Contro le cosiddette “piccole”, si conferma l’Arsenal schiacciasassi già visto nelle prime due giornate di Barclays Premier League. E’ un fattore molto incoraggiante (oltre che estremamente positivo), visto il numero di punti che abbiamo lasciato per strada contro gli omologhi di Hull, Fulham e Stoke City. L’inesperienza giocava pessimi scherzi, facendo seguire prestazioni poco esaltanti a risultati addirittura peggiori.
Quest’anno, sembra che gli uomini di Wengèr abbiano spezzato questa brutta consuetudine. E che lo abbia fatto in maniera radicale. Anche questo sabato, la squadra era concentrata al massimo per raggiungere l’obbiettivo. E in effetti, la partita è stata dominata dal primo all’ultimo minuto. Senza fronzoli. L’avversario di turno è stato il Wigan dell’estroso Martinez. Una squadra che riprende la struttura di base lasciata in eredità dalla gestione Steve Bruce. Ma che fa fronte alle cessioni eccellenti con innesti di forte marca sudamericana, derivante appunto dagli influssi del nuovo manager.
Quello di Martinez è un abbottonato 4-5-1, nonostante i propositi di calcio spumeggiante: Kirkland è protetto dalla linea a 4 composta da capitan Melchiot, Bramble, Boyce e Maynor Figueroa; Diame, Jordi Gomez e Thomas prendono posto in mezzo al campo, con Koumas e N’Zogbia più larghi, a sostegno dell’unica punta Rodallega. L’Arsenal recupera Van Persie, ma deve ancora fare a meno di Denilson e Almunia. Wengèr si affida al solito 4-3-3, schierando Vito Mannone in porta, Sagna, Gallas, Vermaelen e Clichy in difesa; Song e Diaby sono i mediani di interdizione, con Fabregàs in cabina di regia; Ebouè ed Eduardo agiscono come ali offensive, rispettivamente a destra e sinistra, mentre Van Persie si posiziona al centro dell’attacco.
Mike Jones dirige un match sostanzialmente semplice, con buona personalità e senza strafalcioni (voto 6). L’inizio è vibrante, con un buon calcio di punizione di Fabregàs bloccato da Kirkland, e con sporadiche progressioni sulla fascia sinistra da parte di un attivissimo Clichy. Dal canto suo, il Wigan riesce a farsi vedere soltanto con N’Zogbia, penetrato in area, su cui però è impeccabile la chiusura in tackle da parte di William Gallas. C’è molto dinamismo, soprattutto da parte di Ebouè: non sono rare le occasioni in cui l’ivoriano riesce a mettersi in evidenza, partendo palla al piede e facendo fuori anche un paio di avversari con la sua accelerazione; del resto durante lo scorso campionato, questa stessa partita aveva visto il numero 27 dei Gunners fischiato e schernito, dopo esser stato sostituito solo qualche minuto dopo il suo ingresso in campo. Un vero incubo. Quest’oggi il centrocampista ex Beveren ha trovato un giusto riscatto.
Al quarto d’ora l’Arsenal sfiora il vantaggio, quando Gallas riesce a battere Kirkland (non impeccabile nell’uscita) di testa, trovando però l’ottima opposizione di Bramble, appostato sul primo palo. Ci provano Diaby, e lo stesso Ebouè nei minuti successivi, senza però trovare la porta con i loro tentativi dalla distanza. Verso il 24′, è ancora l’ivoriano a mettersi in mostra con una superba folata offensiva sulla fascia destra, conclusasi con un perfetto taglio in mezzo, dove l’accorrente Van Persie viene sfortunatamente colto controtempo. Altra occasione netta. Sugli sviluppi dell’azione successiva, Eduardo scodella un gran pallone dalla trequarti sinistra verso il palo lungo, dove Ebouè riesce a macchiare quanto di buono aveva fin lì prodotto, tentando davvero stupidamente il colpo di mano in tuffo. Jones non ci casca e giustamente mostra il giallo al nazionale ivoriano. I sintomi del dominio unilaterale dell’Arsenal erano ormai più che evidenti. Mancava solo il goal a suggellare il momento. Al 26′, manco a dirlo, arriva anche quello. Gran corner di Van Persie, superbo stacco di Vermaelen, preciso e potente, in mezzo a tre avversari. Nulla da fare per Kirkland, i Gunners passano meritatamente in vantaggio.
Gli uomini di Wengèr giocano sul velluto. Alla mezz’ora c’è subito l’occasione per raddoppiare: eccellente filtrante di Van Persie per la corsa di Ebouè, che riesce a prendere il tempo a Figueroa e a portarsi in posizione defilata per andare al tiro. La conclusione dell’esterno africano è però velleitaria, e si perde larga sul fondo. La sensazione è che l’Arsenal possa cadere nell’errore di non riuscire a chiudere la partita e di farsi raggiungere, seppur in maniera rocambolesca. Era accaduto tante volte l’anno scorso. I Latics per poco non riescono nello scopo, quando il corner battuto da Gomez viene carambolato sottomisura da Emerson Boyce, costringendo Mannone ad una parata d’istinto.
La sfera sta per essere ribadita in porta dall’intervento di Bramble, ma ancora una volta Mannone è bravo e coraggioso ad uscire in tuffo, scongiurando il pericolo. L’Arsenal si scrolla il pericolo di dosso, e torna a rendersi pericoloso sul finire di primo tempo, verso il 43′: la bella combinazione tra Van Persie ed Eduardo porta l’olandese a battere in porta con un velenoso sinistro, su cui Kirkland deve distendersi per evitare il peggio. In pieno recupero è ancora il talentuoso numero 11 ad avere la chance per il 2 a 0: elegantissimo lob filtrante di Fabregàs che imbecca l’olandese in posizione regolare e smarcatissimo, da solo spalle alla porta, all’altezza del dischetto. RVP trova il tempo di stoppare ma cerca la girata con il sinistro, che nell’occasione è il meno indicato per trovare la porta; la girata che ne deriva è infatti fuori misura, e nemmeno Eduardo riesce a rincorrere la sfera per correggerne il tiro.
La sfortuna dell’ex Feyenoord pare non abbia limiti. I padroni di casa raccolgono un pò meno rispetto a quanto visto durante la prima frazione di gioco. Ad ogni modo basteranno meno di 3 minuti dall’inizio della ripresa per recuperare il gap. Brillante iniziativa di Ebouè sul versante sinistro della trequarti ospite, tocco al centro per l’accorrente Vermaelen che con l’istinto e la bravura di un centravanti vero regola la corsa per calciare di piatto sinistro a giro, dal limite dell’area, trovando una traiettoria spettacolare. Palla all’incrocio, e prima doppietta personale per la scommessa, l’ennesima vinta, di Arsène Wengèr. Il giovane belga legittima il suo personale titolo di “Player of the Month” come meglio non avrebbe potuto.
Il Wigan, naturalmente, ne esce annichilito. I Gunners controllano, senza alcuna fatica, imponendo il loro gioco. Verso l’ora di gioco Martinez manda dentro Scharner e Scotland, per Koumas e Jordi Gomez. L’Arsenal invece butta dentro il terzo goal: traversone dalla destra che Eduardo raccoglie al volo, calciando in voleè di sinistro; Kirkland devìa sul palo, ma la sfera viene rimpallata ancora nella direzione di Eduardo, che col piatto destro, trafigge l’estremo difensore dei Latics, nonostante una leggera deviazione di polpaccio da parte di Ebouè. Minuti dopo, Scotland prova senza successo ad impensierire Mannone.
Poi è la volta di Song, che si crea spazio in azione personale, e finisce per trovare solo l’esterno della rete con il suo potente destro dal limite. Con il risultato praticamente acquisito, inizia la rotazione in campo. Wengèr inserisce Ramsey per Diaby, e poi, al 73′, concede spazio a Rosicky e a Bendtner, che rilevano Ebouè ed Eduardo. A dieci dal termine, Jones, su segnalazione del collaboratore, annulla giustamente la rete di Scharner per netto fuorigioco. Si tratta di un episodio singolo che non avrà alcun peso specifico negli equilibri del match. Anzi. Sullo scadere dei 90 regolamentari, Bendtner si libera in progressione sulla destra e taglia verso il centro, con un preciso passaggio rasoterra verso il primo palo.
Fabregàs possiede un perfetto timing nell’inserimento, e non fallisce il tap-in da distanza ravvicinata, arrotondando il punteggio e fissandolo sul 4 a 0 finale. Risultato ineccepibile. Con una partita da recuperare (e con tre punti “virtuali” in mano) la classifica torna a sorridere. I prossimi impegni saranno con squadre alla portata. Mercoledì c’è l’esordio in Coppa di Lega contro il WBA, e anche lì sarà vietato sbagliare.
Avanti così.




Si, avanti così. Queste sono partite che la squadra non deve lasciarsi sfuggire, e così è successo. Bravi ragazzi. C’mon Gunners !
Si vede proprio che la squadra di Arsène ha vinto l’ultima di campionato in ordine di tempo. Dalle 18,00 di sabato non vi è traccia di commenti emotivi di tipo negativo. In Arsene we trust!!!
Mi sembra evidente che diaby sulla mediana è decisamente più utile, e il merluzzaro in panchina ha trovato la sua dimensione. Almunia poi è stato il più utile.
Speriamo nel pronto rientro dei titolari per fare risultato anche con le grandi e non solo con le squadre da B-side.
a me diaby non è piaciuto per niente….troppo discontinuo simo…mi è piaciuto eboue…teneva troppo a giocare bene contro il wigan per dimenticare i fischi della passata stagione
La partita di Diaby non sarà stata strepitosa, ma anche io penso che in mezzo al campo sia molto più utile che sulla fascia sinistra. Ebouè ha giocato molto bene, peccato per quella sciocchezza del fallo di mano…
massimo non fraintendere, nemmeno a me è piaciuto, ma meglio lì dove può far sentire i suoi chili, che non come esterno d’attacco a fare non si sa bene cosa…
a mio avviso il ragazzo ha dei numeri, ha piedi e fisico, ma non ha la testa e la personalità per giocare a certi livelli, per cui credo che presto cadrà nel dimenticatoio e finirà tipo al wba.
se penso che avevamo diarra…
che sia più utile quando gioca centrale nessuno lo mette in dubbio ragazzi..concordo pienamente con voi…diciamo la verità, nell’arsenal bene o male sono maturati tutti..song è diventato un giocatore indispensabile, gallas è rinato con vermaelen al suo fianco, denilson, seppure non brilli mai, fa il suo sporco lavoro, eduardo, dopo quell’infortunio, sta dimostrando di essere un ottimo giocatore, lo stesso Ramsey sta crescendo..senza citare i vari Fabregas, Clichy, Sagna, Walcott..
Quelli che secondo me non hanno fatto il salto di qualità sono Il merluzzaro, come definito da simo
, e diaby…. non ho messo in lista almunia perchè quello è proprio impedito di suo!!
Uno come Song ci mancherà molto a Gennaio purtroppo…
Io credo che per Bendtner non si tratti di maturo o non maturo..lui è proprio scarso e basta.Mentre Diaby..boh..nn mi fa ne caldo ne freddo.Passa da buone giocate a momenti in cui sembra un bradipo in campo, di una lentezza inaudita.
Secondo me, Bendtner non ha disputato un brutto inizio di stagione ed anche Diaby come riserva se potrebbe tenere.