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Champions League

30 settembre 2009
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Arsenal – Olympiacos 2-0

Pur venendo al The Grove con la netta intenzione di “parcheggiare il bus” davanti alla porta, l’Olympiacos Pireo torna a casa senza punti e, soprattutto, senza fare una bellissima figura. Devo premettere che non sono mai riuscito a capire come mai, la dirigenza dei greci, abbia deciso di silurare un allenatore emergente ma capace come Ketsbaia (vecchia gloria del Newcastle), capace di fare un gioco offensivo e di far registrare 5 vittorie e un pareggio in campionato. Dopo questa gara di Champions League, la scelta di sostituire il georgiano con Zico, mi pare ancora più inconcepibile. Ad ogni modo, in merito alla gara, c’è da essere soddisfatti. A prescindere dal risultato, che sarebbe potuto essere anche più rotondo, i Gunners trovano il modo di far risultato in una situazione non facilissima. Merito, più che altro, al longevo Nikopolidis, che per più di un’ora è riuscito a salvare la sua porta dagli assalti perenni e insistenti degli uomini di Wengèr. Una partita vibrante, dominata in maniera totale, talvolta frustrante, conclusasi tuttavia nel migliore dei modi. La riluttanza della squadra di Zico nel voler giocare a calcio, ha fatto la sua parte. A parte il già citato Nikopolidis, la formazione del tecnico brasiliano è composta da Torosidis, Mellberg, Papadopoulos e Zewlakow; Dudu e Ledesma si piazzano in mezzo, con Raul Bravo a sinistra a fare il terzino sinistro aggiuntivo, e con Zairi e Leonardo a presidiare la trequarti, in supporto all’unica punta Diogo. Formazione parzialmente rimaneggiata per le assenze forzate di Maresca, Galletti e Derbyshire. Dall’altro lato, l’Arsenal può ingaggiare il suo ormai tipico 4-3-3, contando sulla difesa quasi titolare (Ebouè, Gallas, Vermaelen, Clichy) in protezione del confermato Mannone; Song e Diaby sono gli interni di centrocampo, con Fabregàs leggermente più avanzato in funzione di regista; Rosicky a destra, Arshavin a sinistra e Van Persie in mezzo compongono il tridente offensivo. Arbitra il signor Lannoy, senza particolari difficoltà (voto 5,5). Nei primi minuti, Torosidis, sganciatosi in posizione offensiva, tenta la gran giocata con un pallonetto a sorprendere Mannone; la conclusione, per quanto stilisticamente bella, è imprecisa e termina a lato. Minuti dopo Arshavin prova a imbeccare lo scatto di Rosicky sul palo opposto con un lob filtrante; Nikopolidis è attento e riesce a deviare il pericoloso suggerimento del russo. Al quarto d’ora, Fabregàs esegue un magistrale cambio di gioco servendo sulla trequarti sinistra l’avanzante Clichy. Il controllo a seguire del terzino francese gli permette di passare indenne alla sua marcatura, per poi trovare il fondo e tagliare un interessantissimo pallone basso verso il centro; un ispirato Arshavin raccoglie il cross rasoterra del compagno e calcia di prima intenzione col sinistro, costringendo Nikopolidis ad un intervento non semplice. Al 17′, Van Persie allarga il gioco per lo Zar, che di prima intenzione trova Fabregàs inseritosi nel corridoio centrale, al limite dell’area: il catalano intercetta il passaggio del compagno, controlla col destro sollevando la sfera, e calcia con tutta la sua forza di sinistro al volo, con rapidità pazzesca. La conclusione è poderosa, ma colpisce la traversa con una tale veemenza da ritornare nuovamente in campo, ancora carica di effetto. Eppure Robin Van Persie riesce lo stesso a raggiungere il rimpallo, servendo poi Rosicky sganciatosi sullo spigolo destro dell’area di rigore. Il nazionale ceco va dritto alla conclusione con l’esterno del destro, cercando il palo lontano, ma stavolta è Nikopolidis a negare il goal, producendosi in una spettacolare parata in tuffo. La respinta viene ancora conquistata dal nostro numero 11, la il tentativo di ribattere in rete viene nuovamente smorzato dai difensori. Verso il ventesimo, è Arshavin a rendersi minaccioso, con il suo comparto di finte e tricks da cineteca. Lo Zar, decisamente meglio rispetto alla gara del Craven Cottage, riesce ad andare in porta su un tocco di Diaby, e a calciare dopo una serie di dribbling sinistro-destro-sinistro. E’ con quest’ultimo che il russo conclude, trovando però ancora una volta un reattivissimo Nikopolidis. Clichy va ancora via alla grande sulla sinistra, trovando il traversone in mezzo. Fabregàs tenta la girata col sinistro al volo, dal limite dell’area, ma il suo tentativo è inefficace. Il catalano ci prova ancora, superata la mezz’ora, ma Nikopolidis dice ancora di no sul potente destro del nostro capitano. A cinque minuti dal termine, c’è spazio per lo show personale di Van Persie sulla destra, innescato da un grandissimo lancio di Cesc. La finta con cui l’olandese rientra con l’interno del sinistro, per poi fintare il cross e lasciare sul posto l’avversario, è sempre sublime. Il tiro-cross che ne scaturisce è comunque velenoso, ma Nikopolidis è più che mai preparato a sventare il peggio. L’ormai trentanovenne portiere ellenico fa fatica a sventare il calcio di punizione dalla destra di Fabregàs, indirizzato verso la testa di Vermaelen. Il suo omologo, Mannone, ha dovuto far fronte ad un colpo di testa innocuo di Torosidis, e ad un tiro-cross che ha attraversato lo specchio della porta. Praticamente un’inezia. Insomma, durante il primo tempo mi è parso di assistere ad una partita di calcio a 5 indoor, dove Fabregàs, Rosicky, Van Persie, Clichy e soprattutto Arshavin, ha fatto tutto quello che volevano. E’ mancato solo il goal, e dopo quanto prodotto, non averlo trovato poteva rappresentare una beffa. Nella ripresa Zico inserisce Stoltidis per Zairi. Una mossa alquanto azzeccata ad ogni modo. Nei primi minuti della ripresa, ecco che si rivedono gli ospiti: corner di Dudu, su cui Mellberg esegue ottimamente la sponda per Torosidis, smarcato in buona posizione. Mannone si avventa sulla sfera con gran presenza, e nega al nazionale greco il probabile tap-in. Si trattava di una buona chance, e se fosse andata in porto avrebbe distrutto il morale dei nostri. C’è da dire che i padroni di casa non hanno accusato il colpo. Anzi. Al 52′ Fabregàs conquista una palla vagante a centrocampo, e tocca largo a destra per Ebouè; l’ivoriano serve con precisione Van Persie, che dal limite dell’area, in posizione defilata, prova a battere Nikopolidis. L’estremo difensore conferma il suo status di migliore in campo per i suoi, deviando per l’ennesima volta, la conclusione del centravanti olandese. Intanto il tempo scorre, e nonostante il dominio assoluto (per possesso palla e occasioni da rete), il tabellone segna-punti dice ancora 0 a 0. Wengèr avverte l’urgenza e manda dentro Eduardo al posto di Rosicky, al minuto 66. La pressione offensiva dei nostri, se possibile, continuerà ad aumentare. Pochi minuti dopo, Diaby prova a spezzare gli equilibri del match (solo in termini di punteggio), e avrebbe ben due occasioni per farlo. In entrambe il giovane francese non riesce a superare i riflessi di Nikopolidis. Al 77′ un frustrato Wengèr decide di mandar dentro anche il redivivo Carlos Vela, andato a segno giorni fa nella partita di Carling Cup contro il WBA. Il messicano subentra quindi al posto di Diaby. Manco a farlo apposta, un minuto dopo l’Arsenal passa. Ebouè ruba palla dopo un contrasto mal gestito da Song, e lancia il contropiede dei gunners con un lancio verso la metà campo, dove a raccogliere c’è Van Persie. Da questi la palla passa a Fabregàs, sganciatosi sulla trequarti, per poi affondare verso il centro. Il catalano vede e serve il movimento defilato a sinistra di Eduardo, che raccoglie la sfera entrando velocemente in area di rigore. Con estrema calma e lucidità il croaziliano mette la palla al centro, trovando la deviazione decisiva di Van Persie, bravissimo a seguire tutta l’azione. Per Nikopolidis stavolta non c’è nulla da fare. Vantaggio meritato dei Gunners. Zico prova a rimediare inserendo Oscar Gonzalez per Leonardo, mentre dall’altra parte, Ramsey rileva il fuoriclasse olandese, autore del goal. Un minuto dopo il cambio, ovvero all’86′, i padroni di casa ribadiscono la loro superiorità con la seconda marcatura. Invenzione di Fabregàs sulla trequarti destra, che filtra un pallone bellissimo, trovando però Arshavin in posizione di fuorigioco. Il russo, approfittando della mancata segnalazione, conclude in maniera sopraffina, con un colpo di tacco elegantissimo, che spiazza Nikopolidis per il definitivo 2 a 0. Pare che Zico stia ancora recriminando, ma chiunque capirebbe che la sua è una tattica per deviare l’attenzione dalla penosa prestazione della sua squadra. Il fuorigioco di Arshavin è confermato dalle immagini al replay, ma, come già detto, la partita avrebbe potuto avere risvolti ben più pesanti. Se avessimo segnato altri 3 goal, non avremmo certamente rubato nulla. Ma questa è un’altra storia. Conta solo il risultato e il fatto di condurre il girone con 6 punti, a punteggio pieno. La parentesi Champions League può essere archiviata con successo. E’ già tempo di pensare al Blackburn, contro cui giocheremo domenica. Fino ad allora.

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8 Comments


  1. Simo

    visto che è evidente che manca qualcuno che la butta dentro, ci portassimo a casa balotelli che sembra se ne vogliano sbarazzare!?


  2. The Method

    Io Balotelli lo prenderei, e tra l’altro Arsenio ne è pure un estimatore. Tuttavia non credo che Moratti se ne priverebbe facilmente… Anzi… E poi, guardando il sito ufficiale, le dichiarazioni di Wengèr circa la politica di rinforzare l’organico è chiarissima: per lui l’organico è competitivo così com’è…


  3. CaptainCesc

    dubito che lo lascino partire…sarebbe un buon acquisto


  4. Benjamin Trotter

    Sarebbe un grandissimo acquisto…al netto delle pecche comportamentali (e d’altra parte sono del parere che quando degli imbecilli ti urlano tutte le domeniche insulti razzisti sia difficile rimanere calmi) lo reputo un giocatore fortissimo. Ma dubito anch’io che Moratti (e il portoghese in panchina) se ne vogliano privare.


  5. Davide

    Sarebbe un bell’acquisto..cmq credo che per quanto riguardo i fischi a Balotelli non si tratta di razzismo a mio parere..ma è una critica dei tifosi verso il suo irritante comportamento in campo.L’inter ha sempre in campo anche altri giocatori di colore..ma l’unico che viene fischiato puntualmente è Balotelli..che francamente per la sua arroganza e presunzione li merita tutti..


  6. Simo

    si davide in linea di principio hai ragione. il problema è che non gli urlano bastardo del cazzo e figlio di… gli urlano negro di merda e fanno il verso della scimmia. l’insulto razziale è il più facile da urlare e il più subdolo, almeno a mio avviso


  7. Benjamin Trotter

    Ognuno ha la propria idea…io chiamo le cose con il loro nome :non so cosa debba fare di più una persona che urla “negro di merda” per essere etichettato come uno schifoso razzista…


  8. The Method

    Concordo con Simo e Benjamin riguardo agli insulti razziali lanciati a Balotelli… non ci sono giustificazioni che tengano per quegli animali che vanno allo stadio gridando insulti del genere e facendo simili e denigranti versi… Credo addirittura che le pene dovrebbero essere molto più aspre per individui deprecabili come quelli, e non parlo solo di responsabilità oggettiva… In merito alla gara, e per non andare ancor oltre off-topic, direi che forse non sarebbe male l’idea di avere una punta capace di buttarla dentro con maggior regolarità, ma forse è il caso di giudicare il nostro potenziale offensivo quando ci sarà Walcott sul fianco destro: la sua progressione e il suo cambio di passo potrebbero facilitare gli inserimenti centrali e portarci più facilmente al goal…



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