La formazione dei Rovers è tatticamente votata al contenimento e alle ripartenze rapide sui fianchi. Robinson è confermato tra i pali, con Givet e Chimbonda sono i centrali. Nzonzi è il centrocampista difensivo aggiunto all’occorrenza al pacchetto arretrato, con Andrews leggermente più avanzato centralmente; gli esterni offensivi sono Emerton e Diouf, mentre David Dunn è il trequartista offensivo a sostegno del solo Di Santo.
L’ex manager del Bolton fa volutamente a meno di McCarthy e Pedernsen, a favore di un atteggiamento tattico sicuramente più difensivo. L’Arsenal risponde con il solito, calibrato 4-3-3. Mannone è ancora titolare, vista la degenza di Almunia (prossimo al rientro) e di Fabianski; Sagna, Gallas, Vermaelen e Clichy formano il quartetto della difesa titolare; Song è l’interdittore, con Diaby e Fabregàs ad agire da interni di centrocampo; Rosicky a destra, Arshavin a sinistra e Van Persie in mezzo formano il tridente offensivo dell’attacco Gunners. Per la prima volta da quando è iniziato il campionato, si rivede Walcott, sebbene soltanto in panchina. Il giovane esterno inglese ha raccolto solo 45′ di precampionato, ma pare recuperato dopo un fastidio alla schiena che gli ha impedito di esordire con la maglia biancorossa. Non è un caso la presenza di Fabio Capello, tra le varie personalità di spicco delle tribune. Arbitra senza troppe difficoltà il signor Peter Walton (voto 6).
Gli ospiti conducono clamorosamente per 1 a 0. Nemmeno Thierry Henry, seduto tra il pubblico con la figlia Tea e la sua compagna, poteva aspettarsi un inizio del genere. Di certo la sua presenza avrà avuto un effetto benefico, non solo nei confronti dei quasi 60.000 sostenitori, ma anche dei giovani uomini di Wengèr. Le parole rilasciate in una delle sue ultime interviste (“tornerei all’Arsenal anche come porta borracce”) fanno presagire ad un suo ritorno post-carriera. Un ritorno che sarebbe più che mai benvenuto. Ad ogni modo, l’Arsenal non subisce il contraccolpo psicologico del goal subito in quel modo, e continua a spingere con il piede sul gas.
Le fasce offensive si invertono, e la difesa dei Rovers tende a perdere qualche punto di riferimento. Al 10′ Arshavin sguscia via sulla destra, per poi trovare il fondo da cui effettuare il cross. Fabregàs è puntuale nell’appuntamento con la palla, ma il colpo di testa non è una sua specialità. Lo stacco è velleitario, ma la palla assume comunque una traiettoria liftata che si spegne però sulla parte alta della traversa. Il rimpallo è preda di Chimbonda, che riesce a salvare i suoi dal pericolo. Un primo ma significativo squillo. Nemmeno un minuto dopo, è ancora il russo ad accelerare sulla destra, terminando la sua bella azione personale con una conclusione a metà tra un traversone basso ed un tiro, che esce un paio di metri lontano dal secondo palo, sul fondo.
Buona reazione. Passano circa 6 minuti, siamo più o meno al 17′. Diaby prova ad incunearsi centralmente, palla al piede, quando tocca centralmente per Fabregàs al limite dell’area; il catalano serve all’indietro, spalle alla porta, l’accorrente Vermaelen, sganciatosi offensivamente dopo aver seguito l’azione; il belga raccoglie l’invito del suo capitano e con il suo fantastico sinistro, spedisce la palla nell’angolino con un potente tiro da oltre 25 metri. Un goal meraviglioso, che toglie ogni dubbio sulle qualità realizzative di questo giocatore (5 goal stagionali per lui).
Il pareggio fornisce un senso di sollievo notevole, ma di contro, anche un’eccessiva tendenza a rilassarsi, con conseguente perdita di concentrazione. Eppure, in seguito al goal, sono gli uomini di Wengèr a farsi vedere più spesso in zona goal. Fabregàs prova a testare Robinson dai 25 metri. Ottima la risposta dell’ex Spurs, che poi deve allungarsi in due tempi per prevenire l’intevendo in seconda battuta del rapace Van Persie. Pochi minuti dopo, l’estremo difensore inglese deve ancora fare il suo dovere sul nostro capitano, stavolta imbeccato da Diaby sul settore di sinistra, deviandone la conclusione sul palo lontano. I padroni di casa tendono a dominare come spesso accade il possesso palla, cercando furiosamente il goal del vantaggio.
La perdita di concentrazione è sul punto di agire. Infatti, l’Arsenal, che aveva fin lì profuso tutti i suoi sforzi in fase offensiva, si era dimenticata di curare quella difensiva. Un errore grave, considerando le tante chance di ripartenza concesse agli avversari. I Rovers sono davvero bravi, in questo senso, a sfruttare a loro vantaggio una tale situazione. E alla mezz’ora ne colgono il massimo del risultato. Il contropiede sulla fasca sinistra, lasciata praticamente incustodita da Sagna, è bruciante. Dunn, che ne aveva imbastito l’inizio, apre il gioco da quella parte dopo aver completato una buona percussione centrale, lanciando Di Santo.
Il centrocampista inglese riesce ad entrare in area eludendo la pressione di Gallas, per poi girarsi e trovare sul suo destro la deviazione di quest’ultimo. La palla viene deviata rendendo vano l’intervento di Mannone, che subisce così il suo secondo goal della giornata. Per la seconda volta, gli ospiti passano in vantaggio. Sarebbe potuto essere un macigno insopportabile per la schiena della compagine di casa. Nella realtà dei fatti, era solo uno sprone per poter far meglio. La squadra si riorganizza, riesce a distribuire meglio compiti ed energie. Piano piano viene fuori l’Arsenal style in tutta la sua bellezza. Dopo appena due minuti, la superiorità dei Gunners emerge in maniera roboante: Fabregàs riceve palla al limite dell’area, e con la coda dell’occhio serve un chirurgico filtrante per lo scatto di Van Persie, nella corsia sinistra. L’olandese brucia Givet e controlla il suggerimento del capitano, finendo poi per incrociare con il sinistro sul secondo palo, con un fortissimo diagonale di sinistro.
Robinson non può nulla, e Robin Van Persie regala il pareggio ai suoi compagni. Un’azione tipica quanto vertiginosamente rapida. Sembrava di assistere ad una “veloce” pallavolistica con cui Andrea Giani e Bas Van De Goor facevano impazzire i tifosi della Pallavolo Modena negli anni ’90. Due volte in vantaggio, due volte raggiunti, i Rovers stavano progressivamente capendo quale sarebbe stato il loro destino. Continuando a difendersi con 10 uomini dietro la linea della palla poteva essere un harakiri tattico. Ma la paura di lasciare qualche spazio alla velocità di esecuzione dei nostri avrà la meglio. La situazione venutasi a creare non poteva che essere a vantaggio degli uomini di Wengèr. Chiudersi ad oltranza (un pò come aveva fatto l’Olympiacos in settimana) può creare molti problemi, ma non quando la superiorità tecnica ed atletica è così evidente. Infatti al 42′ vengono ristabilite le distanze. Un immenso Fabregàs inventa il suo terzo assist della serata, con un’azione tatticamente simile a quella del pareggio. Il passaggio filtrante con il contagiri favorisce l’inserimento in progressione dalla sinistra di Arshavin. Lo Zar è impeccabile nel controllo, così come nella conclusione di sinistro che non lascia scampo a Robinson.
E’ il goal del meritatissimo vantaggio. Ma l’Arsenal non si accontenta. Sul finale del primo tempo, è ancora Fabregàs a tentare la conclusione dal limite con il destro. Stavolta Robinson è reattivo e riesce a limitare i danni con una bella parata in tuffo. Il tracollo è scampato, almeno per quanto riguarda la prima frazione di gioco. Si va alla ripresa con gli uomini di Allardyce intenzionati a far sentire la loro presenza in maniera decisamente più minacciosa. Di fatto ci riescono, e in un paio di occasioni. Nei primissimi secondi, con l’incursione di Dunn su cui la doppia chiusura di Gallas prima, e di Vermaelen poi, lascia pensare ad un probabile contatto falloso in area. Le immagini rallentate dimostrano che Gallas interviene in maniera pulita sulla palla, costringendo Dunn a perdere l’equilibrio.
Il centrocampista, mentre è già in fase di caduta, viene colpito allo stinco da un intervento di Vermaelen, ma con l’azione che era già chiusa, fa benissimo Walton a lasciar continuare. Verso il 48′, i Rovers rimarcano le loro intenzioni bellicose: il tentativo dei nostri di liberare l’area viene raccolto da Olsson, che da quasi 30 metri lascia partire un poderoso destro di collo pieno verso la porta di Mannone. Il giovane Vito riscatta la sua mezza indecisione sul primo goal, trasformandosi in SuperMan-none ed esibendosi in una stupenda parata acrobatica, che nega la gioia del goal al terzino svedese.
L’Arsenal ritrova sè stesso, e riorganizza il proprio scacchiere tattico per continuare da dove aveva interrotto nel primo tempo. Fabregàs non finisce mai di stupire con le sue giocate e i suoi tocchi di classe. Rosicky sembra aver ritrovato freschezza fisica, riuscendo a svariare su tutto il campo con grande personalità e con la tecnica che lo distingue. Diaby e Song restano attenti in fase di copertura, mentre Arshavin è sempre pronto al cambio di passo per tagliare in due la difesa ospite. Poco dopo il 50′, Cèsc Fabregàs illumina la via del goal a Van Persie, imbeccandolo con un pallonetto filtrante nel cuore dell’area piccola. Van Persie controlla benissimo con il petto, nonostante la pressione, ma non riesce a superare Robinson in girata, da distanza ravvicinata.
Ancora un’invenzione geniale, ancora un assist, non registrato semplicemente per il fatto che Van Persie non sia riuscito a convertirlo. Mancherebbe solo il goal per la partita perfetta. Al 56′ (poco dopo l’ingresso di Pedersen per uno spento Emerton) arriva pure quello. L’ennesimo tentativo offensivo viene murato dalla difesa ospite, generando un rimpallo che viene conquistato da Rosicky; il numero 7 dei Gunners rovescia il pallone dopo aver visto con la coda dell’occhio l’accorrente Fabregàs; Il capitano controlla, mette la palla sul sinistro, e calcia di controbalzo verso l’angolo alto della porta di un attonito Robinson, che rinuncia perfino ad accennare la parata.
E’ il goal del 4 a 2, ed è un tripudio generale. Dunn tiene vive le ultimissime speranze degli ospiti, con un potente, ma centrale, destro da circa 20 metri. Mannone respinge con i pugni, senza troppe difficoltà. Lo stesso Dunn lascia il posto a Benni McCarthy, quando siamo al 61′. La risposta dei padroni di casa è nel destro di Rosicky, che sorvola di poco oltre l’incrocio dei pali. Sorte non troppo diversa per quanto concerne la conclusione dalla distanza di Diaby, autore nell’occasione di un ottimo lavoro in azione personale. A venti minuti buoni dal termine, Wengèr fa esordire il rientrante Theo Walcott, facendolo subentrare all’ottimo Rosicky. Nello stesso preciso istante, termina la partita di McCarthy, entrato da soli 8 minuti.
Il sudafricano non riesce a rimanere in campo e viene sostituito dal canadese Hoilett. Quest’ultimo per poco non marca i tabellini a pochi minuti dal suo ingresso: la conclusione del giovane attaccante canadese viene deviata da Vermaelen e finisce per abbattersi sul palo. Vibrante la replica di Diaby che, innescato dal colpo di tacco di Fabregàs, non riesce a chiudere l’angolo del suo sinistro, mandando di poco a lato. E’ solo una questione di tempo. Al 75′ strepitosa azione corale dei padroni di casa. Contropiede in puro Arsenal Style, con Clichy che dalla linea di fondo serve lateralmente per Fabregàs.
Il catalano pesca in profondità Arshavin, partito in progressione palla al piede sulla corsia di centro sinistra, per poi defilarsi. Lo Zar arriva al limite dell’area, taglia nuovamente al centro per lo smarcato Fabregàs che evita la marcatura diretta fintando il tiro e toccando largo a destra per Walcott, bravo a seguire l’azione. L’ala inglese ha il tempo di prendere la mira e trafiggere Robinson, trovando il goal del 5 a 2. La presenza di Cèsc (autore di una partita fantastica) e di Arshavin non è più richiesta; dentro Ramsey e Bendtner al loro posto.
Chimbonda riesce a salvare sulla linea un tentativo di Walcott, lestissimo ad andare via alla pressione di Robinson. Nulla può, tuttavia, il Blackburn, quando al minuto 89 Nicklas Bendtner rientra dal vertice sinistro, saltando un paio di difensori, per poi concludere con un favoloso destro a giro che, colpendo il palo interno, si insacca alle spalle di Robinson, fissando il risultato sul 6 a 2 definitivo. Partita impeccabile, da parte di tutti. E’ così che deve andare, soprattutto contro questo tipo di avversari. Non ci definiranno “illegali” (sebbene abbiam segnato 12 goal in due partite), nè ci ritroveremo un cronista imbecille a gridare “basta, fermateli!”, ma per quanto ci riguarda può andar benissimo anche così. Quello che conta per noi è il risultato, specialmente per il modo in cui è venuto fuori.




Non c’era modo migliore per festeggiare i 13 anni di militanza del Boss. Il tutto davanti ad Henry (chissà se qualche pensiero nostalgico sarà passato nella sua mente…)
Cesc favoloso. 4 assist, 1 gol e quel tunnel a Dunn che mi ha fatto alzare dal divano…
Buono il rientro di Theo ma sopratutto sempre meglio la condizione di Rosicky. Aspettando Samir…
C’MON GUNNERS.
PS. Senza Adexxxor, 29 gol in 9 partite stagionali.
Strapositiva la tendenza al dominio sulle squadre piccole. Immenso Cesc, ma, non mi stancherò mai di ripeterlo, lo Zar è stato un acquisto azzeccatissimo : uno dei più grandi attaccanti europei. Un’emozione, almeno per me, ascoltare le parole di Titì…il suo ricordo splende ancora nel mio cuore. Spero davvero possa tornare un giorno. Grazie ragazzi, grazie alsaziano.
comunemente detta: lezione di calcio…
speriamo di continuare così!!!
Grandi ragazzi!
penso la miglior partita della stagione per fluidità del gioco offensivo!
bravi veramente mi sono divertito tantissimo.
Voglio solo citare le parole di Sam A.: “se giocano cosi non li può fermare nessuno”
il milan vuole sbarazzarsi di huntelhaar… proponiamo uno scambio con bendtner?!
Secondo me, dopo quanto hanno sborsato (15 milioni di euro) non credo che si accontenterebbero del solo Bendtner, in un ipotetico scambio…
beh, vogliono far lo scambio con pavliuchenko…