Altro poker servito. L’Arsenal ci prende gusto a concedere il bis. E così, dopo il 4 a 1 rifilato all’AZ di Alkmaar in Champions League (cosa c’è? niente pareggio al 92′?), gli uomini di Wengèr demoliscono il Wolverhampton al Molineux Stadium, replicando il medesimo risultato. Decisamente il modo migliore per andare a riposo, vista la parentesi degli spareggi internazionali per South Africa 2010.
E con in più un interessante scontro diretto al vertice tra le prime della classe, Chelsea e Manchester United, dal quale potremmo trarne ulteriore vantaggio (un pareggio tra le due sarebbe quanto meno auspicabile a mio avviso). Una posizione sicuramente molto favorevole in ottica “scudetto”, rafforzata, e non poco, dalla possibilità di una partita da recuperare (a data da destinarsi, visto che il 2 Dicembre giocheremo in Carling contro il Manchester City).
Ad ogni modo voler fare calcoli è adesso futile e prematuro. Quando, a fine mese, il Chelsea di Ancelotti verrà a farci visita al The Grove, avremo qualche indicazione in più sulle nostre possibilità di conquistare il titolo. Per ora l’obbiettivo plausibile di questa squadra resta la tranquilla qualificazione in Champions League, magari senza dover necessariamente passare attraverso i preliminari. Ma a prescindere da obbiettivi e traguardi possibili, la priorità è la conquista dei tre punti, a prescindere dall’avversario.
E’ la volta del Wolverhampton, temeraria neopromossa alla ricerca di punti salvezza. Mick McCarthy intende sfruttare il fattore campo (davvero notevole il tifo degli oltre 25.000 in tribuna) per poter capitalizzare l’occasione di interrompere la serie positiva dei Gunners. “L’Arsenal è una grande squadra, tra le più in forma in Premier in questo momento. Ma conosco le loro debolezze, so che dai calci piazzati la loro difesa è perforabile, e quindi so come poterli battere” – queste le parole di Micky McCarthy in conferenza stampa pre-gara. Sicuramente parole coraggiose.
Tanto quanto lo schieramento, che dimostra tendenze tutt’altro che difensive. Hennessey difende i pali della porta, protetto dalla linea a quattro composta da Zubar, Berra, Craddock (autore di due goal nell’ultima di campionato) e Stearman; solido centrocampo lineare con Edwards, Karl Henry, Segundo Castillo e Milijas; infine Doyle e Ebanks-Blake compongono il tandem d’attacco.
Perduto Clichy a causa di una nuova frattura da stress alle vertebre della schiena, Wengèr ha l’occasione di far svezzare il giovane Kieran Gibbs, schierandolo sulla fascia sinistra della linea difensiva, in protezione della porta di Almunia. Sulla corsia opposta ritorna Sagna, mentre il sodalizio difensivo tra Gallas e Vermaelen resta immutato. Ramsey sostituisce Song (un pò di riposo per il camerunense), a sostegno di Diaby e Fabregàs più avanzati in mediana. Arshavin a destra, Eduardo a sinistra e Van Persie in mezzo formano invece il tridente offensivo dello schieramento. Non sufficiente, rispetto ai suoi standard, l’arbitraggio di Steve Bennett (voto 5).
A dispetto del risultato finale, o comunque dell’andamento tenuto dalla squadra di Wengèr, le fasi iniziali sono tutte di marca Wolverhampton. I Wolves sono alla continua ricerca del goal del vantaggio, non lasciano giocare i portatori di palla ospiti e tendono ad attaccare anche i più ristretti spazi di campo. I Gunners provano ma senza successo ad imporre il proprio gioco e i propri ritmi. I padroni di casa fanno invece la partita, guadagnano metri, possesso palla e costringono i nostri a difendersi. Si rendono abbastanza pericolosi su calcio d’angolo in un paio di occasioni.
Dapprima con il colpo di testa di Kevin Doyle, su corner di Milijas, che però Gibbs riesce a ribattere quasi sulla linea; poi con Ebanks-Blake, che sfiora il palo staccando bene sempre su corner del solito Milijas (il serbo è tra i più attivi tra i suoi). Dopo più di 10 minuti, si rivede l’Arsenal in zona d’attacco. Eduardo prova ad inserirsi centralmente e a sgusciar via in tunnel a Zubar, cadendo in piena area di rigore. Il croaziliano si inventa un numero stupendo, ma il suo atterramento è ritenuto non falloso a prescindere, dopo la “vicenda Celtic”.
Per il resto la gara è controllata ancora dai padroni di casa, con gli ospiti che invece non riescono a far fluire la loro manovra in verticale e a pungere come si deve. Al 24′ Diaby non resiste al tackle subito, e deve lasciare il posto a Song (per lui niente riposo a quanto pare). L’innesto del centrocampista del Camerun restituisce se non altro grande vigorìa al centrocampo dell’Arsenal, con una conseguente maggior capacità di contrattacco.
Senza nulla togliere a Diaby che, comunque, ha ben altre caratteristiche rispetto all’interdittore camerunense. Ad ogni modo, è la fortuna che aiuta i nostri a trovare il goal del vantaggio. E’ il minuto 28. Fabregàs conquista il corner facendosi deviare da Craddock il calcio di punizione sul fondo. Dalla bandierina il catalano ribadisce il cross, che filtra nelle maglie difensive dei padroni di casa come una lama nel burro. Zubar, intento a marcare Eduardo, non si accorge che la sfera è diretta verso di lui, e così la deviazione sfortunata finisce dritta in porta, per uno sfortunatissimo autogoal.
Colpo durissimo per i padroni di casa, che fin lì avevano tenuto benissimo il confronto. Le conseguenze sono catastrofiche, soprattutto in termini tattici. La squadra di McCarthy si riversa totalmente all’attacco, restando letteralmente scoperta dietro. L’Arsenal sfrutta a proprio vantaggio la situazione e al 35′ rincara la dose. La difesa dei Wolves (o quel che ne resta) è altissima, permettendo il contropiede agli uomini di Wengèr. Ramsey sfrutta il passaggio nel corridoio centrale, affiancato dall’accorrente Eduardo. E’ un due contro uno. Il gallese converge a tutta velocità, smistando poi la palla per Eduardo, bravo a seguire l’azione. Il Croaziliano controlla, rallenta il passo e calibra un beffardo pallonetto a scavalcare il portiere. Craddock è sulla traiettoria e prova a deviare il pallone, che assume così una traiettoria imparabile per Hennessey, e finisce in rete. Wolverhapton in ginocchio, e sempre più condannato all’ennesima sconfitta. Ma che sfortuna.
La quadra di McCarthy non aveva concesso nulla o quasi, per poi ritrovarsi sotto di due reti, dopo due autoreti. Il tracollo dei padroni di casa era ormai inevitabile, mentre l’Arsenal ne usciva ovviamente galvanizzato. Van Persie, Arshavin e Fabregàs potevano ora giocare in scioltezza, non lesinando colpi degni del loro repertorio. Sicchè, sul finire del primo tempo, il risultato triplica in favore dei nostri.
Sagna lancia Robin Van Persie con una bella palla filtrante a scavalcare. L’olandese è sublime come sempre nel controllo e nel tocco centrale per Fabregàs. Il capitano, perfetto nell’inserimento, raggiunge la sfera e trafigge Henessey per il goal del 3 a 0. Ormai non c’è più partita, e nel secondo tempo la gara si trasforma quasi in una sessione di allenamento defatigante. Il Wolverhampton è giustamente demotivato, dopo quanto accaduto nel primo tempo, e finisce così per disorganizzarsi, giocando nell’eterna attesa del triplice fischio finale. Verso l’ora di gioco, Fabregàs intercetta la sfera a metà campo e prova a far partire Arshavin sull’out di sinistra. Lo Zar cambia passo provando a puntare l’uomo e a calciare rientrando col destro, ma Hennessey è ben piazzato, e devia in corner.
Poco più tardi, ancora Cèsc dalla bandierina mette in difficoltà l’estremo difensore gallese, che smanaccia la palla, deviandola al limite dell’area di rigore. Come un rapace, Arshavin si fionda sulla palla vagante e anticipa tutti, calciando al volo con l’interno del destro. Palla all’angolino, e 4 a 0 per l’Arsenal.
A risultato ormai più che acquisito, dentro Nasri e Rosicky per Arshavin ed Eduardo. Per i Wolves, dentro Kightly, Jarvis e Mancienne per Castillo, Milijas e Edwards. Al 74′ arriva addirittura la chance per il 5 a 0, ma Fabregàs riesce a sprecare malamente su un taglio basso di Van Persie, mandando la palla in orbita da pochi passi. Lo stesso, o quasi, dicasi per Rosicky, il cui tiro al volo sottomisura non riesce a trovare lo specchio della porta in maniera incredibile. I padroni di casa trovano infine il goal della bandiera, con Craddock, direttamente su calcio d’angolo battuto da Jarvis. Il risultato resta così fissato sul 4 a 1.
I Gunners si avvicinano notevolmente alla vetta e, con una partita da recuperare, possono dar vita ad un interessantissimo prosieguo di stagione. A fine Novembre, come già detto, nè sapremo di più. Fino ad allora…




ed il chelsea vince….i limiti dello united sono abbastanza evidenti, aspetto con ansia la venuta dei blues all’emirates: è la nostra prova del nove!
D’accordo con te, Edward… Il 29 Novembre sarà un crocevia importante, e allora potremo veramente capire quanto saranno realistiche le nostre ambizioni… Continuiamo così!!!
ed io la perderò porca miseria…
Bene così..nessuno parla dell’Arsenal o nessuno ci considera x la lotta al titolo ma noi continuiamo a vincere.Sarà importante nn steccare col Sunderland ed arrivare in questa situazione col Chelsea.
guardate il rigore regalato(e sto minimizzando) al liverpool……e poi si son fatte tante storie per eduardo….bah!!
leggo di 25 milioni per balotelli… c’è qualcosa di vero?
Eduardo è ormai segnato a vita… Ma poco importa in realtà… Per il fatto di Balotelli, anche io ne ho sentito parlare, ma quelle non mi sembrano cifre da Wengèr…