissimo. L’Arsenal non ha materialmente il tempo per poterne metabolizzare gli effetti che, quattro minuti dopo, arriva, come una sentenza, il raddoppio. Il canovaccio si ripete alla perfezione.
Sagna è in palese ritardo su Ashely Cole, ancora una volta bravo a trovare il fondo e a crossare sul primo palo; Gallas prova ad intervenire sulla sfera senza successo, e viene scavalcato dalla palla che trova la sponda sfortunata di Vermaelen e finisce in porta, con il dormiente Almunia più che sorpreso. E’ il colpo del KO tecnico, che di fatto taglia le gambe ai giovani di Wengèr. L’alsaziano però non si da per vinto (“non c’è stato un solo momento della partita in cui ho pensato di non poter vincere…”) e nella ripresa rinuncia a Song per inserire Walcott sulla destra. Con un modulo sulla carta ancor più spregiudicato, i Gunners non fanno altro che ribadire quanto già espresso nella prima frazione di gioco.
Nei primi minuti di gioco, un cross mal liberato dalla difesa dei Blues viene intercettato Eduardo, che però tocca la sfera quando era già preda delle braccia di Cech; la palla raggiunge Arshavin, dopo una serie rocambolesca di batti e ribatti, che mette dentro da distanza ravvicinata. Mariner annulla fermando il gioco, sull’intervento di Eduardo. Le immagini attestano che il Croaziliano in effetti calcia la palla dalle mani di Cech, commettendo fallo sul portiere. Sarà il suo ultimo atto. Per lui dentro Carlos Vela al 57′. La pressione dei nostri tiene il Chelsea piuttosto schiacciato nella propria metà campo. Ma la squadra di Ancelotti, con un doppio vantaggio assicurato, non aveva ragione di attaccare e di imporre il proprio gioco.
Piuttosto riusciva a contenere senza difficoltà la spinta avversaria e, quando possibile, a ripartire. Da uno di questi contropiede, per poco non arriva il terzo goal, quando il tiro deviato di Drogba trova la doppia deviazione, prima di Gallas, poi di Lampard. Davvero fantastica la parata di Almunia, con una mano, a negare un goal praticamente fatto. Al 66′ dentro Rosicky per Nasri, mentre il Chelsea risponde inserendo Deco per Cole, e poi al 72′, rilevando Ashley Cole per Paulo Ferreira, adattato a sinistra. Il possesso palla dell’Arsenal raggiunge il suo picco (ripeto, quasi 69%), ma senza incidere dal punto di vista della pericolosità. Carlos Vela è reattivo, ma poco incisivo in zona goal, e nulla può contro la forza difensiva del duo Terry-Carvalho. I minuti passano, e le speranza di un miracoloso aggancio si affievoliscono. Fabregàs aggancia Essien sulla trequarti, e Mariner comanda il calcio di punizione quando mancano quattro minuti alla fine.
Drogba, nonostante la presenza di Lampard sulla palla, si incarica della battuta con un magistrale destro, potente e preciso, sul palo del portiere. Almunia non oppone resistenza alcuna, e il risultato si fissa sul 3 a 0. Meritata la standing ovation per il centravanti africano, sostituito da Malouda pochi minuti dopo. Nonostante i 5 minuti e passa di recupero giocati, la partita finisce così. E’ stata una semplice dimostrazione di forza. Chiara, netta e inequivocabile. Oggi il Chelsea è stato più forte dell’Arsenal ed ha meritato la vittoria. A nulla valgono le scuse di Wengèr, o i suoi sempre più inutili tentativi di giustificarsi.
Avevamo detto di quanto questa partita fosse fondamentale per capire le possibilità reali del nostro amato Arsenal. Credo che qualunque dubbio sia stato sciolto ora. La vittoria ci avrebbe permesso di restare seriamente in corsa per il titolo. La sconfitta ci taglia praticamente fuori, già a Dicembre. Per l’ennesima volta. A questo punto non è un caso che (fatta eccezione per il Sunderland), la squadra di Wengèr abbia perso contro Manchester United, Manchester City e Chelsea. Con la rosa al completo il tecnico alsaziano potrà sicuramente competere per il quarto posto, ma non di più. Oggi ne ha (ne abbiamo) avuto ennesima dimostrazione. Meno male che avremmo dovuto imparare dai nostri errori (vedi Manchester in Champions League l’anno scorso e lo stesso Chelsea, sempre all’Emirates, in campionato verso fine stagione). La frase di Arshavin riportata da Marianella ieri (“questa squadra per vincere deve acquistare un paio di campioni costosi, perchè quelli economici ce li abbiamo già…”) non mi trova affatto in disaccordo. Dopo tutti questi anni di magre consolazioni, ho capito che il nostro Club non può permettersi acquisti di un certo spessore.
E, come già qualcuno ha sottolineato, è davvero da apprezzare il fatto che il nostro manager stia gestendo una situazione fortemente condizionata dai debiti dovuti alla costruzione del nuovo impianto di gioco, portandoci anno per anno nel calcio che conta. Come in tutte le cose, ed è un discorso che vale per la vita in generale, ci vogliono però degli equilibri. Sitamo per entrare nel nostro sesto anno senza vincere trofei. Sei anni non sono uno scherzo. Wengèr è convinto, nonostante questo, di essere nel giusto, e di voler provare a tutti costi al mondo intero che lui ha ragione, che la sua Weltanschauung è la più legittima e che gli altri si sbagliano.
Temo che, con l’andar del tempo, non possa far altrimenti. Ed è questo il solo ed unico motivo per il quale, più che mai, mi auspico un cambiamento societario ai vertici, che possa portare a questo Club un proprietario azionista di riferimento con possibilità economiche competitive e garantiste al tempo stesso. Si parla sempre più di Stan Kroenke in questo senso. L’acquisizione del Club da parte sua potrebbe veramente essere il primo, fondamentale mattone per cambiare le sorti di una squadra che comincia le stagioni con i migliori propositi, ma che già a Novembre sa di non poter vincere nulla.




Bell’articolo.Tornando ai commenti precedenti sono daccordo con Simo sul fatto che Eduardo come prima punta sia semplicemente inguardabile..la stessa cosa vale per il povero Vela.Entrambi nn riescono a difendere un pallone e sono spaventosamente lenti(soprattutto Eduardo)nel fare una giocata.E’ ma..i trofei sono sempre più lontani..
Vedendo la partita ieri ho avuto dimostrazione di come purtroppo il nostro Arsenal non potrà vincere niente se non vengono fatti 2-3 acquisti importanti,nomi famosi non giovani promesse.Altrimenti continueremo a essere belli senza portare a casa nessun trofeo.Guarda caso non ne vince uno dalla stagione 2004-2005 quando ancora c’erano giocatori importanti.Con questo non voglio sminuire il lavoro del nostro tecnico ma servono due grandi punte sia perchè van persie è fuori e anche perchè Wenger si ostina a far giocare Bendtner laterale.Facciamo cross ma a chi??
Sembra la Roma degli ultimi anni senza un centravanti.Comunque pensiamo al terzo posto che è fondamentale,solo a quello!!!Forza ARSENAL un saluto Luca
Il tuo articolo, Method, è esemplare nella sua chiarezza, e ti faccio i miei migliori complimenti (oltre a dirti che, per quel che può valere, ne condivido totalmente l’analisi). Perdere in questo modo una partita tanto attesa fa male, non lo nego; ma sinceramente non sono queste le partite che siamo tenuti a vincere obbligatoriamente, proprio perchè squadre come il Chelsea sono al di fuori della nostra portata. Io, paradossalmente, sono più dispiaciuto per il sorpasso in classifica da parte degli (sportivamente) odiati Spurs (anche se, nonostante le scarse prestazioni effettuate ultimamente, è il City a farmi più paura in ottica Champions).
Il Chelsea è più forte. La nostra non è una squadra in grado di lottare per il titolo. Fa male, ma credo che questa sia la verità di questa stagione.
quest’anno a mio parere si è avuta l’estremizzazione dello stile arsenal e del suo gioco,come un elastico che più di questo non può essere allungato. Siamo diventati devastanti contro le piccole squadre, il gioco a tratti è vera e propria arte, ma con squadre organizzate e forti diventiamo una un pezzo di burro nel forno acceso.questo anno ho notato che vinciamo con molta più facilità con wolwes, rovers e company, ma perdiamo con altrettanta facilità con united, chlesea etc… ieri davvero sembravamo un bambino mingherlino che cercava di buttare al tappeto un gigante di 2 metri. L’immagine che avevo nella mente era il chelsea che con un dito ci teneva fermi e noi che ci dimenavamo cercando di colpirlo (scene che in molti cartoni animati possiamo trovare benissimo..)
Io credo che più di così non si possa fare, abbiamo raggiunto il limite massimo, più di così non si può forzare.
Ultimo appunto: commovente e triste davvero al 90esimo il nostro capitano che sbaglia il passaggio e non corre nemmeno a recuperare, fermo nel campo con mani larghe….NONOSTANTE TUTTO, ARSENAL NEL CUORE SEMPRE!!!
per una analisi più lucida e meno filosofica-sentimentale basta leggere l’articolo di Method…perfetto come sempre e come sempre lo condivido totalmente!
Vi ringrazio tantissimo per gli apprezzamenti, non sapete quanto li apprezzi e vi sono molto grato. Il fatto che poi possiamo condividere più o meno lo stesso pensiero, è cosa ancora più piacevole e confortante. Un qualcosa che mi spinge sempre a fare del mio meglio per questa squadra e questa grande passione che ci accomuna.
@Davide e Luca: non posso darvi torto, la nostra squadra titolare è ottima, ma in caso di pesanti assenze (che ci tormentano ogni anno) sono i backups che ci mancano terribilmente. Eduardo non è proprio un centravanti puro, ed è chiaro che contro lo strapotere fisico di Terry e Carvalho, la sua presenza sottoporta diventa impalpabile. Senza nulla togliere al buon Carletto (che reputo tra i migliori allenatori del mondo), chiunque al suo posto avrebbe permesso il gioco sulle fasce, bloccando le corsie centrali. Tanto Eduardo non avrebbe visto un solo cross. E infatti…
@Benjamin: grazie per i complimenti, ne sono onorato. Ieri abbiamo appreso una amara consapevolezza, ma prima o poi sarebbe dovuta arrivare. Continuare a crogiolarci nell’aver vinto il più facile girone di Champions di quest’anno, o di aver segnato caterve di goal contro Portsmouth e compagnia cantante, ci sarebbe servito veramente a poco. Possiamo solo sperare in un tranquillo prosieguo di stagione e, magari, in un accesso diretto alla Champions League 2010-2011.
@edward: Grazie anche a te, edward. Il paragone che hai espresso va proprio come il cacio sui maccheroni. Non solo il Chelsea ci teneva a distanza con la sola mano protesa in avanti. Ma lo faceva anche sbadigliando, prima di mandarci al tappeto rapidamente. Ah, e quell’immagine di Fabregàs certo che l’ho vista. Emblematica di un’intera partita… E’ arrivato il momento di lasciarci alle spalle questa brutta storia, e di pensare al futuro. Sempre e solo FORZA GUNNERS!
Kroenke?? sia mai,ma su queste vedute siamo un pò lontani caro Angelo,anyway,davvero un ottimo articolo!
X Tuscan:Scusami ma io preferirei vincere con Kronke o americani vari..invece di continuare a perdere con questa proprietà..
@Tuscan: Hehehehe! Vabeh, Francio, lo so che non la pensiamo allo stesso modo! Ti ringrazio molto per l’apprezzamento! So bene che tu non accetteresti mai l’americano (nè tantomento l’Uzbeko). In fondo la tua opinione è giustissima (perchè conosco anche le tue motivazioni) e la rispetto! Thanks, mate!
rinnovo i complimenti per l’articolo.
dico la mia:
-Concedere ad una corazzata come il Chelsea, l’assenze dei titolari (RVP e Clichy) e dei corrispettivi sostituti (Bendtner e Gibbs), nei ruoli cardini per il gioco dell’Arsenal è apparso sinceramente troppa roba. Il che però non mi convince sul fatto che con gli 11 titolari sarebbe andata diversamente, visto la forza e la compatezza di un reparto difensivo come quello del Chelsea, che ci ha praticamente fatto scomparire dalle mappe nautiche della nostra metà campo offensiva.
-Wenger non ha fatto tesoro della sconfitta subita una settimana fa a Sunderland. Insistere su Eduardo centravanti mi è parsa una pessima scelta d’impostazione. Non è che avesse grosse alternative ma probabilmente la maggiore freschezza di Vela o la velocità di Walcott potevano creare più gioco e più strade per renderci pericolosi.
-Sagna molto ma molto rivedibile sui due gol. Ashley Cole che sta tornando uno dei migliori terzini al mondo ha deciso la partita con due cross, abbastanza in solitario.
-Capitolo Drogba. E’ il nostro incubo. Ha quel killer instict che ne fa uno centravanti completo e sopratutto vincente. Chapeau.
-Le nostre difficoltà avute contro i Bleus possono essere riassunte da un semplice contrasto spalla vs spalla. Quello tra Traore e Drogba con il nostro giovane terzino sballonzolato a 4 metri dal contatto. Fisicamente troppo inferiori.
Prendiamo paga ed andiamo avanti ma sempre C’mon ARSENAL!
Grazie Kevin! Come te penso che Sagna (ma sinceramente anche il resto del reparto difensivo) vada rivisto in fase di copertura, e non solo per il fatto che le due reti del Chelsea siano scaturite da due azioni molto simili, imbastite da altrettanti cross di Ashley Cole. Mi permetto di aggiungere, visto che forse l’ho tralasciato, che se avessimo avuto un portiere come si deve, in grado di comandare l’area, qualcosina in più si sarebbe potuto fare su entrambi i goal. Per non parlare del calcio di punizione, che Drogba ha indirizzato proprio sul palo del povero Almunia. Inguardabile.
Drogba è un fenomeno, uno di quegli attaccanti che non si ripetono facilmente nella storia del calcio. Contro di noi è particolarmente ispirato, ma questo è un dettaglio. I grandi attaccanti c’erano anche prima, ma quando eravamo Invincibles (per intenderci quando la nostra linea di centrocampo era formata da Ljungberg, Vieira, Gilberto e Pires), non ce n’era per nessuno…
In merito ad Armand Traorè, beh… Quel contrasto in cui Drogba è riuscito a farlo balzar via 4 metri, come se fosse esploso, parla da solo. Un terzino tatticamente inesistente (a Portsmouth veniva impiegato come ala offensiva) e, a quanto pare, non meglio dal punto di vista fisico…
ragazzi scusate, ditemi se sbaglio……sekond0o me le fasce di difesa con CLICHY e SAGNA sono ottime e intokkabili……il problema è nel centro…..GALLAS avrà vinto anke un mondiale, segna, da karika ma non mi da l’idea di un difensore e los tesso per VERMAELEN……quindi ora vi kiedo sekodno voi (a parte acquisti) kome si potrebbe risolvere questo problemo non di poko conto ?…..per l’attakko i giokatori ci sono(WALCOTT VAN PERSIE E ARSHAVIN) ma senza di loro…..un ultima domanda scusate…..kome mai non abbiamo accettato lo scheikko del city….ke prima era passato da noi ? possibile sia solo un problema di tradizione gestionale del club inglese ? grazie MOLINARO 10 e C’MON GUNNERSSSSSSSSS !!!!!!!!!!! a VITA
http://www.arsenal.com/news/news-archive/wenger-we-ll-be-active-in-transfer-window
stiamo a vedere…
Rispondo a molinaro.Secondo me la difesa è completa;i terzini spingono e i centrali sono ottimi(Vermaelen meglio di Tourè,può impostare anchel’azione ha i piedi per farlo.)Il centrocampo è ok abbiamo tantissimi giocatori,sia ali che centrali.Secondo me il problema è avanti;già l’avevo detto prima.Serve una punta centrale;o si fa giocare bendtner nel ruolo di punta centrale(non capisco wenger perchè si ostini a farlo gioca laterale)o se ne compra una.Infine bisogna prendere una seconda punta da sostituire robbie.Questa è la mia idea.Ciao e FORZA arsenal!!
Per quanto riguarda la proprietà mi farebbe piacere che rimanga nelle mani di Hill-Wood.Il man city non durerà molto…gli sceicchi lasciamoli dove stanno!
hill-wood ha tipo il 3%, non è più il vero proprietario da anni..
cmq speriamo arrivino giocatori nella finestra di mercato, ma che siano di prima linea non i vari chamak (o come diamine si scrive) o simili. sevono giocatori affermati.
a mio avviso un portiere, un centrale (per non silvestre come prima opzione) un sostituto di song e una punta…