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Champions League

27 agosto 2009
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Arsenal – Celtic 3-1

A dispetto di un comodo 2 a 0 esterno nella gara di andata dei preliminari, l’Arsenal stravince e convince davanti ai 60.000 dell’Emirates Stadium, festeggiando così il proprio dodicesimo accesso alla fase a gironi consecutivo, in altrettanti anni. Tra i segni distintivi della gestione Wengèr, questo dato è sicuramente uno tra i più significativi, e non solo dal punto statistico. Verrebbe poi da dire che, nonostante le dodici partecipazioni, l’obbiettivo non è ancora stato centrato. L’alsaziano ci è andato vicino, molto vicino, in un paio di occasioni. In entrambe le occasioni, siamo stati sopraffatti da avversari più forti, esperti e fortunati di noi. Con il tempo, l’esperienza si consolida all’interno del gruppo e in virtù del paziente lavoro fatto dal buon Arsenio in questi anni.

Nel senso che l’esperienza, nel corso degli anni, la si può tranquillamente acquisire. Forza e fortuna poi, ne sono dirette conseguenze. Pare, fino a prova contraria, che almeno la partenza di quest’anno agonistico ne stia mostrando, non dico i frutti, ma i primi germogli si. Il Celtic è stato un buon test. Tra gli avversari sicuramente più tosti che potevamo incrociare in questo turno, c’erano sicuramente loro. Ma la doppia sfida non ha lasciato dubbi su quale fosse la squadra più forte e meritevole di approdare alla fase a gironi della Uefa Champions League. Qualche dubbio, invece, me lo ha lasciato l’atteggiamento di Mowbray e dei suoi uomini in campo: due goal da recuperare e nessun tiro nello specchio della porta al termine dei primi 45 minuti di gioco.

A quel punto, chiedo scusa, ma mi riesce un pò complicato capire dove comincia la netta superiorità dei Gunners, e dove finisce la pochezza offensiva dei Bhoys. L’ex-manager del WBA aveva parlato di una “ripresa”, di una possibile rimonta in stile Dinamo Mosca. Leggendo la formazione degli ospiti veniva da pensare ad un atteggiamento molto più sfacciato di quanto non lo fosse all’andata: Hinkel, Caldwell, Loovens e Fox si schierano davanti al portiere Boruc; Donati in impostazione e Brown a interdire compongono la cerniera di centrocampo, sulle cui fasce laterali agiscono McGeady e Maloney; tornano le due punte classiche, nell’occasione interpretate da Fortunè e da Scott McDonald.

Wengèr risponde con uno schieramento caratterizzato da un leggero turn-over, in parte inevitabile, ma senza rinunciare al suo “brand new” 4-3-3: Davanti ad Almunia, da destra a sinistra si posizionano Sagna, Gallas, Vermaelen e Clichy; Song è il perno difensivo del centrocampo, con Denilson e Diaby in fase di supporto al tridente, interpretato da Ebouè a destra, Bendtner a sinistra ed Eduardo al centro. La prestazione di Mejuto Gonzalez è inesorabilmente macchiata da un’errore che avrà un certo peso specifico durante il corso della gara. Di certo, l’esito della sfida era già condizionato dal risultato della prima gara di andata, ma il voto non può che esserne influenzato (5). Prime fasi di gioco leggermente confuse, ma la presenza a centrocampo di Song, Denilson e Diaby diventa sempre più netta e percepibile. Il Celtic tiene il ritmo compassato, nonostante l’esigenza urgente di sbloccare il risultato, sicchè i padroni di casa possono far circolare palla nella loro sempre spettacolare maniera.

Il 4-3-3 di Wengèr (di cui tendo sempre a scindere il lato tecnico da quello gestionale) è un capolavoro di maestria tattica: non ci sono punti di riferimento, non ci sono posizioni statiche, il portatore di palla detta il passaggio e diventa a sua volta il destinatario del passaggio successivo. Anche se a sprazzi, l’Arsenal (non si offendano gli altri) offre il calcio più bello esteticamente al mondo. Gli Hoops non si svegliano, e a quel punto la manovra diventa proprietà degli uomini di Arsenio. Il lancio di Clichy pesca il movimento di Ebouè, verso l’8′ di gioco. L’ivoriano si libra in paurosa progressione sulla destra, incenerendo Caldwell, e trovando il fondo per poi crossare al centro. Bendtner si fa trovare pronto e raccoglie il cross con un bell’esterno destro al volo, che però Boruc riesce a respingere.

Il portierone polacco non libera alla perfezione, e la sfera rimane in bilico sullo specchio della porta; Eduardo, come un rapace, si avventa con la pianta del piede sulla palla, ma non riesce ad insaccare a porta praticamente sguarnita. Al 14′, è la volta di Denilson, molto abile a sganciarsi nell’inserimento centrale, e connettere un esaltante “uno-due” con Ebouè, finendo poi per concludere e trovare soltanto l’esterno della rete. A metà primo tempo, si evidenzia un ottimo spunto di Diaby, sempre in azione personale; il francese converge verso il centro in bello stile, per poi imbeccare con un rasoterra precisissimo il ben piazzato Ebouè. Il numero 27 in maglia biancorossa cambia completamente posizione, passando nell’occasione da ala destra a centravanti, e dopo aver controllato la sfera in palleggio, calcia in seconda battuta con il destro dal limite, senza trovare il bersaglio. Il Celtic è quasi impalpabile, c’è solo un’occasione in cui Gallas deve metterci la pezza con un imperioso intervento in tuffo, a seguito di un velenoso cross dalla destra, ma fondamentalmente nulla di più. E’ l’Arsenal a dominare e a fare la partita. Sarebbe solo stata una questione di tempo, prima che arrivasse il vantaggio.

Ma, come nella prima gara di andata, è ancora la fortuna a metterci lo zampino. Denilson alimenta l’azione personale di Eduardo, che riesce a trovare il pertugio centrale, in area di rigore con la sua rapidità. Boruc si precipita in uscita bassa, coprendogli praticamente tutta la porta, e il Croaziliano, non riuscendo ad evitarlo, cade sul suo stesso slancio. Mejuto Gonzalez assegna il calcio di rigore in favore dei padroni di casa. Le immagini del replay dimostrano che Boruc non ha avuto nessun contatto con Eduardo. Guardando più volte le immagini, la mia personalissima impressione è e rimane la stessa: il rigore è inesistente. Il nostro numero 9 se la cava alla grande, prima evitando l’ammonizione per simulazione, e poi insaccando dal dischetto in maniera impeccabile. Il discorso qualificazione per Mowbray si chiude definitivamente (laddove fosse mai iniziato). La reazione dei Bhoys si realizza al 40′, seppur con un goal annullato, stavolta giustamente, per netto fuorigioco di Scott McDonald.

Sul finale viene ancora evidenziata la poderosa verve offensiva dei giovani Gunners: al 45′ scaduto, Eduardo raccoglie un pallone dalla destra, servitogli da Ebouè, che ancora una volta era riuscito a prodursi in accelerazione sulla corsia, lasciando sul posto un imbarazzante Caldwell. Il Croaziliano raccoglie la palla, leggermente arretrata, ma ha il tempo di mettersi la palla sul sinistro e di andare alla conclusione a giro con il suo piede preferito. E’ soltanto lo strepitoso intervento volante di Boruc che nega la doppietta al numero 9 dei Gunners Sul seguente calcio d’angolo, Bendtner non impatta la sfera per questione di centimetri. Nella ripresa il Celtic continuerà a faticare nel contenere gli straripanti sprazzi di Arsenal Style. Mowbray capisce che Caldwell non è in serata, e lo fa rilevare da O’Dea. Ai fini degli equilibri di gioco, tale cambio non sarà influente. Dopo 8 minuti circa dall’inizio del secondo tempo, il meraviglioso gioco dell’Arsenal va in overflow, e al 53′ i padroni di casa raddoppiano, stavolta in maniera strameritata.

Bendtner viene lanciato in profondità sul fianco sinistro e, con la coda dell’occhio, serve con un magistrale colpo di tacco al volo l’accorrente Diaby, inseritosi nella corsia centrale. Il francese controlla a seguire per poi accentrarsi in area di rigore, e con estrema lucidità tocca centralmente per Ebouè, ancora una volta abile nel cambiare dinamicamente posizione. Servito più o meno all’altezza del dischetto, Ebouè riesce a saltare il suo marcatore diretto e a farsi spazio per poi punire Boruc con un forte destro di collo pieno. Mowbray inizia a pensare seriamente alla prossima Europa League, mentre gli uomini di Wengèr non intendono mollare la presa, come a voler ribadire il loro legittimo passaggio alla prossima fase. Verso l’ora di gioco, Diaby viene sostituito da Ramsey.

Allo stesso minuto, Flood entra al posto di uno spento Maloney. Dieci minuti dopo, è la volta di Wilshere ed Arshavin, subentrati ad Eduardo ed Ebouè. Occorrono 3 minutini allo Zar per registrare anche la sua presenza sul tabellino dei marcatori. Denilson ruba perfettamente palla a centrocampo, innescando il movimento di Arshavin, che scambia subito di prima intenzione con Aaron Ramsey. Il giovane gallese si inserisce in area dal vertice sinistro e, fintando di calciare, serve sulla sua destra l’accorrente Arshavin. Lo Zar si inventa un numero di alta scuola, eludendo la pressione dei centrali del Celtic, con una specie di “veronica” senza palla, spalle alla porta, per poi girarsi verso Boruc e trafiggerlo con un destro rasoterra strettissimo, all’angolino. The icing on the cake, come dicono gli anglosassoni.

A quel punto, la gara non ha davvero nulla da offrire, se non qualche bella giocata personale di Wilshere e dello stesso Arshavin. Ramsey, dopo un paio di contrasti, sarà costretto ad uscire, lasciando in compagni in inferiorità numerica. Ne approfittano i Bhoys che a 90′ inoltrato, trovano un supergoal della bandiera: il lungo cross dalla trequarti destra viene convertito in rete, da una spettacolare volee di Donati, piazzato praticamente sul lato opposto del campo. E’ l’atto conclusivo di questi preliminari di Uefa Champions League.

Oggi alle 18,00 ore italiane, ci saranno i sorteggi che stabiliranno il nostro cammino nella fase a gironi. Ma è già finito il tempo di pensare ad accoppiamenti e coefficienti Uefa. Sabato, finalmente, ci sarà il banco di prova che tutti aspettiamo. Il Manchester United di Ferguson sarà il primo vero esame importante di questa stagione. Per quanto si tratti della terza partita di campionato, parliamo comunque della “sfida” per eccellenza, e se non sarà esattamente decisiva, potrà darci qualche indicazione in più sul futuro prossimo del nostro amato Club. Fino ad allora…

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9 Comments


  1. CaptainCesc

    bhè ancora una bella prova della nostra squadra..sabato ci aspetta una sfida importante..sono fiducioso


  2. Simo

    cacchio, sabato sono ad un matrimonio… mysky puntato e orecchie tappate fino a qnd torno a casa


  3. The Method

    Eh, ti capisco… io ieri ero a cena dai suoceri! Ho guardato la partita registrata con mySky alle 2.00 del mattino! E stamattina sono riuscito a sfornare l’articolo! Incrociamo le dita!


  4. KiKi

    Domandina che sorge spontanea…se battiamo lo United sarà solo per la pochezza messa in campo dallo United oppure stavolta anche l’Arsenal avrà fatto qualcosa di buono?
    Ai posteri l’ardua sentenza! xD


  5. The Method

    Qualora non fosse chiaro (e a sto punto mi sa che non lo è per tutti), le considerazioni fatte negli articoli che pubblico sono assolutamente personali, e non intendono voler corrispondere alla realtà oggettiva dei fatti. Replico, pertanto, in maniera altrettanto marzulliana: Si (ri)ponga la domanda, e si dia una sua personale risposta. ^_^


  6. Simo

    qualora per qualcuno non fosse ancora chiaro spiego un paio di cose, un po’ alla rinfusa perchè sono di fretta:
    le mie opinioni coincidono quasi sempre con quelle di angelo, ed è una coincidenza, cmq sono convinto che sabato sarà il primo banco di prova. continuo a non approvare alcune scelte della società, e continuerò a farlo, detto ciò pensate che per supponenza sia triste se ne buttiamo dentro 10 a partita?
    su vermaellen mi sono ricreduto, l’ho ampiamente sottovalutato, su bendtner continuo sulla mia linea di pensiero (è ‘na pippa) su diaby e denilson sono cautamente ottimista.
    non sono quel tipo di tifoso che a seconda di come va una squadra è più o meno coinvolto. ho le mie idee e le esprimo come penso sia mio diritto farlo, e non mi metto a fare la posta ogni volta che qualcuno sbaglia giudizi o pronostici (se proprio volessi son 3 anni che non ne sbaglio uno), non ho la presunzione di pensare che il mio sia “il giudizio” anche perchè in quel caso farei l’allenatore in serie A e non il consulente legale.
    vi ricordo che alcuni di voi si stracciavano le vesti al pensiero di perdere adebajor (io ho organizzato una cena per festeggiare stappando un chianti da 45 euro), ora dopo quattro partite con gol a profusione nessuno ne parla più…


  7. KiKi

    Penso solo che a volte si abbia la tentazione di fasciarsi la testa ancor prima di essersela rotta, bisogna avere pazienza e fiducia, l’ho detto sempre, è ovvio brucia non vincere però se non va bene si cambia squadra…certo che così la coerenza andrebbe a farsi benedire (ehm tendo a precisare, non parlo di qualcuno in particolare, questa è una considerazione assolutamente g-e-n-e-r-a-l-e, specifico prima che si scateni un putiferio per 4 parole)

    “non sono quel tipo di tifoso che a seconda di come va una squadra è più o meno coinvolto”
    Non lo sono nemmeno io, tiferei per l’Arsenal sia se giocasse Messi sia se giocasse un povero tizio qualunque! Ho visto le partite per tutti i 90 minuti di fila sia per nelle brillanti vittorie 7-0 sia nelle più deludenti sconfitte contro una neo-promossa! Ma non stiamo qui a vantarci dei nostri meriti…
    E cmq Simo non avevo l’intenzione di proporre il MIO pensiero come “IL pensiero”…ho solo voluto esprimere una cosa che mi frullava per la testa da un po’ ovvero che spesso ho letto di alcune considerazioni che mi sembravano leggermente catastrofiste (come ho letto anche di considerazioni che invece ci danno come favoriti per la vittoria del mondiale per club ancor prima di aver vinto la champions!).
    Penso che l’unica cosa che possiamo fare è quella di vedere come andrà, nessuno prevede il futuro. E ovviamente, cosa più importante di tutte, continuare a tifare per l’Arsenal, nonostante tutto.


  8. Simo

    ho capito quello che volevi dire kiki, evidentemente non si era capito quello che ho scritto in più di un occasione… cmq no problem, è sempre bello scambiarsi le opinioni e confrontarsi


  9. KiKi

    “è sempre bello scambiarsi le opinioni e confrontarsi”
    Esatto! ^^



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