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27 settembre 2009
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Fulham – Arsenal 0-1

Il conto è saldato. A distanza di un anno, settimana più, settimana meno, l’Arsenal restituisce il benservito a Mister Hodgson, recuperando la sconfitta per uno a zero della scorsa stagione che tanto aveva pesato in termini di classifica e soprattutto di morale. C’è da dire che stavolta gli uomini di Wengèr non riescono a produrre un gioco brillante e convincente. Per la verità un buon 80% del merito di questo risultato va esclusivamente al giovane Vito Mannone.

In maniera del tutto inaspettata, il terzo portiere dell’Arsenal si dimostra determinante e decisivo in più di una occasione, senza sbavature. Pensando alla sconfitta del Chelsea al JJB Stadium, è chiaro che il valore di questi tre punti è ancora più prezioso. Dando uno sguardo alla classifica, pare che la situazione si sia abbastanza raddrizzata: 12 punti con una partita da recuperare (contro il Bolton) e quindi un totale di 15 punti virtuali in 7 partite giocate, ci porterebbero al secondo posto appaiati con Liverpool e Tottenham, dietro al duo di testa formato da Chelsea e United. Decisamente presto per fare conti, o per tirare somme.

Ma è chiaro che da ora in avanti, per poter conquistare con tranquillità il piazzamento in Champions, non si dovrà sbagliare. Visto il cammino fin qui intrapreso contro le “piccole”, le previsioni possono essere piuttosto positive. Ma due scontri diretti (fuori casa) li abbiamo già persi, per cui c’è ancora molto lavoro da fare. In merito alla gara odierna, si potrebbero fare diverse valutazioni. Dal canto suo il Fulham, che pur non veniva da una situazione semplice, probabilmente non meritava la sconfitta. Vuoi per il risultato dell’anno scorso, vuoi perchè ormai tutti sono convinti che l’Arsenal abbia ormai perso il suo “fear factor”, Mister Hodgson si affida ad una formazione senza dubbio aggressiva, senza badare troppo al tatticismo: Schwarzer in porta vede schierati davanti a sè, da destra a sinistra, Pantsil, Hughes, Hangeland e Konchesky; il centrocampo lineare a 4, si compone di Dempsey, Murphy, Etuhu e Duff; in attacco si confermano Johnson e Zamora.

Wengèr non si affida al turn-over in vista della gara casalinga di Champions contro l’Olympiacos di martedì, anzi. Facendo riposare il solo Eduardo (non convocato), la formazione del manager alsaziano, sempre tenendo conto degli indisponibili storici, si compone prevalentemente di assolute prime linee: Mannone tra i pali è difeso da Sagna, Gallas, Vermaelen e Clichy; Song è il perno davanti alla difesa con Diaby e Fabregàs in cabina di regia; Bendtner a destra, il rientrante Arshavin a sinistra e Van Persie centrale compongono il tridente offensivo dello schieramento. Dirige Atkinson con buona lena (voto 6,5). L’atmosfera del derby non tradisce le attese.

Magari i 25,000 tifosi sulle gradinate del Craven Cottage non saranno tantissimi, ma l’acustica dello stadio permette loro di farsi sentire. Eccome. I Gunners partono subito forte. Sagna si sgancia e va via sulla destra, trovando il fondo e centrando un buon traversone verso il primo palo di Schwarzer. Vermaelen trova il tempo e anticipa la difesa dei Cottagers, ma il suo colpo di testa è impreciso e si perde a lato. Il centrale belga non vuole assolutamente perdere il suo vizio di pungere in fase offensiva. Buon per noi.

Verso l’ottavo di gioco, Duff è costretto a fermarsi per un problema muscolare; al suo posto subentra l’ungherese Zoltan Gera, e dal punto di vista qualitativo i padroni di casa non ci rimettono quasi nulla. Poco dopo un’uscita di Mannone travolte Gallas, facendo temere il peggio per il centrale francese. La potente botta al fianco costringe il nostro numero 10 ad uscire, ma fortunatamente si tratta solo di qualche minuto a bordo campo. Sebbene l’Arsenal fosse partito meglio, il Fulham non aveva per niente perso coraggio. Portare gli attacchi dai fianchi e cercare il cross per le punte centrali poteva essere una buona tattica. Del resto Dempsey e Gera si prestavano benissimo per interpretare un simile canovaccio. Passati i 10 minuti, è lo statunitense a testare il nostro giovane portiere con un forte destro dal limite. Il tiro è centrale, e Mannone blocca senza problemi.

I problemi invece arrivano al 14′ quando Gera svolge un ottimo lavoro sull’out sinistro e trova un gran cross per la testa di Andy Johnson: l’ex Crystal Palace vince il duello aereo con Vermaelen e trova lo stacco di testa sottomisura su cui Mannone è bravissimo a respingere in tuffo, lanciandosi plasticamente sulla sua destra. La sfera resta lì, a pochi centimetri dalla porta dove Dempsey è il più lesto ad arrivare per tentare la deviazione. La palla viene deviata pericolosamente da Gallas, ma ancora una volta Mannone, d’istinto, riesce a scongiurare il peggio. Sentendo il pericolo, i Gunners provano a far sentire la loro minacciosa presenza in avanti.

Circa due minuti dopo, è Fabregàs ad avere la prima occasione: il catalano ha un buon controllo di palla, ma il suo destro è troppo potente e vola alto sopra la traversa. Al 21′ il nostro capitano torna in versione assist-man, e serve un gran pallone all’accorrente Arshavin, accentratosi dalla sinistra. Benchè marcato in maniera asfissiante da Aaron Hughes, lo Zar riesce ad eluderne la pressione e a crearsi lo spazio per andare alla conclusione da pochi metri, ma viene beffato da un rimbalzo irregolare della sfera, e la sua conclusione si perde in tribuna. Non eccellente la prova del russo, ma dato il suo rientro dopo tre partite di stop, ci può anche stare. La scarsa lucidità e la poca continuità in fase di costruzione dei nostri, favorisce il ritorno di fiamma dei Cottagers. E in bello stile anche.

Al 36′ Johnson lancia con un pallonetto filtrante dalla trequarti il reattivo Gera; l’ungherese converge dalla fascia destra, accentrandosi per sistemarsi la palla sul sinistro e facendo partire una velenosa rasoiata verso il palo lungo. Sembra essere la volta buona, ma ancora una volta il giovane Mannone si allunga in parata bassa, arrivando sul pallone con la punta delle dita. Grandioso intervento, che salva il risultato. Si va alla ripresa, ma la situazione sostanzialmente non cambia. Le statistiche mostrate dalla regia inglese mostrano un possesso palla degli ospiti pari a circa il 68%. Nonostante questo, è sempre il Fulham a rendersi più pericoloso. Zamora ci prova due volte nei primi minuti del secondo tempo, ma entrambi i suoi tentativi vengono spenti dall’attentissimo Mannone.

L’Arsenal prova a raccogliere le forze e a spezzare gli equilibri con maggior convinzione. E appena la squadra di Wengèr si decide a giocare, ne raccoglie i frutti. Al 52′ Song intercetta un passaggio errato di Konchesky, terminando la fase di possesso dei padroni di casa, per poi servire Bendtner sulla sua destra. Il danese vede e serve a sua volta l’accorrente Fabregàs, liberatosi sulla trequarti. L’ex canterano del Barcellona legge alla perfezione il movimento centrale di Van Persie e riesce ad innescarlo con un delizioso pallonetto di interno destro in profondità. Il lancio del numero 4 è stupendo, ma quello che fa Robin Van Persie per addomesticarlo è addirittura meglio.

L’olandese, pressato, riesce comunque a controllare la sfera di sinistro, e con il destro trova il diagonale vincente su cui Schwarzer non può arrivare. Arsenal in vantaggio. Doccia gelata per i tifosi del Craven Cottage. Pochi minuti dopo, Bendtner prova a girare il pugnale nella piaga, con una sua azione personale dalla destra. Il suo ottimo spunto si conclude con una conclusione angolatissima di interno destro, su cui però Schwarzer si riscatta alla grande. Verso il 56′ ritorna di gran carriera il Fulham. Zamora si libera in percussione laterale e trova il cross per il solito Johnson, che per l’ennesima volta batte i difensori in maglia bianco rossa. Il centravanti inglese prende il tempo a tutti, e piazza il suo colpo di testa sul secondo palo.

Il numero 8 dei padroni di casa calcola bene tempo, stacco e direzione, ma dimentica il fattore Mannone, che si tuffa in parata plastica, devìando dalla porta un goal sicuro. La palla viene raccolta da Dempsey che da posizione defilata però non riesce a ribadire in porta. Al 68′ uno stanco Arshavin lascia il suo posto a Rosicky. I Gunners si rilassano, ma finiscono per concedere troppo alla loro controparte.

Al 77′, ancora Johnson recupera una palla vagante dal limite dell’area, e calcia di destro in mezzo alla selva di gambe di difensori e compagni di squadra, sul palo lontano. Mannone, nonostante la scarsa visibilità, si accorge del pericolo e riesce a distendersi, parando ancora una volta. Niente da fare. Il ritmo sembra non interrompersi mai. A circa nove minuti dalla fine, il Fulham conquista un calcio di punizione in posizione defilata. Konchesky si incarica della battuta, cercando il traversone in mezzo. Zamora salta più in alto di tutti e batte i centrali difensivi dell’Arsenal.

Il colpo di testa è dell’ex giocatore del West Ham è praticamente perfetto, così come lo è la risposta di Mannone, che in parata plastica (l’ennesima della sua partita) devìa a lato. Una partita che il ragazzo non dimenticherà facilmente. L’Arsenal prova a riscattarsi con un paio di tentativi sul finale, a seguito dell’entrata di Ebouè all’83′ per Robin Van Persie. Allo stesso minuto, Greening rileva Etuhu.

Ma, come detto, i minuti finali saranno maggiormente di marca Gunners. Il neo entrato Ebouè ha la sua personale chance, dopo aver aggirato il marcatore diretto, ma la sua conclusione è ben bloccata da Schwarzer. Bendtner, infine, si ritrova ottimamente piazzato in zona tiro, ma manca di precisione, calciando nettamente alto sopra la traversa. La lotta, serratissima, tra le due compagini, termina sul risultato di 1 a 0 in favore degli uomini di Wengèr. Si tratta di tre punti preziosissimi, che dobbiamo quasi esclusivamente a Vito Mannone, l’indiscusso Man of the Match.

Laddove il portiere è stato per noi un fattore che spesso ha inciso negativamente, per una volta siamo riusciti a ribaltare questo tabù. Ciò che maggiormente conta per noi, soprattutto in questa fase della stagione, sono i risultati. Sia che derivino da prestazioni esaltanti, o da battaglie estenuanti, poco importa. Come dice il nostro capitano in un rinomato spot pubblicitario,

IT’S ALL ABOUT VICTORIES… IT’S ALL ABOUT TROPHIES. Appuntamento alla prossima.

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5 Comments


  1. Sergente

    Non riesco ancora a credere che siamo usciti dal Craven Cottage con i 3 punti… ringraziamo San Vito…


  2. The Method

    Come ho già detto, dobbiamo davvero tutto a SUPERMAN-NONE!


  3. CaptainCesc

    Grande Mannone…lo scorso anno avremmo perso di sicuro una partita del genere…tutto questo fa ben sperare…sono del parere che se vinciamo tutte le partite da qui ai primi di novembre (partite non proibitive) saremo sicuramente in testa al campionato


  4. kevinDF

    4 aspetti da estrapolare dal derby del Craven Cottage:

    -Abbiamo un portiere. Finchè non torna il biondo.
    -Il nostro mediano (Song) è tecnicamente superiore a molti trequartisti sparsi nell’Europa che conta.
    -RVP ha dei colpi da genio puro di questo giuoco.
    -Bendtner in crescita. Se poi facesse qualche golletto in più, non guasterebbe.


  5. Simo

    non ho potuto vedere la partita ma sono estremamente contento per il mio quasi compaesano mannone (è nato nel paese vicino al mio).
    speriamo che il boss decida di sovvertire le gerarchie, il ragazzo sembra promettere bene…
    scala ha avuto le palle per farlo con buffon (premesso che come lui ne nasce uno ogni 50 anni), e i risultati li sappiamo tutti, vediamo qui come si comporterà il mister…



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