Meno male che la stagione volge al termine. Peccato solamente che quest’ultima settimana sia stata in grado di vanificare quello che di buono si era visto durante il campionato. Ventuno risultati utili consecutivi. Terminati con un pesante 1 a 4, casalingo per giunta. Avevamo già concesso due volte 4 reti in una sola partita: precisamente, contro il Tottenham e contro il Liverpool. Ma almeno in quei casi si era trattato di un rocambolesco pareggio.
Penso sia innegabile che quest’ultima settimana sia stata una delle più umilianti, considerando tutti i 12 anni della gestione Wengèr. La sconfitta contro il Chelsea fa male, malissimo. Se non per il punteggio, per l’atteggiamento della squadra, della società e soprattutto del manager. Quest’ultimo, devo ammetterlo, riesce a conferire un sapore ancora più spiccato a delle disfatte, già di per sè così brucianti. In uno dei suoi commenti post-gara, dichiarava apertamente che la sua squadra era stata sfortunata. Ma che partita ha visto? E’ incredibile quanto la sua visione della realtà sia distorta ed ottimistica. Incredibile quanto snervante. Come l’atteggiamento di chi non sa ammettere i propri limiti, le proprie sconfitte personali. I propri fallimenti. Perchè stiamo parlando di questo. Un fallimento. Lo si può chiamare in tanti modi. Quarto posto. Preliminare di Champions League. Campionato difficile. Come vedete, le espressioni e i sinonimi non mancano. La sostanza, però, è sempre la stessa. E non si vuol certo screditare l’allenatore o i risultati che questi ha saputo raggiungere. Se però il tecnico alsaziano fosse obbiettivo, prima dell’inizio del campionato, direbbe che la sua squadra è ragionevolmente costruita per competere per il quarto posto. E allora (e solo allora), centrare quel traguardo non sarebbe un fallimento.
Ecco qual’è il senso. Bisogna ben sottolinearlo, per non essere criticato da quei tifosi conservatori che si contentano delle statistiche (21 partite senza sconfitte) piuttosto che dei trofei. Ma lo faccio volentieri, e rispetto qualsiasi modo di pensare. Anche quello di Wengèr. Se lui è dal ’96 su quella benedetta panchina, un motivo ci sarà, eccome. E’ e rimarrà uno dei più grandi di sempre, nell’intera storia di questo sport. Ma, attenzione, questo non vuol dire che non possa fallire e che, in sacrosanta ragione di ciò, non si possa cambiare. Ironicamente, mi viene in mente una famosa frase di Josè Mourinho:”L’Arsenal è un club unico. L’allenatore non vince niente da anni, ma è sempre lì. E’ un idolo e può lavorare serenamente senza preoccuparsi del suo posto…”
Affermazione come sempre veritiera e tagliente, come tutte quelle che vengono rilasciate dal poco simpatico portoghese. All’epoca di quell’intervista al Mirror (grosso modo, un anno e mezzo fa), il portoghese voleva fare una provocazione, tipica del suo stile. Ma non penso credo qualcuno possa dire che il pensiero di Mourinho sia lontano dalla verità. Del resto, arrivarci non è difficile. Non bisogna considerare soltanto i tifosi, come noi, che lo idolatrano e che lo rendono imprescindibile dal progetto Arsenal. Bisogna pensare anche alla società, intesa come Direttivo, come Board, come numero di azionisti che si spartiscono i dividendi. Anno dopo anno, il manager può allestire la squadra spendendo noccioline in confronto ai budget di Ferguson, Benitez, Abramovich, ecc ecc.
Secondo voi questo non conviene alla società? Ma chi glielo fa fare di cambiare un tecnico aziendalista (e per di più esperto in Economia) che riesce, nonostante misere campagne acquisti, a raggiungere il quarto posto in campionato? Suvvia, non scherziamo. Possono dirci quello che vogliono. Le cose stanno così. Sic et simpliciter. Il minimo indispensabile, per il bene societario, è il piazzamento in Champions. Parliamo di milioni di sterline, in termini di avanzamento alle fasi finali, sponsor, incassi di biglietteria, diritti televisivi e chi più ne ha più ne metta. Parliamo di obbiettivi economici di impresa. E, per carità, quelli nessuno li vuol toccare o negare. Ma, allo stesso modo, non mi sta affatto bene che vengano confusi con gli obbiettivi sportivi, prefissati all’inizio di ogni stagione. Noi siamo tifosi, e in quanto tale ci importa poco dei fogli contabili, delle entrate, degli ammortamenti, delle previsioni di bilancio e dei guadagni ottenuti dai ogni singolo investitore. Noi paghiamo per acquistare il biglietto, per avere la tessera del Club, paghiamo per comprare la divisa ufficiale o per altri gadget, paghiamo per andare a Londra a seguire la squadra, e paghiamo anche l’abbonamento alla tv satellitare per poter guardare le partite. Qui non si critica, così tanto per fare, uno dei migliori allenatori al mondo.
Come ha detto anche lo stesso Ian Wright nel suo ultimo pezzo sul Sun, qui si critica il fatto che un allenatore capace di vincere due “double”, capace di terminare una stagione senza nemmeno una sconfitta, capace di trasformare la sua squadra in una delle più forti e belle da vedere di tutti i tempi, non sia riuscito a riconfermarsi, almeno in parte, in quattro lunghissimi anni; si critica un allenatore che non riesce a rendersi conto di come la sua squadra sia nettamente inferiore a Chelsea, Liverpool e Manchester, sotto ogni punto di vista; si critica un manager che non ha sostituito degnamente campioni come Henry, Campbell e Vieira (solo per citarne alcuni). Si critica, infine, un manager che continua a perseverare nei suoi errori di giudizio, nella sua superbia e nella sua smisurata fiducia nei propri mezzi.
Penso che meritiamo molto più di un quarto posto. Non si tratta di rivoluzionare interamente la squadra. Una difesa solida, con dei centrali di sicuro affidamento che possano permettersi dei terzini di spinta come Clichy e Sagna; un centro-mediano forte fisicamente, in grado di far giocare Fabregàs in maniera libera e senza preoccupazioni; una prima punta da 20 goal a stagione, capace di far reparto da solo, a cui affiancare Arshavin. Per far questo non occorre indebitarsi con le banche svizzere, o cadere in regime di bancarotta fraudolenta.
Basterebbe molto meno di quanto non spenda il Liverpool, tutti gli anni per fare la campagna acquisti. Basterebbe gestire meglio la situazione, a cominciare dal capire cosa davvero occorre a questa squadra per poter vincere. Basterebbe capire che, anche se sarebbe bello giocare con i quindicenni, per vincere occorre avere giocatori di esperienza e di qualità assoluta. Se Wengèr riuscirà a capirlo, sarà lui l’allenatore giusto per noi. Altrimenti bisogerà cambiare. Al più presto possibile.




sono felice di non aver visto la partita…. sob!
Eh caro Massimo, ti confesso che non ti sei perso niente. Credimi, il tuo fegato ti sarà debitore…
Non ti sei perso nulla amico mio, credimi… Il tuo fegato ti sarà debitore…
Ragazzi quello che ha scritto Ian credo di averlo scritto più o meno a metà stagione…
per quanto riguarda la società, il fatto che pensino più a disribuire dividendi che a vincere è il motivo per cui da sempre ho sostenuto la campagna di david dean…
aspettiamo e vediamo che succede
E’ vero Simo, e forse David Dein è stato “fatto fuori” proprio per quello… Speriamo di non essere gli unici a pensarla così… Il Gentlemen Agreement avallato dai vari soci del board potrebbe cedere a fronte di una grossa offerta per rilevare il Club… Il buon Stanley (Kroenke) è ormai a ridosso del 30%… Ed è un azionista ben supportato dallo stesso Dein… Speriamo in bene…
La disamina mi trova perfettamente d’accordo. Questa non era una squadra in grado di competere con le 3 in testa alla classifica, bastava dirlo subito e ci saremmo messi il cuore in pace…ed anche per quanto riguarda i rinforzi sono d’accordo : servono uno, o meglio ancora due, centrali di valore , un centrocampista potente, di personalità, che faccia il “lavoro sporco” ed un centravanti di quelli veri, un realizzatore…il Trezeguet di qualche anno fa è il mio modello. Laddove ci fossero le disponibilità economiche per effettuare queste operazioni, si potrebbe ragionare sull’allenatore, visto che, come è giusto che sia, nel calcio nessuno è intoccabile e tutto è migliorabile (anche se confesso che a me non vengono in mente molti nomi. Voi ne avete qualcuno ? Non lo chiedo assolutamente per spirito di polemica, ma proprio perchè in questo momento, sarà che è ora di pranzo, non mi vengono in mente)…in caso contrario, se le nostre disponibilità economiche fossero sempre quelle, beh allora, secondo me, teniamoci stretto il nostro alsaziano…
P.S. Wenger probabilmente non vincerà mai quello che vincerà Mourinho, ma quando se ne andrà da Londra credo che molta gente si commuoverà…ed io sarò tra quelli.
Se non ci fosse disponibilità economica, per il bene del Club e dei suoi tifosi, allora Peter Hill-Wood dovrebbe considerare la possibilità di cedere l’intero pacchetto azionario ad uno dei più grandi investitori che anelano a rilevare la società. Certo, anche io come Simo mi auspico una persona corretta, pulita e interessata al prestigio sportivo dell’Arsenal. Kroenke, che pur essendo imprenditore multimilionario, opera comunque nello sport, sarebbe una persona indicata per quel ruolo. Se non altro, molto più di Usmanov, il cui background è senza dubbio più misterioso e poco chiaro… Il magnate americano è a ridosso del 29%, mentre l’azionista uzbeko è al 25%… Insomma, lo scenario potrebbe presto avere degli sviluppi interessanti. In merito all’allenatore, beh dipende solo da lui. Se si renderà conto di quello che occorre alla squadra per tornare ai fasti e alla gloria che ci competono, ben venga il suo vitalizio. Ha avuto tutto il tempo per poterlo capire in questi anni. Non mi piace pensare ad eventuali sostituti, soprattutto perchè per me Wengèr rappresenta il manager per antonomasia. In virtù di un alternativa forzata, mi viene da pensare a David Moyes…
Per quanto riguarda eventuali cambi al vertice, anch’io auspico che sia una persona pulita e possibilmente interessata al bene dell’Arsenal…dirò di più: se qualcuno rileverà la maggioranza del pacchetto azionario, deve essere ASSOLUTAMENTE qualcuno che si impegni a lasciare i CONTI IN ORDINE al momento del suo abbandono delle cariche societarie (non per gufare, ma ho dei seri dubbi che Abramovich lasci il bilancio a posto quando si stuferà del giocattolo…).
Hill-Wood mi risulta non arrivare nemmeno all’1% del pacchetto azionario. Ormai credo sia uno scontro tra Usmanov e Kroenke, entrambi sono vicini al 30% (che permette di acquistare tutto il board), si tratta di vedere chi lo raggiungerà per primo.
Per quanto riguarda l’allenatore credo che vedremo Wenger ancora per parecchio tempo, in caso contrario ho solo un nome in testa: Tony Adams!
Inesperto? Forse, ma Wenger arrivava dal giappone prima di sedersi sul pino di Higbury…
Magliette a stelle e strisce e stadio a Denver..
Lo United e il Liverpool sono controllati finanziariamente da investitori statunitensi, e non mi risulta che abbiano spostato l’Old Trafford o l’Anfield Road a New York o a Pasadena…
…era quello che volevo vedere dai ragazzi oggi, tanto tanto orgoglio…abbiamo avuto alcune buone occasioni ma soprattutto abbiamo lottato su ogni pallone dominando lo spazio di gioco, abbiamo tenuto il campo alla grande imponendo la nostra manovra allo united (non al rotherham, con tutto il rispetto per loro) e meritando addirittura la vittoria, a mio modo di vedere…
Io voglio sottolineare l’immensa prova di un ragazzo che sta dimostrando di avere degli attributi enormi, un lottatore vero che sembra sempre l’ultimo a mollare: signori un applauso per Alexandre Song!!!!
Quoto Gunnersforever su Song!
scusa toscana, non per fare polemica (neanche da lontano) ma mi dici quali sarebbero i baluardi della tradizione “gunnersiana” che rischiano di andare perduti!?
su song sono d’accordo anch’io come già ampiamente sottolineato…
Vedi Simo,dipende dall’idea concettuale di tifoso..
A chi interessa risultati,giocatori e critiche da bancone e chi vive il calcio e la passione per una squadra come una forma di aggregazione..
Non so perchè,ma mi vanno per la maggiore squadre come il Bilbao,il Celtic e via dicendo,un tempo,eravamo molto più simili a quel genere,ci stiamo allontanando,si allontana la tradizione rimane l’aggregazione,per fortuna.
A me di vincere con una proprietà straniera che sgancia moneta come la squadra del fantacalcio non mi interessa una benchè minima pippas:),gusti!
contento per titì…
Quoto Simo! Anche a me fa molto piacere per lui. Un campione di quel livello lo meritava senza il minimo dubbio…
io preferisco festeggiare, invece di vedere gli altri che festeggiano!!!!!
Arsenal-Stoke City 3-0
WE LOVE YOU ARSENAL WE DO!!!!!ARSENAL WE LOVE YOU!!!!
Oh ma siete ancora vivi?
cmq, per lavoro ho incontrato una personna piuttosto addentro nelle vicende milaniste, da in fase avanzata la trattativa per il togolese…
ho detto di far sapere alla dirigenza di via turati che ci metto io le spese di viaggio e che gli faccio pure la mediazione gratis.
incrociamo le dita…
Buona, anzi, ottima notizia questa su Ade. Se son rose…Chi per sostituirlo ?
Beh, sicuramente con i soldi della cessione di Kakà, adesso il Milan ha il contante per prendere Adebayor, e dobbiamo solo sperare che ci facciano una bella offerta. Come Simo, sono disposto a scortare il togolese fino ad Arcore, senza alcun compenso. Quei 25-30 milioni di ricavo li potremmo seriamente reinvestire per prendere un ottimo centravanti. I nomi? Sempre gli stessi: Benzema sarebbe un sogno, Villa un supercolpo, mentre Dzeko una scommessa non così azzardata… Continuiamo a sperare… Il paragone Milan-Beyoncè non glielo perdonerò mai…
giusto!!! d’accordo con method
Anch’io non gli perdonerò mai questo paragone…niente e nessuno può essere paragonato a nessuno a Beyoncè ! Comunque Villa sarebbe un supercolpo, lo spagnolo ha una confidenza con il gol veramente invidiabile.
Forse è ancora presto ipotizzare gli obbiettivi di mercato più plausibili da parte di Wengèr… E’ anche vero che, con i preliminari da giocare ad Agosto, io preferirei avere la rosa già completa a luglio, per iniziare tutti insieme la preparazione. Non è un caso che molte grandi squadre abbiano già iniziato ad allestire i propri roster, e soprattutto a rinforzarsi. Qualche esempio? Beh, il City ha già preso Barry e quasi concluso per Tevez, mentre il Bayern ha ormai ufficializzato Mario Gomez e Pranijc. Parliamo di giocatori affermati ed esperti, non certo di giocatori alla Martin Angha (che abbiamo rilevato dallo Zurigo, qualche giorno fa). Continuano a farsi insistenti le voci che ci collegano a Dzeko… Il che non sarebbe affatto male. Fra i tre nomi citati, è sicuramente il più realistico. Aulas è uno che non svende i propri giocatori (ricordate i 38 milioni per Essien sborsati dal Chelsea?), mentre David Villa potrebbe preferire scenari più blasonati (oltre a stipendi più lauti) di quanto la nostra “tradizione” possa offrire. Una cosa è certa: uno dei perni del mercato è Adebayor. Prima verrà ceduto, e prima sapremo qualcosa di più sul nostro eventuale “colpo di mercato”. Per la difesa invece si vociferano interessamenti per Vermaelen (centrale belga dell’Ajax) e per Zapata. Mancherebbe ancora il centrale di centrocampo, ed oltre all’eterno (quanto irrealizzabile) obbiettivo Tourè, la stampa inglese menziona delle piste che condurrebbero a Matuidi del Saint Etienne, ad Hazard del Lille, e a Chantome del Psg… Staremo a vedere…
Wenger ha quasi concluso l’affare Vermaelen,difensore belga dell’Ajax classe 1985 su la base di 11,5 milioni di euro.
Riguardo al centravanti io opterei per Dzeko.Da quello che ho potuto vedere ha un buon fiuto del gol,pur giocando in Bundesliga,un campionato molto più facile della Premier League,ma ricordo due anni fa che Eduardo,venendo dalla HNL come miglior realizzatore(34 gol),si era rivelato davvero utile per il nostro attacco,almeno fino al 23 febbraio,quando un certo Taylor gli rovinò la carriera.
Concordo su Dzeko, anche a me sembra essere una punta molto valida e di sicuro rendimento. Non giudicherei un giocatore in base al suo campionato di provenienza. Su Vermaelen ho qualche perplessità… Non che lo abbia seguito più di tanto, ma non è altissimo (un metro e ottanta), e a noi servirebbe più uno stopper capace di imporsi in area di rigore e comandare la difesa. Preferirei un Hangeland, o Zapata, ma non ho sicuramente i mezzi per fare una valutazione obbiettiva…