Non scopriamo certo oggi che il calcio è un gioco fatto anche di episodi. Di certo, cari amici Gooners e non, bisogna ammettere che una partita così intrisa della componente episodica come quella di ieri, non è da tutti i giorni. In relazione a questo, ci tengo a fare un mio intimo e personalissimo appunto nei confronti del signor Marianella. Uno tra i migliori uomini di sport che oggi offre il panorama giornalistico, e con cui sono spesso stato d’accordo. Chiedo scusa, ma pensare che lo United abbia meritato di vincere questa partita con due episodi di quel tipo, è fuori da ogni mio più fervido lavoro di immaginazione.
Ad ogni modo, al di là di questo e di ogni possibile recriminazione, il famoso banco di prova che attendevo con ansia è arrivato. E i risultati che ne sono scaturiti non sono stati poi così inaspettati, per quanto fortemente frustranti. L’incipit della stagione era stato fin qui perfetto. Due vittorie su due in campionato, due vittorie su due nei preliminari di Champions League, 15 goal segnati e soltanto 3 subiti. Fino al primo vero e tostissimo esame di campionato. Il Manchester United all’Old Trafford.
Wengèr è costretto a preparare questa sfida senza Fabregàs (che si aggiunge alla lista dei vari indisponibili, come Nasri, Rosicky e Walcott), ma, come dichiarerà poi in conferenza stampa pre-gara, riuscirà a sopperire a questa assenza grazie alla presenza fisica e atletica dei suoi giovani mediani (Song, Denilson e Diaby). Il resto della formazione è composto da Almunia in porta, Sagna, Gallas, Vermaelen e Clichy in difesa, con il tridente offensivo formato da Ebouè a destra, Arshavin a sinistra e Van Persie prima punta.
Dal canto suo, Sir Alex Ferguson deve, come è risaputo, fare a meno di Rio Ferdinand, ma riesce comunque ad arrangiare la difesa con Wes Brown al fianco di Vidic in mezzo, e con O’Shea ed Evra terzini di fascia, posizionati a protezione del portiere Foster; Non vi sono altre defezioni particolari, per cui il centrocampo viene schierato con Fletcher e Carrick coppia centrale, Valencia a destra, Nani a sinistra e Giggs appena dietro all’unica punta Rooney.
Si pensi che in panchina il buon Fergie avrebbe gente come Scholes, Anderson, Berbatov, Owen e Park Ji-Sung. Dicevamo all’inizio di quanto gli episodi possano avere rilevanza in uno sport come il calcio. Se poi ad arbitrare è uno come Mike Dean (voto 4), allora la loro percentuale di incidenza può aumentare notevolmente. Sono ormai le 18,15 (ora italiana), le squadre fanno il loro ingresso in campo tra gli squilli di trombe e il fragore dei tifosi sugli spalti del Theatre of Dreams. Inizia così l’ennesima sfida della battaglia infinita, tra il manager alsaziano e lo scozzese di ferro.
La loro rivalità è in perfetto equilibrio. Nove vittorie a testa, otto pareggi. Il Manchester United è avversario di ben altro calibro rispetto a quelli affrontati sin ora. Lo si vede e, soprattutto, lo si percepisce fin dalle prime battute di gioco. La sceltà di schierare Ebouè dal primo minuto dev’esser stata dettata dal fatto che, rispetto a Bendtner, l’ivoriano possiede doti atletiche più brillanti per poter contrastare la spinta sulle fasce dei vari Nani ed Evra.
Segno, questo, di assoluto rispetto nei confronti dell’avversario. L’Arsenal non riesce a trovare il suo consueto ritmo. Difficile anche solamente mettere la palla a terra e ragionare, visto l’impressionante pressing esercitato da Carrick e Fletcher. In particolare, lo scozzese riesce davvero a coprire tutto il campo, con una grinta inesauribile, ma senza rinunciare a metodi poco ortodossi che il buon Dean continuerà a ignorare per tutta la gara. I padroni di casa intendono progressivamente fare la partita e dominare il gioco. Per farlo, è necessario iniziare conquistando la metà-campo. Vista la mancanza di Fabregàs, il compito non è sicuramente dei più proibitivi. Valencia si dedica maggiormente a compiti di contenimento, mentre Nani è sempre pronto a spingere sulla sinistra e a far danni con la sua rapidità. Verso il quarto d’ora è proprio il portoghese a mettersi in luce, approfittando di una sbavatura di Gallas e trovando spazio per andare in porta dal fianco sinistro.
Ci pensa un provvidenziale super intervento di Sagna a chiudere tutto e a limitare il numero 17 dei Red Devils. Al 22′ lo United si riaffaccia ancora pericolosamente dalle parti della nostra area di rigore, con una bellissima iniziativa di Evra. Il terzino francese va via in dribbling e trova il fondo in accelerazione, per poi effettuare il traversone teso sul primo palo, nella zona presidiata di Rooney. Per fortuna Vermaelen non si fa sorprendere, e con gran tempismo anticipa il fenomeno inglese in maniera netta e pulita. Sul rovesciamento di fronte della stessa azione, l’Arsenal trova la prima occasione per colpire in contropiede. Van Persie compie un perfetto movimento senza palla, per poi posizionare la sfera sul suo piede preferito. L’olandese è però troppo lento nella fase di preparazione, e si fa recuperare da Evra, che devìa la conclusione in calcio d’angolo.
Dalla bandierina è lo stesso Van Persie a battere. Foster non riesce a trattenere in uscita, e la sfera cade al limite dell’area, nella zona di Arshavin. Lo Zar dà ascolto al suo istinto e colpisce la palla di interno destro controbalzo: a lato per una decina di centimetri, non di più. Il Manchester continuava a far possesso palla e a pressare. Alla mezz’ora Gallas è costretto a stendere Evra, dopo esser stato saltato di netto. Il calcio di punizione dai 20 metri viene battuto molto bene da Rooney, ma il centravanti di Capello non trova la porta dopo aver aggirato la barriera.
Qualche minuto più tardi, sono i Gunners a reagire, cercando di spezzare il dominio United: l’azione si sviluppa centralmente, e si conclude con il passaggio filtrante per Arshavin, a pochi metri dalla porta di Foster. Fletcher non ci pensa due volte ad entrare, a gambe unite, sul russo che viene così falciato di netto. Mike Dean, in quanto a inettitudine, è in giornata di grazia e invita il nostro numero 23 a rialzarsi. Clamoroso, per non dire di peggio. Ma poco dopo, al 40′, lo Zar ha modo di compiere la sua personale vendetta: raccoglie la sfera al limite dell’area e, dopo aver preso la mira, scaglia un poderoso bolide di collo destro, che piega le mani al non impeccabile Foster. Arsenal in vantaggio.
Il Manchester United è stordito. I padroni di casa avevano fatto la partita, controllato il possesso palla e dominato a centrocampo, ma di fatto l’Arsenal aveva avuto le occasioni migliori, i lampi più pericolosi, un rigore sacrosanto negato e, dopo tutto questo, un goal di vantaggio. E che goal. Si trattava di una sferzata di energia per i nostri, che nella prima frazione avevano dimostrato un atteggiamento molle, poco reattivo rispetto al gioco del Manchester.
E’ pur vero che i Red Devils non si sono quasi mai fatti vedere dalle parti di Almunia, ma questo non è sicuramente un alibi per una squadra che intende conquistare dei trofei. Nella ripresa, l’Arsenal riesce a partire da quanto di buono aveva fatto nel primo tempo: la prodezza di Arshavin. E’ lo stesso fantasista ex Zenit a rubare la scena, nei primi minuti. Ottimo controllo e progressione sulla sinistra che lascia Vidic sul posto; il traversone basso al centro è di precisione chirurgica, per Van Persie; l’olandese anticipa Brown e riesce a deviare la palla al volo, trovando però lo straordinario riflesso di Foster. Una parata sensazionale che equivale ad un goal fatto. Nemmeno un minuto più tardi, e il velenoso cross di Clichy, sganciatosi a sinistra, finisce per essere ciccato dal liberissimo Ebouè: l’ivoriano, smarcato sul secondo palo, ha provato a controllare la palla anzichè cercare la volee, ma senza successo. Meglio, nettamente meglio l’Arsenal del Manchester nella ripresa. Song è più solido nel contrasto, Diaby molto più presente e consistente anche in fase di impostazione.
Ferguson si accorge che qualcosa non va, e fa arretrare il baricentro di Rooney, fin lì annichilito dalla doppia marcatura a uomo di Gallas e Vermaelen. Una mossa che si rivelerà vincente. Al 59′ infatti Rooney partecipa alla manovra offensiva dei padroni di casa, e si fa lanciare nel pertugio centrale, approfittando dell’unico errore di posizionamento della difesa dell’Arsenal. Almunia gli si precipita incontro in uscita bassa, senza però saper scegliere il tempo.
Rooney, c’è da dirlo, aveva toccato la palla rendendola irraggiungibile persino per la sua velocità (a dir il vero, anche per un Kawasaki Ninja), ma riesce ad approfittare dell’uscita di Almunia e viene steso. Per Dean stavolta non ci sono dubbi, ed è calcio di rigore. Manco a dirlo, Rooney va a calciarlo e a trasformarlo. Palla da una parte, portiere dall’altra. Il pareggio ovviamente alimenta la foga dei Red Devils. Due minuti più tardi però, l’Arsenal va vicino al sorpasso. Calcio di punizione sulla trequarti destra. Van Persie esegue magistralmente, ma coglie in pieno la traversa, a Foster praticamente battuto. Nulla da fare per Van Persie, il goal per lui è ancora un tabù da sfatare in questa stagione. Ferguson sfrutta il momento, mandando dentro Park per Valencia.
Come se non bastasse, al 64′ (ossia tre minuti dopo), i Gunners subiscono una beffa che ha del pazzesco. Calcio di punizione defilato per lo United. Giggs cerca la deviazione dei suoi saltatori, ma nessuno di questi accenna minimamente lo stacco. In una atmosfera surreale, quasi a gioco fermo, Diaby spicca un balzo felino e inchioda Almunia con un perfetto colpo di testa. Nemmeno anni di studi antropologici potranno mai chiarire ciò che è passato in mente a Diaby in quella frazione di secondo. Il Manchester si trova in vantaggio senza manco sapere come. Incoraggiato e consolato dai suoi compagni, Diaby mette tutto il suo impegno per riscattarsi. Per poco non ci riesce quando, dopo aver saltato tre difensori, si mette in condizione di battere Foster, ma il suo sinistro è largo. Wengèr non ci sta, e al 71′ manda dentro Bendtner per Ebouè.
Dieci minuti più tardi è la volta prima di Eduardo per Denilson, e poi di Ramsey per un esausto Arshavin. Succede praticamente di tutto in termini di occasioni. Vermaelen non riesce a impattare il corner di Ramsey, mandando alto sopra la traversa. Eduardo riesce a sfondare in velocità e dribbling stretto tra le maglie difensive degli uomini di Ferguson, ma non ha modo di piazzare la stoccata vincente. A 5 minuti dal termine, c’è spazio anche per Berbatov subentrato al posto di Giggs. Con l’Arsenal lanciato alla disperata ricerca del pareggio, lo United può rifarsi in contropiede, creando due occasioni nette. Entrambe vengono però malamente sprecate dallo stesso Berbatov, lento nel controllo e impreciso nella conclusione che si perde altissima, e da Nani che si fa murare due volte da Almunia. Durante i 5 minuti di injury time concessi da Dean, Van Persie sfrutta la spizzata non pulitissima della difesa di casa, su un lancio lungo dalla trequarti, e sottomisura infila Foster.
Ma lo abbiamo già detto, per Van Persie non è possibile andare in goal al momento. Il guardialinee segnala la posizione di offside sul lancio di Gallas, che però non partecipa all’azione. Un fuorigioco passivo che spesso, soprattutto a nostro sfavore, non viene mai registrato. C’è il tempo per il siparietto di Wengèr, espulso dallo stesso Dean, ma il risultato resta quello. L’Arsenal trova la sua prima sconfitta in campionato, durante il primo vero banco di prova della stagione. Sicuramente, al contrario dell’opinione di Marianella, l’Arsenal meritava molto di più, ma il calcio è anche questo. Sono e sarò sempre dell’idea che gli episodi, per quanto esistano, possono essere superati e contrastati se una squadra è veramente forte. Anzi, ne si può addirittura trarre vantaggio. La nostra rosa è eccellente per situazioni quali Everton, Celtic e Portsmouth. Bisognerà cercare di aggiustare qualcosina in vista di avversari molto più importanti, come appunto il Manchester United. Del resto, era ciò che pensavo anche prima. Sono contento di non aver dato troppo peso alle prime due roboanti vittorie in campionato.
Ma sono anche contento della linea di pensiero su cui Wengèr sta lavorando. Credo che sia la direzione giusta per poter arrivare al successo e ai trofei che ci meritiamo. Se poi vorrà rinforzare la rosa con un innesto di spessore prima della fine del mercato, meglio ancora. La stagione è ancora lunga. E i conti, come sempre, li faremo alla fine. Nel frattempo sempre e solo FORZA GUNNERS!




non ho mai commentato una delle prime 4 partite dell’arsenal in questa stagione. perchè aspettavo la partita all’old trafford…ed eccomi qui… l’arsenal ha giocato un buon match, non perfetto ma sicuramente meglio del manchester united. Sono d’accordissimo con wenger ‘We were the better team and lost the game’.
Lo united ha avuto il pallino del gioco a centrocampo per quasi tutto il primo tempo, ma non ha mai tirato in porta perchè siamo riusciti a chiudere ogni singolo spazio. Del resto se non giochi così all’old trafford ne prendi 4, anche senza ronaldo.
Se Foster non avesse fatto il miracolo sul tiro di van persie o se la punizione dell’olandese fosse stata 2 cm più bassa forse staremo a commentare un altro match.
No comment su marianella, davvero deludente. Lo è stato in quel quarto di finale perso ad Anfield lo è stato ieri. Dopo la partita, come spesso accade, ho mandato un messaggio ad Angelo: “E’ arrivato babbo natale”.
ABBIAMO SEGNATO 3 GOAL, peccato che due erano nella porta sbagliata…andiamo avanti sono fiducioso…sempre forza gunners
Eh si, caro Massimo, per lo United è arrivato Babbo Natale… Sono convinto che ci riprenderemo presto! Up the Arse!
In campo per lunghi tratti della partita c’è stata una sola squadra, quella di Arsene. Lo abbiamo già rilevato. Ma credo che il Manchester United, magari non ha meritato, ma diciamo almeno che non ha rubato nulla vincendo la partita. Da quel che so Massimo Marianella è un grande simpatizzante, o tifoso non so, dei Gunners, ma bisogna uscire dalla logica del tifoso ed entrare in quella per la quale il signor Marianella è pagato: non per fare il tifoso ma il professionista. E Massimo Marianella è un grande professionista. In Arsene we trust!!!
Se mi è consentito vorrei, infine, complimentarmi con The method. Per quel che vale la mia opinione, i suoi pezzi sulle gare dell’Arsenal sono semplicemente perfetti.
bella partita dell’arsenal ieri… ma la fortuna del manchester e davvero troppa… comunque io ho visto un buon arsenal ieri all’old.. spero che con il city i gunners vinceranno… C’MON GUNNERS…!!
P.S una curiosita mia ma walcott che fine a fatto?
walcott è infortunato…ma non ne avrà ancora per molto
personalmente non sono molto in contrasto con marianella, che pur tifando arsenal mantiene una grande obiettività. mi spiego: i gol sono stati regalati e se l’arsenal avesse pareggiato o vinto non avrebbe rubato niente, ma allo stesso tempo lo united non ha demeritato la vittoria.
come ho già scrito ieri (scusate i toni, ero un po’ alticcio dopo un matrimonio) almunia si rivela la vera sciagura di questa squadra, e come già visto dopo la partenza di henry manca l’uomo che la butta dentro anche qnd le cose non vanno troppo bene.
con questo non vuol dire che ci aspetta una stagione di basso livello, abbiamo tenuto testa ai campioni (che si sono violentemente indeboliti) in casa loro senza i nostri giocatori più forti (il 4 e il 14).
credo che il chelsea sia inarrivabile per ora, ma con le altre ce la giochiamo alla grande
Un grande ringraziamento a Michele per il suo apprezzamento. Troppo gentile.
D’accordo con Simo: manca l’uomo che la mette dentro in qualsiasi occasione.
Robin bisogna che la butta dentro; dovrebbe essere un giocatore da 15-20 goal a stagione. Per ora è a secco, complice anche tanta sfortuna…
Su Bendtner ovviamente non si può fare molto affidamento.
Eduardo invece quest’anno deve far vedere quanto vale veramente.
In ongi caso all’Old Trafford la partita è stata decisa da 2 cappelle, perchè non ho visto un gran Manchester.
C’mon Arsenal!
E’ vero, siamo stati sfortunati, anche se bisogna considerare che da quando è iniziata la stagione la fortuna, fino a sabato, non ci era certo mancata…
Comunque sono d’accordo anch’io con Simo, manca un giocatore che la butti dentro con una cera regolarità.
Weekend drammatico per me: abbiamo perso all’Old Trafford e gli Oasis si sono sciolti…mi sembra un incubo, spero di uscirne.
Secondo me non bisogna drammatizzare su questa sconfitta..tutti gli episodi ci sono stati contro.Il titolo cmq si vince soprattutto con le piccole..lo united l’anno scorso ha fatto solo 5 pt su 18 disponibili con le grandi.Speriamo dopo la sosta di recuperare Walcoot e Rosicky e di mantenere una certa continuità di risultati..io sono fiducioso.
L’Arsenal ha meritato e basta! Siamo stati sfortunati…Marianella non è capace di fare il telecronista e voi gli date anche ragione? ha rotto le palle tutta partita dicendo che il Manchester meritava la vittoria…ma che partita ha visto???
COMUNQUE MARIANELLA X ME RIMANE UN GRANDE !!!!!
MA DICIAMOLA TUTTA…CE L’HA TIRATA X TUTTI I 95 MINUTI !!!!! dicendo frasi del tipo:
L’ARSENAL QUEST’ANNO NON HA MAI PERSO !!!
L’ARSENAL FUORI CASA NON PERDE DA TANTISSIMO TEMPO !!!
COMUNQUE HA FATTO POPO IL GUFO!!!!
E RIPETENDO KE IL MANCHESTER HA DOMINATO, SECONDO ME STAVA VEDENDO UN’ALTRA PARTITA!!!!
CMQ GRANDE MASSIMO MARIANELLA, YOU ARE THE NUMBER ONE!!!!
In Inghilterra si vocifera con insistenza che Alisher Usmanov (25.1%) sia ormai pronto ad acquistare le azioni di Lady Nina Bracewell Smith (15.9%)… Le normative mondiali in materia di Società per Azioni prevedono un’offerta automatica di acquisto, una volta raggiunta la quota del 30%… Volevo darvi questo piccolo aggiornamento… Ne sapremo di più in questi giorni…
Innanzitutto, grazie per averci messo al corrente di questa “voce”. Se anche dovesse succedere spero che l’attuale modello di gestione della società non venga modificato o peggio ancora abbandonato. Se oggi l’Arsenal è “sulla bocca di tutti”, pur vincendo nulla da quattro anni, vorrà dire pure qualcosa. Il lavoro, l’etica e la serietà del Professore vanno salvaguardati prima di qualunque altra cosa. E non ci sarà vittoria che potrà dare gioia se sarà messa in discussione l’attuale linea societaria.