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Champions League

30 aprile 2009
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Manchester Utd – Arsenal 1-0

Non so voi, ma io mi aspettavo un Arsenal leggermente diverso da quello che abbiamo trepidamente guardato ieri all’Old Trafford. Specialmente se facciamo un breve riferimento alla squadra che ha dominato il Boro solo qualche giorno prima. Una grande differenza, palpabile come non mai, consiste nell’assenza di un giocatore come Arshavin. E’ innegabile che il russo rappresenti l’ago della bilancia nella delicata stagione dei Gunners: è dal suo arrivo che le cose qui all’Emirates sono cambiate, diciamocelo chiaro e tondo. Ma forse non è tutto qui. Sarebbe troppo semplicistico (e anche stupido) credere che l’assenza di un giocatore possa giustificare quanto visto, quanto accaduto. Personalmente ho riscontrato una differenza nello spirito, nella voglia agonistica, nella capacità di imporre il proprio stile di gioco.

E questo a dispetto delle belle parole dichiarate dal manager alsaziano in conferenza stampa, durante il pre-gara. Eppure sarebbe stata tutta lì la chiave per cambiare le sorti dell’incontro. Laddove l’avversario è tecnicamente superiore, si può sopperire con la forza, la grinta, la volontà. Tutti noi ci ricordiamo lo scontro in campionato con i Red Devils. Tutti noi ricordiamo come li avevamo nettamente e meritatamente battuti. E allora perchè non riprendere da quel punto? Perchè non ripartire da quanto di buono era stato messo in pratica quella giornata? Questo, sinceramente, ancora mi sfugge. Perchè lo United è sempre lo stesso. E’ tra le prime tre squadre più forti del mondo, e questo lo sappiamo. Ma un modo per batterlo lo avevamo trovato in fondo.

Ieri sera non si è voluto mettere in pratica quello stesso display. Si è finiti per giocare con un 4-5-1, in cui la difesa era determinata dagli infortuni di lunga data, in cui Walcott era lasciato completamente isolato, in cui Nasri ha dovuto adattarsi a compiti di interdizione e in cui Adebayor ha dovuto arrancare per trovare un paio di palloni giocabili. Almunia; Sagna, Tourè, Silvestre, Gibbs; Song, Nasri; Walcott, Fabregàs, Diaby; Adebayor. Nonostante la disposizione qui elencata, un 4-5-1 “de facto”. Resto dell’idea che il fuoco si combatta con il fuoco.

E che la miglior difesa sia l’attacco. Non si tratta di banali proverbietti da qualunquista. Sono due dati di fatto che riguardano la nostra squadra. Diverso è il discorso dello United. Giocano la prima in casa, devono per forza dare il tutto per tutto, e segnare il maggior numero di reti possibili. I Campioni del Mondo si schierano con uno spregiudicato 4-3-3: Van Der Sar; O’Shea, Vidic, Ferdinand, Evra; Fletcher, Carrick, Anderson; Ronaldo, Rooney, Tevez. E va detto, in tutto questo, che il buon Sir Alex Ferguson si può permettere il lusso di tenere in panchina gente come Giggs, Berbatov e Park Ji-Sung. Direzione di gara complessivamente adeguata da parte del signor Bo Larsen: un incontro di questo tipo andava sicuramente diretto alla “inglese”, e così è stato (voto 6,5).

I ritmi crescono fin dall’inizio dei primi minuti di gara. Nonostante la rivalità tra queste due squadre sia eterna, è la prima volta che le due compagini si affrontano in un palcoscenico europeo. Peraltro prestigioso come quello di una semifinale di Champions League. La definizione marianelliana di “Clash of the Titans” rende perfettamente l’idea di quello che tale battaglia rappresenta in realtà. L’imprevedibilità caratterizza il gioco degli uomini di Ferguson. E’ un centrocampo solido quello dei Red Devils. Ma non per questo si lesina sugli inserimenti, sulle sovrapposizioni rapide e sugli scambi frenetici al limite dell’area con le tre punte di movimento. Gli ospiti devono faticare un pò prima di trovare l’assetto giusto e organizzare la fase di contenimento per arginare lo strapotere fisico di Rooney, Ronaldo e company. Infatti in poco più di un minuto, è lo stesso Rooney che per un pelo non beffa Almunia, di testa in pallonetto, dopo aver bruciato Sagna sul tempo, nello stacco. Eccellente la risposta di Almunia.

Il portiere spagnolo dimostra nuovamente di trovarsi in serata di grazia, durante le successive e letali scorribande dei padroni di casa. I tre attaccanti dello United si alternano con forza ed eleganza, senza lasciare il benchè minimo riferimento alla retroguardia ospite. Gibbs ha il suo bel da fare su le percussioni di Ronaldo dalla destra. Il portoghese riceve bene palla da un cambio di gioco effettuato da Rooney, e approfitta di uno scivolone del giovane terzino inglese, ma da posizione defilata non riesce a inquadrare la porta, producendosi in qualcosa a metà tra un traversone basso e un tiro. Ancora, al 15′, la chance più nitida per passare in vantaggio, dopo una bella combinazione nel corridoio centrale tra Ronaldo e Tevez, quest’ultimo, dal limite dell’area, riesce a servire lateralmente per O’Shea e a lanciarsi nel varco creato centralmente. Il difensore irlandese riceve e crossa subito rasoterra per lo stesso Tevez che con grande rapacità colpisce di piatto al volo sottomisura, trovando contro di sè uno strepitoso Almunia.

L’estremo difensore dei Gunners riesce ad arginare con grande istinto, e per ben due volte (controllando anche la respita dell’attaccante argentino) l’offensiva dello United, salvando letteralmente il risultato. Ma il dominio dello United è troppo netto, e lo spagnolo è costretto a soccombere un paio di minuti più tardi. E’ il 17′. Sul corner successivo all’azione precedente, la difesa dell’Arsenal non riesce a svettare, e la palla finisce sui piedi di Carrick, appostatosi largo sul secondo pallo. Il mediano ex Tottenham aggira nel controllo Diaby, ed effettua il controcross al centro, dove ancora una volta la difesa dei nostri buca totalmente il pallone. Quest’ultimo finisce comodamente nella zona di O’Shea, che calcia praticamente a porta vuota freddando l’incolpevole Almunia. Vantaggio meritato.

Soprattutto per le velleità offensive degli ospiti, praticamente incapaci di imbastire una azione o una ripartenza degna di tale nome. Nasri è stranamente relegato a compiti di mazzulatore e di interdittore; Walcott servito malissimo e raramente coinvolto nelle verticalizzazioni che possano sfruttarne la straordinaria velocità; Fabregàs trequartista non rende tanto quanto rende il Fabregàs regista basso; Diaby, per l’ennesima volta, non può fare l’esterno di fascia a sinistra; Song è uno dei migliori dei suoi, ma la sua grinta e la sua capacità di spezzare il gioco da sole non bastano; Adebayor è lasciato alla deriva, cercato troppo spesso da presuntuosi lanci lunghi che si infrangono su un’immane scogliera di nome Vidic. La visione di un suo goal all’Old Trafford è pressocchè un miraggio. Wengèr prova a far cambiare passo ai suoi giovani soldati. Il goal subito è, da questo punto di vista, un notevole sprone. Si tende a cercare meglio il fraseggio stretto, o ad andar via palla al piede, spesso senza efficacia.

L’apice del gioco dei nostri viene raggiunto al 26′, con una bellissima azione, conclusa non altrettanto in bello stile. In una delle poche volte che viene servito, Walcott è abilissimo a sgusciare via ad Evra, e dopo averlo lasciato sul posto, converge dalla destra in cerca dello scambio decisivo; il tornante inglese pesca bene Adebayor, marcato a uomo da Vidic, ma anzichè girarsi per calciare a rete, il togolese vede e serve Fabregàs, perfetto nell’inserimento centrale. Il capitano dei Gunners ha la possibilità di calciare di prima intenzione, ma rinuncia alla conclusione rapida per controllare e calciare senza efficacia verso Van Der Sar. Troppo debole e centrale la conclusione del catalano. Poi è lo United a rendersi pericolosissimo, quando Tevez, scalato a destra, riesce ad andar via a Gibbs e a rientrare sul destro crossando verso il centro, in direzione di Ronaldo; l’ala portoghese anticipa di netto Kolo Tourè nello stacco, e colpisce a botta sicura verso la porta avversaria.

Solo un provvidenziale intervento in tuffo di Almunia riesce a scongiurare il tracollo agli ospiti. Forse la miglior prestazione in assoluto di Almunia, da quando è approdato all’Arsenal. Sul finale di primo tempo, Walcott si beve due difensori in dribbling, sul vertice destro della trequarti e si ritrova al limite dell’area per poter andare in porta: opta per servire invece Adebayor, facendosi intercettare il passaggio. Nella ripresa le sorti dell’incontro non cambiano. Ma adesso il Manchester possiede in mano il pallino del gioco. Del resto l’Arsenal, dal canto suo, prova a cercare il pareggio. E nel farlo, Sir Alex sa benissimo che i ragazzi di Wengèr possono lasciare qualche spazio ai suoi temibili velocisti. Tuttavia, l’atteggiamento leggermente più offensivo degli ospiti permette una gestore di gara sicuramente migliore, rispetto alla prima frazione di gioco. Almeno il possesso palla tende a stabilizzarsi e ad essere più equilibrato. Si susseguono azioni, ma stavolta da una parte e dall’altra, non prive di qualche leggerezza difensiva.

Lo United tende ad essere globalmente più concreto e pericolo di quanto non lo sia l’Arsenal. Ma è proprio la squadra di Wengèr ad avere la prima netta chance per il pareggio, al 62′: grandissimo lancio di Song di 30 metri che pesca alla perfezione Adebayor in area di rigore; stavolta il controllo in anticipo del togolese elude la pressione difensiva di Ferdinand e dell’accorrente Vidic, ma dopo l’ottimo stop a seguire col petto, il destro al volo del nostro numero 25 è impreciso e si perde sopra la traversa. Traversa che invece lo United colpisce, con un gran destro dai 25 metri di Ronaldo, sfortunato appunto nel colpire la parte alta del montante con Almunia battuto. Entrano Giggs e Berbatov a venti minuti dalla fine; Wengèr risponde sostituendo Walcott con Bendtner, ma il danese non incide più di tanto.

Troppo pochi i 10 minuti a disposizione di Eduardo, che rileva Adebayor all’81′ e così il risultato resta fissato sull’1 a 0 per il Manchester United, e possiamo tranquillamente dire che ci è andata bene. Avrebbero potuto vincere con almeno due reti di scarto, e in quel caso avrebbero ipotecato la Finale di Roma. Invece questo risultato può ancora essere ribaltato. Di sicuro non con questo atteggiamento (sia tattico che mentale). Ma con un approccio offensivo e rabbioso l’Arsenal può sicuramente giocarsela all’Emirates Stadium. Dove ultimamente poche squadre sono riuscite a far risultato. E anche lo stesso Manchester ne sa qualcosa

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8 Comments


  1. CaptainCesc

    bah partitaccia ragazzi…ci è andata piuttosto bene, dobbiamo ringraziare almunia e la traversa se il passivo risulta essere soltanto di un goal di scarto.. cmq dalla partita è apparso che il contributo di Arshavin aumenta almeno del 40% la nostra capacità realizzativa..se ci aggiungiamo che oltre al russo ieri mancava anche van persie…
    insomma, incrociamo le dita per il ritorno!


  2. Ora non ci resta che dimenticare questa prestazione.Spero che per il ritorno Wenger possa almeno recuperare Van Persie,fondamentale per il nostro attacco.Ieri si è visto che senza l’olandese Adebayor non segna.Di Almunia posso dire solo che è stato fantastico.Dobbiamo dimostrare nel ritorno che oltre ad essere una squadra giovane,che garantisce il bel gioco(anche se ieri non l’ho visto),di essere anche vincenti.Ora più che mai C’mon Gunners !!!


  3. aNDRE

    Raga.. mi dispiace dirlo ma questi sono superiori a tutti… per ogni ruolo hanno almeno un fenomeno… comunque non è impossibile…. speriamo!!!!!


  4. ARTI

    Ce la possiamo fare ragazzi! Dai su con il morale!


  5. Simo

    Metto il post di ieri, visto che anche a mente fredda ho le stesse opinioni e qui è più pertinente.

    Credo che quello dell’urlo di Munch sia stato un furto meno clamoroso del nostro quest’oggi.
    Se lo United avesse fatto 5 gol non ci sarebbe stato niente da ridire.
    Faccio una cosa che non ho mai fatto, do le pagelle, così posso sfogarmi con ognuno…

    Almunia: 9
    Fa la partita della vita, se non siamo stati umiliati stasera è solo ed esclusivamente merito suo, purtroppo queste prestazioni le fa due volte l’anno

    Sagna: 5,5
    Sottotono, forse ancora debilitato dal virus, non si propone mai in avanti e in difesa si fa superare troppe volte dal solito movimento di Rooney

    Toure: 5,5
    Limita i danni, ma se è davvero il leader della difesa non può permettere che si arrivi così facilmente al tiro

    Silvestre: 6,5
    Il migliore lì dietro, motivato nel suo vecchio stadio non si fa superare da nessuno e anticipa in modo decisivo l’avversario sul cross di Giggs

    Gibs: 6
    Parte male ma cresce fino a condurre una gara da professionista scafato, il gol però arriva dalla sua parte e un paio di svarioni potevano costare caro

    Nasri: 4
    Non pervenuto, in quel ruolo è totalmente inutile, non filtra e non imposta, perchè schierarlo lì?

    Song: 6,5
    Si danna l’anima, buona partita di contenimento, e vedendo la mediocrità generale dei registi sale anche e mette qualche palla interessante

    Diaby: 4,5
    Altro giocatore messo in un ruolo inspiegabile per le sue caratteristiche. Una cosa sa fare: contrastare, invece è chiamato a saltare l’uomo e mettere cross, cosa che non è in grado di fare. Il mezzo punto è per aver coperto bene in un paio di occasioni

    Fabregas: 5
    In queste partite i fuoriclasse dovrebbero fare la differenza, oggi non l’ha fatta

    Walcott: 4,5
    Vedi Fabregas mezzo punto in meno per non aver cercato la porta quando poteva

    Adebajor: 3
    Cammina, e ripeto.. CAMMINA per tutta la partita. Di testa non ne becca una, gioca a 30 metri dalla porta e non salta un uomo nemmeno se questo sviene. Poche idee ma confuse insomma. Berlusconi lo vuole? L’ho già detto e lo ripeto, come avvocato seguo la mediazione gratis, e non solo, ci metto io le spese per il viaggio e trasloco…

    Bendtner: 4,5
    L’altro giorno ho detto che con Stefanov è il più scarso di sempre in maglia gunners, lo confermo, ma almeno si impegna (in un ruolo non suo pure lui)

    Wenger: 5
    La difesa è tutta la stagione che traballa, indipendentemente da chi ci sia in campo, continua a spostare i giocatori da un ruolo all’altro, e non capiamo il perchè… oggi approccio completamente sbagliato


  6. CaptainCesc

    Mi trovi d’accordo sui voti…


  7. The Method

    Dopo quanto ho scritto nell’articolo, direi che l’analisi dei voti di Simo è ineccepibile… Quoto in pieno…


  8. edward

    io ci credo ancora (come tutti voi del resto)….magari capita come con la roma….in questo caso siamo noi la roma e l’arsenal di febbraio è il manchester united (basta che in questo caso la roma/arsenal passi)…eheh…..però ieri atteggiamento sbagliato…e non solo quello….che rabbia..e pensare che per vedere il mio arsenal ho dovuto “litigare” con la mia ragazza… :( :) …..bè incrociamo le dita per martedì e ricordiamoci che in casa in champions non prendiamo goal da un bel pò….



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