Prima esibizione casalinga per la giovane orchestra di Arsene Wengèr. Stessa e identica esplosiva verve, già vista e ammirata durante la prima uscita esterna, in quel di Goodison Park. A differenza dell’anno scorso, l’Arsenal gioca ancora meglio, riuscendo a non sprecare più di tanto tutto ciò che viene prodotto in fase di costruzione di gioco. L’anno di esperienza in più che quest’anno i giovani Gunners hanno acquisito, sta iniziando a venir fuori con progressivo incedere. Considerando il fattore “indebolimento” delle principali contendenti al titolo, può rivelarsi una acquisizione preziosa in chiave campionato. Si tratta ovviamente di un’osservazione prematura, ma le prime sensazioni lasciano pensare al meglio e fanno sicuramente riflettere, almeno in parte, su quanto detto questa estate tra giornali, siti sportivi e opinione pubblica.
Piace, e non poco, l’idea che questo sia un modo di dare una risposta, uno schiaffo morale alle pesanti critiche e agli ultranegativi pronostici, fatti in balìa della frustrazione e della siccità di vittorie che da quasi 5 anni imperversa dalle nostre parti. Una risposta di tutta la squadra, e di Wengèr in primis. Ci saranno banchi di prova ben più probatori di quelli di oggi, e un’intera stagione di tempo per avallare le teorie utopiche del professore Alsaziano, ma per ora va più che bene così. Ovviamente, laddove vi fosse bisogno della precisazione, parlo per quei tifosi che, come me, nutrono la speranza di vincere trofei e di riprovare le sensazioni di benessere vissute durante il periodo degli “Invincibles”. Per quelli che non sono di questo avviso, chiedo la cortesia di non considerare nè la mia opinione, nè i miei articoli.
Fatta questa piccola premessa, veniamo al resoconto dei fatti. Saltata la seconda giornata (per ovvi impegni di Champions League non procrastinabili), affrontiamo in casa il malcapitato Portsmouth di Paul Hart. Una squadra che vive una profonda crisi finanziaria e che non riesce a trovare l’acquirente giusto, per poter salvare le proprie sorti societarie. Rispetto alla scorsa campagna, si tratta di una formazione che non gode di altrettanta salute, anche in termini tecnici e atletici. I Pompeys, nell’immaginario collettivo recente, hanno sempre rappresentato un osso duro, una formazione forte dal punto di vista muscolare, da lavorare per bene ai fianchi, prima di mandarla al K.O. tecnico. Inevitabile che anche una forza minore come la squadra di Fratton Park risenta dell’influenza della crisi economica.
Paul Hart non rinuncia al 4-4-2, nonostante il coefficiente di difficoltà dell’incontro. La presenza di James in porta è indiscutibile, ed è protetto dalla linea a quattro composta da Marc Wilson, Distin, Kaboul e Belhadj; da destra a sinistra il centrocampo è formato da Utaka, Mokoena, Mullins e Kranjcar; in avanti il neo-acquisto Piquionne si affianca a Kanu. Wengèr, consapevole intimamente del valore dell’avversario, ritorna al passato, rispolverando il collaudato 4-4-2, con un’abbondante rotazione: Almunia è confermato tra i pali, con Ebouè, Gallas, Vermaelen e Gibbs in difesa; Arshavin e Diaby presiedono le corsie laterali, rispettivamente a destra e a sinistra, mentre Denilson e Fabregàs si dispongono in mezzo al campo; Eduardo e Van Persie costituiscono il tandem offensivo. Direzione di gara affidata all’ordinato Bennett (voto 6). Si parte, tra il frastuono dei cori e il roteare delle sciarpe biancorosse old style, da parte del pubblico di casa. Fin dai primi secondi, l’Arsenal non nasconde le proprie intenzioni: uccidere il match.
Il Portsmouth fa veramente poco per evitare di farsi mettere alla frusta. Il gioco dei nostri è progressivamente sempre più incisivo e, nel contempo, esteticamente impeccabile. Mullins e Mokoena faticano parecchio a contenere la proposizione offensiva dei vari Diaby, Fabregàs e Arshavin. Nei primi 10 minuti le azioni di gioco finiscono per produrre corner non sfruttati, anche a causa dell’ottimo tempismo di David James. Da segnalare, in questo senso, anche lo spirito di iniziativa di Vermaelen, sempre pronto a cercare lo stacco vincente su ogni calcio piazzato. Ma è solo una questione di tempo prima che il vero Arsenal Style venga fuori alla distanza. Il picco viene raggiunto al minuto 17, e tutto nasce da una invenzione personale di Eduardo: il numero con cui il croaziliano aggira Wilson è una scintilla di pura classe (peraltro, se vi ricordate, il nostro Dudu aveva già sfoggiato questa tecnica in un preliminare di Champions League, un paio d’anni fa).
Una volta trovato il fondo in accelerazione, il nostro numero 9 piazza perfettamente la palla al centro, leggermente all’indietro, dove con tempismo perfetto accorre Diaby; il francese raccoglie al volo l’invito del compagno e scarica un potentissimo destro nell’angolo alto della porta di James, senza dargli scampo. Arsenal in vantaggio. E quattro minuti dopo ci sarebbe stato anche il bis. Trattasi di una accademica dimostrazione del miglior contropiede. Il calcio di punizione battuto dai Pompeys viene spazzato via da Diaby, che poi si invola nel corridoio centrale, con un fantastico movimento senza palla. Fabregàs raccoglie la sfera per poi servirla, con un elegantissimo pallonetto a scavalcare, ad Ebouè, proiettatosi in sovrapposizione sulla fascia destra. L’ivoriano controlla ottimamente, mantenendo la giusta lucidità per andare verso il fondo, convergendo in area, e toccando centralmente per Diaby, bravissimo a seguire l’azione. Il numero 2 dei Gunners non si fa problemi ad infilare, stavolta con un rasoterra, l’incolpevole James. Al 23′ l’Arsenal conduce per 2 a 0, in maniera strameritata. James ci mette tutta la sua esperienza per evitare il definitivo tracollo, sia su Van Persie, sia su Diaby. La bellissima combinazione tra Denilson e Fabregàs, si conclude in un nulla di fatto (questione di centimetri), ma per quanto manchi il terzo goal, la bellezza del gioco offerto dagli uomini di Wengèr resta indiscutibile. L’Arsenal diverte, e soprattutto si diverte.
Di contro il Portsmouth non riesce ad organizzarsi per poter pungere, con la profondità di Piquionne, i centimetri di Kanu, o la rapidità di John Utaka. Al 36′ è ancora James a mettersi in evidenza (e a limitare il passivo), con un magnifico intervento sul gran sinistro di Van Persie su punizione. Ma un minuto più tardi, dall’unica nostra disattenzione (in particolare di Almunia), arriva l’insperato goal del Portsmouth. Bel traversone di Belhadj dalla sinistra, su cui Almunia, probabilmente disturbato dal Sole, non esce. Kaboul fa valere tutta la sua mole e la sua elevazione (davvero impressionante), andando così a sovrastare il portiere spagnolo e a insaccare il goal che accorcia le distanze. Personalmente ritengo la corretta la decisione di Bennett di assegnare la rete e di non fischiare il fallo. Gli ospiti trovano così un appiglio su cui costruire la seconda parte di gara, cercando di venir fuori e di fare l’impresa. Tuttavia il Leitmotiv del secondo tempo non sarà poi così diverso da quello che ha permeato la prima parte di gara.
Wengèr è il primo a percepire tale sentore, mandando dentro Ramsey per Fabregàs in vista del secondo incontro del preliminare, questo mercoledì. I Gunners continuano infatti a fare la loro partita, a dominare il gioco e a tenere saldamente il possesso palla nelle proprie mani. Al 51′ assistiamo anche al ritorno dello stesso fattore “C” che abbiamo già visto in azione al Parkhead. Arshavin calcia la punizione cercando l’intervento delle nostre torri, ma la traiettoria viene deviata da uno strano tentativo di Van Persie. La sfera percorre una direzione parallela alla linea di porta, finchè Vermaelen, in scivolata, prova a correggerne il tiro. Gallas si trova ben piazzato sottomisura, e riesce goffamente a farsi carambolare in faccia il pallone, che finisce fortunosamente in rete. Terzo goal in tre partite per Gallas, e Arsenal che chiude virtualmente le sorti dell’incontro. Ma ancora non è finita. Van Persie dipinge un intelligente filtrante con cui spacca in due la difesa ospite, e illumina il corridoio per Ramsey.
Il giovane gallese si aggancia sul passaggio dettato dal compagno, come la Mach Patrol di Aran Banjo si aggancia sul binario che conduce alla sala comandi del Daitarn III, e incenerisce l’estremo difensore inglese con un poderoso destro di collo pieno. Hart sostituisce un velleitario Kanu con il rapido Nugent. Wengèr manda dentro Bendtner e Merida per Arshavin ed Eduardo. Il risultato (come quello in termini numerici) non cambia. James, il migliore in campo dei Pompeys, non riesce a terminare l’incontro, e deve lasciare il posto a Begovic. Così come Wilson precedentemente aveva lasciato il posto a un più dinamico Van Den Borre. Ma ai fini dell’incontro sarà del tutto ininfluente. I restanti minuti fino al fischio finale sono semplicemente di controllo e di passeggio.
L’Arsenal trova la sua seconda vittoria in campionato, e balza tra i primi posti in classifica, con una partita da recuperare. L’approccio è quello giusto per poter arrivare all’atteso risultato. E rende soddisfatti noi tifosi ipercritici tanto quanto gli eterni filotradizionalisti. Insomma, ce ne è proprio per tutti. More to come.




Beh, nonostante almunia abbia fatto di tutto per tenere in partita il Portsmouth alla fine la vittoria è più che meritata…
La squadra gioca bene, soprattutto senza bendter in campo, e pare che diaby e denilson su tutti abbiano finalmente fatto il salto di qualità, cosa che soprattutto dal primo non mi sarei mai aspettato e sono pronto ad ammettere l’errore. I banchi di prova saranno altri, sabato prossimo il primo, speriamo di mantenere questa verve.
Con il rientro di Walcott e un paio di innesti che forse arriveranno dopo l’ingresso in champions potremmo davvero dare fastidio alle grandi…
Bell’articolo come sempre
Vi siete accorti che in 3 match abbiamo segnato 12 volte e solo un goal è di un attaccante(Eduardo)? Che ne pensate voi?
Riguardo agli innesti dubito arriveranno, Arsenio ha visto che la squadra è abbastanza solida per ora; in effetti sono gli infortuni che ci limitano: Walcott, Nasri, Rosicky. Quindi davanti penso che siamo al completo. Io credo che al massimo vedremo arrivare qualcuno in fase difensiva.
Grazie per la dedica Mr Method!
Anyway l’articolo è molto esaustivo e mi trova d’accordo..
UP THE ARSE!
A quanto pare l’annetto di esperienza in più per i vari Song, Denilson e Diaby ha fatto davvero bene. Davvero interessante l’analisi del Sergente in merito alla provenienza dei nostri goal. L’unico goal segnato da una punta vera è quello di Eduardo, ma secondo me l’Arsenal è una squadra talmente atipica che tutti i giocatori che partecipano alla manovra offensiva possono considerarsi come attaccanti. Ieri poi Van Persie le ha provate davvero tutte per buttarla dentro, ha trovato davanti a sè il miglior James e un pizzico di sfortuna. Ho sentito l’intervista di Wengèr sui probabili acquisti, e visti i goal segnati pare che sarà orientato eventualmente all’acquisto di un giocatore di matrice difensiva. Cosa che io personalmente mi auguro, visto che Song a Gennaio sarà via con la nazionale. Siamo sulla strada buona. Speriamo di continuare così, come anche Simo ha sottolineato.
Grazie per gli apprezzamenti all’articolo ragazzi! COME ON ARSENAL!
Bene così ; meglio non si potrebbe, no ? Ottimo. Sono molto felice. Secondo me il match dell’Old Trafford comincerà a chiarirci qualche idea : non tanto per il risultato che ne scaturirà, ma per osservare il nostro reale valore, visto che ci confronteremo con la favorita (in quanto campione in carica) per il titolo. Tuttavia vincere li sarebbe importante, non tanto per la classifica, ma perchè i ragazzi acquisirebbero consapevolezza della propria forza, cosa tanto più importante nel caso di una squadra giovane come la nostra.
ciao ragazzi!…volevo chiedervi una cosa dato che la partita di domenica è stata già discussa abbondantemente…ma fabregas è infortunato o è stato sostituito in vista delle prossime partite? e se (purtroppo) è infortunato, rientra per le 2 partite di manchester?
BRUTTA NOTIZIA FABREGAS RISCHIA LE 3 SETTIMANE E QUINDI NON LO VEDREMO SICURAMENTE CONTRO IL CELTIC E CONTRO IL MANCHESTER UNITED E’ VERAMENTE IMPROBABILE!! CMQ
C’MON GUNNERS!!!