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23 novembre 2009
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L’Arsenal scivola a Sunderland

La strepitosa serie positiva dei Gunners giunge così al termine, nella maniera più deludente possibile. La terza sconfitta in campionato ci costa il secondo posto in Premier, seppur con una gara ancora da recuperare, e ci pone ora una distanza di ben 8 lunghezze dalla capolista, che verrà a farci visita domenica prossima al The Grove. Ma a mio modesto avviso, l’aspetto peggiore di questa disfatta sta nel fatto che, per la prima volta in Campionato, l’Arsenal non riesce a segnare. Insomma, una battuta d’arresto notevole per una squadra che fino ad oggi viaggiava a circa tre goal di media a partita. Non ho potuto assistere alla partita in diretta, ma dopo aver visionato repliche e sintesi varie, l’impressione rimane sempre la stessa: un’occasione sprecata. Di contro, e ho già avuto modo di sottolinearlo in qualche commento sui precedenti post, bisogna dire che lo Stadium of Light non è un campo facile. Per informazioni, chiedere ai tifosi di Liverpool e United. Ad un coefficiente di difficoltà non proprio trascurabile, aggiungiamoci pure il devastante effetto della parentesi “Nazionali”: la formazione di Wengèr ne esce fortemente rimaneggiata, ma non priva di scelte insolite. L’Arsenal si schiera in campo con Almunia in porta, Sagna, Gallas, Vermaelen e Armand Traorè in difesa; Song è il mediano difensivo con Fabregàs e Ramsey più avanzati; tridente offensivo affidato a Rosicky, Nasri ed Eduardo. Si sapeva delle defezioni di Van Persie e Bendtner. Così come sapevamo di aver recuperato Walcott e Wilshere. Non ho però ben capito la scelta di far giocare due giocatori che con la loro nazionale (la Francia), hanno disputato una sfiancante gara di qualificazione durata ben 120 minuti (senza contare la gara d’andata). Vari portali, forum e articoli, facevano trasparire la volontà di Wengèr di far ruotare la difesa, e credo che un pò tutti noi ci aspettavamo l’impiego di Ebouè terzino, con Silvestre chiamato in causa a far da centrale. Invece così non è stato.
Steve Bruce deve fare i conti con una sola vera assenza di peso, quella del suo centravanti caraibico, Kenwyne Jones. Fulop continua a difendere con regolarità la porta dei Black Cats (ancora indisponibile il titolare Gordon), mentre la difesa si rinnova nella parte centrale, composta dal duo Da Silva – Mensah, mantenendo invece la tradizione nei terzini laterali, ovvero Bardsley e McCartney; si rivede il capitano Lorik Cana, affiancato da Henderson nel folto centrocampo a 5, con tre trequartisti, nell’occasione Reid, Malbranque e Richardson, a supporto di Darren Bent, punta unica. La prima occasione per gli ospiti si materializza al quinto di gioco. Buon cross di Sagna dal vertice destro verso il palo lungo, che Fabregàs riesce a ribadire verso il centro con una acrobatica rovesciata; Rosicky si inserisce con i tempi giusti e calcia di prima intenzione, trovando però la pronta risposta di Fulop. Al 13′, la gran botta da fuori di Cèsc sfiora di poco la traversa. Pochi minuti più tardi, ci prova Malbranque, dopo aver raccolto un velenoso cross dalla sinistra; la conclusione in girata del francese è però imprecisa, e si perde in tribuna. Alla mezz’ora, va registrata una stupenda azione personale di Song, in percussione centrale. Il nazionale del Camerun sfonda la difesa dei Black Cats palla al piede, combinando con Eduardo in un rapidissimo uno – due. Song si porta tutta la difesa addosso, scaricando intelligentemente per il Croaziliano appena dentro l’area; l’ex Dinamo Zagabria ha la palla goal del primo tempo, ma il suo lob col mancino termina a lato della porta di Fulop. I ritmi tendono prograssivamente ad abbassarsi. Molti errori, da una parte e dall’altra, caratterizzano la fase finale del primo tempo. Si teme, al 36′, il nuovo KO di Nasri, ma fortunatamente il fantasista marsigliese rientra in campo. L’Arsenal si vede solo a sprazzi, e la sua solita fluidità di gioco fa fatica a manifestarsi. Il Sunderland tiene bene il campo, ci mette del suo a limitare il gioco offensivo degli ospiti, e riparte sempre alla grande con le progressioni dei vari Malbranque e Richardson. Il canovaccio pare ripetersi anche nelle prime fasi della ripresa. Le sortite in contropiede dei padroni di casa sono sempre temibili (soprattutto considerando lo strepitoso atletismo dei centrocampisti offensivi di Bruce), e i troppi errori di disimpegno commessi in questa fase (soprattutto dal giovane Ramsey), non aiutano in questo senso la squadra di Wengèr. Nel frattempo Gallas mostra qualche segno di cedimento fisico (direi più che giustificato), mentre la squadra di casa continua a spezzare il gioco e, inevitabilmente, i ritmi di gara. Al 56′ è Andy Reid a sfiorare il goal, ma la sua conclusione fortunatamente si perde di poco a lato. Wengèr teme il peggio, e decide di affidarsi ad Andrey Arshavin, subentrato a Ramsey sullo scoccare dell’ora di gioco. Il primo spunto del russo sopraggiunge solo un paio di minuti dopo, ma la difesa di casa, seppur sotto pressione, riesce a limitare i danni. Al 65′ primo cambio anche per Bruce, che manda dentro il peperino Fraizer Campbell al posto di un attivissimo Malbranque. Con i Gunners che tendono a perdere forza e incisività, viene fuori il Sunderland che, alla prima netta occasione, trova il goal del vantaggio. Corner di Richardson, che viene deviato da Bent verso Campbell; la palla carambola su quest’ultimo e torna verso Bent, che con il destro in spaccata anticipa l’attonita difesa ospite. Black Cats in vantaggio quando mancano meno di venti minuti al termine. Con le speranze ridotte al minimo, Wengèr manda dentro Theo Walcott e Carlitos Vela al posto di Rosicky ed Eduardo. Sul versante opposto, Bruce decide di inserire il neo acquisto Zenden (preso a parametro zero), al posto di Andy Reid. Non male, nel complesso, la prova dell’ex esterno di Barcellona, Chelsea e Middlesbrough. Il tempo stringe, e le occasioni create dai nostri vengono malamente sprecate per il troppo nervosismo e la scarsa lucidità. Walcott non vede Arshavin, liberissimo sul vertice sinistro dell’area di rigore; Una serie di traversoni che attraversano lo specchio della porta di Fulop, ma nulla più. Bruce rinforza la difesa mandando dentro Anton Ferdinand al posto di John Mensah. A novantesimo abbondantemente scaduto si concretizza l’ultima occasione, con un affondo di Carlitos Vela: il messicano cambia passo, ma viene messo giù in piena area di rigore. Wiley conferma che è tutto regolare, e si continua a giocare. Non per molto ancora, in realtà. La partita finisce pochi secondi dopo. L’Arsenal non è riuscita a fare la sua tipica partita, non ha avuto, come qualcuno ha già detto, il cinismo e la praticità della grande squadra e, mia personale aggiunta, non ha ancora le risorse in organico che possano permettere prestazioni di livello in caso di un forte fattore infortuni. In buona sostanza, il Sunderland ha fatto semplicemente ciò che doveva fare (e che gli riesce meglio): spezzare il gioco e ripartire in rapidità. La squadra di Bruce è stata, tra le due, la migliore a mettere in campo il proprio stile di gioco. Sicuramente la più concreta, soprattutto nel secondo tempo. Forse il pareggio ci poteva stare, ma non credo sia quello il problema. Consapevole che la vicenda Eduardo ci renderà difficilmente degni di un calcio di rigore per i prossimi due o tre campionati, il punticino guadagnano a Sunderland sarebbe stato comunque più simile ad una sconfitta, che ad un pareggio. C’è una partita da recuperare, e domenica la vittoria in casa contro il Chelsea si profila assolutamente necessaria per poter restare in corsa al titolo. Prima di allora, ci sarà la partita di martedì, in Champions League, in casa contro lo Standard Liegi. Allora si che basterà il pareggio per poter centrare il primo obiettivo della qualificazione alle fasi eliminatorie. Che la nostra redenzione possa iniziare da lì.

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5 Comments


  1. MOLINARO 10

    dai, ke kon il chelsea ci sarà expluà…..C’MON YOU GUNNERSSSSSS !!!!!!!


  2. Benjamin Trotter

    Scrivo a quest’ora perchè ho Sky bloccato dai miei genitori che si stanno vedendo Nanni Moretti…quindi sono impossibilitato a vedere i Gunners…sgrunt ! Comunque, in merito alla partita di sabato, il Sunderland è stato più aggressivo e convinto, quelle sono le sue armi e le ha messe in campo benissimo ; la nostra prestazione è stata a mio avviso deludente, in difesa (se al posto dei nostri avversari, volenterosi ma non eccelsi da un punto di vista squisitamente tecnico)ma soprattutto in attacco, dove non siamo stati neanche l’ombra di quella macchina-crea-pallegoal che siamo di solito. Le assenze secondo me pesano, ma fino ad un certo punto, perchè anchè con quella formazione eravamo in grado di far male ad una squadra ostica e più che dignitosa ma dal potenziale limitato come il Sunderland. Contro il Chelsea sarà molto dura, loro sono favoriti per lo splendido campionato che stanno disputando. Direi che la sosta per le nazionali ci ha fatto decisamente male, non credo che avremmo perso questa partita due settimane fa…ma consideraizoni di questo genere non servono a nulla…quello che serve ora è gridare forte, in vista del supermatch di domenica, C’MON GUNNERS !!!!!


  3. MOLINARO 10

    buona partita oggi kon lo standard…..xD ke gol DENILSON !!!???? dai ke forse domenika c’è l’expluà….io ci credo !!!!!!!!!!! C’MON YOU GUNNERS !!!!!!!!!!


  4. Sergente

    Job done… 2-0 e siamo qualificati, però in fase difensiva ho visto certe cose imbarazzanti :S


  5. MOLINARO 10

    vabbè….quelle sempre….klassiko…..xD…..tranquillo è tutto kalkolato…..il perikolo numero uno è ALMUNIA…..ahahahhahahahhah



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